06/12/2025
Dopo la tragedia di Pianello, si è diffusa una narrazione pericolosa, che attribuisce ai CUAV la responsabilità di ciò che è accaduto. Questa lettura è scorretta e sposta l’attenzione dal problema reale.
La responsabilità dei femminicidi è sempre di chi li commette, mentre la responsabilità delle istituzioni è creare le condizioni per prevenirli.
Oggi i Centri per autori di violenza lavorano con équipe formate e protocolli consolidati, ma spesso senza personale sufficiente, senza finanziamenti stabili e senza un sistema che garantisca informazioni complete e un lavoro di rete tempestivo.
In queste condizioni, le liste d’attesa diventano inevitabili, ed è proprio questo il punto: non spettano ai CUAV le decisioni su quali casi debbano avere precedenza. Se lo Stato ritiene che alcuni casi debbano avere priorità, deve creare un sistema che lo renda possibile.
Come parte della rete RELIVE, ribadiamo la necessità di interventi strutturali: modelli nazionali di invio, protocolli d’emergenza per i casi ad alto rischio, comunicazione sistematica tra magistratura, servizi e centri, tutela della sicurezza delle donne.
Non invertiamo le parti.
Sostenere i CUAV significa sostenere la prevenzione