Dr.ssa Paola Orifiammi - Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Paola Orifiammi - Psicologa Psicoterapeuta Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dr.ssa Paola Orifiammi - Psicologa Psicoterapeuta, Psicologo, Via osacca 5, Fidenza.

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12/03/2026

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L'Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) è un protocollo per il trattamento delle esperienze traumatiche e dei disturbi psicologici correlati, come il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD). Il protocollo si basa sull’utilizzo di stimolazioni bilaterali - principalmente movimenti...

03/03/2026

Qualche collega potrebbe effettuare privatamente una valutazione di dislessia per un ragazzo di 23 anni, in zona parma/piacenza?

28/12/2022
09/12/2022

“Sir, la vedo turbato”
“È che a volte mi sembra di essere vittima di me stesso, Lloyd”
“Una discreta fortuna, sir”
“Fortuna, Lloyd?”
“Chi è causa del suo male, sir, ne è anche la cura”
“Non è così che si dice, Lloyd”
“Ma è così che si fa, sir”

29/11/2022

È il 1990 a Baltimora, Maryland. Un giorno la maestra d'asilo convoca d'urgenza mamma Deborah, per tutti Debbie.
"Michael non riesce a stare seduto, non sta mai tranquillo, non riesce a focalizzare" dice la maestra.
"Forse è solo annoiato" risponde Debbie.
"Impossibile. Si rassegni, semplicemente suo figlio non è dotato, non sarà mai in grado di focalizzarsi su nulla" sentenzia la donna senz'appello.

Il bambino in questione, quel Michael, di cognome fa Phelps, ha 5 anni, è cresciuto senza padre in una famiglia interamente femminile, insieme alla madre e alle due sorelle, e fino a quel momento non ha quasi mai messo piede in una piscina. Quando lo fa per la prima volta, è talmente terrorizzato all'idea di ba****si la faccia, che l'istruttore è costretto a insegnargli il dorso. Michael ha un talento innato, ma discontinuo. A scuola non va meglio. Tutte le sue insegnanti ripetono a Debbie sempre le stesse cose: "Non riesce a concentrarsi in nessun compito", "non è portato per questa o quella materia", "infastidisce il compagno di banco". Debbie allora decide di sottoporlo a una visita specialistica. La diagnosi è chiara: ADHD o DDAI, meglio noto come Disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Ma Debbie, oltre ad essere una mamma, è anche insegnante e preside. E si mette in testa di dimostrare a tutti che sbagliano. "Sapevo che, se avessi lavorato duro con Micheal, lui avrebbe potuto raggiungere tutti gli obiettivi che si fosse prefissato.” Lavora a stretto contatto con le insegnanti di Michael e, ogni volta che una di loro le dice "non riesce a fare questo", lei risponde: "Bene, cosa possiamo fare per aiutarlo?" Di fronte alle sue difficoltà con la matematica, gli trova un tutor e un metodo che susciti l'interesse di Michael, con problemi di questo tipo: “Quanto tempo impieghi a nuotare per 500 metri se nuoti ad una velocità di 3 metri al secondo?”.

Trasforma i limiti di suo figlio in opportunità. Ogni volta che lui ha uno scatto di rabbia o di frustrazione in piscina, lei dagli spalti gli fa un segnale convenzionale a forma di C che, nel loro linguaggio privato, significa "Ricomponiti".

Michael migliora a scuola, mentre in vasca è già un piccolo squalo: a 11 anni, è più forte e veloce di qualsiasi altro suo coetaneo che abbia mai nuotato negli Stati Uniti. Debbie viene, allora, convocata per il secondo colloquio più importante della vita di Michael. Questa volta non è una maestra d'asilo ma il suo allenatore, Bob Bowman. È il maggio del 1996.

"Signora, ora le dico cosa succederà" esordì. "Nel 2000 Michael parteciperà ai Trials olimpici. Non so se conquisterà la convocazione, ma sicuramente farà parlare di sé. E nel 2004 sarà senza dubbio un atleta che vincerà delle medaglie olimpiche. E saremo solo all’inizio”.

