Elisa Zandonà-psicologa psicoterapeuta

Elisa Zandonà-psicologa psicoterapeuta 🌱 psicoterapia, training autogeno, psicodiagnostica
🏠 via Isidoro Alessi n.22, Este (PD)
📞 3911169235

Sentirsi soli in un mondo iper-connesso.​Vi è mai capitato di scorrere le foto degli altri e sentirvi improvvisamente "i...
12/03/2026

Sentirsi soli in un mondo iper-connesso.

​Vi è mai capitato di scorrere le foto degli altri e sentirvi improvvisamente "indietro", meno felici o meno pronti? 📱💔

​Nel mio ultimo articolo per il mensile Area Tre di marzo, parlo di quella solitudine silenziosa che ci colpisce oggi: dai giovani che cercano il "permesso di diventare grandi" agli anziani che affrontano la vita per sottrazione.
​La tecnologia può unirci, ma nulla sostituisce quegli sguardi e quei silenzi che ci dicono: "Va bene anche non essere perfetti". Impariamo a spegnere il confronto distruttivo e a tornare ad abitare la nostra realtà con dignità e autocompassione.

​📖 Trovate l'approfondimento completo su Area Tre di questo mese.

10/03/2026

𝐈𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐧𝐧𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐬𝐨𝐥𝐢𝐭𝐮𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐚
Solitudine, giovani e relazioni nell’era digitale. Ne parliamo con la psicologa e psicoterapeuta Elisa Zandonà.
La solitudine oggi ha una forma nuova e paradossale. «Viviamo in un’epoca di iperconnessione digitale, ma spesso sperimentiamo una profonda solitudine emotiva», spiega la dott.ssa Zandonà. «Siamo circondati da persone, ma fatichiamo a creare quello spazio in cui sentirci davvero visti e compresi».
La tecnologia, secondo la psicoterapeuta, non è il vero problema. «Non è lo smartphone a fare danni, ma l’uso che ne facciamo. A volte diventa un anestetico per noia e ansia o una vetrina che alimenta confronti tossici: vediamo le vite perfette degli altri e percepiamo la nostra come un fallimento».
Un meccanismo che colpisce soprattutto i giovani adulti. «I ragazzi cercano autenticità. Più che giudizi o etichette, cercano adulti capaci di ascoltarli e di reggere il loro conflitto. In fondo cercano il permesso di diventare grandi».
La solitudine negli anziani ha invece un’origine diversa. «Non è una scelta, ma spesso una condizione che arriva per sottrazione: affetti, ruolo sociale, autonomia. Il rischio è sentirsi non più necessari».
Per questo, sottolinea Zandonà, è fondamentale il ruolo della comunità. Nei prossimi mesi sarà proposto a Ospedaletto Euganeo il ciclo di incontri “Abitare il cambiamento”, pensato per creare spazi di confronto e sostegno.
«Il pericolo», conclude, «è scambiare l’isolamento per autonomia. L’essere umano è un animale sociale: non è stare soli il problema, ma perdere la capacità di stare insieme».
Elisa Zandonà-psicologa psicoterapeuta

✍🏼𝑑𝑖 𝐴𝑟𝑖𝑎𝑛𝑛𝑎 𝐿𝑜𝑟𝑒𝑛𝑧𝑒𝑡𝑡𝑜
(...)✨𝘊𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘰 𝘴𝘶 AREA3news 𝘯. 172, Marzo 2026📸

Dalla coppia alla famiglia: un viaggio fatto di scoperte, nuove emozioni e legami da proteggere. ❤️Diventare genitori no...
10/03/2026

Dalla coppia alla famiglia: un viaggio fatto di scoperte, nuove emozioni e legami da proteggere. ❤️

Diventare genitori non è un evento discreto, ma un processo di divenire. È quel passaggio sacro e spesso faticoso in cui la diade si apre per accogliere il terzo, trasformando l'identità di coppia in una nuova architettura familiare.
Come psicoterapeuta, so che in questo passaggio non nascono solo i figli, ma rinascono anche i genitori, con le loro ombre, le loro eredità transgenerazionali e le loro speranze.

Vi aspetto il 12 e 26 marzo ad Ospedaletto Euganeo per "Abitare il Cambiamento"
Parleremo di:
-La metamorfosi dell'identità: chi sono io ora che siamo "noi"?
-La protezione del legame di coppia nel turbine dell'accudimento.
-Come cambia l' intimità in un tempo dominato dal bisogno dell' altro

📅 Quando: 12 e 26 Marzo 2026
🕘 Ora: 20:45
📍 Dove: Sala Civica, Ospedaletto Euganeo
🎟 Ingresso: Gratuito



Quelle vite lineari...Ti guardi intorno e vedi passi che non esitano mai, persone che sembrano abitare i propri giorni c...
09/03/2026

Quelle vite lineari...

