Manuela Galassi Mindfulness e Counseling

Manuela Galassi Mindfulness e Counseling Una pagina che vuole ricordare l'importanza di coltivare la consapevolezza di sè attraverso la prat

27/05/2026

Sposta il cursore.

Nell’ultima conferenza è emerso un bisogno diffuso: ritrovare la semplicità e la sincerità nei rapporti. Ma spesso, per paura della solitudine o di sentirci “vuoti”, ci nascondiamo dietro a maschere che finiscono solo per aumentare la distanza tra noi e gli altri.

Coltivare la consapevolezza nelle relazioni ci offre una chiave di lettura diversa: se desideri ricevere autenticità, devi avere il coraggio di essere autentico tu per primo.
È un invito a smettere di fare richieste verso l’esterno e a iniziare a far emergere il nostro bisogno, trasformandolo in un’azione concreta dentro la relazione.

Cosa stai aspettando dagli altri che potresti iniziare a dare tu oggi?
Raccontamelo qui sotto nei commenti 👇

25/05/2026

“Non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo.” — Anaïs Nin.

Questa frase ha una profondità che mi ha accompagnato molto in questi giorni.
Spesso, nelle nostre relazioni, cerchiamo risposte all’esterno, guardiamo gli altri e ci chiediamo perché non siano come vorremmo.
Ma se provassimo a chiederci quanto del nostro sguardo sia in realtà influenzato da chi siamo, proprio in questo momento?
Spesso proiettiamo fuori le nostre paure, i nostri vuoti, le nostre attese.
Cosa ne pensi?

Esiste un fenomeno strano che accade a chi cresce professionalmente e umanamente: la realtà corre più veloce della nostr...
22/05/2026

Esiste un fenomeno strano che accade a chi cresce professionalmente e umanamente: la realtà corre più veloce della nostra autostima.

È come guardare un'immagine che resta "bloccata": i fatti dicono che sei una persona esperta, capace e solida, ma la tua mente continua a trasmetterti il segnale di chi eri all’inizio. Insicuro, tremante, sotto esame.

L'esperienza non è uno scudo contro l'ansia.
Se non impariamo a "staccare la spina" dai pensieri automatici, continueremo a vivere grandi opportunità con una mentalità di sopravvivenza.
Il risultato? Una fatica immensa e la sensazione di non godersi mai nulla.

Per cambiare marcia occorre:
- riconoscere il rumore: quei pensieri non sono "messaggi", sono solo vecchie abitudini.
- tornare alla base: il corpo è l'unica cosa che non mente mai. Se impari ad abitarlo, il rumore mentale perde potere.
- aggiornare il presente: guardare i propri risultati con onestà, senza il filtro del passato.

Non hai bisogno di un altro corso o di un’altra certificazione. Hai bisogno di imparare a stare con quello che sei già diventato.

Qual è una cosa che oggi sai fare con estrema facilità, ma che anni fa ti spaventava a morte?
Renderti conto di questo salto è il primo passo per aggiornare il tuo sistema.
Ti leggo nei commenti!

20/05/2026

Perché a volte l’esperienza non basta?

Spesso pensiamo che basti fare le cose per tanto tempo per sentirci sicuri. Ma la verità è che l’esperienza non serve a molto se la nostra mente continua a riproporre vecchi schemi critici e sabotanti.

In questo video vi racconto di un musicista e docente che, nonostante anni di concerti, si è ritrovato bloccato dall’ansia. Abbiamo lavorato insieme per rompere quegli automatismi di pensiero che lo destabilizzavano e che non erano più “aggiornati” sulla sua reale bravura.

Attraverso la mindfulness e il radicamento nel corpo, ha ritrovato la stabilità necessaria per godersi di nuovo la sua arte.

Quanto spazio date all’osservazione dei vostri pensieri automatici?
Vi leggo nei commenti ☺️

18/05/2026

Spesso confondiamo la sicurezza con la competenza. Pensiamo che accumulare anni di esperienza, titoli o successi ci renderà finalmente “immuni” dall’ansia o dal dubbio.

Ma la verità è che puoi essere bravissimo in quello che fai e sentirti comunque un estraneo in casa tua. Puoi eseguire un compito alla perfezione, ma avere il fiato corto, il cuore che accelera e la mente che ti critica ad ogni passo.

Perché la vera sicurezza non sta nel “fare”, ma nello “stare”.

Sapersi abitare significa:

Sentire i piedi per terra anche quando la pressione sale.

Accorgersi che la mente sta creando scenari catastrofici e saper tornare al respiro.

Non lasciarsi portare via dal giudizio degli altri, perché siamo radicati in ciò che sentiamo, qui e ora.

Quando impariamo ad abitare il nostro corpo con onestà, la qualità di quello che facciamo cambia. Non perché siamo diventati improvvisamente perfetti, ma perché siamo diventati presenti. E la presenza è l’unica base solida su cui possiamo davvero appoggiarci.

Ti capita mai di sentirti “brav@“ in quello che fai, ma poco sicur@ dentro di te? Come se mancasse un pezzetto? Parliamone nei commenti.

Senza accorgercene, quando siamo insieme agli altri, diventiamo come strumenti musicali in una stanza: se uno vibra fort...
15/05/2026

Senza accorgercene, quando siamo insieme agli altri, diventiamo come strumenti musicali in una stanza: se uno vibra forte, gli altri iniziano a risuonare per simpatia.

