The Soulmigrant

The Soulmigrant Qui puoi ESPLORARE, SCOPRIRE, VIVERE

Thesoulmigrant

Uno Spazio per te, uno spazio per raccogliere anime gentili in questo universo, uno spazio per aiutare anche le donne a guarire.

“Per imparare a volare bisogna prima imparare a lasciar andare".

✨Un Corpo che senteNel lavoro somatico, il benessere non nasce dall’aggiustare qualcosa che “non va”, ma dal tornare ad ...
07/01/2026

✨Un Corpo che sente

Nel lavoro somatico, il benessere non nasce dall’aggiustare qualcosa che “non va”, ma dal tornare ad abitare il corpo.
Abitare il corpo significa essere presenti dall’interno, riconoscere le sensazioni come segnali vivi, smettere di trattare il corpo come un oggetto da gestire e iniziare a viverlo come un luogo in cui stare.

Un corpo che sente non è un corpo sempre calmo o sempre felice: è un corpo vivo, capace di presenza. Sentire non vuol dire cercare sensazioni intense, ma permettere a ciò che già c’è di essere percepito, senza forzature.

Dal punto di vista della fisiologia del benessere, sentire significa permettere al sistema nervoso di riconoscere sicurezza.
Quando il corpo può percepire sicurezza, non ha più bisogno di rimanere in uno stato costante di allerta o di chiusura. Il respiro si fa più ampio, i tessuti si ammorbidiscono, i ritmi interni rallentano o si attivano in modo più fluido. Non perché qualcuno li controlla, ma perché il corpo sente che può lasciarsi andare.

In questa esperienza di sicurezza, il corpo inizia a distinguere: tra tensione e sostegno, tra attivazione e pericolo, tra ciò che appartiene al presente e ciò che è memoria. È qui che nasce la vera autoregolazione, non come controllo, ma come capacità di sentire per poi avere la possibilità di orientarsi.

Nel lavoro somatico, sentire diventa un atto profondo di riconnessione. Tornare ad abitare il corpo significa uscire dalla sopravvivenza automatica e rientrare in relazione con se stessi. Il corpo non è più un luogo da superare, ma una guida che informa, protegge e sostiene.

Quando il corpo sente, il benessere non è un obiettivo da raggiungere, ma un processo che accade. È la fisiologia che torna a fare il suo lavoro naturale: muoversi tra attivazione e riposo, tra apertura e protezione, senza rimanere bloccata.

In fondo, un corpo che sente ci ricorda questo:
il benessere non è assenza di sensazioni, ma la possibilità di abitare ciò che sentiamo, in sicurezza, momento dopo momento.


✨Onorare il tempo del corpo.✨Onorare il tempo del corpo è un atto di ascolto profondo. Soprattutto nei momenti complessi...
29/12/2025

✨Onorare il tempo del corpo.✨

Onorare il tempo del corpo è un atto di ascolto profondo. Soprattutto nei momenti complessi, quando il corpo attraversa fasi difficili, dense, non lineari.
È proprio lì che il sentire chiede rispetto, lentezza, presenza.
Non risposte immediate, ma spazio.

Queste parole nascono da quel luogo:
dall’importanza di riconoscere i passaggi,
di non forzarli, di permettere al corpo di guidare il processo di ritorno alla salute,una salute integrata, autentica, vitale.
Ci sono percorsi che non seguono una linea retta.
Si muovono a spirale, come il corpo, come la natura, come i cicli che ci abitano.

Ci sono movimenti che nascono nel corpo prima di avere parole.
Non chiedono spiegazioni, ma presenza.

Nel lavoro della somatica del femminile, e non solo la salute non è qualcosa da correggere, ma da ricordare.
È un processo di ascolto profondo, fatto di fasi vive, cicliche, tutte necessarie, e tutte per me da onorare.

“The Call”
È il richiamo silenzioso che nasce nel corpo prima ancora che nella mente.
Un sentire che invita a tornare a sé.

“Inner Listening”
È il tempo del silenzio che ascolta.
Qui rallentiamo abbastanza da percepire ciò che vive sotto la superficie.
Il corpo diventa guida, linguaggio, spazio di verità.

“Transit”
È la soglia.
Un passaggio spesso fragile, a volte scomodo, ma profondamente trasformativo.
Non siamo più ciò che eravamo, e non ancora ciò che stiamo diventando.

