01/01/2026
🚀 Buon 2026 a tutti
Questa mattina mi sono svegliato con i classici buoni propositi di inizio anno.
Ma una sola parola continuava a tornarmi in mente: METODO.
Metodo nel prendermi cura di me, senza sacrificare il corpo al tempo.
Metodo nell’equilibrio tra disciplina e sgarri.
Metodo nell’essere un compagno presente e, presto, un padre consapevole.
“Est modus in rebus”, dicevano i Latini.
Nella vita serve un metodo.
Il problema è che nessuno ce lo insegna davvero: spesso lo impariamo solo dopo tanti errori.
Chi convive con l’emicrania — e con le vertigini che spesso la accompagnano — lo sa bene.
Io lo so anche perché sono paziente, prima ancora che medico.
Proprio da questa doppia esperienza nasce un’idea che per me è diventata una missione:
offrire ai miei pazienti — che in fondo sono colleghi di patologia (permettetemi l’ironia) — non solo una consulenza in telemedicina, ma un metodo.
Un metodo per essere in grado di riconoscere i segnali,
controllare il disturbo,
gestirlo nella quotidianità,
trattarlo quando serve,
che si tratti di cefalea o di disequilibrio cronico.
L’obiettivo non è solo “fare una visita”,
ma avere sempre tutto sotto controllo.
Sapere cosa sta succedendo.
Sapere cosa fare.
Sapere di non essere soli.
Perché con il metodo si arriva agli obiettivi.
E perché fa la differenza sapere che, di fianco, c’è qualcuno che capisce davvero —
e che vive lo stesso percorso, con lo stesso metodo.
Il 2026 per me inizia da qui.
Il “Metodo”: elaborato dopo tanti anni da paziente, sarà presto disponibile.