06/01/2026
Innanzitutto sono io che devo stare bene.
Non per egoismo, ma per coerenza.
In metafisica, tutto fa parte dello stato dell'essere: non puoi ordinare il mondo esterno se il tuo mondo interiore è caos.
La realtà risponde alla vibrazione che emetti, non all'intenzione che proclami.
Quando ti dedichi a "salvare" gli altri, non elevi il campo; lo distorci. A prima vista, l'osservatore influenza il sistema.
La tua energia emotiva, mentale e fisica entra in ogni interazione come variabile attiva. Che tu sia frammentato, confuso o risentito, è questo il senso dell'esperienza.
Aiutare dopo il sacrificio non è amore:
è interferenza.
È difficile ottenere dei risultati duraturi.
L'equilibrio non si raggiunge donandosi fino a svuotarsi, ma allineandosi per primi. Un sistema stabile trasferisce ordine in modo naturale; uno instabile contagia entropia. Per questo in primis prendersi cura di se stessi non è fuggire dagli altri, ma diventare un punto di riferimento deciso.
Quando stai bene, la tua sola presenza regola, non invade; sostiene, non impone.
L'idea che "devi soffrire perché gli altri stiano bene" nasce da una confusione antica credere che il valore sia nell'usura. È una programmazione, una credenza adottata da alcune religioni che chiudono abbassando la nostra vibrazione.
Nei livelli più profondi della realtà, la vita si espande per risonanza, non per martirio. Nessuno si alza prosciugando la propria fonte.
Aiutare senza sacrificarsi significa agire in abbondanza.
Prima mi allineo e mi rispetto.
Da lì, ciò che dai non ti rompe, non ti toglie, non ti lascia vuoto. Al contrario ti rafforza e sei più efficace
Stare bene non significa essere poco altruisti ma è il requisito iniziale per un cammino morale sano, reale e pulito.
Dal cuore al tuo
Angela Scrofani
Fontana di luce