Dott.ssa Monica Alviti psicologa

Dott.ssa Monica Alviti psicologa Seconda sede: STUDIO DI PSICOLOGIA
presso Studio Battilana, via Pia 1, Mogliano Veneto (TV)

Con il tema della GIOIA, stasera abbiamo terminato il primo ciclo di incontri SOLE E VENTO:OFFICINA DELLE EMOZIONI.È sta...
21/01/2026

Con il tema della GIOIA, stasera abbiamo terminato il primo ciclo di incontri SOLE E VENTO:OFFICINA DELLE EMOZIONI.
È stata davvero una bella esperienza, ricca di contenuti e di confronti.
Un GRAZIE speciale a tutti i partecipanti, per la vostra curiosità, la vostra voglia di mettervi in gioco e per tutti i complimenti che ci avete rivolto. Sono dei preziosissimi feedback per continuare a svolgere al meglio il nostro lavoro.
Noi abbiamo commosso voi e voi avete commosso noi!

Non ci resta che augurarvi BUONA DANZA TRA FIGURA E SFONDO 😉

Buongiorno 😊
19/01/2026

Buongiorno 😊

Ieri ho pubblicato sui social la mia "presentazione" e queste sono alcune delle reazioni. GRAZIE ❤️
18/01/2026

Ieri ho pubblicato sui social la mia "presentazione" e queste sono alcune delle reazioni.
GRAZIE ❤️

Mi chiamo Monica Alviti e sono una psicologa.Sono anche moglie, mamma di Mattia e Gaia, figlia, sorella e amica. E non m...
17/01/2026

Mi chiamo Monica Alviti e sono una psicologa.

Sono anche moglie, mamma di Mattia e Gaia, figlia, sorella e amica. E non mi piacciono le etichette.

Perciò, ricomincio da capo.

Mi chiamo Monica e potrei essere la tua vicina di casa, la "ragazza della porta accanto", quella scompigliata del secondo piano a cui una volta hai dovuto bussare all’ora di cena perché avevi finito il sale. Conoscendomi, ti ho aperto la porta in tuta, i capelli raccolti, i fornelli accesi, la musica alta e i figli a giocare con il cane in salotto: un gran casino.

Mi emoziono per le piccole gioie della vita: una bella giornata di sole, una coppia di anziani innamorati a passeggio, un tramonto rosso fuoco, un’opera d’arte. Amo i film d’avventura e i libri di fantasia.
Il giallo è il mio colore: luminoso, caldo, energico, vitale.

Ho sempre avuto le idee chiare sul mio futuro: volevo aiutare gli altri. Mi sono iscritta alla facoltà di Psicologia a Padova, affascinata dai misteri del comportamento umano e dalle narrazioni delle persone. Mi sono laureata nel 2003 e superato l’esame di Stato, mi sono iscritta alla sezione A dell’Albo degli Psicologi della Regione Veneto con il numero 5295.

Nel 2011 ho avviato la mia libera professione. Oggi collaboro con due studi e un team di altre professioniste.

La ragazza della porta accanto è anche la psicologa della porta accanto. La coerenza tra chi sono nella vita privata e nel mio lavoro è ciò che mi caratterizza.

Ti ascolto, ti supporto e ti affianco, con autenticità e passione.
Ci concentriamo sulle dinamiche relazionali che hanno contribuito alla comparsa del tuo disagio. Lavoriamo sulle tue interazioni con l'ambiente esterno, sui tuoi schemi comportamentali, sui modelli di comunicazione, sui ruoli familiari e sociali, sulle aspettative reciproche.
Io stimolerò il dialogo con alcune domande, ti ascolterò e insieme identificheremo il nocciolo per poi sperimentare delle soluzioni. Insieme!

Trattare le relazioni significa affrontare anche i pensieri, le emozioni, le esperienze e le storie che le accompagnano. È un approccio olistico che mira a comprendere la tua persona nella sua totalità: un viaggio accompagnato nel tuo mondo interiore e fuori.

