14/03/2026
Voleva vivere, diceva, ma senza mangiare. Camminava con scarponcini
pesanti, capelli corti, fard sugli zigomi. Fumava, beveva caffè, assaggiava il
mondo solo per restituirlo. Parlava di madri da espellere, di regole che
ignorava, di gesti che puniscono e proteggono. Il corpo, severo compagno,
la seguiva finché poteva. Noi ascoltavamo, sapendo che il destino non era
un desiderio, ma un filo costante. Non cercava la fine: pretendeva la vita
alle sue condizioni. E il destino, immobile, attese che quelle condizioni
finissero. Tra silenzi, cure e rinunce, restò un’ostinazione fragile, che
nessuna bilancia seppe misurare davvero nel tempo che le fu concesso.
Ostinazione fragile - Carlo Pusceddu
Racconti di 100 parole per Giulio Perrone Editore
https://www.giulioperroneditore.com/prodotto/d-come-destino/