27/02/2026
Processo terapeutico e cambiamento al femminile: la trasfigurazione come svelamento del Vero Sé. La Baba Jaga al nostro Servizio (estratto da Donne nel Bosco ©)
Allora, per essere noi stesse occorre attingere alla nostra verità e non a quella con cui siamo state narrate.
Se è vero, infatti, che l’Altro è colui che ci ha già donato una sorta di eredità storica con cui dobbiamo fare i conti (Recalcati, 2021). è altrettanto fondato il fatto che, per le donne, suddetta eredità è profondamente difficile da alleggerire: molte delle mie clienti parlano così tanto di questi Altri e dei loro condizionamenti da riuscire a percepirne la presenza in seduta: fantasmi, all'apparenza invisibili, ma il cui peso è drammaticamente tangibile.
L’Altro che ingloba, che frena, che ammonisce è così pressante da volerci mesi, se non anni, per renderlo più innocuo: attuare un petit décalage (ibidem) - ossia una prima rottura con il proprio passato già scritto - è un’impresa titanica per tutti; figuriamoci per il genere femminile, erede di messaggi non troppo velati circa la propria inferiorità, sottomissione e, non da ultimo, mostruosità da incatenare e, perché no, ammansire.
Racconti dolorosi, spesso intrisi di impotenza, di amara inconsapevolzza circa i loro diritti o, più “semplicemente”, circa la consistenza del loro Essere e del proprio valore: come la famosa alga aggrappata allo scoglio, descritta da Rogers in “Way of Being” (Rogers, 1980); una Vita che non vuole rinunciare a se stessa; un’esistenza che chiede aiuto affinché qualcuno possa facilitarne la profonda Saggezza (Rogers, 1951) e, da qui, la propria soggettiva ed unica Tendenza all’autorealizzazione (Rogers, 1980).
Ed è proprio nel punto di rottura di un determinismo storico che renderebbe la Donna schiava di se stessa che la Baba Jaga entra in nostro aiuto, offrendoci, appunto, il fuoco per riuscire a vedere. Forse per la prima volta..."
© Francesca Carubbi