Elisa Zandonà-psicologa psicoterapeuta

Elisa Zandonà-psicologa psicoterapeuta 🌱 psicoterapia, training autogeno, psicodiagnostica
🏠 via Isidoro Alessi n.22, Este (PD)
📞 3911169235

Ci hanno insegnato a camminare, ma nessuno ci ha insegnato ad accettare che camminare porta con sé anche la possibilità ...
27/04/2026

Ci hanno insegnato a camminare, ma nessuno ci ha insegnato ad accettare che camminare porta con sé anche la possibilità di cadere, e cadere non solo è inevitabile, ma è addirittura auspicabile.

È proprio nel punto esatto in cui inciampiamo che la terra si smuove e permette a qualcosa di nuovo di mettere radici.

La Pedagogia del senso ci dice che il dolore della caduta non è un errore di percorso ma una sosta forzata che serve a chiederci: "Cosa può nascere qui? Che cosa può cambiare? Come posso spezzare quel meccanismo che tanto mi faceva dannare?"

Se guardassimo la caduta con occhi diversi allora?

Secondo Carl Gustav Jung, il punto in cui cadiamo è esattamente il terreno più fertile della nostra psiche.
È lì che l'ego si rompe e lascia spazio al Sé, a qualcosa di più autentico.

Proviamo allora a non chiederci di evitare di sentire quel dolore, ma di accettare di poter anche "stare" nella caduta. Di non avere fretta di rialzarci prima di aver capito cosa quel terreno ha da offrirci.

La verità è il principio attivo di ogni miglioramento, di ogni guarigione✨C’è una differenza sottile ma enorme tra saper...
24/04/2026

La verità è il principio attivo di ogni miglioramento, di ogni guarigione✨

C’è una differenza sottile ma enorme tra sapere una cosa e sentirla dentro.
Il vero cambiamento non nasce da un grande sforzo di volontà, ma da un momento di onestà radicale con se stessi.

Non è necessario che sia detta....è importante che sia avvertita dentro, che sia evocata dalla coscienza,
la verità di cui parla Bion è quella che "lavora di notte", è quel pensiero che finalmente trova il coraggio di farsi sentire, quell'emozione che smettiamo di soffocare.
Che una volta vista, non possiamo più far finta che non esista.

Le recenti notizie di cronaca ci hanno scosso profondamente riportando l’attenzione su un tema che troppo spesso resta c...
22/04/2026

Le recenti notizie di cronaca ci hanno scosso profondamente riportando l’attenzione su un tema che troppo spesso resta confinato tra le mura di casa: la salute mentale perinatale.

Perchè diventare genitori non è solo una gioia, è una rivoluzione sismica che tocca ogni fibra del tuo essere. E per troppe donne (e anche uomini), questo viaggio diventa un abisso di isolamento e sofferenza.Non è una colpa, non è mancanza di amore: è una condizione clinica che richiede ascolto e cura.
La salute mentale perinatale riguarda tutta la famiglia: prendersi cura della madre significa proteggere anche il padre e il bambino.

❗I numeri in Italia lo gridano a gran voce: non è "solo stanchezza", non è mancanza di amore, non è una colpa, non è un "Baby Blues" che passa, non ha il volto del pianto continuo: spesso ha quello della maschera che indossi per sembrare "normale" quando dentro non provi più nulla oltre alla paura.

🌱Guarire è possibile, ma non da soli.
Chiedere aiuto non è un segno di fallimento, ma il più grande atto di protezione verso te stessa e tuo figlio.

Se ti riconosci in queste parole: parlane. Con un’amica, con il tuo medico, con uno psicoterapeuta. La rete esiste per sorreggerti quando le tue gambe smettono di farlo.

Non sei la tua malattia. Sei una persona che sta attraversando una tempesta, e noi siamo qui per ricordarti che la terraferma esiste.

Ti hanno detto che è "questione di relax". La scienza, invece, ci dice che è una questione di coraggio. Parliamo di quel...
21/04/2026

Ti hanno detto che è "questione di relax". La scienza, invece, ci dice che è una questione di coraggio.