Bob sbagliava. Nel 2000, a Sydney, non solo Michael si qualificherà nei 200 metri farfalla, ma raggiungerà la finale, classificandosi al quinto posto, sfiorando il podio e una medaglia. Aveva 15 anni appena compiuti. Da quel giorno, per i successivi 16 anni, Phelps conquisterà 83 medaglie, di cui 66 d'oro, 28 olimpiche, 33 iridate, in otto diverse discipline, diventando, nel 2008 a Pechino, l'atleta con più ori (otto) in una sola edizione della storia dei Giochi e, per distacco, il nuotatore più vincente di ogni tempo, oltre a uno degli sportivi più forti di ogni sport o epoca.

Quel campione inarrivabile e icona planetaria è stato un bambino con deficit dell'attenzione diagnosticato, come decine di milioni di altri bambini come lui in tutto il mondo. Con la sola fortuna di avere avuto al suo fianco una donna e una professionista che non lo ha mai giudicato, né giustificato, ma lo ha spinto a ti**re fuori il proprio talento dove altri vedevano solo disturbi, disattenzione e iperattività. Avrebbe potuto rassegnarsi, come le aveva consigliato la sua prima maestra d'asilo. Invece Debbie ha deciso di fare qualcosa di molto più lungo e faticoso: credere in suo figlio.

Forse nessuno di quei milioni di bambini diventerà mai Michael Phelps - che importa? - ma dietro lo stigma di una diagnosi e di un giudizio senz'appello, ci sono persone con talenti e capacità fuori dal comune in qualunque ambito o professione. A volte quello che manca è solo qualcuno disposto a vederli e a riconoscerli. Una come Debbie Phelps, per esempio.

11/08/2022
26/07/2022

▶️ Bonus Psicologico: come funziona per i cittadini? ◀️

❓Chi può aderire?
🔹Coloro “in condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico”.
🔹Cittadine e cittadini residente in Italia con valore ISEE non superiore a 50mila euro

❓Quando aderire?
La procedura per la presentazione delle domande sarà attiva dal 25 luglio al 24 ottobre 2022.

❓Come aderire?
🔹Sul sito www.inps.it tramite SPID di livello 2 o superiore, tramite Carta di identità elettronica (CIE) 3.0 o tramite Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
🔹Contact Center Integrato, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

❓Come capire se si è ottenuto il bonus?
Alla scadenza del termine di presentazione delle domande saranno stilate le graduatorie per l’assegnazione del beneficio (Si darà precedenza ai cittadini con ISEE più basso; a parità di ISEE, si terrà conto dell’ordine di presentazione). In caso di accoglimento, sarà reso disponibile l’importo e un codice da consegnare al professionista scelto entro 180 giorni.

❓Qual è l’importo del beneficio?
🔹Massimo 600 euro (50 euro per ogni seduta) in caso di ISEE inferiore a 15.000 euro;
🔹Massimo 400 euro (50 euro per ogni seduta) in caso di ISEE compreso fra 15.000 e 30.000 euro
🔹Massimo 200 euro (50 euro per ogni seduta) in caso di ISEE compreso fra 30.000 e 50.000 euro

👉Leggi la circolare INPS del 19 luglio https://servizi2.inps.it/servizi/CircMessStd/VisualizzaDoc.aspx?tipologia=circmess&idunivoco=13888
👉Leggi il decreto: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/27/22A03765/sg

05/06/2022

👩‍⚕️ Corso: 𝐀𝐂𝐓 𝐒𝐮𝐦𝐦𝐞𝐫 𝐒𝐜𝐡𝐨𝐨𝐥 – 𝐓𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐚𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐧𝐝 𝐟𝐥𝐞𝐱𝐢𝐛𝐥𝐞 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐚𝐩𝐢𝐬𝐭 👩‍⚕️

Partendo dalla definizione del terapeuta flessibile e compassionevole, il corso intende discutere del modello ACT attraverso l’Exaflex nella prospettiva del terapeuta e la descrizione delle qualità personali da promuovere in terapia con il paziente, centrando l’attenzione sulle strategie da attuare e sugli aspetti significativi della Self-compassion.
Il workshop si svilupperà attraverso questi punti nodali:
Breve panoramica dell’ACT
• Imparare ad agire dall’interno
• Identificare ed elencare i punti caldi
• Notare i comportamenti di evitamento
• I valori del terapeuta
• Come usare la compassione in sessione
• Come dirigere la compassione verso sé stessi come terapeuta.

