26/12/2025
Spesso, troppo spesso ci si lamenta della propria famiglia di origine, per le mancanze, le incomprensioni, per quel “avrebbero dovuto..” ma oggi no. Voglio portare l’attenzione su ciò che c’è e non su ciò che manca o è mancato.
In questa foto, in questa tavola, ci sono i valori più profondi della mia famiglia, scrivo questo perché questi valori li porto nel quotidiano, nel mio agire, nel mio lavoro, che è passione, talento (?), missione (?). Una tavola con una tovaglia meravigliosa fatta a mano dalle donne burkinabè, riportata dal mio babbo in uno dei suoi viaggi come volontario. Una tavola piena (e questo mi genera un certo disagio sapendo quante persone non hanno accesso al cibo in questo momento) di cibo sano e vegano. Su 6 persone la minoranza è vegana, io e il mio compagno, ma la maggioranza non ha prevalso. C’è chi nel giorno di Natale o alla Vigilia non ha voluto rinunciare a carne e pesce, per la mia famiglia, non è stata nemmeno una rinuncia. Tutto questo lo scrivo non per essere autoreferenziale o per esaltazione del proprio ego (o forse un pizzico c’è, come è normale che sia) ma perché come dico sempre in ognuno di noi, nel nostro agire, nelle nostre parole, nella nostra postura, nel nostro corpo, c’è la nostra storia, la nostra mappa e quello che porto nel mio lavoro è intriso di questa tavola che guarda l’altr* non con superiorità ma per la sua ricchezza, per la sua diversità. Sognando piccole e grandi comunità antispeciste intersezionali e transculturali vi auguro dal profondo del cuore buone feste.
Foto di