La vanità è da sempre vista come un difetto, un'eccessiva credenza nelle proprie qualità. Ma se la pensassimo come  la "...
14/01/2026

La vanità è da sempre vista come un difetto, un'eccessiva credenza nelle proprie qualità. Ma se la pensassimo come la "capacità di prendersi il proprio posto nel mondo", non è che forse dovremmo essere tutti un po’ più vanitosi?
Da piccoli è spontanea e legata alla necessità di esplorare la propria identità, da grandi diventa uno strumento con cui difendersi per compensare le proprie insicurezze. E sui social questo è visibilissimo.
Quando è vissuta in modo consapevole e con leggerezza induce a prendersi cura di sé e motiva a seguire sane abitudini.
In fin dei conti un po’ di sana vanità non ci fa troppo male. Non certo quella che ci fa credere di essere meglio di tutti gli altri, ma quella che ci fa rendere conto che non siamo così male dopotutto, che una certa capacità ce l’abbiamo anche noi. Il nostro cervello è fatto per piacersi e se siamo programmati per “tirarcela” un po’, perchè non possiamo prenderci il lusso di rispondere “sì, hai ragione” a chi ci dice che siamo davvero bravi a fare qualcosa. Se questa è la verità...
L'importante è essere sinceri con sé stessi e con gli altri quando si tratta di vantarsi. Non esageriamo e non fingiamo, ma prendiamoci la libertà di goderci quelle cose che davvero ci appartengono. Fa bene alla nostra autostima!

13/01/2026

Ne vale la pena 😊

Se vi fa piacere, seguitemi anche qui 😊
12/01/2026

Se vi fa piacere, seguitemi anche qui 😊

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08/01/2026

Il Padre nostro come mappa dell’umano esposto

✒️ Dr. Carlo D’Angelo | Voce delle Soglie

Il Padre nostro non nasce come formula religiosa da recitare,
ma come parola essenziale per esseri umani esposti, vulnerabili, non padroni della vita.
È breve perché non parla a chi ha tutto chiaro,
ma a chi vive nella mancanza, nell’incertezza, nel limite. Dire “Padre” non è definire Dio.
È ammettere di non essere origine di sé stessi.
È riconoscere che la vita non ce la siamo data da solie che l’autosufficienza è una finzione.
Padre” è il contrario dell’onnipotenza:
è la parola di chi accetta di esistere in relazione o di non esistere affatto.
E subito dopo: “nostro”.
Non mio. Qui cade ogni spiritualità individualista.
Nessun senso è privato,
nessuna salvezza è solitaria.
La vita o è condivisa o diventa peso insostenibile. Quando si chiede che il “nome sia santificato”, non si sta facendo culto.
Si sta dicendo: che la vita non venga usata,
che non diventi mezzo,
che non sia ridotta a funzione o prestazione.
È una richiesta profondamente etica:
che ciò che ha valore resti intoccabile.
“Venga il tuo regno” non è evasione dal mondo. È una protesta silenziosa contro l’ordine delle cose così come sono.
È il desiderio che la forza non schiacci,
che il potere non diventi dominio,
che la logica del più forte non sia l’ultima parola.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”
non chiede abbondanza, ma il necessario.
È una frase contro l’accumulo e contro il controllo. Chiede ciò che basta per restare vivi oggi,non per sentirsi al sicuro per sempre.
Poi arriva una delle parti più vere:
“rimetti a noi i nostri debiti”.
La vita è fatta di debiti che non si saldano del tutto: nn ferite, mancanze, errori, promesse mancate. Chiedere che vengano rimessi
non è negare la responsabilità,
ma riconoscere che nessuno può vivere portando tutto da solo.
E subito dopo:
“come noi li rimettiamo”. Non è una minaccia morale. È una legge antropologica:
ciò che non lasci andare, ti governa.
Nessuno può chiedere liberazione
restando prigioniero.
Qui il Padre nostro tocca il punto più umano,
e forse più difficile:
la libertà è sempre relazione. E poi la frase che oggi è cambiata: non più “non ci indurre in tentazione”, ma “non abbandonarci alla tentazione”.
Questo cambiamento è decisivo.
Non chiede di essere risparmiati dalla fragilità.
Non chiede di essere messi al riparo dalla prova.
Chiede di non essere lasciati soli nel punto in cui si può crollare. La tentazione, in senso umano, non è il male spettacolare. È la scorciatoia: smettere di sentire,
indurirsi, fuggire da sé stessi quando il peso diventa troppo. Dire “non abbandonarci”
significa riconoscere che l’essere umano non cade perché è cattivo,
ma perché è solo. È una preghiera adulta, non infantile. Non chiede onnipotenza,
chiede presenza.
E infine: “liberaci dal male”.
Non dal dolore.
Dal male. Il dolore è inevitabile.
Il male nasce quando il dolore perde senso
e si trasforma in distruzione,
verso sé stessi o verso gli altri. Letto così, il Padre nostro non è una dottrina.
È una grammatica dell’umano. Non promette soluzioni, non elimina la fragilità,
non garantisce felicità. Tiene insieme tre cose fondamentali: il limite, la relazione, il desiderio di senso. Forse è per questo che attraversa i secoli:
perché non parla a chi ha risposte,
ma a chi vive.