📅 Accademia Cusanus
Via del Seminario, 2 — Bressanone.

Per scaricare il calendario delle lezioni, info e iscrizioni: https://interazioniumane.it/formazione/act-summer-school-the-compassionate-and-flexible-therapist/

23/02/2022

Secondo me puoi rilassarti.
Non sarai amata né per il tuo taglio di capelli, né per avere più o meno pancia. L'amore risponde alle sue leggi che sono elezioni e casualità.
Puoi rilassarti ed essere così come sei.. Nessuno ti amerà per merito. L'amore é immeritato.
Rilassati, l'amore ti amerà senza fare assolutamente niente, se non essere te stessa. 💙
(la Raccontadina)

Lezione ASCCO al terzo anno. Ancora online, ma conto di tornare a vederci dal vivo presto!
19/02/2022

Lezione ASCCO al terzo anno. Ancora online, ma conto di tornare a vederci dal vivo presto!

Una grande lezione di vita da un grande uomo. Grazie! ♥️
08/12/2021

Una grande lezione di vita da un grande uomo. Grazie! ♥️

Tema: i capricci, l'aggressività, i comportamenti problematici.

Proviamo a fare insieme un esperimento immaginario? Mettete un topolino in una gabbietta dove sia posta una leva. Forse qualcuno sta già pensando: ma io questa la so già! Questo non è un esperimento immaginario, è un esperimento che fece Skinner quasi un secolo fa, dimostrando che se la pressione della leva è seguita dall'emissione del cibo, il topolino preme la leva più spesso. Vi chiedo un attimo di pazienza. il mio obiettivo non è che il topolino prema la leva, ma che NON la prema. Come possiamo fare?

Secondo me a qualcuno è già venuta un’idea. Qualcuno di voi ha pensato: quando il topo preme la leva gli diamo una bella scarica elettrica. Potrebbe funzionare. Questo metodo si chiama “punizione”, ma povero topolino! Potrebbe funzionare, ma a costo di tanto dolore. Inoltre, se l’animale avesse la possibilità di scappare dalla gabbia non ci penserebbe due volte. Se Alessia è una bambina di sei anni che fa capricci, potremmo darle uno schiaffo tutte le volte che ne fa uno: potrebbe funzionare, ma quanta sofferenza. Potremmo farle anche una lunga predica, magari urlando un po’, ma le faremo venir voglia di scappare via lontano. Se Luca è un ragazzino di quindici anni che si arrabbia e butta i libri per terra quando è l’ora di studiare, potremmo togliergli la playstation per sei mesi (quasi un ergastolo). Potrebbe funzionare? Forse, ma gli faremo diventare simpatica la storia e la letteratura italiana? Non credo. È più probabile che gli diventi antipatico il papà che ha deciso la punizione.

Allora, coraggio: cerchiamo una soluzione alternativa. Il topo del nostro esperimento immaginario è ancora dentro la gabbia, continua a premere la leva e noi vorremmo farlo smettere, ma ci dispiace dargli scariche elettriche. Vi viene in mente qualcos’altro? Forse, a questo punto, un’altra idea a qualcuno è venuta: lasciamolo in pace; lasciamo che prema la leva finché ne ha voglia; alla fine si stuferà. Beh, questo metodo mi piace di più. Si chiama “estinzione”.

