Dott. ssa Letizia Tomaiuolo Psicologa clinica

Dott. ssa Letizia Tomaiuolo Psicologa clinica Consulenza e sostegno psicologico per bambini, adolescenti e adulti.

🌸 ISTERIA PASQUALE (ma solo se sei donna, ovvio🌸Tra uova da comprare, pranzi da organizzare, bambini da gestire, parenti...
05/04/2026

🌸 ISTERIA PASQUALE (ma solo se sei donna, ovvio🌸
Tra uova da comprare, pranzi da organizzare, bambini da gestire, parenti da sopportare e aspettative da rispettare…
se alzi la voce o perdi la pazienza, tranquilla:
non sei stanca, non sei sovraccarica, non sei sotto
pressione.

✨ Sei isterica ✨

Perché si sa:
la fatica femminile non è reale,
il carico mentale è un’invenzione,
e la rabbia… beh, quella è sempre e solo un problema tuo.
Intanto, dall’altra parte:
“Aiuto un po’ quando posso”: applausi.
“Faccio tutto e crollo”: diagnosi.
Curioso come l' “isteria” abbia sempre avuto un genere.
Meno curioso (ma più grave) è che nel 2026 siamo ancora qui a raccontarcela.
Forse non è isteria.
Forse è semplicemente troppo.
Grazie ai Brainrot (che si ispirano molto ai luoghi comuni e c'è da stare attenti perché sono molto virali nei preadolescenti/adolescenti) per avermi dato l' idea del post perché ero veramente a corto di idee, esaurita (un caso?)
Per fortuna un po' la narrazione sta cambiando...
Ma la strada è lunga!

Buona Pasqua da Rica!

🌸 ISTERIA PASQUALE (ma solo se sei donna, ovvio) 🌸Tra uova da comprare, pranzi da organizzare, bambini da gestire, paren...
05/04/2026

🌸 ISTERIA PASQUALE (ma solo se sei donna, ovvio) 🌸
Tra uova da comprare, pranzi da organizzare, bambini da gestire, parenti da sopportare e aspettative da rispettare…
se alzi la voce o perdi la pazienza, tranquilla:
non sei stanca, non sei sovraccarica, non sei sotto
pressione.

✨ Sei isterica ✨

Perché si sa:
la fatica femminile non è reale,
il carico mentale è un’invenzione,
e la rabbia… beh, quella è sempre e solo un problema tuo.
Intanto, dall’altra parte:
“Aiuto un po’ quando posso”: applausi.
“Faccio tutto e crollo”: diagnosi.
Curioso come l' “isteria” abbia sempre avuto un genere.
Meno curioso (ma più grave) è che nel 2026 siamo ancora qui a raccontarcela.
Forse non è isteria.
Forse è semplicemente troppo.
Grazie ai Brainrot (che si ispirano molto ai luoghi comuni e c'è da stare attenti perché sono molto virali nei preadolescenti/adolescenti) per avermi dato l' idea del post perché ero veramente a corto di idee, esaurita (un caso?)
Per fortuna un po' la narrazione sta cambiando...
Ma la strada è lunga!

Buona Pasqua da Rica!

“Quando il corpo dei bambini - che è il loro primo maestro - viene messo a tacere, c’è qualcosa che non va.Un bambino no...
31/03/2026

“Quando il corpo dei bambini - che è il loro primo maestro - viene messo a tacere, c’è qualcosa che non va.
Un bambino non è fatto per stare seduto.
È fatto per camminare nel mondo, annusarlo, ascoltarlo e toccarlo per capirlo.
Impara con le mani sporche, con le ginocchia sbucciate, con il fiato corto e gli occhi accesi.
Seduto troppo a lungo, non apprende:
resiste.
Si adatta.
Si spegne un po’
Allora la domanda non è pedagogica.
È profondamente politica.
Che cosa vogliamo davvero quando diciamo “educare”?
Il benessere e l’apprendimento, o l’obbedienza?
Perché le due cose, a volte, non stanno nella stessa stanza.
Escuelitaviva

26/03/2026

In Giappone, il modello educativo si distingue per l’attenzione a un aspetto fondamentale: la formazione del carattere prima del rendimento scolastico.

