Dott.ssa Cristina Marinelli

Dott.ssa Cristina Marinelli 👩‍💼 Psicologa-psicoterapeuta
📌 Via Trieste, 92, 63900 Fermo FM
📞 +39 338 958 6819

Orgoglio Montani: alla faccia dell'istituto Tecnico!!!Un applauso speciale alle ragazze e ai ragazzi della classe 4DSA d...
27/05/2026

Orgoglio Montani: alla faccia dell'istituto Tecnico!!!

Un applauso speciale alle ragazze e ai ragazzi della classe 4DSA dell'ITI G. e M. Montani di Fermo! 👏Gli studenti hanno trasformato le riflessioni nate da un importante percorso di sensibilizzazione contro la violenza di genere in un'azione concreta, realizzando un intero sito web dedicato alla gentilezza.
Questo splendido risultato è il frutto di un lavoro di squadra e di un progetto di alto valore civico, nato dalla preziosa collaborazione tra la scuola e:
Il CPO dell'Ordine degli Avvocati di Fermo ⚖️
Esperti della Polizia di Stato / Forze dell'Ordine 👮‍♂️
Psicologi specializzati 🧠
Unendo le competenze tecniche dell'indirizzo informatico alla sensibilità umana, la 4DSA ha dimostrato che la tecnologia può e deve essere uno strumento al servizio dell'inclusione, del rispetto e del cambiamento sociale. La gentilezza digitale diventa così la prima risposta concreta contro ogni forma di discriminazione e violenza.Complimenti a questi giovani programmatori di futuro!




# CPOAvvocatiFermo


Unire le forze per contrastare la violenza di genere partendo dall'educazione emotiva delle nuove generazioni. Con quest...
27/05/2026

Unire le forze per contrastare la violenza di genere partendo dall'educazione emotiva delle nuove generazioni. Con questo obiettivo si è concluso all'Istituto ITT "G. e M. Montani" di Fermo il percorso esperienziale rivolto alle studentesse e agli studenti del biennio, intitolato "EDUCARE PER PREVENIRE - CONOSCERE PER AGIRE".
L'iniziativa è stata organizzata dal Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Fermo oramai da 3 anni. Il progetto ha saputo trasformarsi in un laboratorio sul campo grazie a una sinergia istituzionale e professionale senza precedenti.
🧠 L'impatto psicologico ed emotivo
Accanto all'aspetto legale, la dimensione psicologica ha rappresentato, insieme alle esperienze reali delle donne vittima di violenza il cuore pulsante degli incontri. I ragazzi sono stati guidati in un viaggio dentro le emozioni, aiutandoli a:
Riconoscere i segnali: Identificare la manipolazione psicologica e la violenza verbale prima che sfocino in aggressione fisica.
Decostruire gli stereotipi: Scardinare i pregiudizi culturali che alimentano i comportamenti tossici e il controllo sull'altro.
Sviluppare l'empatia: Comprendere il vissuto delle vittime e l'importanza del supporto emotivo reciproco.
🤝 Una rete istituzionale al servizio dei giovani
I ragazzi del biennio hanno dialogato direttamente con chi contrasta queste realtà ogni giorno in prima linea:
Magistratura e Tribunale: le Magistrate hanno spiegato i meccanismi della giustizia e la tutela delle vittime.
Forze dell'Ordine di Fermo: Polizia e Carabinieri hanno portato la loro esperienza operativa, mostrando come chiedere aiuto in sicurezza.
Avvocatura e CPO: I professionisti del foro locale hanno promosso la cultura del rispetto interpersonale, dei diritti e dei doveri civici.
🎓 Consapevolezza per il futuro
Grazie a questo approccio esperienziale e interattivo, la scuola si conferma il luogo primario in cui coltivare la consapevolezza. Grazie ai docenti, alla dirigente della scuola dott.ssa Stefania Scatasta ed al Presidente del Tribunale di Fermo dott. Pierfilippo Mazza greco.
Un ringraziamento speciale va ai ragazzi che hanno dimostrato quanto un seme possa dare i suoi frutti!!!!

All'interno del progetto IL CERVELLO SPORTIVO -  PERCORSO FORMATIVO PER ISTRUTTORI ED EDUCATORI vi aspettiamo GIOVEDÌ 28...
22/05/2026

All'interno del progetto IL CERVELLO SPORTIVO - PERCORSO FORMATIVO PER ISTRUTTORI ED EDUCATORI vi aspettiamo GIOVEDÌ 28 MAGGIO ALLE 19.30 presso IL CENTRO GIOVANI "GIACOMO ANTONINI" via Teseschi, 6 SAN BENEDETTO DEL TRONTO.
AFFRONTEREMO INSIEME IL TEMA DELL'AUTONOMIA NEL GIOVANE E PICCOLO ATLETA SIA CON EDUCATORI, GENITORI ED ISTRUTTORI DI SOCIETÀ SPORTIVE.

