Il Millepiedi.Centro didattico specializzato in Dsa-ADHD

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Il Millepiedi.Centro didattico specializzato in Dsa-ADHD Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Il Millepiedi.Centro didattico specializzato in Dsa-ADHD, Medicina e salute, Spirito Santo, Eboli.

09/02/2026

“Cari genitori,🙎‍♂️🙎‍♀️
questo mese 🗓riceverete le “pagelle”📃 dei vostri figli.👱‍♂️👱‍♀️👨‍🦰🤵
Sappiamo che sperate che siano bellissime😍…
Ricordate, però, che tra questi alunni c’è :
🖌un artista che non capisce la matematica,
➗➖➕un matematico a cui non interessa la storia,
⛹️‍♀️🏋️‍♀️ una sportiva che non ama l’inglese…
Se le schede non dovessero rispecchiare le vostre aspettative,🤗 non fatene un dramma.😭
I bimbi potranno lo stesso fare grandi cose nella vita,✌
hanno solo bisogno del vostro amore❤ e della vostra fiducia🥰.”

Fonte: Maestra disegnata

Va in bagno tre volte.Poi “ho fame”.Poi “mi è caduta la penna”.E tu pensi: teatro. Scuse. Capricci.No. Molto spesso è un...
08/02/2026

Va in bagno tre volte.
Poi “ho fame”.
Poi “mi è caduta la penna”.
E tu pensi: teatro. Scuse. Capricci.

No. Molto spesso è un bambino dislessico che sta **cercando ossigeno** prima di entrare in una cosa che, per lui, pesa il doppio. E se noi adulti la chiamiamo “scusa”, stiamo già sbagliando diagnosi del problema.

Perché la dislessia non è solo “legge lento”. È **decodifica che costa FATICA**, attenzione che si sbriciola, memoria di lavoro che si riempie, fatica che arriva PRIMA, e un cervello che impara presto una regola semplice: “Se rimando, soffro meno”. Così da diventare un tipo di autodifesa personale.

La verità è che quando il compito è costruito come se quel bambino non avesse nessun tipo di difficotà, quel bambino **si adatta come può**. E lo fa con i segnali come: bagno, merenda, penna, mille micro-fughe. Non perché “non vuole”, ma perché **non riesce a reggere ancora**.

E qui entra la parte seria, quella che non piace a nessuno: la tutela non è un favore.
E' UN DOVERE.
Tradotto: se nello studio lo fai combattere OVUNQUE ogni giorno contro un muro, quel muro lo stai alzando tu.

Le “scuse” finiscono quando il bambino sente che non deve più difendersi. E tu smetti di interpretare come mancanza di volontà ciò che, spesso, è solo un segnale di FATICA che chiede RISPETO.

li prendi cuccioli e te li ritrovi piccole donne e piccoli uomini😍Auguri alla nostra Sarah
05/02/2026

li prendi cuccioli e te li ritrovi piccole donne e piccoli uomini😍
Auguri alla nostra Sarah

COSA SONO I DSA????🤔Conosciuti da i non esperti con l' acronimo DSA,i disturbi dell' apprendimento sono disturbi del neu...
05/02/2026

COSA SONO I DSA????🤔
Conosciuti da i non esperti con l' acronimo DSA,i disturbi dell' apprendimento sono disturbi del neurosviluppo.Essi si manifestano nei bambini in età scolare a partire dai 7 anni pressappoco.I DSA coinvolgono le capacità di comprendere facilmente i testi, leggere i modo scorrevole,scrivere in maniera chiara e fare i calcoli correttamente.Queste ,azioni per molti semplici e automatiche per i DSA diventano invece come scalate dell' Everest senza nessun tipo di equipaggiamento.
Ogni giorno migliaia di bambini e bambine,ragazzi e ragazze, vivono queste forti tensioni, che li portano a ritenersi incapaci e diversi rispetto ai loro pari, portando così all'abbassamento dell' autostima e spesso alla rinuncia allo studio.
La frustrazione aumenta il cervello del giovane protagonista "viaggia " per terre sconosciute ai più che invece, ritengono il bambino svogliato, non attento e senza volontà.
Proprio per questi motivi fondamentale è una diagnosi chiara e veloce che permetta subito un intervento se non pur risolutore ma senz' altro capace di eliminare la frustrazione distudenti e genitori,attuando l ' accettazione del modo diverso
di apprendere che nulla ha a che vedere con l' intelligenza e il QI né limita le capacità intellettive.
Secondo l' INTERNATIONAL DI ALEXIA ASSOCIATION circa una persona su cinque presenta un grado di DSA.
Il Centro " Il Millepiedi.Centro didattico specializzato in Dsa-ADHD lavora da tempo su questi disturbo ,supportando gli studenti e le loro famiglie nella gestione del " problema" contribuendo fortemente ad aumentare il livello di autostima,la consapevolezza che non c'è nulla di diverso dall' altro e creando un piano ad hoc che prenda in considerazione metodi e metodologie costruite su misura in quello che è la cosiddetta rete a 3 : SCUOLA -FAMIGLIA- CENTRO DI SUPPORTO.
AL centro " Il Millepiedi" potrai effettuare con un professionista certificato nel campo , test che permettano in un tempo piuttosto breve di ottenere una diagnosi ben precisa vagliata e convalidata dal neuropsichiatria infantile esperto in DSA.
Una volta ottenuta la diagnosi l' equipe del centro " Il Millepiedi" stilerà per lo studente un piano ad hoc che vede protagonisti Lo stesso alunno, la scuola , la famiglia e il tutor Dsa che supporterà lo studente nelle attività extrascolastiche e di rinforzo utilizzando mezzi e strumenti compensativi o dispensativi così come previsto dalla LEGGE n. 170 8 ottobre 2010.
Non aspettare che tuo/ a figlio/a si senta diverso o rinunci alla scuola ,vieni a trovarci ci troverai
Ad EBOLI ,in Via Spirito Santo .
Per info e contatti chiama al 320/3869851 oppure recati presso lo studio dalle ore 15 alle ore 19 dal lunedì al venerdì.
Il centro " Il Millepiedi 🐛" ti aspetta per offrirti questi e altri 1000 servizi.💪💪💪