Nei primi anni di scuola, i bambini non sono sottoposti a una pressione legata a verifiche formali. L’obiettivo principale è invece lo sviluppo di valori come rispetto, empatia, disciplina e senso di responsabilità, competenze considerate essenziali per la vita in società.

Durante questa fase, gli studenti imparano la convivenza e la collaborazione, partecipando anche ad attività quotidiane come la pulizia degli spazi scolastici, rafforzando così il senso di comunità e la cura dell’ambiente.

Solo intorno ai 10 anni le valutazioni più strutturate entrano a far parte del percorso scolastico. Fino a quel momento, il sistema mira a preparare gli alunni sul piano emotivo e sociale, costruendo basi solide per l’apprendimento accademico.

22/03/2026

La tua immobilità non è un errore. È un nascondiglio.

Smettila di chiamarla pigrizia o mancanza di volontà. Quello che senti non è un blocco: è un sabotaggio a scopo preventivo. Non resti fermo perché non sai cosa fare, ma perché sai esattamente cosa succederebbe se facessi quel passo. E quella versione di te, libera e diversa, ti fa più paura della prigione in cui sei rinchiuso oggi.

Il tuo sistema nervoso non cerca la felicità, cerca la sopravvivenza. E per lui, il "noto", anche se ti umilia, anche se ti limita, anche se ti spegne, è sempre più sicuro dell'ignoto. Preferisci un dolore che conosci a una gioia che non sai ancora gestire. Ecco perché le tue idee sono chiare, ma le tue gambe pesano tonnellate: non sei rotto, sei solo troppo impegnato a proteggerti da una vita che non hai ancora avuto il coraggio di abitare.

Non serve forzare la marcia, serve smettere di mentire a se stessi. Non stai "aspettando il momento giusto". Stai solo aspettando che la tua gabbia diventi così stretta da farti più male della paura di uscirne. La libertà inizia quando smetti di chiamare "protezione" quella che è, a tutti gli effetti, una rinuncia.

👉 Qual è quel "passo" al quale senti di non essere ancora pronto?

✨ Ti sei mai chiest* perché nelle relazioni sembra di vivere sempre lo stesso copione?Spesso non è un caso.Dentro di noi...
17/03/2026

✨ Ti sei mai chiest* perché nelle relazioni sembra di vivere sempre lo stesso copione?
Spesso non è un caso.
Dentro di noi si attivano dinamiche profonde, costruite nel tempo, che ci portano a cercare ciò che ci è familiare… anche quando fa soffrire.
🔁 Bisogno di approvazione
💔 Paura dell’abbandono
🧠 Schemi che si ripetono inconsciamente
Ma c’è una buona notizia:
quel copione può essere riconosciuto… e trasformato.
🌱 Il lavoro su di sé permette di dare un nuovo significato al passato, interrompendo ciò che si ripete e aprendo spazio a relazioni più libere e autentiche.
Se ti ritrovi in queste parole, non sei sol*.
💬 Scrivimi in DM per iniziare questo percorso insieme.
psicoterapia transfert autenticità cambiamento

16/03/2026

Esistono sufficienti prove per affermare che la povertà modifica il cervello ed è anche stato ipotizzato il coinvolgimento di alcuni meccanismi.

15/03/2026
12/03/2026

Quando un figlio o una figlia manifestano difficoltà scolastiche o personali, un genitore ha di fronte solo due strade.
La prima è fare finta di niente, sperare che passi (spoiler: non passa), minimizzare, dare la colpa alla scuola, agli amici, alla società, al figlio o alla figlia, girarsi dall’altra parte, forse illudendosi che “Se fingo che non esista, allora non esiste”. Lo capisco, vi capisco, prendere coscienza che qualcosa non va fa tanta paura. Fa tremare la terra sotto i piedi.
La seconda strada è rimboccarsi le maniche, preparare una scorta di fazzolettini, tendere una mano, ascoltare, provare a capire, cercare una soluzione e, se ci si accorge che da soli non bastiamo, chiedere aiuto.