Barbara Rossi
Psicologia Sportiva - Barbara Rossi




20/05/2026
La calma non si insegna solo a parole.Un bambino non impara la regolazione emotiva ascoltando soltanto ciò che il genito...
20/05/2026

La calma non si insegna solo a parole.
Un bambino non impara la regolazione emotiva ascoltando soltanto ciò che il genitore dice.
La impara osservando cosa accade nel corpo dell’adulto quando l’emozione sale.
Il tono della voce.
Il volto.
Il respiro.
La postura.
Il modo in cui rabbia, frustrazione o stress vengono attraversati.
La ricerca sullo sviluppo emotivo parla di tre canali principali: ciò che il bambino osserva, il modo in cui il genitore risponde alle sue emozioni e il clima emotivo che si respira in casa.
Per questo dire “calmati” urlando crea un doppio messaggio.
La parola dice: “regolati”.
Il corpo dice: “quando l’emozione arriva, perdiamo il controllo”.
E per un sistema nervoso ancora in sviluppo, spesso il secondo messaggio arriva più forte del primo.
Questo non significa che un genitore debba essere sempre calmo.
Significa che il bambino impara soprattutto da ciò che accade dopo l’attivazione.
Se l’adulto perde la calma e poi ripara, il bambino vede una cosa fondamentale: l’emozione può salire, ma può anche essere riconosciuta, contenuta e trasformata.
La co-regolazione nasce qui.
Prima di imparare a calmarsi da solo, un bambino impara cosa significa essere calmato dentro una relazione.
Non gli stai insegnando a non provare emozioni.
Gli stai insegnando cosa farne quando arrivano.



Fonti:
Morris, 2007, The Role of the Family Context in the Development of Emotion Regulation, Social Development.
Zimmer-Gembeck, 2022, Parent emotional regulation: A meta-analytic review of its association with parenting and child adjustment, International Journal of Behavioral Development.
Reindl, 2018, Brain-to-brain synchrony in parent-child dyads and the relationship with emotion regulation revealed by fNIRS-based hyperscanning, NeuroImage.
Lin, 2024, Family and parenting factors are associated with emotion regulation neural function in early adolescent girls with elevated internalizing symptoms, European Child & Adolescent Psychiatry.

Cosa unisce la psicologia dello sport e l'universo dei manga ed anime giapponesi? Domenica 17 maggio, all'interno della ...
17/05/2026

Cosa unisce la psicologia dello sport e l'universo dei manga ed anime giapponesi? Domenica 17 maggio, all'interno della cornice dell'Eco Day a Fermo, abbiamo esplorato questo legame straordinario.

In un salottino speciale che ha unito sport, sostenibilità e famiglie, la Dott.ssa Cristina Marinelli (psicoterapeuta e psicologa dello sport) ha dialogato con il saggista Fabio Bartoli, partendo dal suo libro "Anime e sport. Grandi atleti nella realtà e nell'animazione giapponese". Un viaggio nostalgico e formativo tra i cartoni animati che hanno accompagnato la nostra crescita (da Mila e Shiro a Holly e Benji), analizzandone la profonda valenza psicoeducativa.
Ecco i temi chiave affrontati durante l'incontro:

Motivazione intrinseca: come l'immaginario dei manga stimola la passione e la spinta interna dei giovani atleti.
Strumenti per la psicoeducazione: l'uso delle narrazioni animate come risorsa per allenatori, psicologi e genitori.
Valori intramontabili: lo spirito di sacrificio, la resilienza ("spokon"), l'inclusione e il legame di squadra che supera ogni rivalità.
I manga e gli anime non sono solo intrattenimento. Sono potenti metafore di vita capaci di trasmettere l'etica sportiva e di aiutare i ragazzi a elaborare le emozioni, le vittorie e le sconfitte di tutti i giorni.

Grazie al Comune di Fermo, all'organizzazione dell'Eco Day / VolleyVille Street e a tutti i partecipanti!!

PsicologiaDelloSport VolleyVille Spokon Manga EducazioneSportiva


Grazie a Luca Alici e Fabio Bartoli!!!

