Disanapianta

Disanapianta Associazione per la libertà di cura attraverso la cannabis terapeutica

26/03/2026

Lo sapevate che...
La Germania aumenta le prescrizioni di cannabis terapeutica del 3.300%

Il settore della cannabis terapeutica ha registrato un drastico aumento del numero di prescrizioni, il che dimostra l'entità del cambiamento nel sistema sanitario e nel mercato del Paese.

Aumento record delle prescrizioni di cannabis terapeutica dal 2024 al 2025

Nel periodo compreso tra marzo 2024 e dicembre 2025, il numero di prescrizioni di cannabis terapeutica in Germania è aumentato di un incredibile 3.300%. Questo enorme aumento è paragonabile a quello registrato prima che la cannabis venisse declassificata dalla legge sugli stupefacenti e diventasse un farmaco comune prescrivibile come altri medicinali.

Questo sviluppo è stato facilitato, tra le altre cose, dalla semplificazione delle regole per la prescrizione e dalle opzioni di telemedicina, che hanno reso più facile per i pazienti accedere alla cannabis terapeutica tramite medici e farmacie.

Un altro aspetto del quadro è il forte aumento delle importazioni di cannabis in Germania per uso medico. Durante:

Nel primo trimestre del 2024, quasi 8 tonnellate di cannabis terapeutica sono state importate da altri paesi.
Nel terzo trimestre del 2025, le importazioni sono aumentate a quasi 57 tonnellate.
Di seguito è riportato un grafico che illustra l'andamento delle quantità importate di cannabis terapeutica:

Queste importazioni si aggiungono alla cannabis prodotta in Germania e mostrano che la domanda nel paese è molto elevata, superiore a quanto la produzione nazionale possa soddisfare.

Le prescrizioni di cannabis terapeutica sono aumentate del 3.300% in poco più di un anno e mezzo.
Le importazioni sono aumentate da circa 8 tonnellate a quasi 57 tonnellate, a dimostrazione dell'enorme domanda.
Il mercato è diventato significativamente più ampio e più accessibile ai pazienti.

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15/03/2026

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⚠️ EMERGENZA CANNABIS MEDICA: COSA STA SUCCEDENDO?

Migliaia di pazienti in Italia rischiano di restare senza cure nel 2026.

🛑Il sistema di approvvigionamento sta affrontando una scossa senza precedenti: tra i cambiamenti strutturali in Olanda (da dove proviene l'80% dei prodotti ) e l’addio alla varietà Linneo , il diritto alla continuità terapeutica è seriamente a rischio.
Ecco i punti chiave dell'articolo di oggi:

📌Crisi Olandese: il governo dei Paesi Bassi ha avviato un nuovo stabilimento in Danimarca, dove potrà operare liberamente senza dover passare dall’OMC. Tale alternativa potrà comportare l’insufficienza delle forniture, rendendole incerte già da quest'anno.

📌Lo stop alla Linneo: il prodotto non è più reperibile. Al suo posto torna la Billy Buttons, ma attenzione: non sono clinicamente intercambiabili (una è Indica, l'altra Sativa).

📌Burocrazia: i medici dovranno aggiornare piani terapeutici e prescrizioni per evitare il blocco in farmacia.

La salute non può attendere i tempi della burocrazia. Come sottolineato dalla Presidente dell' Associazione Pazienti Cannabis APS, Santa Sarta, la continuità terapeutica non è un privilegio, ma un diritto.

👉 Leggi l'approfondimento completo qui: https://sosinvalidita.it/2026/03/14/cannabis-medica-italia-2026-crisi-forniture-olanda/

Un ringraziamento speciale alla Presidente dell'Associazione Pazienti Cannabis, Santa Sarta, per il suo costante impegno nella tutela dei diritti dei pazienti cannabis. ⚖️

💬 Cosa ne pensi? Hai già riscontrato difficoltà nel reperire il tuo piano terapeutico in farmacia? Raccontaci la tua esperienza nei commenti e condividi questo post per informare altri pazienti.

