27/12/2025
Affido la fretta a chi teme il silenzio, io cammino scalzo tra i pensieri, sfioro l’attimo e lo lascio andare.
Non rincorro la perfezione, non rattoppo le crepe, siedo accanto ai miei difetti e li ascolto respirare.
Se mi domandi cosa voglio, rispondo: una sera che non chieda nulla, una strada che non porti altrove, un cielo che non abbia bisogno di spiegarsi.
Lascio le risposte a chi non sopporta il vuoto, io mi lascio cullare dall’incertezza, dove tutto è domanda e niente ha bisogno di essere capito.
Non colleziono parole, non cesello frasi perfette, io riconosco il valore di un gesto, un battito di ciglia, un attimo di luce tra le mani.
Se mi chiedi chi sono, rispondo: un sussurro che sfiora la pelle, una nota fuori spartito, un’onda che non teme di infrangersi.
Non aspetto il domani, nè trattengo l’oggi, io respiro il presente, e lo lascio danzare tra le dita.
Non temo il fallimento, né mi aggrappo all’idea di restare in piedi, io inciampo, mi rialzo, e rido con le mie cicatrici.
Se mi chiedi cosa mi manca, ti dico: una notte che non pesi sul cuore, una voce che non serva a dire, un abbraccio che non abbia fine.
Lascio le mura a chi ha bisogno di confini, io apro finestre dentro gli sguardi, e mi rifugio nelle braccia di chi resta.
(Angelo Roberto Giovannetti)