A&C Studio di Psicologia

A&C Studio di Psicologia Antonio Cortese. Psicologo abilitato. Dottorato in Psicologia Cognitiva e Master in Psicologia dello

Olimpiadi Milano-Cortina 2026!Un post al giorno per raccontare la Psicologia degli Sport nelle discipline invernali: pre...
15/02/2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026!
Un post al giorno per raccontare la Psicologia degli Sport nelle discipline invernali: preparazione, allenamento e prestazione della mente negli sport della neve e del ghiaccio.

4a Puntata – Slittino
🛷 Lo Slittino è una delle discipline più iconiche delle Olimpiadi Invernali, erede di una tradizione millenaria legata all’uso delle slitte nei territori più freddi del pianeta. Presente ai Giochi dal 1964, ha conosciuto una profonda evoluzione tecnologica: aerodinamica avanzata e materiali sofisticati consentono oggi velocità superiori ai 130 km/h, garantendo stabilità e guidabilità. Tuttavia, il fattore decisivo resta l’essere umano.

Rispetto a Bob e Skeleton, lo Slittino presenta una peculiarità rilevante: la posizione dell’atleta con la testa nella parte posteriore della slitta. La guida avviene attraverso micro-regolazioni di gambe e piedi, mentre la partenza da seduti richiede una spinta esplosiva affidata esclusivamente a braccia e mani. Questo rende la fase iniziale particolarmente delicata sul piano tecnico e mentale.

⏱️ Lo Slittino è uno sport che si gioca sul filo dei millesimi di secondo. Servono quattro manche per fare emergere differenze minime tra gli atleti, e ogni sbavatura può risultare decisiva. Toccare il bordo, perdere la linea ideale o sbandare sono eventi che richiedono concentrazione immediata e capacità di recupero attentivo. Qui la concentrazione non è solo una variabile di performance, ma anche un fattore cruciale di sicurezza.

🧠 Nonostante lo studio approfondito della pista nei giorni precedenti, la gara richiede flessibilità cognitiva. Minime variazioni di traiettoria o di assetto devono essere corrette in frazioni di secondo. Le strategie di visualizzazione diventano strumenti fondamentali per memorizzare il tracciato e per adattarsi rapidamente a imprecisioni inevitabili.

La postura del corpo è essenziale per massimizzare aerodinamicità e scorrevolezza, ma altrettanto importante è la capacità di rilassare la muscolatura per una guida fine e precisa. L’allenamento mentale sul continuum contrazione–rilassamento è quindi centrale, così come la gestione delle sollecitazioni a carico del tratto cervicale.

La componente emotiva è costantemente sollecitata. Velocità e rischio alimentano l’adrenalina, che può diventare un limite se compromette lucidità e controllo motorio. Saper trovare calma ed equanimità, soprattutto in gare importanti, è spesso ciò che distingue una prova efficace da una imprecisa.

🛷 🛷 La specialità del doppio nello Slittino ha caratteristiche peculiari: condivisione emotiva, comunicazione efficace, suddivisione dei compiti (guida+stabilità) e delle responsabilità. Sulle slitte biposto intenzioni, motivazioni e capacità di due compagni di squadra si fondono in maniera perfetta. Due corpi e due menti che lavorano all’unisono per far funzionare al meglio un solo mezzo.


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12/02/2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026!
Un post al giorno per raccontare la Psicologia degli Sport nelle discipline invernali: preparazione, allenamento e prestazione della mente negli sport della neve e del ghiaccio.

3a Puntata: Discesa Libera - Sci Alpino

⛷️ La Discesa Libera è la disciplina più adrenalinica e spettacolare dello sci alpino. Velocità estreme, salti, curve condotte sul filo delle lamine. Un esercizio atletico che sfida costantemente le leggi della fisica: gravità, forza centrifuga, attrito di neve e ghiaccio che sollecitano in modo intenso muscoli e articolazioni, soprattutto degli arti inferiori.

🔝 Discesiste e discesisti sono atleti d’élite sotto il profilo muscolare, articolare e propriocettivo. L’allenamento fisico è continuo e molto intenso, anche fuori stagione. Nonostante ciò, il rischio di infortunio nelle discipline veloci resta elevato e accompagna quasi inevitabilmente la carriera di chi compete ai massimi livelli. Cercare il limite significa convivere con un margine di rischio strutturale.

