Dott.ssa Martina Grandelli - Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Martina Grandelli - Psicologa Psicoterapeuta Psicologa psicoterapeuta

Desenzano del Garda (BS) e Castelnuovo del Garda (VR).

Un augurio speciale di Buon Natale.Buone feste a tutti!🎄✨️Dott.ssa Martina Grandelli
24/12/2023

Un augurio speciale di Buon Natale.
Buone feste a tutti!🎄✨️

Dott.ssa Martina Grandelli

18/05/2023
Citazione di C. Mackesy
23/02/2023

Citazione di C. Mackesy

LA MATERNITÀ MANCATA«Arriva un momento della vita in cui è chiaro che sei diventato grande: quando hai un figlio.Ora, io...
11/02/2023

LA MATERNITÀ MANCATA

«Arriva un momento della vita in cui è chiaro che sei diventato grande: quando hai un figlio.

Ora, io, Chiara, un figlio non ce l’ho, però credo sia una cosa dopo la quale non c’è dubbio non potrai più essere più giovane come lo eri a sedici anni, col motorino, la discoteca e il liceo. E arriva un momento, nella vita, in cui tutti intorno a te cominciano a figliare. È una valanga.

Ma… inizia sempre da una che lo sapevi sarebbe diventata mamma prima di tutti. Nel mio caso, la Lucia.
C’è stato un giorno, qualche anno dopo il liceo, che la Lucia mi ha chiesto di vederci. Eravamo sedute al bar della piscina, lei era tutta emozionata e a un certo punto, con una faccia che non le avevo mai visto mi fa: “ODDIOOOOO!!! Finalmente posso dirtelo! Sono incinta!”

Incinta. Quando qualcuno ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata, non sai mai che faccia fare.

Quando qualcuna ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata c’è come qualcosa che ti esplode dentro. Un buco che ti si apre, in mezzo agli organi vitali, una specie di paura, stordimento, e, mentre accade tutto questo, tu devi festeggiare, perché la gente incinta è violenta e vuole solo essere festeggiata. E non c’è spazio per il tuo dolore, per la tua solitudine.
Tu devi festeggiare. Come l’albero di Natale che tengo acceso tutto l’anno in salotto, un albero di Natale assolutamente insensato che continua ad accendere le sue lucine, anche a luglio, fuori tempo massimo. Una festa continua senza nessuna natività. E io ho festeggiato.

“Ma Lucia, ma è bellissimo!” … E poi, non sapere più cosa dire. Ed era solo l’inizio, perché di lì a poco mi sembrava che tutti intorno a me avessero avuto, stessero avendo, avrebbero avuto un figlio.

Passeggini, passeggini ovunque.

Un esercito di donne coi capelli corti e uomini stempiati con la panza che spingono passeggini con dentro neonati mostruosi e pieni di amore.

E io, io che continuavo a fare le mie cose sempre meglio, sempre guadagnandoci di più, con sempre più persone che mi guardavano e mi amavano. E poi. E poi a un certo punto io mi sono accorta che il tempo passava e che se non mi sbrigavo io, forse, un figlio non lo avrei mai avuto. E se anche mi sbrigavo, poi, non era mica detto. Perché anche quando ti decidi che è il momento giusto poi, magari, il corpo ti fa il dito medio e tu, allora, rimani col dubbio di aver sbagliato, di aver aspettato troppo, di essere una fallita.

La parte più difficile di fare un figlio è immaginarlo. Immaginarsi come sarà.

E se non mi sta simpatico? E se poi non condivido niente di quello che fa nella sua vita? E se viene troppo diverso da me? Nel mio caso certo che verrà diverso da me!

Ma come faccio con te, bambino? Ancora non ti conosco, ancora non so nemmeno se nasci, se ci riesco a farti nascere, che già non ci capiamo.

Essere figlio di una madre come me ti causerà solo dei problemi. Se sarai maschio io so e, quasi spero, che sarai gay e t’amerò così tanto. Però forse preferirei non lo fossi, perché sarà più difficile e io vorrei che per te fosse facile.

Per favore vienimi su brillante, con la battuta pronta. Odio, odio, odio ciò che si deve odiare, il male, l’ingiustizia, perché è con quell’odio che si fa tutto. Non è vero che si fa con l’amore. Sì, con l’amore si fanno delle cose, ma il grosso si fa con quell’odio lì. Profondo, viscerale, instancabile. Non essere, ti prego, una di quelle creature indifese, troppo buone. Perché poi dovrei cercare di difenderti tutto il tempo.
E c’è il rischio che tu venga su meno capace di guardare, di camminare. Io vorrei fare come mia madre che non mi ha mai preso nel suo lettone. Piangerai nel tuo letto. Spero di avere la forza di lasciarti piangere. Non devo essere debole.

Ma lo vedi come parlo? Sembra che tutto dipenda da me, come se tu non esistessi già da prima di esistere.

Io da qualche parte penso di essere una donna di m€rd@ perché non so cucinare, perché non mi sono sposata e perché non ho avuto figli. Razionalmente so che va bene così, ma da qualche parte, dentro di me, c’è questa voce, esiste, e io, alla fine, penso che abbia ragione lei, che io sia sbagliata.

E io già lo so, bambino, tu mi porterai via tutta la creatività, la luce, resterai solo tu al centro della scena e io sarò una semplice comparsa e poi diventerò grande e poi vecchia e non potrò più fare finta che il tempo non stia passando, perché ci sarai sempre tu, lì, a ricordarmi in ogni momento che la mia gioventù è finita. E penso che mi renderai così felice, che poi non potrai mai rendermi davvero così felice, perché è così che funzionano le cose della vita: non sono mai come te le eri aspettate.

