Livia Longo Psicologa Clinica

Livia Longo Psicologa Clinica Psicologa Clinica ad orientamento Strategico, esperta nei disturbi dell'umore, d'ansia e attacchi di panico. Si occupa sia di Benessere che di Salute.

Tutor per bambini e ragazzi con Bisogni Educativi Speciali e Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Chiama o manda un messaggio per info.

24/09/2021

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E il vaccino?Le risposte in questo articolo!
06/08/2021

E il vaccino?

Le risposte in questo articolo!

ITALIA - I vaccini contro il Covid sono senza dubbio l'argomento del momento. Un tema di discussione, ma anche una fonte di preoccupazione e riflessione.

Un corso pratico e non solo teorico, per imparare a diventare ottimi tutor per ragazz* con DSA.NON PERDETE TEMPO, SOLO P...
03/08/2021

Un corso pratico e non solo teorico, per imparare a diventare ottimi tutor per ragazz* con DSA.

NON PERDETE TEMPO, SOLO POCHI POSTI DISPONIBILI!

Ilaria Luciani - Psicologa, Terapista Itard e la dott.ssa Domenica Bellantoni.

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza di genere.In molti sanno cos'è e contemporaneamente molti la metto in att...
25/11/2020

Oggi è la giornata mondiale contro la violenza di genere.

In molti sanno cos'è e contemporaneamente molti la metto in atto consapevoli di tutto.

Nel 2020, in un momento storico già perturbante per la pandemia che ci ha colpiti, la violenza di genere è aumentata: le case ancora una volta non sono luoghi sicuri e confortevoli e le strade, nonostante i controlli, teatri di violenza.

Il mio lavoro è combattere tutti i tipi di violenza, ma ancor di più proteggere le vittime di qualunque genere esse siano.

Questo post mira a far chiarezza con piccole definizioni, per mostrare e sentire cosa vivono queste persone tutti i giorni, prima di diventare numeri.

Io sono qui, per te, un tuo amico, un tuo parente che vive una forma di violenza di genere.

Perché si parli di violenza tutti i giorni, perché si denunci tutti i giorni, perché si possa intervenire ed aiutare tutti i giorni qualcuno... Sperando possa essere un numero in meno!

Seguitemi su Instagram per dubbi o curiosità sulla dipendenza sessuale, in tempo reale.
15/11/2020

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 Mai avrei immaginato di dover invitare ad uscire un cliente dal mio locale per atteggiamenti poco graditi.E invece mi s...
29/10/2020



Mai avrei immaginato di dover invitare ad uscire un cliente dal mio locale per atteggiamenti poco graditi.

E invece mi sono sentito costretto, una signora, conosciuta, è entrata, ha chiesto 2 tranci di pizza, li ho passati in cucina per farli completare, a prenderli dal banco è stato Polash, bengalese da 7 anni regolarmente in Italia, lavoratore, umile, residente nel quartiere Capodivilla.

La signora, titolo attribuito solo ed esclusivamente per l’età avanzata, ha iniziato dicendo “ah ma è nero”, ho finto di non sentire
, poi l’ha detto a me direttamente, per farsi sentire, le ho risposto chiedendo dove fosse il problema, inizialmente giuro credevo si riferisse al colore del cornicione della pizza un pò più cotta, lei mi ha detto che hanno il corona virus, che è straniero, le ho spiegato che Polash è da 7 anni in Italia e lavora regolarmente, si igienizza e rispetta tutti i protocolli di sicurezza per lavorare, poi ho aggiunto che vive a Capodivilla, la signora ha detto che li c’è un focolaio, che “di loro” ce ne sono tanti.

L’ho invitata ad uscire, ad assistere incredula una cliente, anch'essa di colore.

P.s.
Le due marinare le abbiamo mangiate io e Polash, alla faccia sua aggiungerei.

[ Giuseppe Granata ]