Parliamo di quel numero che sembra solo una statistica, ma che ha il volto di troppi di noi: 1 su 6. Significa che mentre cammini per strada, mentre scorri questo feed, una persona su sei sta combattendo la tua stessa battaglia silenziosa.
L'infertilità oggi è un’epidemia silenziosa, e non è una tua colpa.

Non è solo il tempo che passa.
Viviamo in un mondo che non aiuta la vita: l'inquinamento ambientale, le plastiche che mangiamo senza saperlo (i famosi interferenti endocrini), lo stress che infiamma il corpo.
La nostra biologia sta reagendo a un mondo che corre troppo forte.

Ma il dolore più grande non è chimico, è sociale: è la vergogna. Quella sensazione di avere un corpo "rotto", di essere rimasti indietro mentre il resto del mondo va avanti a colpi di ecografie e annunci felici. Ci nascondiamo dietro ai "non ne vogliamo ancora", mentre nel cassetto conserviamo test negativi e speranze ammaccate.

Perché parlarne ora?
Perché la diagnosi precoce non è un nemico, è la tua più grande alleata.
Non aspettare che il tempo consumi le tue energie emotive. Chiedere aiuto, fare quel controllo in più, rivolgersi a un centro specializzato non significa "arrendersi" alla medicina. Significa prendersi cura del proprio desiderio con dignità. Significa smettere di brancolare nel buio e iniziare a camminare su una strada, per quanto faticosa sia.
Se oggi provi vergogna, sappi che la vergogna muore quando viene condivisa.

Il tuo valore non è scritto nel numero di follicoli o nella motilità degli spermatozoi. Il tuo valore è in questa tua incredibile capacità di restare umana, di amare un progetto che non ha ancora un volto, di cadere e rialzarti ogni mese.

In questa settimana di sensibilizzazione, rompiamo il cerchio della solitudine:
l'infertilità non si risolve con il relax, e la vergogna non si cura con il silenzio. Se senti che questo percorso sta mangiando ogni altro pezzo della tua identità, fermati. Chiedere aiuto — medico o psicologico — non è l'ultima spiaggia, è la prima forma di protezione verso te stessa.

In un’epoca in cui la salute mentale è finalmente riconosciuta come un diritto fondamentale e non più come un tabù, la n...
15/04/2026

In un’epoca in cui la salute mentale è finalmente riconosciuta come un diritto fondamentale e non più come un tabù, la nostra comunità compie un passo decisivo verso la cura del cittadino.

Parte oggi ad Ospedaletto Euganeo lo Sportello di Ascolto Psicologico gratuito, un presidio territoriale nato per rispondere concretamente al crescente bisogno di supporto emotivo e psicologico.

Una risposta locale a un bisogno nazionale
Mentre a livello nazionale il "Bonus Psicologo 2026" cerca di tamponare le richieste con fondi che purtroppo faticano a coprire l’intera popolazione, Ospedaletto Euganeo sceglie la strada della prossimità.

Lo sportello non è solo un servizio, ma un "presidio di ascolto" che abbatte le barriere economiche e geografiche, offrendo accoglienza a chiunque stia attraversando un momento di difficoltà, stress o incertezza.

Perché uno sportello in "paese"?

I dati regionali del 2026 parlano chiaro: l'efficacia dell'intervento psicologico aumenta del 30% quando il servizio è inserito nel contesto di vita quotidiana del cittadino.
La Regione Veneto, con lo stanziamento di 1 milione di euro per l'istituzione dello Psicologo di Base, ha tracciato la rotta: la salute mentale deve uscire dai grandi ospedali per entrare nelle piazze e nelle case dei cittadini.

Lo sportello di Ospedaletto risponde esattamente a questa visione:

🌱Prevenzione: Intervenire prima che il disagio si trasformi in patologia.
🌱Accessibilità: meno costi per l'utente, eliminando lo stigma legato alla spesa economica.
🌱Supporto Multidisciplinare: Gestione di ansia, lutti, difficoltà relazionali o stress da lavoro, in sinergia con la rete dei medici del territorio.

✨Come accedere al servizio:

L'iniziativa, che si avvale di professionisti qualificati, rappresenta un investimento sul capitale umano della nostra comunità.
Lo sportello è aperto a tutti i residenti: un luogo neutro, protetto dal segreto professionale, dove la parola d'ordine è l'ascolto senza giudizio.