E io ti aspetto e ti desidero così tanto che sarai per forza una delusione. Ma come parlo…? Ma che madre sono? Non sono una madre, intanto… Da dove mi viene tutto questo? Quanto mi è costato diventare come sono? Quanto costerà a te? E in mezzo a tutto questo bisogno di arrivare, in mezzo a tutta questa rabbia, a questo amore, io, ora, non so dove metterti.

O, forse, sei proprio tu che non vuoi ve**re da me, perché credi che io mi sia dimenticata di te, che io mi sia dimenticata della vita.
Ma io volevo solo essere brava, io volevo solo essere preparata, io volevo che tu fossi fiero di me.

Anche se ancora non ci sei.
Forse, perché ci sei sempre stato».

Chiara Francini, Sanremo 2023

Chiara Francini mette in scena un monologo sulla maternità mancata. Racconta di "quando qualcuna ti dice che è incinta e tu non lo sei mai stata e c'è come qualcosa che ti esplode dentro" e del "senso di colpa che ti rimbomba dentro come un eco". Dice Amadeus che Chiara "mette a n**o una verità,...

Dott. Alberto Pellai"TRE DI TROPPO: UN FILM PER RIDERE E RIFLETTERE SU COME I FIGLI CI CAMBIANO LA VITAMarco e Giulia so...
22/01/2023

Dott. Alberto Pellai
"TRE DI TROPPO: UN FILM PER RIDERE E RIFLETTERE SU COME I FIGLI CI CAMBIANO LA VITA
Marco e Giulia sono una coppia benestante, di mezza età che vive pienamente il proprio tempo. Ama la bella vita, si veste alla moda e soprattutto è più che mai convinta che il segreto della propria felicità stia nella decisione di essere rimasti childfree, ovvero senza figli. Al contrario, le coppie dei loro amici, tutte con figli, vengono dai due protagonisti compatite e denigrate. Una sfortunata serie di eventi, porta un giorno Marco e Giulia a diventare protagonisti nel loro peggior incubo: una notte Marco e Giulia vanno a dormire e al risveglio si troveranno in casa tre figli di cui si dovranno occupare come veri genitori. Quei tre figli “piovuti da cielo” per loro rappresentano semplicemente un ingombro, non desiderato e non voluto, di cui vorrebbero sbarazzarsi al più presto. Si può evitare di essere genitori con tre figli in casa? Oppure un figlio che ti ama e ti riconosce come il proprio genitore può trasformarti nella persona che non avresti mai pensato di voler (e dover) essere?
Il film propone una riflessione approfondita intorno all’approccio alla vita “childfree” oggi così in forte crescita. Sono sempre più numerose le proposte che la società fa che, come pre-requisito, hanno l’esclusione a priori dei minori. Resort e vacanze “adults only”, ristoranti, locali pubblici e addirittura linee aeree che stanno ipotizzando di effettuare voli in cui non sia contemplata la presenza dei più piccoli. Ma non dimentichiamo i cortili dei nostri condomini, che quasi sempre vietano ai bambini di giocare al proprio interno. Davvero il mondo può fare a meno dei bambini? Il film, alla fine insegna proprio questo: spesso tendi a denigrare ciò che più temi. Ma se vai incontro a ciò che ti spaventa e lo attraversi potresti scoprire che quell’ignoto aveva da offrirti molte opportunità.
“Tre di troppo” è un film davvero divertente, che usa la comicità per lanciare una riflessione approfondita sul mondo adulto che farà molto divertire anche i bambini. “Tre di troppo” è il film del mese per la rubrica “Schermi di famiglia” che curo ogni mese per il magazine Family Health. Trovate la scheda completa del film al link abbinato a questo post. Potete condividerlo con famiglie che amano vivere un pomeriggio di grande schermo con tutta la famiglia."

Per amore della tua salute

Buone feste a tutti 🌟
23/12/2022

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🧡
23/12/2022

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Buongiorno
Burabacio

21/06/2022

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04/05/2022

"Chiedere aiuto non è una debolezza, è una forza."

16/04/2022

Hanno paura del dentista, del medico, di affrontare una situazione, e la mano magica del genitore allevia il dolore e infonde coraggio. Si fanno male, e il soffio magico del genitore fa passare il dolore. Stanno male, e un bacio magico sulla fronte attenua il dolore alla testa e le sofferenze. I bambini hanno bisogno di attribuire al genitore dei “poteri magici” e anche quando in adolescenza mettono in discussione il vostro ruolo, NON dimenticatevi mai che quel legame è sempre presente, ha solo cambiato forma, e comunque ne hanno sempre ed ancora bisogno.

Maura Manca

11/04/2022

La resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva alle difficoltà che incontriamo, riuscendo gradualmente a trasformare gli ostacoli in punti di forza.

👉 Se vogliamo aiutare i figli a gestire gli eventi negativi, dobbiamo anzitutto imparare come affrontare la vita nel modo giusto!
Maura Manca ce lo spiega in questo audio. Clicca sul link per ascoltarlo!
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https://open.spotify.com/episode/6rUp3cys0EoZngDruldysH?si=uCj1h-CcQQanR9oyVpHIeA&utm_source=whatsapp

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"Per crescere, a volte, i bambini ed i ragazzi hanno bisogno di qualcuno che si occupi di loro, oltre alla loro famiglia...
01/04/2022

"Per crescere, a volte, i bambini ed i ragazzi hanno bisogno di qualcuno che si occupi di loro, oltre alla loro famiglia. In alcuni casi basta poco tempo, qualche ora della giornata, in altri un po' di mesi insieme. Ogni progetto di affido è un attento incastro di tempi, bisogni e disponibilità."🌻🌈

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