24/10/2020



"Ho sempre avuto un ciclo mestruale molto doloroso, fin da ragazzina, ma mi sentivo dire che ne facevo un dramma. A diciotto anni ho iniziato ad assumere la pillola e i dolori sono diminuiti un po’. Verso i trentasei anni, per svariati motivi, ne ho interrotto l’assunzione. Ed è iniziato il mio calvario. Ogni mese era sempre peggio e arrivavo a farmi fino a 5 iniezioni di Toradol al giorno per avere un po’ di tregua. Nel frattempo iniziò la stitichezza. Diventò un incubo. I medici non ne venivano a capo. Il dolore nell’evacuare, tramite lassativi, era così forte che a volte perdevo i sensi. Il giorno del mio quarantesimo compleanno, un ginecologo esperto ecografista mi visitò e mi disse: “Lei ha l’ ”. Endometriosi ?? E cos’è ? Mi spiegò che dall’ecografia vedeva una massa enorme diffusa ovunque e mi consigliò di contattare subito un centro specializzato nella cura di questa patologia. Mi consigliò di farlo in fretta. Intanto la malattia era peggiorata velocemente: entravo ed uscivo dal pronto soccorso, avevo un’emorragia da più di due mesi, febbre continua, trascinavo la gamba sinistra e il dolore quotidiano era insopportabile. Presi appuntamento a Peschiera del Garda. La visita fu una mezza sentenza di morte: endometriosi quarto stadio, diffusa ovunque: intestino, utero, ovaie, legamenti, nervi sacrali, vescica. Il medico mi disse che avevo poco tempo, la malattia stava attaccando il rene sinistro. Ero smarrita, in lacrime. Ventisei giorni dopo, il 26 febbraio 2013, entravo in sala operatoria. Pesavo 42 chilogrammi. Sei ore di intervento: resezione intestinale, asportazione ampolla rettale, resezione vescica, asportazione parziale uretere sinistro, legamenti utero-sacrali, utero e va**na, pulizia ovaie, intervento ai nervi sacrali, raschiamento osso sacro. La malattia aveva avvolto anche quello. Rimasi in coma farmacologico per trentasei ore. Mi risvegliai con la stomia, la cosa più dura da accettare. La più grande lezione di vita che potessi mai ricevere.
Un anno e mezzo dopo mi è stato inserito un neuromodulatore nella schiena perché i miei nervi sacrali erano stati così danneggiati dalla malattia che non sentivo più nessuno stimolo per evacuare. Sono stata quattro mesi con un macchinario provvisorio attaccato esternamente al mio corpo. Dopo questo periodo di prova mi è stato impiantato il neuromodulatore definitivo, all’interno della schiena.
Mi è stata riconosciuta un’invalidita’ dell’80% e lo stato di handicap.
In tanti non hanno creduto alla gravità della mia malattia perché mi presento bene: sono una donna piacevole, curata, vestita bene, e questo, per qualcuno, significa che non posso stare male. Eppure il dolore fisico e morale che ho patito e che patisco è inimmaginabile.
Ho perso il lavoro. Sono stata licenziata con una scusa meschina ma il motivo è la malattia. Hanno sempre creduto che esagerassi, che fingessi. Quando ho chiesto il part time sono iniziate le cattiverie, i dispetti, le battutine ed infine il licenziamento.
L’endometriosi ti lascia senza fiato, sola, incompresa. Perché non si vede. Fuori sei bella, dentro hai l’inferno.
Sono passati sei anni dal mio intervento e ho ancora i brividi ricordando quel giorno: la notte insonne all’ospedale, con mia sorella accanto, la barella che mi portava verso la sala operatoria, le lacrime del mio fidanzato che mi dava ancora un bacio prima di affidarmi ai dottori.
È difficile la comprensione di questa malattia da parte di chi non ne soffre perché è una malattia che non si vede. Quindi, se una cosa non si vede, semplicemente non c’è.
Noi malate di endometriosi ci abituiamo così tanto al dolore che questo diventa parte della nostra quotidianità, ci sembra normale. E non è un dolore sopportabile. Si dice che nella scala dei dolori quello dell’endometriosi in forma grave sia uno dei primi in classifica. Tutti i giorni. Tutto il giorno. Ta tan. Ta tan. Ta tan. Un dolore che ti rimbomba dentro. Che ti lascia senza fiato. Ta tan. Ta tan. Sempre. Ventiquattro ore su ventiquattro. Ta tan. Ta tan.
A questo si aggiunge l’incomprensione. La frase che più mi ha scioccata è stata: “Tu prendi questa malattia troppo sul serio”.
Non hanno capito che, a volte, il dolore più grande è quello urlato in silenzio."



08/10/2020



Per favore prendetevi due minuti per leggere queste righe..

Mio figlio è "quel bambino".

“Sono quella madre che:

partecipa alla festa di compleanno con mio figlio, che è stato invitato solo perché è stata invitata l'intera classe. Mi presento alla festa mano nella mano con "quel bambino" e gli occhi sono alzati, le bocche sono coperte e inizia il sussurro.

Ogni genitore ed educatore, maestra o professore conosce "quel bambino".

Sai quello di cui sto parlando: il bambino che corre in classe e sembra così provocatorio o fuori controllo che sei convinto che sia solo maleducazione. "Quel bambino" è sempre fuori dal suo posto, senza regole, senza una guida. "Quel bambino" che da morsi, pizzicotti e si tira i capelli.

Al parco giochi, "quel bambino" è il più rumoroso e frenetico - sull'altalena un secondo e lo scivolo sale, scende, sale al contrario e scende di testa. Quel bambino che chiede "Ehi, bimbi, posso giocare?" - e gli altri bambini generalmente dicono di no o schivano perché ritengono che quel bambino sia "strano" - una scorciatoia per dire "socialmente immaturo". Forse sono prepotenti e vogliono che il gioco si svolga in un certo modo. Forse si arrabbiano quando le regole non vengono seguite o modificate, creando una spaccatura tra loro e gli altri bambini, e alla fine di tutto "quel bambino" e i suoi genitori sono sempre SOLI.