“Integration”
È l’incarnazione.
Ciò che è stato sentito e attraversato trova radice nel corpo, nel quotidiano, nella vita.
Qui la salute torna ad essere integrata, autentica, vitale.

Quando lavoro con qualcuno, e con me stessa soprattutto c’è sempre un invito chiaro: non forzare, non anticipare, non saltare le fasi.
Fidarsi del processo, onorare il tempo del corpo.

Perché è nell’accoglienza di questi passaggi che avviene il ritorno.
Lento. Vero. Profondo.

Un ritorno a casa. Dentro.






29/12/2025

Il 2026 inizia “alla grande" con la prima luna piena dell’anno: il 3 gennaio splenderà infatti la Luna del Lupo, non manchiamo!

25/12/2025

This Christmas...

You don’t have to be full of joy
All merry and all bright
You don’t have to force festive cheer
If you don’t feel alright

No, you’re not obligated
To be jovial and jolly
To string the lights and sing the songs
Or deck the halls with holly

Perhaps you’re missing someone
And perhaps they miss you too
Perhaps you’re feeling burdened
By how much you have to do

Perhaps the bleak mid winter
Leaves you feeling rather cold
Perhaps it’s hard to drive
December’s darkness from your soul

Perhaps you’d rather hibernate,
Let Christmas pass you by
But remember; it’s not long ‘til you
Can bid this year goodbye

For now, don’t paint a smile
Upon your teary, tired face
Instead, find quiet moments
Where this season gives you space

And recognise that songs
And decorations cannot hide
The flurry of emotions
Overwhelming you inside

Yes, find those little moments
Where the lights don’t feel so bright
Where you don’t have to keep pretending
Just to be polite

Where you can breathe in peacefully
Away from all the noise
Away from expectation
That you’re full of festive joys

‘Cause when the day is over
And the lights are taken down
When it’s another year
Before next Christmas rolls around

Yes, when the joy is fading
And the merriment has ceased
You’ll be so very grateful for
Those pocketfuls of peace.

Author: Becky Hemsley Poetry

Artist: Stephen Allen

24/12/2025

Natale dovrebbe essere un verbo,
si dovrebbe praticare più che festeggiare,
renderlo attitudine,
spingerlo dentro fino a farsi carisma,
dovrebbe essere un abito per il cuore,
alta moda interiore

Sii Natale, fai Natale.
Dovremmo imparare a dircelo,
perché dovrebbe essere un'azione, il Natale,
non un avvenimento

perché avvenimento vuol dire
che ha giorni specifici di arrivo
e giorni precisi in cui andarsene,
invece un vero Natale
non può essere escluso,
non può avere assenza giustificata
perché Natale è azione di quotidiano
è movimento odierno,
non una festa
ma un atteggiamento festoso

appartenere alla nascita,
è questo il significato,
la parola stessa nasce parlando di nascita,
Natale è parola che si battezza sola,
lui stesso si fa verbo di sé

appartenere alla nascita
vuol dire mantenere dentro noi
il senso di vita,
Natale vuol dire praticare la vita
e la vita dovrebbe essere praticata continuamente,
la ricorrenza del vero Natale
è l'istante, festeggia il secondo
brinda l'attimo

quindi ogni volta che radunate i vostri amori
in primavera,
che raggiungete una famiglia,
viaggiate un amico
vi presentate di fronte a un aiuto,
riportate una pietra dal mare estero
telefonate per sentirvi
apparecchiate per gente
esprimete parole gentili
e organizzate un tramonto

ricordatevi
in quel momento lì
state facendo Natale.

[Gio Evan]
buon cuore in festa, love assai

23/12/2025
“Silenzio, entra l’inverno.”
21/12/2025

“Silenzio, entra l’inverno.”

CorpoIl corpo non è una macchina da ottimizzare.È una casa viva, e oggi la sento più fragile che mai!Il mio corpo ora no...
20/12/2025

Corpo

Il corpo non è una macchina da ottimizzare.
È una casa viva, e oggi la sento più fragile che mai!

Il mio corpo ora non sta cambiando:
sta attraversando.
E questa volta attraversare non è lineare, non è mai non è “comodo”.

C’è un tempo in cui il corpo chiede di essere ascoltato più che capito.
Un tempo in cui non vuole soluzioni, ma presenza.
Un tempo in cui il sentire diventa più importante del fare.