🧠 In questo contesto, la psicologia dello sport ha un ruolo centrale, al pari della preparazione tecnica e fisica.
◽ Gestione emotiva
Paura e coraggio convivono nella mente del discesista. La paura viene progressivamente trasformata attraverso l’apprendimento tecnico, l’esperienza e la conoscenza del mezzo. Negli atleti di vertice non scompare, ma diventa consapevolezza lucida dei propri limiti. Il coraggio, invece, è ciò che spinge ad avvicinarsi a quei limiti in modo intenzionale e controllato. Stato di forma, fiducia, rientro da infortunio, condizioni della neve e importanza della gara modulano continuamente il profilo emotivo.
◽ Efficienza cognitiva
Discesiste e discesisti sono veri e propri “computer sugli sci”. Memorizzano tracciati lunghi oltre due minuti, visualizzano salti e curve, anticipano variazioni di luce e manto nevoso. Le prove cronometrate forniscono informazioni cruciali, ma la prestazione richiede assenza di improvvisazione. Cambiamenti meteo, strategie degli avversari e feedback degli allenatori mettono alla prova la flessibilità cognitiva.
◽ Concentrazione e consapevolezza corporea
Alle massime velocità, ogni gesto deve essere eseguito con precisione assoluta. Postura, contrazione e rilassamento muscolare, capacità di adattamento sono determinanti. L’allenamento neuro-percettivo, le tecniche di visualizzazione, la memoria motoria e il lavoro sul riflesso neuromuscolare sono strumenti centrali della preparazione mentale.

La psicologia dello sport è inoltre fondamentale nel recupero dagli infortuni, nel ricostruire la fiducia e nella gestione dei fattori di distrazione in contesti ad alto rischio.

❓La capacità di prendere decisione rapide ad alta velocità, dipende solo da competenze fisiche e tecniche?
❓Qual è il fattore emotivo che più di altri può destabilizzare il discesista in partenza?

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07/02/2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026!
Un post al giorno per raccontare la Psicologia degli Sport nelle discipline invernali: preparazione, allenamento e prestazione della mente negli sport della neve e del ghiaccio.

Per celebrare il magnifico di oggi parliamo di...
2a Puntata: Pattinaggio di velocità

⛸️ Il Pattinaggio di velocità è uno sport di prestazione pura. Riproduce uno schema motorio fondamentale della motricità umana: scivolare. Come correre o nuotare, pattinare diventa, con la ripetizione, una procedura stabile della psicomotricità.

Nel contesto agonistico questo gesto si trasforma in fluidità, equilibrio, potenza ed efficienza. Le gare si svolgono su anelli di 400 metri, spesso in coppia, ma il vero avversario non è l’atleta accanto: è il cronometro.

Dal punto di vista psicologico, l’attenzione è prevalentemente interna e orientata alle sensazioni corporee. La qualità della prestazione dipende dall’equilibrio tra più variabili:
🛼 percezione dello sforzo e soglia anaerobica
🛼 controllo della postura e dell’aerodinamicità
🛼 compromesso tra forza espressa e fluidità del gesto
🛼 capacità di “sentire” la lama sul ghiaccio senza creare attriti inutili

Le distanze vanno dai 500 metri sprint alle prove di endurance sui 10.000 metri, con richieste mentali differenti.
▶️ Nelle distanze brevi: focus ristretto, alta attivazione, controllo della tensione muscolare
▶️ Nelle distanze lunghe: rilassamento, continuità attentiva e gestione della fatica
In entrambi i casi, il continuum stress–rilassamento è centrale nell’allenamento mentale.

La presenza dell’avversario in pista può essere uno stimolo motivazionale o un fattore distraente. Diventa quindi essenziale allenare lo shift attenzionale, per tornare rapidamente alle proprie sensazioni e al gesto tecnico.

Ci sono due gare del Pattinaggio di velocità che complicano ulteriormente le cose sul piano mentale: la gara a squadre e la mass-start.
La gara dell'inseguimento a squadre, dove prestazione individuale, fiducia, comunicazione e spirito di appartenenza devono integrarsi, come un treno sul ghiaccio.
La mass-start, che richiede flessibilità attentiva, lettura dell’ambiente e gestione di stress crescente fino agli ultimi giri. La prestazione si fonde con l'analisi situazionale.

Quanto è difficile preservare la qualità tecnica quando la fatica cresce?
Cosa può incidere di più sullo stress percepito dal pattinatore, il cronometro o le condizioni ambientali (avversario in pista, ghiaccio, pubblico)?

Vi aspetto domani per un nuovo post sulle Olimpiadi Invernali!

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06/02/2026

Olimpiadi Milano-Cortina 2026!
Un post al giorno per raccontare la Psicologia degli Sport nelle discipline invernali
Preparazione, allenamento e prestazione della mente negli sport della neve e del ghiaccio.

1️⃣ 1a puntata -

🥌 Il Curling è una disciplina che combina sensibilità, precisione e fisicità, in un equilibrio raffinato tra gesto tecnico e controllo mentale.
Il corpo imprime alla stone la velocità iniziale; la mano sulla leva determina la rotazione che ne guiderà la traiettoria. Subito dopo il rilascio, entrano in gioco lettura della situazione, stima dei parametri e rapidità decisionale: informazioni decisive per l’uso della spazzola, capace di modificare quanto basta velocità e direzione per raggiungere l’obiettivo.

