04/01/2026
In questo tempo in cui le guerre sembrano non finire mai e in cui una parte dell'umanità vive lontana dalla propria luce interiore, molti sono tentati di ritirarsi in solitudine. Ci spinge all’isolamento la sensazione di essere divisi tra la nostra verità e le maschere che indossiamo per sopravvivere nella società. È facile sentirsi sopraffatti davanti alle tensioni create dall’accelerazione della nostra vita. Viceversa raggiungere lo spazio di quiete interiore ci permette di osservare la realtà da una prospettiva più elevata, liberata dalla paura e dalla frenesia che caratterizzano i nostri tempi.
Eppure abbiamo scelto di nascere in questo mondo e ci sarà quindi una ragione. L’umanità ci chiama a un compito più grande, non ha bisogno di osservatori che rimangono ai margini a guardarla da lontano senza agire. Ha bisogno di fari che la illuminino, affinché comprenda di non essere sveglia, come crede, bensì addormentata. Ha bisogno di anime coraggiose che osano incarnare la propria luce, anche quando l'oscurità sembra prevalere. Ha bisogno di testimoni viventi che dimostrano, attraverso la propria esistenza, che è possibile vivere con più amore e più coscienza. Come una candela che accende altre candele senza perdere la propria fiamma, così la nostra luce può illuminare il cammino di coloro che ci circondano. Non possiamo dare ciò che non abbiamo; non possiamo offrire la pace se siamo in guerra con noi stessi; non possiamo illuminare se abbiamo spento la nostra fiamma interiore. Ricordiamoci quindi di nutrire la nostra fiamma con pratiche che ci riconnettono alla nostra essenza.
Come fare? Semplicemente vivendoci per ciò che siamo, senza imporre le nostre visioni o forzando il cambiamento. Incarnando la verità rinvenuta nel silenzio del nostro tempio interiore. Quando viviamo allineati con la nostra essenza, allora c’è coerenza tra l'essere e l'agire. Ogni volta che scegliamo l'amore invece della paura, ogni volta che rispondiamo con compassione piuttosto che con giudizio, stiamo già cambiando il mondo. Ogni piccolo gesto conta: un sorriso offerto a uno sconosciuto, una parola benevola quando sarebbe più facile criticare, un momento di ascolto invece di una risposta frettolosa. Nell'accogliere il nuovo anno, ricordiamoci che non è attraverso la lotta che trasformeremo l'umanità. La forza non risiede nell'azione frenetica, ma nella presenza radicata. È incarnando questa luce che siamo già che possiamo poi irradiare naturalmente questa stessa energia verso gli altri. Diventiamo come una pietra gettata in uno stagno: le onde si propagano naturalmente, toccando rive che non avremmo mai immaginato di raggiungere.
L'anno 2026 ci chiede di essere così coraggiosi da rimanere fedeli a noi stessi, anche quando tutto intorno sembra andare in una direzione diversa. Che questo nuovo anno possa aiutarci a sapere quando è il momento di ritirarci nel nostro intimo e quando dobbiamo avere il coraggio di brillare della luce che abbiamo coltivato nel silenzio. Mentre varchiamo insieme la soglia di questo nuovo anno, portiamo con noi la consapevolezza che non siamo soli in questo viaggio. Facciamo parte di una rete invisibile ma potente di anime che hanno scelto di risvegliarsi, di ricordare, di incarnare una frequenza più elevata.
Buon Anno dal cuore 🎊🌟❤️🍀🎊
Bernard e Angie ❤️