________________ LEI PUÒ. NOI NO _________________L'identità della Befana è controversa: è la moglie di Babbo Natale? È ...
06/01/2026

________________ LEI PUÒ. NOI NO _________________
L'identità della Befana è controversa: è la moglie di Babbo Natale? È br**ta e vecchia come una strega? È povera perché vestita di stracci e scarpe rotte? È buona o è cattiva?
Non è lei ad essere cattiva, ma i bambini che si comportano male e meritano il carbone invece dei dolciumi. Lei può giudicare le azioni dei bambini. Che poi non è un vero e proprio giudizio. È piuttosto un gesto educativo: impara ad essere consapevole e responsabile delle tue azioni e delle loro conseguenze. Se fai bene, meriti del bene. Se fai male, non otterrai mai nulla di buono.

Lei può ma noi no. Noi adulti, noi popolo fanatico dei social, sempre pronti e agguerriti a dire la nostra su fatti politici, storici, culturali...tuttologi del web, tutti coscienziosi, tutti impeccabili, sempre corretti e sopra le parti. Noi che, dietro uno schermo, al sicuro nelle nostre case, guardiamo dall'altro la vita che accade e ci permettiamo di giudicarla.
I giovani d'oggi sono incoscienti, capaci solo di riprendere col cellulare scene raccapriccianti, senza intervenire. Attori passivi della loro vita. Genitori diseducativi, troppo permissivi con i loro figli, che invece di uscire, divertirsi e fare tardi, dovrebbero stare a casa con loro.
Le istituzioni che non intervengono, i locali non a norma, i botti che dovrebbero essere vietati, la gioiosità delle feste che dovrebbe essere contenuta, la giovinezza che dovrebbe letto essere già maturità...

Quante parole sprecate, quanti giudizi superficiali, quanta arroganza e se posso permettermi, quanta ignoranza. Quanta poca sensibilità e quanto poco rispetto per gli altri, finché non accade a noi.
La Befana arriva di notte, in punta di piedi, in silenzio. Non vuole riconoscimenti. Non si erige a giudice assoluto. Non punta il dito contro.
Lascia un segno ma per insegnare qualcosa.
Anche a noi adulti!

M.A.

Anno nuovo 💪🏼Studio nuovo (a Mogliano Veneto) 😍E direi l'ultimo! 😅
05/01/2026

Anno nuovo 💪🏼
Studio nuovo (a Mogliano Veneto) 😍
E direi l'ultimo! 😅

Indirizzo

Via Triestina 54, Int. 18
Venice
30173

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 14:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 11:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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Chi sono

Mi chiamo Monica, ho 44 anni e sono una figlia, una sorella, una moglie, una mamma, un’amica e una psicologa. Sono figlia e sorella di una famiglia tradizionale, attaccata ai sani valori della vita. Sono moglie e madre di una famiglia moderna, influenzata dai ritmi strenuanti della società del nuovo millennio. Sono un’amica più o meno presente per chi ha intrecciato da molto vicino la sua vita alla mia e sono psicologa, quella che definisco la mia “mission”!

Mi sono laureata in Psicologia presso l'Università degli Studi di Padova il 06/11/2003 con una tesi dal titolo "Il Questionario di Soddisfazione di Coppia: contributo alla validazione". Ho svolto il mio tirocinio presso l'"Associazione Centro Santa Maria Mater Domini di formazione e consulenza alla coppia e alla famiglia - ONLUS" di Venezia, consultorio familiare (area di psicologia generale) e presso il Centro per la Tutela del Minore "Fondazione Mater Domini CTB - ONLUS" di Marghera, comunità alloggio (area di psicologia evolutiva). Superato l’esame di Stato, è seguita l’Iscrizione alla sezione A dell'Albo degli Psicologi della Regione Veneto con il numero 5295.

Sono entrata ufficialmente nel mondo del lavoro nel dicembre del 2005 collaborando con il Baby Parking "Qui Quo Qua" di Mestre per il progetto di sostegno alla genitorialità "E' arrivato un bebè...essere genitori che fatica!" con la programmazione di incontri per i neo genitori. Dal 2007 al 2010 ho collaborato con l' “Associazione Centro Santa Maria Mater Domini per la formazione e la consulenza della coppia e della famiglia ONLUS” di Mestre e Venezia. Dal 2011 sono psicologa libera professionista ad orientamento sistemico-familiare, inizialmente presso lo studio di Psicologia Corporea e attualmente presso il Centro di Benessere Psicologico sito a Mestre-Venezia. Nel 2012-13 ho collaborato con l'Associazione Parkinsoniani Mestre e Venezia per la progettazione di incontri e seminari per i malati e i loro familiari.