23/05/2026
È terribile, non voglio un mostro così...
Mi sento controcorrente ma sento anche il terrore che una macchina un giorno possa sostituire un uomo, una persona.
L'uomo è uomo perché (se fosse possibile) già dal primo giorno di vita sa e malauguratamente scoprirà più avanti di essere un essere incompiuto, manchevole, imperfetto
Destinato a fare i conti con la propria caducità.
Fragilità che però alimentano il desiderio!
Desiderio che spinge ogni uomo verso sconfitte e vittorie.
Proprio perché sono incompiuto nasce in me il desiderio, il desiderio di portare il fuoco, portare amore, portare speranza, portare anche la mia mancanza, la mia imperfezione.
L'AI è un generatore di informazioni ma non sa cosa significa avere un corpo, può apprendere ma l'intelligenza artificiale, il filo d'erba o il mio gatto non sanno e non devono fare i conti con una vita che seppur ricca di soddisfazioni ha una "scadenza".
L'AI non ha, riprendendo F. Varela una conoscenza incarnata, conoscenza che supera il concetto duale cartesiano mente-corpo.
La nostra mente è profondamente legata alle esperienze fisiche, motorie, sensoriali e alle interazioni ecologiche (Lewin) del nostro corpo.