Spesso diamo la colpa al "clima" di un gruppo o all'energia pesante di un ambiente, dimenticando che anche noi siamo parte di quella frequenza. La vera domanda non è quanto sia buia la stanza, ma quanta cura stiamo avendo della nostra luce.

Allenare la consapevolezza ogni giorno non serve a diventare "più bravi", ma a restare stabili. Serve a fare in modo che, quando entriamo in un gruppo, non sia il rumore esterno a trascinarci via, ma la nostra calma a offrire un approdo agli altri.

Siamo tutti connessi, ma il segnale che invii dipende solo da te.

Qual è la tua frequenza oggi?
Scrivimi nei commenti una parola che descriva l'energia che vuoi emanare.


13/05/2026

Non siamo solo individui, siamo l’energia che creiamo insieme.

Spesso nei gruppi — in famiglia, al lavoro, tra amici — si crea un ‘campo’ invisibile che ci trascina senza che ce ne accorgiamo. Un grigio fatto di giudizi e pensieri non detti che finisce per definire la nostra realtà.

In questo video vi racconto cosa osservo durante i miei gruppi e perché la consapevolezza incarnata è la nostra bussola per non perderci.

Mantenere la luce accesa significa avere il coraggio di guardare quel grigio, nominarlo e scegliere di tornare alle nostre intenzioni più alte. Quelle del cuore. 🤍

Ti è mai capitato di sentirti ‘travolto’ dall’umore di un gruppo?
Come hai ritrovato la tua direzione?
Ti leggo nei commenti.

11/05/2026

A volte ci sentiamo piccoli, quasi impotenti di fronte al “grigio” che a volte avvolge i luoghi che frequentiamo: l’ufficio, le dinamiche familiari, o persino un gruppo di amici. Pensiamo che per cambiare l’atmosfera servano sforzi titanici o che tutti debbano essere d’accordo.

Invece, la consapevolezza ci insegna il potere della presenza.

Portare la propria luce non significa essere perfetti o forzatamente allegri. Significa avere il coraggio di essere veri. Quando una sola persona decide di uscire dall’automatismo del giudizio o della disattenzione e sceglie di “esserci” davvero, con onestà e radicamento, l’intera frequenza della stanza cambia.

La tua luce è la tua consapevolezza: quando la accendi, permetti anche agli altri di vedersi meglio.

Un appuntamento speciale: “Ascoltarsi bene, sentirsi meglio”

Se vuoi approfondire come coltivare questa luce interiore e imparare ad ascoltare ciò che il corpo e la mente ci comunicano, ti aspetto per un incontro dal vivo molto speciale.

All’interno della rassegna “Briciole di benessere”, terrò una conferenza insieme alla terapeuta Marcella Montesano. Parleremo di come l’ascolto profondo sia la chiave per un benessere reale e duraturo.

Quando: Mercoledì 13 maggio

Orario: ore 20:00

Dove: Centro Sociale “La Torre”, Castel Bolognese (RA)

Sarà un momento di condivisione per scoprire insieme come tornare a casa, verso noi stessi. 🤍

L’ingresso è aperto a tutti. Ti aspetto per condividere questo spazio di cura e consapevolezza.

Inutile girarci intorno: la verità passa sempre.Possiamo passare ore a scegliere l'abito giusto o le parole più convince...
08/05/2026

Inutile girarci intorno: la verità passa sempre.
Possiamo passare ore a scegliere l'abito giusto o le parole più convincenti, ma se il "dentro" e il "fuori" non sono allineati, le persone lo sentiranno. Lo percepiamo nei gruppi, nelle conversazioni al bar, negli sguardi in ufficio.

È quella tensione sottile che nasce quando cerchiamo di nascondere ciò che siamo dietro ciò che vorremmo apparire.
La consapevolezza incarnata è la chiave di svolta.

Significa abitare il presente con onestà e permettere alle relazioni di tornare a "respirare" davvero. Quando smetti di sforzarti, la tua presenza diventa il tuo messaggio più forte.

UN APPUNTAMENTO PER TE:
se senti il bisogno di approfondire questo allineamento tra ascolto e benessere, ti aspetto per un evento speciale:

"Ascoltarsi bene, sentirsi meglio"
Conferenza insieme alla terapeuta Marcella Montesano.
Mercoledì 13 Maggio – ore 20.00
Castel Bolognese

Sarà un momento dedicato proprio a questo: capire come tornare ad abitare noi stessi per vivere meglio con gli altri.

E tu?
Ti è mai capitato di sentire una strana tensione in una stanza nonostante i sorrisi di circostanza? O di sentirti "incoerente"?

Scrivimi la tua esperienza qui sotto e... ti aspetto a Castel Bolognese!

06/05/2026

Osservando le dinamiche dei gruppi che guido, mi accorgo di quanto spesso siamo inconsapevoli di ciò che emaniamo.
Ci sforziamo di curare l’estetica, le parole, i gesti, convinti che la nostra verità profonda resti nascosta.

Ma la verità “passa” sempre.

La consapevolezza incarnata è proprio questo: smettere di recitare una parte e iniziare ad abitare il presente con onestà.
È un atto di rispetto verso noi stessi e verso il tempo che gli altri ci dedicano. Solo quando il “dentro” e il “fuori” si allineano, le nostre relazioni tornano a respirare.

Vi è mai capitato di sentire una tensione in un gruppo nonostante tutti sorridessero?
O di sentirvi voi stessi “incoerenti” in una situazione?
Raccontami la tua esperienza nei commenti.

Indirizzo

Via Cornacchia, 2
Faenza, Italia
48018

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