"Quel bambino" che tutti non vogliono avere.

Conosco bene "quel bambino".

In realtà è il mio!! Ed è il mio intero mondo. Sono la madre di "quel bambino".

Vedo tutto,

lo sguardo sfinito sul viso dell'insegnante mentre conduce mio figlio da me con l'elenco lungo un miglio di violazioni delle regole. Ho visto mio figlio tentare di connettersi nel parco giochi, dove la sua eccitazione per essere FINALMENTE incluso crea questa energia che il suo corpo deve rilasciare come urla, urla e risate forti, il che però fa scoraggiare gli altri bambini.

Capisco anche le frustrazioni degli altri bambini e genitori. Capisco.

Vorrei che potessero passare una giornata nei miei panni, però. Voglio che tu sappia "quel bambino" chi è veramente. Voglio che tu sappia che mio figlio è colui che se vede un bambino piangere, per quanto siano forti le sue emozioni, piange disperato anche lui.

Mio figlio è così divertente che porta lacrime agli occhi di persone che lo conoscono davvero. È quello che sta solo nel suo letto piangendo e chiedendosi perché "non piaccio a nessuno?".

È quello che ancora non sa scrivere il suo nome nonostante sia il più grande della classe, non sa disegnare non sa contare.

È quello che in un negozio non ti chiede un giocattolo perché nessun gioco è al passo con lui!

Ma sa amare in un modo che nessun altro bambino sa fare..

Affronta il male del mondo, camici bianchi e persone sempre pronte a giudicarlo e lo fa con il sorriso! Mio figlio è un'anima meravigliosa, meravigliosa e amorevole.

Sì, ho buttato il mio bambino sopra la mia spalla per portarlo fuori dal negozio mentre urla, colpisce e mi dà dei calci. E sento la gente dire: "Che maleducato se era il mio uno schiaffo, la madre non si fa rispettare". Sì, anche con un bambino che urla nell'orecchio, ti sento. E per quello che dico, che ti sembra che stia facendo? Ci sto provando. Vedo anche i simpatici mezzi sorrisi e annuire.

Però ho anche sentito “Stai andando alla grande mamma!. " A te dico "GRAZIE". Davvero, grazie per aver capito che sono io che sto cercando di fare del mio meglio per essere una brava mamma.

Per favore, parla con i tuoi figli di "quel bambino". Se hai una domanda sul loro comportamento, non dire a tuo figlio che non sai cosa c'è di sbagliato in "quel bambino". Parla con me, madre.

Per favore non dire a tuo figlio di stare lontano da "quel bambino." Se non sai come affrontarlo, parla con me.

Sì, ha l' ADHD E NON È CONTAGIOSA!

Va in terapia per apprendere che le regole sono le regole! Va in terapia per imparare a scrivere, disegnare e contare! Va in terapia per integrarsi nel mondo!

E ci vado anche io per imparare come trasmettergli l'amore!

E dire a tuo figlio di stare lontano non significa in alcun modo insegnare a entrambi a imparare ad andare d'accordo e ad accettare le differenze.

Non pretendo che mio figlio sia perfetto. Dio sa che non passa un giorno in cui non voglio strapparmi i capelli. Ma posso dirti onestamente: per ogni cattivo comportamento che dimostra, ce ne sono altri dieci che sono meravigliosi.

Quindi, ti prego: prenditi del tempo per conoscere "quel bambino". Non te ne pentirai.

Per favore, non far perdere a "quel bambino" un'occasione per farlo sentire migliore, così facendo migliorerà anche il tuo di "bambino perfetto!"

OTTOBRE È IL MESE EUROPEO DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL'ADHD E L'ADHD È QUESTO:

*Disturbo Neurosviluppo

*Disturbo Emotivo

*Scarsa Autostima

*Impulsività

*Deficit di Attenzione ed Iperattività

*Difficoltà di pianificazione

L'ADHD ESISTE DAVVERO!!!

Una MAMMA.

I nonni, patrimonio dell'umanità.Saggezza, Sostegno, Storia, Cultura, Amore puro.Auguri a tutti i nonni, oggi è la vostr...
02/10/2020

I nonni, patrimonio dell'umanità.
Saggezza, Sostegno, Storia, Cultura, Amore puro.

Auguri a tutti i nonni, oggi è la vostra festa e per questo vogliamo ringraziarvi per tutto quello che fate ogni giorno per i vostri figli e i vostri nipoti.

GRAZIE!

22/09/2020

Indirizzo

Fiano Romano

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 19:00
Martedì 10:00 - 19:00
Mercoledì 10:00 - 19:00
Giovedì 10:00 - 19:00
Venerdì 22:00 - 19:00
Sabato 10:00 - 13:00

Telefono

+39 329 404 5240

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