"Non c’è salute senza salute mentale", recita il motto dell’OMS fatto proprio dalle recenti leggi regionali.
Da oggi, ad Ospedaletto Euganeo, questo principio diventa realtà.

Info Utili:
📍Dove: piazzetta donatori di sangue n.1
🚨Quando: tutti i mercoledì, solo su appuntamento
☎️Contatti: Dott.ssa Elisa Zandonà 3911169235 elisa.zandona@ordinepsicologiveneto.il

Ci hanno insegnato che essere "forti" significa resistere a tutto, partecipare a tutto, sorridere a tutti. E se per una ...
13/04/2026

Ci hanno insegnato che essere "forti" significa resistere a tutto, partecipare a tutto, sorridere a tutti.
E se per una volta ti permettessi di ascoltare quel sussurro interiore che dice: “Oggi non ce la faccio” ?!

Non c'è nulla di sbagliato in te se certi ambienti ti stancano o se certe situazioni richiedono giorni di silenzio per essere elaborate.

Se un luogo, una situazione, una relazione ti chiedono più di quanto tu possa dare senza svuotarti, datti il permesso di restare dove sei.
Scegliere di non andare è un modo per dirsi: "Io mi prendo cura di me".
È scegliere di non tradire la propria pace in cambio di un'appartenenza che stanca. È riconoscere che la nostra energia non è un pozzo infinito, ma un giardino delicato che ha bisogno di silenzio e di tempi lenti per rifiorire.

🌱Sii la tua casa sicura. Sempre.

Troppo spesso, come adulti, ci presentiamo alla porta dell’adolescenza come ispettori doganali: controlliamo i voti, le ...
10/04/2026

Troppo spesso, come adulti, ci presentiamo alla porta dell’adolescenza come ispettori doganali: controlliamo i voti, le ore di sonno, l’ordine della stanza, i pericoli.
Ma così facendo, restiamo sempre sulla soglia, senza mai entrare davvero.

Se vi dicessi che l’adolescenza è un territorio che non chiede di essere governato, ma di essere esplorato con fame e curiosità?

Essere VISITATORI APPASSIONATI significa:

✨Guardare oltre il silenzio o il "muso", chiedendosi cosa ci sia sotto.
✨Essere avidi delle loro passioni, anche quando ci sembrano incomprensibili.
✨ Riconoscere che loro sono gli esperti del proprio mondo, e noi gli ospiti.

I ragazzi non hanno bisogno di sentirsi giudicati o messi sotto interrogatorio; hanno un immenso bisogno di sentirsi visti. Hanno bisogno di un adulto che dica loro, con gli occhi: "Mi interessa davvero chi stai diventando, anche se è diverso da ciò che avevo immaginato per te".

ESSERE genitori oggi è la sfida più difficile di tutti i tempi.
Ma per fortuna, gli adolescenti (E non solo) hanno "solo" bisogno di genitori PRESENTI, NON PERFETTI.

🫟 Ne parliamo giovedì 23 aprile al secondo ed ultimo appuntamento dedicato agli adolescenti di
"Abitare il cambiamento"
📍 Comune di Ospedaletto Euganeo

🌱Stai prendendo le misure con una diagnosi che toglie il fiato.🌱Ti  stai preparando ad iniziare la PMA.🌱Ci sei dentro fi...
07/04/2026

🌱Stai prendendo le misure con una diagnosi che toglie il fiato.
🌱Ti stai preparando ad iniziare la PMA.
🌱Ci sei dentro fino al collo, tra monitoraggi, attese e speranze appese a un filo.
🌱Ne stai uscendo con le ossa rotte, perché il percorso è stato troppo lungo, troppo freddo, troppo doloroso.
🌱Stai guardando da fuori una persona cara lottare e non sai come aiutarla senza risultare invadente o superficiale.
🌱Hai raggiunto il tuo desiderio ma oggi porti con te le cicatrici di un qualcosa a cui non hai dato per tempo il nome.

Essere in PMA non significa solo farla.