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11/03/2026

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Di Paolo Barnard. Un veterano della guerra al cancro, Stefano, 42 anni, bolognese, usa abitualmente la cannabis, e cioe' la ma*****na, come farmaco coadiuvante nei cicli di chemioterapia cui deve sottoporsi. Si', avete capito bene, proprio la cannabis, che oggi in Italia e' considerata un droga peri...

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02/03/2026

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𝐂𝐚𝐧𝐧𝐚𝐛𝐢𝐬 𝐭𝐞𝐫𝐚𝐩𝐞𝐮𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐟𝐞𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐥𝐞! 𝐏𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐚𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐦𝐚𝐜𝐢.

Negli Stati Uniti è stata lanciata una nuova campagna nazionale per ampliare l'accesso alla cannabis terapeutica per le patologie femminili, concentrandosi sul dolore cronico e sui disturbi riproduttivi. (The Ma*****na Herald)

L'iniziativa è guidata dal Women's Cannabis Project insieme a diverse parti interessate al mondo della cannabis e dell'assistenza medica, tra cui l'Association of Cannabinoid Specialists, la Chicago NORML e la Society of Cannabis Clinicians, un'organizzazione di professionisti sanitari specializzati in cannabis terapeutica. (The Ma*****na Herald)

Obiettivo: Riconoscimento di specifiche patologie femminili

La campagna mira a influenzare la legislazione in tutti gli stati degli Stati Uniti affinché i programmi di cannabis terapeutica riconoscano e includano ufficialmente le diagnosi che riguardano le donne. Tra le patologie evidenziate ci sono:

Endometriosi
Fibromi uterini
Cisti ovariche
Disturbo dell'Orgasmo Femminile (FOD) (The Ma*****na Herald)
In Illinois, queste quattro patologie sono state approvate nel 2024-2025, il che il gruppo considera un grande successo e un esempio da seguire a livello nazionale. (The Ma*****na Herald)

Perché è importante

I rappresentanti della campagna, tra cui Kelsey Engvik del Women's Cannabis Project, sottolineano che milioni di donne convivono con dolore cronico, problemi riproduttivi e disabilità che spesso non vengono riconosciuti dai programmi statali di cannabis terapeutica, rendendo più difficile l'accesso alle cure. (The Ma*****na Herald)

Engvik ritiene inoltre che i progressi già compiuti, come l'approvazione del Disturbo dell'Orgasmo Femminile in Illinois e della Vulvodinia in Connecticut, mostrino il potenziale per un cambiamento, ma anche che molto lavoro resta ancora da fare in molti stati in cui le patologie femminili non sono ancora coperte. (The Ma*****na Herald)

La coalizione sta ora lavorando per:

Sviluppare proposte di legge e petizioni in diversi stati
Coinvolgere operatori sanitari e sostenitori della salute delle donne
Diffondere consapevolezza e formazione medica sulla cannabis come opzione terapeutica (The Ma*****na Herald)
L'iniziativa è inoltre alla ricerca di volontari, medici e sostenitori dei pazienti in tutti gli stati per contribuire alle attività di advocacy, formazione e lavoro legislativo. (The Ma*****na Herald)

Analisi: Cosa potrebbe significare l'iniziativa statunitense per l'UE?

La spinta degli Stati Uniti a espandere l'uso della cannabis terapeutica per le patologie femminili potrebbe avere effetti indiretti anche in Europa. Sebbene la legislazione differisca significativamente tra gli Stati Uniti e l'UE, il dibattito medico e politico è spesso influenzato dalla ricerca internazionale, dai movimenti dei pazienti e dai cambiamenti normativi.