Ti guardi intorno e vedi passi che non esitano mai, persone che sembrano abitare i propri giorni con una sicurezza che a te, a volte, manca.
In quei momenti il tuo dubbio smette di essere una domanda e diventa un peso: ti senti l’unico passeggero senza mappa su un treno che corre velocissimo.

Ma la verità è molto più silenziosa e umana:
dietro ogni passo deciso, c’è quasi sempre un’improvvisazione costante.

Ognuno di noi cammina portando in tasca le proprie incertezze, i propri "non so", i propri bivi scelti col fiato sospeso.
"Semplicemente" c'è chi ha imparato a nascondere il tremore delle mani.

Siamo tutti esseri umani che cercano la strada mentre la percorrono. Non sei "indietro" e non sei "sbagliato". Sei solo immerso in quel groviglio di tentativi e scoperte che chiamiamo vita!

A volte, il lavoro più grande non è trovare la direzione perfetta, ma darsi il permesso di camminare anche quando la nebbia non si alza.

Non sei l'unico a improvvisare.
Siamo tutti qui, a cercare di capire come si fa, un passo incerto alla volta.

Endometriosi: l’invisibile che lacera​Dolore pelvico cronico, cicli emorragici e invalidanti, dolore profondo nei rappor...
03/03/2026

Endometriosi: l’invisibile che lacera

​Dolore pelvico cronico, cicli emorragici e invalidanti, dolore profondo nei rapporti, stanchezza estrema, crampi a gambe e schiena, dolore alla minzione o defecazione, gonfiore addominale (Endo-belly), diarrea, stipsi, nausea, dolore neuropatico, spotting, infertilità, nebbia cognitiva e cali di memoria.

​Eppure... "non sembri malata"

​È questa la frase che, come un eco tagliente, accompagna la vita di milioni di persone. Perché l'endometriosi ha questa caratteristica crudele: non si vede da fuori.

​Nonostante colpisca il 10-15% delle donne in età fertile (190 milioni di donne nel mondo, 3 milioni solo in Italia), resta una patologia drammaticamente ignorata. Il dato più allarmante? Un ritardo diagnostico medio di 7-10 anni. Un decennio di silenzi e visite superficiali in cui ci si sente dire che "soffrire per il ciclo è normale".

​No, il dolore che impedisce di vivere non è mai normale!!

​Vedo ogni giorno le ferite di questa mancata validazione perché a soffrire non è solo il corpo: è l'identità stessa a sgretolarsi nel dolore di non essere credute.
Spesso il dolore fisico viene "psicologizzato" come ansia o stress, quando è l’esatto opposto: è il dolore non riconosciuto a generare il trauma.

​L'impatto psicologico è un carico invisibile:

​Isolamento: Prigioniere di un corpo che tradisce in un mondo che non capisce.
​Frustrazione clinica: Lo sfinimento di dover combattere per essere credute.
​Lutto della funzionalità: Rinunciare a sogni, carriera e vita sociale per le crisi.

​Se ne soffri, ricorda che il tuo dolore non è una finzione né una debolezza. Non sei "esagerata". Stai navigando una tempesta in mare aperto mentre chi è a riva ti dice che l'acqua è calma.

​Riconoscere il tuo dolore è il primo passo per smettere di sentirtene colpevole.

​📌 Salva questo post se ti sei sentita invisibile e condividilo per rompere il silenzio.

26/02/2026

Al via a Marzo: "Abitare il Cambiamento"

Il Comune di Ospedaletto Euganeo è lieto di presentare un ciclo di sei serate dedicate alla psicologia e alle grandi tappe della nostra esistenza. Insieme alla Dott.ssa Elisa Zandonà, Psicologa e Psicoterapeuta, esploreremo le sfide e le emozioni che segnano le diverse fasi della vita.
Il percorso si articola in tre grandi aree tematiche:

🌱 Neogenitorialità: due incontri dedicati ai futuri e neo-genitori. Uno spazio per esplorare le trasformazioni, le gioie e le fatiche che accompagnano la nascita di una nuova famiglia.

🚀 Adolescenza: un viaggio nell'universo dei ragazzi per comprenderne i cambiamenti profondi e fornire strumenti concreti ai genitori in questo delicato compito educativo.

🍂 La Sfida della Cura: due incontri dedicati alla terza età, ai figli e ai familiari che si prendono cura dei propri cari, per affrontare insieme la complessità del ruolo di caregiver.

Dialoghi sulla psicologia del ciclo della vita per imparare non solo a subire il cambiamento, ma ad abitarlo con consapevolezza, un momento per riflettere sulle proprie relazioni è il primo passo per stare meglio con se stessi e con gli altri.