La seconda strada è in salita, tortuosa e piena di buche. L’ho percorsa e la sto percorrendo, e vorrei raccontarvi qualcosa, nel caso in cui decidiate di imboccarla anche voi.
Quando una madre o un padre scelgono di aiutare un figlio o una figlia a stare meglio, devono sapere che verranno messi in discussione. Dai figli, dagli insegnanti, dagli specialisti (rivoltarvi come calzini è il loro lavoro), dal primo che si sentirà in diritto di dare consigli non richiesti (e, di solito, perfettamente inutili). Da se stessi.
Dovrete abbandonare l’idea che avevate di voi come “buoni genitori” per diventare “genitori che ce la mettono tutta”, per poi scoprire (spoiler numero due), dopo un lungo viaggio, che le due cose coincidono.

Le domande faranno sbocciare altre domande, altre incertezze, altre crisi. La parola “crisi”, in origine, indicava la competenza con cui gli agricoltori separavano il grano dalle piante infestanti per assicurarsi un buon raccolto. Se vorrete aiutare i vostri figli, vi capiterà quasi sicuramente di smarrirvi, come smarriti sono i vostri figli - ma in maniera diversa, parallela.
Gli specialisti e gli insegnanti vi faranno molte domande e vi sentirete un po’ messi sotto una enorme lente d’ingrandimento, coi vostri pregi e soprattutto con tutti i vostri difetti. Non vergonatevi. Non vergognatevi di aver sbagliato e di sbagliare. Non ci si deve mai vergognare quando ci si mette in discussione. Tenete duro, fate tesoro di questo trambusto interiore, perché vi servirà per conoscervi più a fondo. Il solo fatto di provarci deve farvi sentire valorosi.

Per molti anni la mia identità ha ruotato attorno al mito della madre perfetta – che non ero. Quando la crisi ha spalancato porte e finestre di casa come un uragano, portando polvere, lacrime, disordine e incertezza, mi sono sentita persa. Ma poi ho scelto di affidarmi a chi ne sapeva più di me, e mettendomi a n**o (poiché non c’era altra strada) ho scoperto che la madre perfetta non esiste, i figli perfetti non esistono, i padri perfetti non esistono, la perfezione è una fregatura. Esiste avere il coraggio di tendere una mano, avere l’immensa fortuna di trovarne una che prende la nostra (che siamo bambini, ragazzi, adulti), rimettere insieme i pezzi in una maniera che non avremmo mai immaginato per disegnare un presente nuovo, più interessante, meno prevedibile, aperto alle possibilità.
Alla possibilità di confessarsi imperfetti e trovare una parola di conforto.
Alla possibilità di ammettere che non va tutto bene - e stare meglio.
Alla possibilità di metterci di fronte a nostro figlio o a nostra figlia, guardarci negli occhi con le braccia abbassate, e magari ci scappa un abbraccio. Magari ci scappa un Ti voglio bene. Magari ci scappa un nuovo modo di essere famiglia, dove nessuno è perfetto e tutti sappiamo di avere un luogo sicuro dove tornare.

E magari, una sera come tante, sentirete vostra figlia ridere nella sua stanza insieme a un’amica con la sua voce cristallina e senza ombre, e quel frammento di normalità vi sembrerà un meraviglioso traguardo da cui ripartire. Ecco il vostro prezioso raccolto.
(La cattiva notizia è che non si finisce mai di coltivare. La buona è che il panorama è impagabile).

12/03/2026

Indirizzo

Via Berenini, 62
Fidenza
43036

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

Telefono

+393929606263

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