Davide Arrigoni - Coach & Nutrizionista

Davide Arrigoni - Coach & Nutrizionista Servizio di online coaching basato su analisi genetica, con programmi personalizzati ed APP privata.

18/01/2026

Il cardio post allenamento è utile o una perdita di tempo?🧐

La classica camminata o corsetta fatta “a fine pesi” serve a poco o nulla dal punto di vista calorico. Stai parlando di un dispendio marginale, spesso irrilevante sul bilancio settimanale.

‼️Dall’altro lato, se il cardio diventa troppo intenso, il problema è opposto: interferisce con il recupero, aumenta lo stress sistemico e può rallentare adattamenti e progressi muscolari.

Quindi qual è il senso logico?
• Cardio vero → meglio in giorni separati, con un obiettivo chiaro (metabolico, cardiovascolare, performance).
• Cardio post workout → solo come recupero attivo, blando, breve, con funzione circolatoria.
• Alternativa intelligente → integrarlo nel workout, trattandolo come un esercizio: ad esempio scatti alla bike, sled, sprint brevi inseriti nella seduta gambe.

👉Il punto non è “fare più cardio”. È sapere perché lo fai, quando lo fai e che costo ha sul recupero.

Se lo fai a caso, è solo fatica in più.

17/01/2026

Sai fare le alzate laterali?🤔

Dal punto di vista biomeccanico, il deltoide laterale lavora in modo ottimale quando l’abduzione avviene nel piano scapolare (circa 20–30° in avanti rispetto al piano frontale).

👉Questa traiettoria rispetta l’orientamento delle fibre, riduce lo stress articolare e migliora il rapporto tensione/attivazione muscolare.

‼️Un errore comune è cercare l’altezza del carico invece della qualità del movimento. Quando il carico è eccessivo, il corpo compensa: il trapezio superiore entra precocemente, l’omero perde il corretto allineamento e la spalla sale invece di abdurre. Il risultato è meno lavoro sul deltoide laterale e più stress cervicale.

Il cheating non “intensifica” l’esercizio: sposta il lavoro. Slanci, rimbalzi e accelerazioni iniziali riducono il tempo sotto tensione utile e trasformano un esercizio di isolamento in un pattern caotico.

Se vuoi sviluppare davvero il deltoide laterale:
– traiettoria nel piano scapolare
– controllo dell’elevazione scapolare
– carico gestibile, tensione continua

14/01/2026

E tu lo conoscevi questo trucco?

12/01/2026

Camminare in pendenza non fa dimagrire perché “brucia più grassi”❌

Durante l’allenamento puoi usare più grassi o più carboidrati, ma questo non decide cosa perdi nel tempo.

👉Il corpo compensa sempre: ciò che consumi in allenamento viene riequilibrato a riposo.

La perdita di grasso dipende da una sola cosa:
deficit calorico mantenuto nel tempo.

🚶‍♂️‍➡️Il LISS non è inutile:

• aumenta il dispendio settimanale
• affatica poco
• sostenibile nel lungo periodo

Ma non funziona allo stesso modo per tutti.

🔹C’è chi è predisposto a ossidare grassi con facilità e chi tende a usare più carboidrati.
🔹C’è chi ha una buona resistenza cardiovascolare e chi necessita di stimoli più intensi per ottenere adattamenti.

🧬Grazie alla nostra analisi genetica .genomics possiamo capire fin da subito cosa il tuo corpo è portato per fare ed investire tempo ed energie solo nella giusta direzione.

L’inclinazione della panca non è universale❗️È una variabile che va letta insieme alla struttura individuale, non solo a...
09/01/2026

L’inclinazione della panca non è universale❗️

È una variabile che va letta insieme alla struttura individuale, non solo ai gradi scritti sulla panca.

Cosa cambia davvero l’attivazione del “petto alto”:

• Angolo della panca: tra 30° e 50° è il range medio più efficace, ma non ottimale per tutti
• Angolo sternale: uno sterno più inclinato o più piatto modifica la direzione reale delle fibre del capo clavicolare
• Lunghezza degli arti: omeri lunghi → maggiore stress su spalle; omeri corti → più leva sul petto
• Rapporto torace/braccia: torace profondo vs torace piatto cambia ROM e linea di spinta

📉 Oltre i 60° l’attivazione del petto cala drasticamente perché:
• il deltoide anteriore diventa dominante
• la linea di spinta si verticalizza
• il petto perde vantaggio meccanico

👉 Traduzione pratica: “Fare l’inclinata” non basta ma serve trovare l’angolo che rispetta la tua anatomia, altrimenti alleni spalle e tricipiti.. pensando di allenare il petto.

08/01/2026

Scegliere un esercizio non è una questione di gusti, ma di criteri oggettivi🏋️‍♂️

1️⃣Il punto di partenza è l’anatomia: leve ossee, lunghezze segmentarie, inserzioni muscolari. A parità di esercizio, due persone possono stimolare lo stesso muscolo in modo completamente diverso.

2️⃣Subito dopo entra in gioco la biomeccanica: traiettoria del carico, momento torcente, curva di forza. Un esercizio è valido solo se mantiene tensione dove il muscolo è realmente in grado di produrla, non dove “brucia di più”.

3️⃣Terzo fattore: mobilità e controllo motorio individuale. Se non riesci a esprimere forza in sicurezza su un ROM utile, l’esercizio smette di essere produttivo.

4️⃣Infine i dati oggettivi: resistance profile, stabilità del macchinario, possibilità di progressione e ripetibilità nel tempo.

Un esercizio efficace non è quello famoso, ma quello che rispetta questi parametri sul tuo corpo🎯

05/01/2026

Stanco di allenare i tricipiti ma avere ancora le braccia da T-Rex? 🦖

Il problema non è il push down. È come lo fai.

Ti hanno detto che le estensioni sopra la testa sono “meglio” perché lavorano il capo lungo. Vero.

Ma questo non significa che il push down non possa essere completo.

Se vari angolo del busto, traiettoria della corda e posizione delle braccia, nello stesso esercizio puoi:

✅enfatizzare il capo laterale quando estendi il gomito
✅coinvolgere il capo lungo quando porti il braccio dietro

Risultato: più tensione utile, più fibre stimolate, braccia che iniziano davvero a riempire la t-shirt!

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