Significa: un comportamento ha bisogno di rinforzatori per essere alimentato, come il fuoco ha bisogno dell’ossigeno. Togli l'ossigeno e il fuoco si estinguerà. Non rinforzare mai il topolino quando preme la leva e il topolino smetterà di premerla. Questo metodo mi piace di più perché almeno mettiamo da parte le scariche elettriche, gli schiaffi, gli urlacci... Ma funzionerà? Ma quanto tempo ci vorrà prima che funzioni? E poi: in una gabbia, con un topo, è tutto più facile. Ma con Alessia e Luca sarà dura far finta di niente quando si comportano male aspettando che smettano di farlo. Ti ho chiesto quanto tempo ci vorrà prima che questo metodo funzioni, ma ora ti chiedo: tu quanto resisterai prima di perdere la pazienza?
Altre idee?

Penso che a nessuno verrà in mente di rinforzare il topolino quando preme la leva, perché questo aggraverebbe il nostro problema anziché risolverlo. Se gli diamo del cibo quando preme la leva, l’animale continuerà a premerla. Eppure quante volte, quando Alessia fa un capriccio al supermercato perché vuole un ovetto Kinder, la mamma di Alessia glielo compra per farla smettere? Quante volte il papà di Luca, per quieto vivere, gli lascia la Playstation?
Sembra che ci siamo cacciati in un vicolo cieco: o la scarica elettrica quando il povero topolino preme la leva, con tutta la sofferenza che questo si porta dietro; o aspettare che il topolino smetta da solo di premere la leva, con tutta la pazienza che questo comporta.

Come si esce da un vicolo cieco? Allargando il campo! Rompendo gli schemi!
Io ho detto che nella gabbia c’è una leva, ma chi ci impedisce di metterne un’altra?

Adesso, attenzione. L’obiettivo del mio esperimento è che il topolino non prema la prima leva. Allora io, tutte le volte che preme la seconda leva gli do un pezzetto di formaggio. L’animale premerà la seconda leva molto spesso, sarà contento di ricevere del cibo e avrà meno tempo per premere la prima leva. Avrà anche meno interesse a farlo. Questo metodo si chiama “rinforzamento differenziale” e la mamma di Alessia può uscire dagli schemi comprando un ovetto Kinder alla bambina quando se ne sta tranquilla mentre lei fa la spesa. Anche il papà di Luca può uscire dagli schemi: anziché concentrare tutta la sua attenzione sulla prima leva (Luca che scaraventa i libri per terra), lo rinforza quando preme la seconda e gli permette di nuovo di giocare con la Playstation quando il figlio si comporta in modo adeguato… sì sì, lo so già cosa state pensando: “Ma Luca non si comporta MAI in modo adeguato!” Già: questi sono gli scherzetti che ci fa la mente, la macchina delle parole che continua borbottare frasi negative frasi negative frasi negative… ascolta la tua mente, ringraziala per questi suoi giudizi, lascia che continui a parlare (le menti non stanno mai zitte) e tu intanto osserva Luca con attenzione alla ricerca dei momenti in cui non butta i libri per terra e si comporta meno peggio del solito. Quei momenti sono molto rari? Meglio! Come le pepite d’oro, più sono rari e più sono preziosi. Raccoglili.

Il paragone con il nostro malcapitato topolino finisce qui, perché con lui possiamo usare solo due leve. I topolini, infatti, per quello che ne sappiamo, non parlano. Di sicuro non parlano la nostra lingua. Ma Alessia e Luca sono capaci eccome di parlare. Questo significa che con loro abbiamo tre leve sulle quali far leva (mi scuso per il gioco di parole). La prima sono i comportamenti problematici: ignorali, per quanto possibile. Lasciali scorrere via come l’acqua dai tetti quando piove. La seconda sono i comportamenti positivi, o per lo meno quelli non troppo negativi: osservali, raccoglili, sottolineali, rinforzali. Più farai così e meno Alessia e Luca avranno tempo e interesse per continuare a premere la prima leva e a comportarsi male. La terza è il linguaggio. Lascia che parlino. Ascoltali.

Forse Alessia ti dirà: "Mamma, vorrei un ovetto Kinder". Se sarai molto brava ad ascoltarla, può addirittura darsi che ti dica: "Mamma, come stavo bene quando il mio fratellino non era ancora nato".
Forse Luca ti dirà: "Ma perché devo continuare ad andare in quella scuola di m***a?".

