15/01/2026
Finalmente, dopo quasi 35 anni dal D.Lgs. 502, si torna a parlare di un riassetto complessivo del Servizio Sanitario Nazionale.
Il mondo della cooperazione guarda con attenzione e interesse all’approvazione in Consiglio dei Ministri della proposta di riforma.
L’auspicio è che questo percorso non si limiti a un intervento tecnico, ma apra finalmente a un coinvolgimento stabile e strutturato delle rappresentanze degli erogatori accreditati, con particolare riferimento al privato sociale e al non profit.
Chi opera ogni giorno nei territori, accanto alle persone più fragili, non può restare un soggetto “accessorio”.
Se il SSN vuole davvero essere universale, equo e sostenibile, deve riconoscere il valore di chi costruisce salute nei contesti reali, non solo nei bilanci.
Una riforma vera non si misura solo dalle norme,
ma da chi viene messo al tavolo delle decisioni