1. Maggiore attenzione al dolore femminile

Storicamente, il dolore e le malattie riproduttive femminili sono stati sottodiagnosticati e sottotrattati. Se più stati degli Stati Uniti iniziassero a riconoscere condizioni come l'endometriosi e la vulvodinia nei loro programmi di cannabis terapeutica, ciò potrebbe:

Aumentare la quantità di ricerca clinica
Creare linee guida terapeutiche più strutturate
Influenzare le autorità europee di regolamentazione dei farmaci con nuove prove
In Europa, i requisiti in materia di prove sono spesso più severi che negli Stati Uniti, ma gli studi internazionali hanno un peso nella valutazione di nuovi metodi di trattamento.

Germania e altri paesi dell'UE: sistemi più aperti

In paesi come la Germania, la cannabis terapeutica è più consolidata e può essere prescritta più ampiamente, spesso attraverso il sistema di assicurazione sanitaria. La Germania è diventata un importante punto di riferimento per l'UE in materia di regolamentazione della cannabis.

Se le condizioni di salute delle donne iniziassero a essere incluse in modo più sistematico negli Stati Uniti, la Germania - e quindi indirettamente il resto dell'UE - potrebbe essere più incline a:

Finanziare la ricerca sul dolore ginecologico
Sviluppare linee guida nazionali
Riconoscere la cannabis come complemento ai trattamenti ormonali o antidolorifici
Anche le autorità europee di regolamentazione dei farmaci e i gruppi parlamentari stanno seguendo gli sviluppi globali, soprattutto per quanto riguarda i diritti dei pazienti e la parità di assistenza.

Possibili impatti a livello UE

Maggiore ricerca sui cannabinoidi e la salute delle donne
Rafforzamento dell'influenza dei pazienti: i gruppi di pazienti organizzati possono fare riferimento ad esempi internazionali
Più dibattito sulla parità di assistenza: il dolore femminile è già un'area prioritaria nelle politiche sanitarie dell'UE

È importante sottolineare, tuttavia, che i paesi dell'UE richiedano generalmente prove scientifiche più solide rispetto a molti stati degli Stati Uniti prima che le diagnosi vengano incluse nei sistemi finanziati con fondi pubblici.

Riepilogo

L'iniziativa statunitense è principalmente un movimento di riforma nazionale, ma può fungere da catalizzatore per:

Ricerca
Dibattito politico
Maggiore attenzione alle condizioni di dolore nelle donne
In Italia il ritmo del cambiamento sarà probabilmente lento e rigorosamente basato sull'evidenza. In sistemi più aperti come la Germania, l'impatto potrebbe essere più rapido, soprattutto se gli studi clinici mostreranno chiari risultati positivi.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=122260759868035751&set=a.122208294134035751
02/01/2026

https://www.facebook.com/photo/?fbid=122260759868035751&set=a.122208294134035751

Scientists are starting to uncover how compounds in cannabis may influence one of the most aggressive forms of cancer — ovarian cancer. Recent laboratory research shows that cannabinoids like CBD and THC didn’t just slow cancer cell growth; they also disrupted the cells’ ability to spread and form new colonies, a key step in metastasis.

Ovarian cancer is particularly dangerous because it often spreads silently before symptoms appear. What makes these findings significant is that cannabinoids interfered with cell communication pathways involved in migration and invasion. Instead of allowing cancer cells to cluster and multiply, the compounds appeared to weaken their structural organization, limiting the formation of new growth sites.

Researchers stress that these effects were observed in controlled lab settings, not in human patients. Still, the results open an important door: if cancer spread can be slowed or interrupted, it may improve outcomes when combined with conventional treatments like chemotherapy or targeted therapies.

It’s important to note that this is not a cure and not a replacement for medical treatment. But it highlights how plant-derived compounds may one day complement cancer therapies by targeting mechanisms traditional drugs struggle to address.

As science continues to explore the complex relationship between cannabinoids and cancer biology, studies like this emphasize the need for evidence-based research over assumptions or hype. The story is still unfolding — and it’s one worth watching.

https://www.youtube.com/watch?v=RqvWGOA7j0o
27/12/2025

https://www.youtube.com/watch?v=RqvWGOA7j0o

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