Psicologa Dott.ssa Jasmine Awudu - Psicologa Dro

Psicologa Dott.ssa Jasmine Awudu - Psicologa Dro Psicologa e Psicoterapeuta
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🌿 Dinamiche intergenerazionali: ciò che ereditiamo senza accorgerceneCi sono storie che non abbiamo mai vissuto… eppure ...
03/12/2025

🌿 Dinamiche intergenerazionali: ciò che ereditiamo senza accorgercene

Ci sono storie che non abbiamo mai vissuto… eppure abitano in noi.
Sono i modi di reagire, di chiedere aiuto, di amare, di mettere distanza o di cercare vicinanza.
Pattern che si intrecciano tra generazioni, spesso nati come tentativi di protezione.

Le dinamiche intergenerazionali non sono colpe da assegnare, ma mappe da leggere:
ci mostrano da dove arriviamo e ci aiutano a capire perché, oggi, scegliamo certe strade invece di altre.

Il lavoro terapeutico parte proprio da lì:
riconoscere cosa ci appartiene davvero e cosa invece possiamo lasciare andare,
per costruire un modo più libero e autentico di stare nel mondo.

✨ A cosa serve la psicoterapia in questi casi

La psicoterapia aiuta a riconoscere i modelli familiari che continuiamo a ripetere senza accorgercene, a capire come influenzano le nostre relazioni e a costruire modi nuovi e più liberi di stare con gli altri.
È uno spazio per sciogliere pesi ereditati, creare confini sani e interrompere cicli che non vogliamo più portare avanti.

In poche parole: non cambia il passato, ma ti aiuta a scegliere chi vuoi essere oggi.

🎈Nove anni.Mia figlia ha compiuto nove anni.E mi accorgo che crescere non è solo andare avanti: è cambiare forma, impara...
02/12/2025

🎈Nove anni.

Mia figlia ha compiuto nove anni.
E mi accorgo che crescere non è solo andare avanti: è cambiare forma, imparare nuovi silenzi, scoprire che alcune emozioni non ci chiedono di essere risolte, ma accolte.

A nove anni arrivano i primi piccoli distacchi, i “posso farlo da sola”, le domande difficili, i mondi interiori che si aprono piano.
E noi genitori camminiamo accanto, tra dubbi e meraviglia, imparando ogni giorno un po’ di più a lasciare spazio.

Non è semplice.
Ma c’è una bellezza sottile in questo costruirsi insieme, passo dopo passo, mentre loro crescono… e noi con loro.




Ci sono domeniche d’inverno in cui la casa è più silenziosa del solito.I ritmi rallentano, fuori fa freddo, e dentro si ...
23/11/2025

Ci sono domeniche d’inverno in cui la casa è più silenziosa del solito.
I ritmi rallentano, fuori fa freddo, e dentro si sente quella specie di vuoto che non è tristezza vera, ma una mancanza difficile da nominare.
A volte quella solitudine pesa.
Altre volte ci parla.
Ci mostra bisogni a cui non abbiamo ancora dato spazio:
riposo, compagnia, calore, movimento, o semplicemente una pausa da tutto.
Non c’è niente di “sbagliato” nelle domeniche storte.
Sono momenti in cui il corpo e la mente ci mostrano la loro verità senza filtri.
Si possono accogliere, osservare, ascoltare.

E se diventano frequenti o troppo pesanti, chiedere aiuto è già un modo per scaldare un po’ quell’inverno interno.

30/09/2025

La colpa è utile se ci guida alla riparazione.
Diventa distruttiva quando ci condanna
a un debito infinito,
che non possiamo mai estinguere.

✍️ Donald Winnicott

22/09/2025
06/09/2025
31/08/2025
28/06/2025

La mamma pecora nera è quella che sceglie di rompere con le imposizioni patriarcali e con un’educazione centrata sugli adulti.
È quella che osa seguire il proprio istinto, anche quando la famiglia o chi le sta intorno la fa dubitare.