Ogni atleta esegue un tiro a turno. Questo rende il Curling uno sport ad alta ambivalenza emotiva: si alternano rapidamente fasi di attacco e difesa, situazioni di vantaggio e momenti in cui è necessario contenere i danni. La capacità di regolare le emozioni, senza farsi trascinare da entusiasmo o frustrazione, diventa quindi centrale.

Dal punto di vista psicologico, ogni tiro richiede:
◽ rilassamento muscolare e gestione delle tensioni, per non alterare forza e traiettoria;
◽ attenzione focalizzata, in un contesto di estrema precisione;
◽ tolleranza dell’errore, poiché anche minime imprecisioni possono avere conseguenze rilevanti.
Il rischio di è elevato e deve essere gestito rapidamente per affrontare i tiri successivi con lucidità.

Il Curling è anche uno sport di squadra (coppie o quartetti) in cui la rappresenta un elemento distintivo.
Tra un tiro e l’altro si pianifica la strategia; durante il tiro, il feedback diventa un flusso continuo di informazioni tecniche e valutazioni sulla performance. Il giocatore che esegue il tiro riceve supporto cognitivo ed emotivo: sa cosa fare, anche nella complessità, e percepisce fiducia, incoraggiamento, coesione.
Proprio per questo, la comunicazione deve essere chiara, funzionale e positiva, per evitare ansia prestativa o pressione eccessiva. Lavorare su questi aspetti anche al di fuori della pista è fondamentale: sapere cosa dire, come dirlo e quando dirlo nei momenti decisivi può fare la differenza ad alto livello.

❓ Guardando il Curling, quale aspetto psicologico ti colpisce maggiormente?
❓ E quali qualità mentali riconosci nei campioni di questa disciplina?

Alla prossima puntata di questo percorso tra Psicologia dello Sport e Olimpiadi Invernali! 👋

🧠 Ansia corticale: quando è la mente a creare l’ansiaL’ansia non nasce sempre da stimoli esterni o da minacce reali.Spes...
30/10/2025

🧠 Ansia corticale: quando è la mente a creare l’ansia

L’ansia non nasce sempre da stimoli esterni o da minacce reali.
Spesso è la mente stessa – con i suoi pensieri, immagini e interpretazioni – a innescare la risposta dell’amigdala, il centro emozionale del cervello.
È ciò che Catherine Pittman (2015, 2022) definisce ansia corticale, cioè l’ansia che parte “dall’alto verso il basso” (top-down): dalla corteccia cerebrale fino alle risposte fisiche e fisiologiche dell’organismo.

Possiamo distinguere sette attività mentali che possono attivare l’amigdala e alimentare l’ansia:

1️⃣ Pessimismo – Quando ti aspetti che le cose vadano male, riduci la tua motivazione al cambiamento e amplifichi la sensazione di impotenza.
2️⃣ Preoccupazione – Pensieri o immagini ripetute su possibili eventi negativi attivano costantemente il sistema ansioso.
3️⃣ Pensiero ossessivo o compulsioni – Il bisogno di controllare o ripetere certi comportamenti genera un sollievo temporaneo, ma rafforza il circuito dell’ansia.
4️⃣ Perfezionismo – Pretendere la perfezione da sé o dagli altri porta inevitabilmente a frustrazione, autocritica e tensione continua.
5️⃣ Catastrofizzazione – Trasformare un piccolo errore in un disastro totale amplifica l’ansia e riduce la resilienza.
6️⃣ Colpa e vergogna – Queste emozioni, originate nella corteccia frontale e temporale, mantengono la mente bloccata nel giudizio e nell’autosvalutazione.
7️⃣ Attività dell’emisfero destro – Quest’area cerebrale tende a focalizzarsi sugli aspetti negativi, visivi o uditivi, e a generare scenari mentali spaventosi, spesso amplificando la percezione di pericolo.

L’ansia corticale, quindi, non nasce dalle sensazioni del corpo ma dai pensieri.
Imparare a riconoscere e modificare queste abitudini mentali è il primo passo per disattivare la risposta ansiogena dell’amigdala e ritrovare calma e lucidità.

👉 Se riconosci in te alcuni di questi schemi, ricorda che non sei solo. Un percorso psicologico può aiutarti a comprendere come funziona la tua mente e a ridurre il potere dell’ansia, restituendoti equilibrio e libertà interiore.

L’ansia è come la nebbia.Quando siamo immersi nella nebbia, ci sembra che tutto intorno a noi sia soltanto nebbia. Non v...
28/10/2025

L’ansia è come la nebbia.

