21/11/2025
Spesso gli addetti e le addette ai lavori del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza hanno un approccio che ha uno sguardo volto solo al cognitivo e uno sguardo comportamentista.
Ci si dovrebbe chiedere invece quanto sono importanti la relazione, la sensorialità, quanto il funzionamento del sistema nervoso anche quello autonomo e quanto incidono sull’apprendimento a 360° e sul benessere di chi ci prendiamo cura.
Ormai le neuroscienze ce lo dicono da un po’ e basta ascoltare un qualsiasi discorso della Professoressa Lucangeli per capire quanto sia più potente il “sentire” dal “capire”, quanto il sistema limbico sia più forte della corteccia e quanto sia necessario aiutare i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze attraverso questa chiave di lettura che capovolge il paradigma.
Osservare il non verbale di ogni creatura e cambiare questo concetto che aborrisco “comportamento problema” in “comportamento adattivo”. La Psicomotricità, quella con la P maiuscola ha questa missione e questa fisiologia ontologica. La strada è ancora lunga e spesso tortuosa ma il mio “Sentiero Psicomotorio” non può essere se non l’ascolto empatico profondo, l’osservazione globale della complessità dell’essere umano nella sua meravigliosità. Almeno ci si prova, con umanità, umiltà e tantissime domande.