La mamma pecora nera è quella che, con piena consapevolezza, decide di tagliare i legami tossici — anche se di sangue — non appena si rende conto che quei rapporti disfunzionali possono nuocere ai suoi figli.

È quella che affronta ogni tipo di percorso terapeutico per guarire le ferite della propria infanzia e per prendersi cura del suo bagaglio femminile interiore, spesso appesantito da traumi mai risolti.

Le mamme pecore nere sono quelle che la gente guarda con sospetto. Quelle di cui si mormora alle spalle, che si mette in discussione, che si critica, si giudica, si isola.

In ogni famiglia c’è sempre una mamma pecora nera: una donna coraggiosa, che spesso si è sentita sola, che ha spesso dubitato di sé stessa, ma che ha deciso di fidarsi del proprio sesto senso, delle proprie viscere, della propria intuizione.

In ogni famiglia c’è una mamma pecora nera che, oltre a lavorare su se stessa, si ritrova a portare il peso del trauma familiare che gli altri — il partner, i parenti, gli amici — non vogliono o non riescono a vedere.

Essere una pecora nera è un cammino solitario…
Ma, un giorno qualunque — forse prima di quanto pensi — quando la mamma pecora nera decide di alzare la testa e guardare lontano, nella prateria,
scorge altre pecore che, come lei, stanno andando nella direzione opposta al gregge. Controcorrente.

E quando si ferma a osservarle, una ad una, con calma, dalla prima all’ultima…
accade qualcosa di magico:
si accorge che non sono davvero nere.

Sono pecore con una luce unica.
La luce che nasce dall’amore per sé stesse, dall’empatia, dalla consapevolezza e da un cammino di evoluzione interiore.

(Il Poeta)

05/06/2025

Quello che non dava mai problemi…

C’è un tipo di dolore che non fa rumore.
È quello di chi è sempre andato bene. Di chi ha capito tutto troppo in fretta. Di chi si è fatto piccolo per lasciare spazio agli altri, fino a diventare invisibile.

Loro ti chiamano “maturo”, “affidabile”, “che bravo ragazzo”.
Ma non vedono che tu stai sparendo.
Un po’ ogni giorno.
Senza lacrime.
Senza urla.
Solo silenzi ben educati e sorrisi inchiodati in faccia come maschere di carne.

Hai imparato a non chiedere, perché nessuno ti ha mai insegnato a farlo.
Hai imparato a non disturbare, perché ogni tuo bisogno è stato tradotto in capriccio.
Hai imparato a essere forte, ma a modo loro: muto, controllato, instancabile.
Hai fatto della stanchezza una virtù.
Del dolore, un’abitudine.
Del sacrificio, una condanna autoimposta.

Ti sei specializzato nell’aggiustare gli altri, mentre ti spezzavi da solo.
Hai chiamato “forza” il tuo silenzio, “coraggio” il tuo autocontrollo, “normalità” il tuo vuoto.

E ora che sei adulto, non sai più dove sei finito.
Ti senti in colpa se respiri.
Ti senti sbagliato se crolli.
Ti senti egoista se dici “non ce la faccio”.

Ma c’è una verità che nessuno ti ha mai detto:
non sei nato per farti andare bene tutto.
Se sei sempre accomodante, finirai per vivere la vita degli altri.
Se non impari a dire “no”, morirai ogni giorno un po’ di più.

Adesso basta.

Ora torna da quel bambino che eri prima di diventare la brava persona che tutti si aspettavano.
Quel bambino che rideva senza motivo.
Che urlava se qualcosa non andava.
Che chiedeva, che si arrabbiava, che esisteva.

Ritrovalo.
Stringilo.
Ricomincia da lì.

Perché non sei venuto al mondo per rendere comoda la vita a chi non ti ha mai visto davvero.

Le persone forti sono quelle che hanno imparato a sopravvivere da soli, quando nessuno si è accorto che stavano morendo dentro.
A forza di essere ciò che gli altri vogliono, si finisce col non sapere più chi si è…

Enrico Chelini

19/04/2025

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Via Romana 6
Drò
38074

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