Il corpo femminile custodisce linguaggi antichi.
Parla per sensazioni, per onde, per pause.
Non risponde alla logica della macchina,
ma a quella della vita che pulsa anche quando fa male.

La somatica, per me, è questo:
restare.
Non forzare il passaggio.
Non chiedere al corpo di essere diverso da ciò che è adesso.

C’è una dignità profonda nel permettere al corpo di vivere il suo momento.
Nel non tradirlo con la fretta di guarire.
Nel riconoscere che anche il dolore ha un’intelligenza,
e che non tutto ciò che pesa è da correggere.

Il corpo non è il problema.
È il luogo.
È il confine sacro dove imparo, ancora una volta,
a migrare verso me stessa.


11/12/2025

Dal video “La precisione della poesia, Chandra Livia Candiani, regia di Katuscia Da Corte. Cadore, 2015”

11/12/2025

Oscar Wilde, "Il ritratto di Dorian Gray"

06/12/2025

Gabriel García Márquez, "Dell'amore e di altri demoni"

In questi giorni che sembrano sospesi, mi scopro più fragile del solito.Più esposta, più permeabile alla vita e alle sue...
02/12/2025

In questi giorni che sembrano sospesi, mi scopro più fragile del solito.
Più esposta, più permeabile alla vita e alle sue onde.
E mentre tutto mi chiede di resistere, qualcosa dentro di me sussurra piano che forse la vera forza è nel permettersi di lasciar andare.

Le parole di “Vince chi molla” mi hanno attraversato come una carezza che brucia: non un invito alla resa, ma un promemoria gentile che parla di fiducia, di resa consapevole, di ritorno a sé.
Mi hanno ricordato che non si può tenere tutto insieme, sempre.
Che c’è un momento in cui le mani devono aprirsi, e il corpo deve potersi appoggiare.
Che mollare non è cadere: è smettere di aggrapparsi a ciò che ci pesa.

Scrivo queste parole prima di tutto per me.
Perché ne ho bisogno.
Perché oggi la verità più grande che posso regalarmi è questa:
non devo dimostrare nulla, non devo superare tutto, non devo essere forte in ogni istante.
Posso cedere. Posso riposare. Posso respirare.

E sto imparando anche questo: rallentare è un atto di coraggio.
In un mondo che corre sempre, fermarsi sembra quasi una colpa.
Ma la verità è che ci sono pause che salvano.
Momenti di riposo che rimettono a fuoco ciò che conta davvero.
Non possiamo vivere solo di obiettivi, traguardi, cose da spuntare.
A volte la vita più autentica accade proprio negli spazi vuoti, nei respiri lenti, nella scelta consapevole di non correre.

Nel carosello che accompagna queste parole ci sono alcune frasi tratte dal testo della canzone di Niccolò Fabi che mi hanno tenuto compagnia in questi giorni intensi: piccole ancore, piccole verità che risuonano dentro.

E se qualcuno, passando di qui, dovesse sentirsi allo stesso modo, spero che trovi conforto in questa piccola confessione:
a volte, davvero, vince chi molla.
Chi rallenta.
Chi smette di stringere i pugni e di correre senza fiato.
Chi si concede la grazia di essere umano, completamente.

Indirizzo

Ficulle
05016

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando The Soulmigrant pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

A.B.A.U.T

Un semplice fiore della zona alpina dell’ Himalaya orientale “Raphidophora Glauca”, qui insieme ad altre specie di fiori ogni giorno compiono una “danza”, sfruttando ogni minima nicchia si contendono senza tregua lo spazio e la luce. Attraverso questa immagine trovo risonanze simili con ciò che facciamo noi con il nostro corpo e a volte questo tipo di immagini sono un richiamo una fonte di ispirazione per il danzatore stesso ed è con questa immagine che è nato il progetto intitolato LoSpazioAltrove luogo di ricerca di immagini di poesia di percorsi formativi e per-formativi di progetti in evoluzione, di collaborazioni artistiche con danzatori e musicisti dove l'improvvisazione visibile ai sensi è un mezzo uno strumento per la composizione e la creazione artistica.

LoSpazioAltrove Tra una roccia e una goccia la profondità sorregge la pietra caduta da un soffio di vento. E qui lo spazio altrove percorre la forma scolpisce la massa sostiene l’infinito diviso tra corpi in divenire sculture di umanità e di immobilità.

www.lospazioaltrove.blogspot.com