E così, ti ho scritto...non sono "regole", ma piccoli ancoraggi per non perderti in questo mare mosso. Sono le cose che avrei voluto che qualcuno dicesse prima di iniziare.
Scorri per leggerli. 🤍

02/04/2026
22/03/2026

"La normalità è spesso solo una maschera ben riuscita, mentre la follia è una maschera che si è rotta, rivelando la fragilità che appartiene a tutti noi."

Ferdinando Barison

ospedaledeicolli

Ci sono compleanni che arrivano in punta di piedi, quasi a chiedere scusa perché portano con sé un peso che non avevamo ...
21/03/2026

Ci sono compleanni che arrivano in punta di piedi, quasi a chiedere scusa perché portano con sé un peso che non avevamo previsto.
Non è la paura di invecchiare ma qualcosa di muto: il senso di "essere di meno". Accade quando il calendario diventa uno specchio spietato. Ti guardi e, invece di vedere quanta strada hai fatto, vedi solo lo spazio vuoto di ciò che non è ancora arrivato:un progetto che non decolla,un figlio che non arriva, una vita che sembra ferma al semaforo mentre tutto intorno gli altri sfrecciano verso i loro traguardi.

In questi giorni, mentre il mio riflesso mi rimanda l’immagine di un nuovo anno che inizia, sento forte questo battito accelerato.Lo sento come donna sì, ma lo sento vibrare ogni giorno anche nella stanza della terapia, nei racconti di chi porta addosso il peso di un"fallimento"che non ha scelto.

C’è dolore nel dover sorridere a una candelina quando il cuore è fermo altrove,bloccato in una sala d’attesa, incagliato in un desiderio che non vuole fiorire.

Ci si sente difettosi. Ci si sente "indietro", profondamente soli nel non riuscire a festeggiare a cuor leggero mentre fuori sembra sempre esserci una festa a cui non siamo stati invitati.

Dirvi che "va tutto bene"sarebbe una bugia.
La verità è che sentirsi inadeguati è la forma naturale che prende il dolore quando viene esposto alla vita degli altri.

Forse la vera cura non è sentirsi "giusti" a tutti i costi, ma smettere di dirsi che siamo sbagliati.
C'è un potere silenzioso in chi attraversa queste stanze d'attesa e fatica: una forma di coraggio invisibile, che ci fa scommettere sulla vita anche quando questa sembra voltarsi dall'altra parte.

Magari quest'anno non ci saranno fuochi d'artificio, ma c'è la scoperta di una forza che non sapevamo di avere: quella di saper stare nel buio senza spegnerci.✨ Non siamo "indietro",siamo solo in un capitolo più complesso, che richiede una pazienza feroce.
A chi in questi giorni sente il fiato corto: vi vedo. 🤍
Non c’è bisogno di sorridere per forza. Ma ricordatevi che la vostra storia non finisce tra queste candeline che scottano. C'è ancora molto da scrivere, e la penna è ancora nelle vostre mani, anche se oggi tremano un po'.🌱

Rifiorire è un lavoro sporco🪻Spesso pensiamo alla rinascita come a un evento estetico: un fiore che sboccia, un'esplosio...
17/03/2026

Rifiorire è un lavoro sporco🪻

Spesso pensiamo alla rinascita come a un evento estetico: un fiore che sboccia, un'esplosione di colori, un "prima" e un "dopo" netto.
Ma la verità è che rifiorire non è quasi mai un atto aggraziato.

​Si rinasce tra i resti di ciò che siamo stati, e quella polvere non sparisce: diventa il concime. Non si ricostruisce sopra le macerie facendo finta che non esistano; si ricostruisce con le macerie, scegliendo quali pietre sono ancora solide e quali vanno lasciate andare.
​Non si rinasce "nonostante" il dolore, ma grazie alla capacità di averlo abitato.
Un fiore non odia la terra scura in cui è rimasto sepolto per mesi; sa che quel buio era necessario per proteggere il seme.

​Una pianta che rinasce dopo una tempesta non torna mai dritta come un righello. Cresce seguendo la luce, magari con il fusto inclinato o una cicatrice sulla corteccia. Quella "stortura" non è un difetto, è la mappa della tua sopravvivenza.

​La rinascita non è un traguardo, è la pazienza di restare con noi stessi mentre tutto cambia.

Indirizzo

Isidoro Alessi 22
Este
35042

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

Telefono

+393911169235

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