Le narrazioni sportive non sono solo intrattenimento. Spesso descrivono dinamiche psicologiche reali: sacrificio, coesio...
14/05/2026

Le narrazioni sportive non sono solo intrattenimento. Spesso descrivono dinamiche psicologiche reali: sacrificio, coesione di squadra, gestione dell'ansia da prestazione e superamento del trauma da infortunio.
Domenica 17 maggio all'interno dell'evento "ECODAY" AVRO' il piacere di dialogare con Fabio Bartoli, saggista ed esperto di cultura pop, partendo dal suo libro "Manga e anime nel mondo dello sport".
Analizzeremo insieme:
I modelli di leadership nei capitani dei team d'animazione.
Il legame tra l'immaginario dei manga e la motivazione intrinseca.
Strumenti narrativi utili per la psicoeducazione dei giovani atleti.
Un incontro rivolto ad atleti, allenatori, psicologi e appassionati e a tutti coloro che sono cresciuti con MILA AZUKI, MIMI AYUARA, HOLLY E BENJI, GIGI LA TROTTOLA E TUTTI I CARTONI CHE CI HANNO ACCOMPAGNATO NELLA NOSTRA CRESCITA E NEL NOSTRO IMMAGINARIO!!!!

🗓️ Segna in agenda: 17 MAGGIO 2026 alle ore 12.00
🏢 Sede: Piazza Verdi - Fermo

"Il libro mette al centro il legame tra lo sport e la cultura giapponese declinata attraverso una delle sue espressioni più popolari nel mondo: manga (fumetti) e – soprattutto – anime (serie animate). Dalle Olimpiadi allo sviluppo del Giappone moderno e della sua evoluzione sportiva fino all’affermazione degli anime, alla nascita dello spokon (crasi di supotsu konjō, ‘tenacia sportiva’) alle interviste a grandi campioni che ripercorrono le proprie carriere e commentano trame, personaggi e valori delle serie dedicate alla loro disciplina. ....."





Le bambine e i bambini che vivono in famiglie instabili (eccessivamente caotiche, con litigi continui, abusi o trascurat...
10/05/2026

Le bambine e i bambini che vivono in famiglie instabili (eccessivamente caotiche, con litigi continui, abusi o trascuratezza generale) presentano cambiamenti cerebrali simili a quelli dei soldati che hanno combattuto.

È ormai scientificamente evidente, quindi, come una casa piena di urla, di paura o di semplice indifferenza possa lasciare ferite invisibili: una guerra interiore che bimbe e bimbi subiscono senza mai dimenticare l’ambiente in cui sono cresciuti. Un ambiente che portano nel cuore, nella mente e appunto nel cervello, anche nel loro processo di crescita.

Diventare genitori significa molte cose, compreso proteggere la loro pace e la loro mente, eppure troppo spesso ce ne dimentichiamo, ecco perché l’educazione affettiva deve riguardare non solo ragazze e ragazzi ma anche le loro famiglie, in modo da costruire ambienti sani in grado di tutelare il benessere psicofisico dell’intera società.

📝 Fonte: Ricerca pubblicata sulla rivista “Current Biology” (5 dicembre 2011), condotta dal Dr. Eamon McCrory (UCL) in collaborazione con l’Anna Freud Centre.

https://www.ucl.ac.uk/news/2011/dec/maltreated-children-show-same-pattern-brain-activity-combat-soldiers

INCESTO AFFETTIVO.La simbiosi patologica non è un legame fragile: è un legame saturo, totalizzante, senza margini. Non m...
09/05/2026

INCESTO AFFETTIVO.
La simbiosi patologica non è un legame fragile: è un legame saturo, totalizzante, senza margini.
Non manca "l’amore" (che amore non è), manca l’aria.
Qui il figlio non è incontrato come “altro”, ma assorbito come continuità.
I confini non vengono violati: restano inesistenti. Emozioni vischiose, bisogni intrecciati, identità che non si forma, ma si deposita, come un’eco persistente invece di una voce propria.
In questa trama densa si insinua l’ Incesto Affettivo: un’intimità emotiva invasiva, indebita, che eccede il ruolo.
Il figlio diventa appoggio silenzioso, contenitore emotivo, regolatore invisibile delle oscillazioni del genitore. Non gli viene ordinato: gli viene trasmesso, in modo sottile e pervasivo, come condizione implicita del legame.
L’autonomia, allora, non è proibita: è carica, rischiosa, quasi traditiva. Separarsi non è crescere, è minacciare un equilibrio fragile, ma vincolante.
L’Incesto Affettivo è un abbraccio senza pelle: scalda, ma consuma i confini, finché l’amore smette di nutrire e diventa il luogo in cui non si può più esistere separati.
Il lavoro psicologico consiste nell' incidere confini vivi.
Restituire peso e forma a ciò che è stato fuso.
Introdurre una distanza generativa, capace di differenziare senza distruggere.
Solo lì il legame può trasformarsi, da dipendenza silenziosa a relazione respirabile.



Indirizzo

Fermo
63900

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 13:00
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Mercoledì 08:00 - 13:00
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Giovedì 08:00 - 13:00
14:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 13:00
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