Quando siamo immersi nella nebbia, ci sembra che tutto intorno a noi sia soltanto nebbia. Non vediamo la strada, i contorni si confondono, la realtà sembra scomparire. E come nella nebbia, anche con l’ansia cerchiamo spesso soluzioni immediate: alziamo i fari, ma la luce rifrange e peggiora la visibilità; rallentiamo troppo, ma rischiamo di bloccarci; acceleriamo per superarla, ma aumentiamo il pericolo. Eppure la nebbia – come l’ansia – rimane lì, avvolgente, insistente, distorcente.

Molti scelgono di fermarsi e aspettare che si diradi. A volte funziona: come la sera, quando l’ansia sembra dissolversi da sola. Ma vivere sempre nell’attesa che la nebbia passi significa restare fermi, impotenti, schiavi di qualcosa che possiamo invece imparare a conoscere e a gestire.

La vera soluzione non è fuggire dalla nebbia, ma diventare abili nel guidare dentro la nebbia. Significa accettare che essa faccia parte del viaggio, che abbia una ragione d’essere, che ci accompagni solo per un tratto di strada. Possiamo procedere con calma, con consapevolezza, anticipando le manovre, restando attenti ai segnali e pronti a ricevere quelli esterni. Così, passo dopo passo, la nostra mente si allena a vedere attraverso la nebbia, fino a scoprire che non è più così f***a, o forse che non c’è più.

Vincere l’ansia non significa eliminarla, ma smettere di combatterla.
Significa riconoscere che l’ansia è un fenomeno mentale: deforma, amplifica e catastrofizza la realtà, ma non è la realtà stessa. È nella nostra mente, e la mente è nostra: possiamo imparare a osservarla, a comprendere i suoi meccanismi, a togliere forza ai suoi automatismi.

Quando smettiamo di resistere e iniziamo ad accogliere, la nebbia perde potere. E la strada torna a essere visibile, percorribile, nostra.

👉 Se l’ansia ti limita o condiziona la tua vita, non restare avvolto nella nebbia. Cercare il supporto professionale giusto può aiutarti a ritrovare la direzione, imparando a guidare con serenità anche nei momenti più difficili.
Dott. Antonio Cortese - Evergreen Certification Anxiety Treatment

Siamo felici di condividere un nuovo traguardo professionale:il dott. Antonio Cortese ha conseguito la Certificazione “C...
15/10/2025

Siamo felici di condividere un nuovo traguardo professionale:
il dott. Antonio Cortese ha conseguito la Certificazione “Clinical Anxiety Treatment Professional (CCATP)”, rilasciata da Evergreen Certification.

Questa formazione avanzata approfondisce gli approcci più efficaci e aggiornati per la valutazione e il trattamento dei disturbi d’ansia, integrando tecniche basate sull’evidenza scientifica con un approccio centrato sulla persona.

Acquisire competenze specifiche in quest’area è oggi fondamentale: i disturbi d’ansia rappresentano una delle condizioni psicologiche più diffuse, ma anche una delle più trattabili.
Un intervento psicologico mirato e personalizzato può aiutare concretamente a ridurre i sintomi, migliorare la qualità della vita e promuovere un equilibrio più stabile tra corpo e mente.

👉 L’obiettivo è offrire percorsi sempre più efficaci per trasformare l’ansia in consapevolezza, resilienza e benessere duraturo.

✨ Vuoi prenderti cura del tuo benessere psicologico?Ho creato per te percorsi personalizzati con 5 obiettivi chiave:🌱 Cr...
29/09/2025

✨ Vuoi prenderti cura del tuo benessere psicologico?
Ho creato per te percorsi personalizzati con 5 obiettivi chiave:
🌱 Crescita personale
⚖️ Gestione dello stress
💡 Cura dell’ansia
🏐 Psicologia dello Sport
🧘 Mindfulness & Self-care

💼 Il percorso comprende:
✔ 8 incontri + 2 BONUS (1h ciascuno)
✔ Online o in presenza nel mio Studio a Ferentino (Fr)
✔ Schede di lavoro, esercizi audio, consigli pratici
✔ Assistenza personalizzata lungo tutto il percorso e follow-up successivo

🎁 Solo fino a ottobre 2025:

15% di sconto con pagamento in un’unica soluzione

10% di agevolazione con pagamento a rate

👉 Scorri il carosello, scegli il percorso più adatto al tuo obiettivo. Scrivi info nei commenti o invia un messaggio e verrai ricontattato.

Dott. Antonio Cortese - Psicologo e Psicologo dello Sport - Psicologia Positiva, Mindfulness e Gestione Emotiva - Formazione per aziende e gruppi sportivi

Indirizzo

Via Municipio, 22
Ferentino
03013

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00
Sabato 09:00 - 13:00

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