14/01/2026
Quando mia figlia Giulia, sette anni, ha tirato fuori il diario dallo zaino, ho capito subito che qualcosa non andava. N...
07/01/2026

Quando mia figlia Giulia, sette anni, ha tirato fuori il diario dallo zaino, ho capito subito che qualcosa non andava. Non mi ha guardato negli occhi. Ha appoggiato il diario sul tavolo della cucina, aperto alla pagina del giorno, ed è corsa in camera sua.
C'era una nota. Scritta con quella penna rossa che noi genitori temiamo più delle tasse.
«Gentili genitori, Giulia continua ad alzarsi dal suo banco senza permesso. Nonostante i richiami, si sposta in fondo all'aula per sedersi vicino a un compagno, disturbando il regolare svolgimento della lezione. Si richiede un colloquio.»
Ho pensato subito: "Ecco, la stiamo viziando troppo. Non ha rispetto per le regole."
Quella sera, a cena, il clima era teso. Mia moglie serviva la pasta in silenzio. Io ho aspettato che Giulia finisse il primo boccone per chiederle spiegazioni.
«Allora,» ho esordito, cercando di non alzare la voce. «La Maestra Ferrari dice che non stai al tuo posto. Che gironzoli per la classe. Si può sapere cosa ti prende?»
Giulia ha posato la forchetta. Aveva gli occhioni lucidi. «Non gironzolo, papà. Vado solo da Lorenzo.»
«E perché vai da Lorenzo? È il momento della lezione, non della ricreazione. Non si chiacchiera mentre la maestra spiega.»
«Ma noi non chiacchieriamo!» ha sbottato lei, con quella voce acuta di chi subisce un'ingiustizia. «Io sto zitta. Muta come un pesce.»
«E allora perché ti alzi?»
Giulia ha abbassato lo sguardo sul piatto. Ha esitato un attimo, poi ha sussurrato: «Perché a Lorenzo viene la paura.»
Mi sono bloccato. «La paura?»
«Sì. A volte diventa tutto rosso e inizia a tremare forte. Si nasconde dietro l'astuccio perché si vergogna. Ma io lo vedo. Lui ha paura di sbagliare, o che gli altri lo prendano in giro. Il suo cuore batte fortissimo, si sente quasi da fuori.»
Ho guardato mia moglie, poi di nuovo mia figlia. «E tu che c'entri?»
«Quando vado lì e mi siedo vicino a lui... lui smette,» ha detto Giulia, con una semplicità disarmante. «Gli metto una mano sul braccio, o a volte sto solo lì seduta. Se sa che ci sono io, il "monstro" della paura se ne va. Respira meglio.»
Mi si è stretto il cuore. Ero pronto a sgridarla per aver infranto una regola, ma lei stava solo seguendo una legge più antica e importante: quella della compassione.
Il giorno dopo sono andato a prendere Giulia a scuola e ho chiesto di parlare con la Maestra Ferrari. È una donna della vecchia scuola, severa ma con un cuore grande, che insegna da trent'anni.
«Signor Rossi,» mi ha detto sulla soglia della classe, «dobbiamo risolvere questa questione. L'ordine in classe è fondamentale.»
«Lo so, Maestra,» ho risposto. «Ma le ha chiesto perché lo fa?»
Le ho raccontato quello che Giulia mi aveva detto. Del tremore di Lorenzo. Dell'ansia silenziosa che nessuno notava tra una lezione di matematica e una di grammatica. E di come mia figlia, istintivamente, faceva da scudo.
La Maestra Ferrari è rimasta in silenzio. Ha tolto gli occhiali e li ha lasciati ciondolare al collo. Ha guardato verso il banco in fondo, ora vuoto. «Lorenzo è un bambino molto chiuso,» ha ammesso, con voce più dolce. «Pensavo che Giulia andasse lì per distrarlo. Non avevo capito che andasse per... proteggerlo.»
La settimana successiva, la nota sul diario non c'era più. Al suo posto, la Maestra aveva istituito una nuova regola non scritta.
L'ha chiamata "Il momento del compagno".
Se un bambino si sente giù, o ansioso, o semplicemente solo, può mettere un piccolo oggetto colorato sul banco. È un segnale. Chi vuole, può alzarsi e sedersi vicino a lui. Niente parole. Niente spiegazioni. Solo presenza.
Ieri, fuori dal cancello della scuola, ho visto la mamma di Lorenzo. Mi ha sorriso, un sorriso stanco ma grato. «Non so cosa sia successo,» mi ha detto, «ma Lorenzo ora vuole ve**re a scuola volentieri. Dice che la classe non fa più paura.»
Viviamo in un mondo che grida, che giudica, che corre. Ma a volte, tutto ciò che serve per salvare una giornata – o una vita – è qualcuno che abbia il coraggio di sedersi vicino a te, in silenzio, e farti sentire che non sei solo.

24/12/2025

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