📍 Informazioni Utili
Dove: Presso la sala civica del Comune di Ospedaletto Euganeo.

Quando: A partire dal 12 marzo ( nella locandina qui pubblicata, trovate il calendario completo )

Relatrice: Dott.ssa Elisa Zandonà, Psicologa e Psicoterapeuta.

La partecipazione è gratuita.

Vi aspettiamo!

A volte pensi che dietro la scrivania ci sia un giudice o un osservatore freddo.La verità è che, mentre mi parli il mio ...
23/02/2026

A volte pensi che dietro la scrivania ci sia un giudice o un osservatore freddo.
La verità è che, mentre mi parli il mio mondo interno si muove insieme al tuo.

​Non penso a "cosa c'è di sbagliato in te".
Penso a quanta forza serve per mettersi a n**o.
Penso a quanto sia prezioso il legame che stiamo costruendo.
Penso che, anche se oggi non vedi la luce in fondo al tunnel, io la vedo già riflessa nei tuoi progressi, anche quelli più piccoli.

​Stare lì seduta di fronte a te non significa solo applicare teorie, ma esserci, anche con tutta la mia umanità.


Nessuno è davvero intero.
16/02/2026

Nessuno è davvero intero.

Uno solo, affinché tutta questa fatica trovi finalmente il suo senso. Uno solo, capace di trasformare il dolore in una c...
09/02/2026

Uno solo, affinché tutta questa fatica trovi finalmente il suo senso. Uno solo, capace di trasformare il dolore in una cicatrice: un segno sulla pelle che non smette di fare male ma cambia forma e racconta di quanto sei stata immensa nel restare appesa a quel filo.

In questo viaggio così intimo, prova a proteggerti dal rumore dei confronti. La tua storia non è quella di un’altra, e i tuoi numeri non definiscono il tuo valore. Tu non sei la PMA.
Abbandonare le aspettative non significa arrendersi, ma darsi il permesso di respirare, ritrovando fiducia nel proprio corpo e nelle mani dei professionisti che camminano al tuo fianco.

Smettere di guardare altrove è il primo passo per tornare ad abitare il tuo spazio con dolcezza. Perché la tua strada è solo tua, ​anche con tutto il suo carico di buio.

Eppure ricorda: nel caos di questa battaglia, non ti servono mille vittorie. Ne basta una. 🤍

Ieri sera ho accompagnato una giovane paziente alla porta, concludendo il nostro viaggio insieme.Nel silenzio della stan...
04/02/2026

Ieri sera ho accompagnato una giovane paziente alla porta, concludendo il nostro viaggio insieme.
Nel silenzio della stanza, dopo che la porta si è chiusa, è rimasta quella densa sensazione che Thomas Ogden descrive magistralmente: la dissoluzione del "Terzo Analitico".
Nella prospettiva di Ogden, la terapia non è un processo in cui una persona "cura" l'altra, ma un incontro in cui due soggettività creano qualcosa che prima non esisteva.
Durante questi anni insieme ho imparato ad ascoltare non solo le sue parole, ma anche i miei stati d’animo più sottili, le immagini improvvise e i sogni a occhi aperti che emergevano mentre eravamo sedute l’una di fronte all’altra. Secondo Ogden, queste non sono distrazioni, ma la voce stessa dell’inconscio: un modo in cui le nostre menti si intrecciano per dare forma a ciò che non è ancora dicibile.

Concludere il percorso significa rinunciare a questo spazio di sogno condiviso. Per la paziente, la chiusura è vertigine e orgoglio: la scoperta che la capacità di ascoltarsi e di "tenersi" non dipende più dalla presenza fisica del terapeuta, perché ha interiorizzato quella relazione. La funzione che prima svolgevo il terapeuta, ora è diventata parte di lei.

Per me, c’è una malinconia vitale. Lasciar andare una giovane paziente significa smettere di prestare la mia mente alle sue immagini, accettando che quel "Terzo", quel soggetto creato in due, debba morire affinché lei possa rinascere pienamente nel suo mondo. È l'atto d'amore professionale più alto: farsi da parte affinché l'altro possa camminare con le proprie gambe.

Il cuore di questo addio è la gratitudine.

La sua gratitudine, per aver trovato un luogo dove i suoi frammenti hanno ripreso forma.
La mia gratitudine verso di lei, perché attraverso il lavoro di reverie lei ha trasformato anche me. Mi ha permesso di abitare il suo mondo e di riscoprire, ancora una volta, la meraviglia dell'evoluzione umana.
Ci siamo salutate non come estranee ma come due persone che hanno danzato insieme sul confine sottile tra due soggettività...

Buona strada nella tua nuova, preziosa libertà.

Indirizzo

Isidoro Alessi 22
Este
35042

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+393911169235

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