Spesso, noi esseri umani premiamo la prima leva quando non ci è permesso di premere la terza. Spesso facciamo capricci e sintomi quando non riusciamo ad esprimere con le parole i nostri bisogni e le nostre emozioni. Certo, lo so anch'io che a volte è difficile per una mamma sentir dire dalla figlia che non vorrebbe il fratellino ed essere capace di ascoltare questo desiderio e di comprenderlo. Ma noi esseri umani stiamo meglio quando ci è permesso di premere la terza leva e troviamo qualcuno disposto a raccogliere le nostre parole. Certo, lo so anch'io che sarà difficile, magari anche doloroso, per il papà di Luca, sentire il figlio che descrive la scuola come uno schifo. Ma è meglio esprimere con le parole un punto di vista anche estremo o scaraventare i libri per terra?
Quando, come spesso succede, i sintomi sono l'equivalente di una comunicazione che non ha trovato un canale per esprimersi, le parole diventano terapeutiche. Altrimenti perché, quando nessuno ci guarda e nessuno ci ascolta, teniamo un diario? Altrimenti perché gli psicoterapeuti aiutano i pazienti a ricostruire la loro storia e talvolta a metterla per iscritto?

Lascia che Alessia e Luca esprimano liberamente le loro emozioni; lascia che premano la terza leva…
Molti turisti, quando visitano il campanile di Giotto, si divertono a rovinarlo con dei graffiti. Un bel problema! Altro che capriccio! Questo è un comportamento vandalico che deturpa uno dei monumenti più belli del mondo. In questi casi non possiamo somministrare loro una scarica elettrica, ma possiamo fare una multa… oppure metterli in prigione… oppure…

L'opera di Santa Maria del Fiore ha avuto un'idea. Ha messo a punto una App che si chiama Autography e permette di graffittare in modo virtuale il campanile di Giotto, come vogliamo, dove vogliamo. È la terza leva: ognuno può esprimere quello che vuole senza bisogno di comportarsi in modo antisociale e rovinare un capolavoro. E tutti vengono rinforzati quando esprimono adeguatamente quello che hanno dentro: Autography archivia tutto, pubblica tutto e ognuno può mostrare agli amici e conservare per sempre il suo piccolo capolavoro, la sua personale emozione.
Io sono andato a vederli, questi graffiti virtuali. Uno, posto alla sommità del campanile, mi ha colpito molto. Dice: "463 scalini per urlare a tutta Firenze che ti amo!" È firmato IV B IPSIA. Immagino un diciassettenne innamorato che frequenta un istituto professionale e che forse non ha scritto una pagina memorabile della letteratura italiana. Forse non ha scritto una nuova "A Silvia", però non ha neppure imbrattato il campanile di Giotto, perché gli è stata offerta una possibilità alternativa di esprimere liberamente una sua emozione.

A volte, a proposito di "A Silvia" e di libera espressione delle emozioni, mi capita di domandarmi cosa sarebbe successo a Leopardi se avesse avuto il Prozac.

13/10/2021

Domani primo appuntamento con le pratiche di mindfulness in diretta!
Ottobre, mese dedicato alle tecniche mirate di riduzione dello stress.

📌13/10 ore 20:15 "Calmare la mente". Pratica guidata di mindfulness.

Prossimi appuntamenti:
📌19/10 ore 19:15 "Calmare il respiro". Tecnica di respirazione per rallentare i ritmi di funzionamento del nostro corpo.
📌25/10 ore 19:15 "Oceano e pace". Rilassamento guidato per rilassare il corpo e rilasciare tensione e stress.

Gli incontri sono gratuiti e riservati agli iscritti attuali e passati dei miei corsi di mindfulness.
Avverranno online con accesso diretto tramite link.
Per comunicare la propria partecipazione ai singoli incontri basta un messaggio su WhatsApp al 3936983884.

👉Per info sulla mindfulness: http://www.studioferrarisilvia.it/corsi-mindfulness-online/
👉Prova gratuita di mindfulness: http://www.studioferrarisilvia.it/video-mindfulness.../

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