Silvia Suffritti Naturopata

Silvia Suffritti Naturopata Operatore del benessere esperta in fitoterapia, riflessologia plantare, alimentazione energetica.

23/11/2025

IL CORPO CHE NON SMETTE MAI DI LAVORARE

C’è una cosa che diamo fin troppo per scontata... il nostro corpo continua a lavorare giorno e notte, anche quando noi lo trattiamo come una discarica. Mangiamo cibo industriale, respiriamo aria inquinata, beviamo acqua che scorre in bottiglie di plastica e poi ci spalmiamo addosso creme, profumi, detergenti, shampoo pieni di derivati chimici che assorbi come spugne. Eppure… lui è ancora lì. A fare il suo lavoro.

Ogni singolo giorno, ogni ora, ogni respiro, il corpo mette in moto una quantità di processi biologici talmente precisi da sembrare miracolosi. Il fegato filtra, il sistema linfatico drena, i reni depurano, i polmoni eliminano anidride carbonica e tossine volatili, la pelle suda e detossifica, l’intestino seleziona e smaltisce ciò che non serve.

E mentre noi dormiamo, il cervello approfitta del silenzio metabolico per fare le “pulizie di notte”, elimina scarti, ristabilisce connessioni neuronali e rigenera i tessuti. Sembra semplice ma non lo è affatto.

Il corpo è un laboratorio biochimico in continuo adattamento. Non è statico, non è una macchina... è un ecosistema vivente. Ogni cellula comunica con le altre, in un linguaggio fatto di impulsi elettrici, molecole informazionali, neurotrasmettitori e ormoni. È un’orchestra che suona senza direttore visibile, ma con un’intelligenza intrinseca che sa sempre dove intervenire, dove compensare, dove riparare.

Quando introduciamo qualcosa di nocivo, una tossina, un additivo, un farmaco, un metallo pesante, il corpo non si arrende... attiva le sue vie di difesa. Prima cerca di neutralizzare, poi di espellere, e solo in ultima istanza di stoccare. Perché sì, il corpo preferisce accumulare piuttosto che lasciar circolare veleno libero nel sangue.

È così che iniziano i depositi silenziosi, nel tessuto connettivo, nel grasso, nei gangli linfatici, nei tessuti nervosi. Il corpo crea “magazzini di tossine” per salvarti la vita nell’immediato. Ti mantiene funzionale, anche se non in salute ottimale.

Il primo a prendere in carico tutto è lui, il fegato. Ogni sostanza che entra, cibo, farmaci, cosmetici, ormoni sintetici, alcool, additivi, passa di lì. Il fegato la “legge”, la decodifica, la smonta e decide che fine deve fare... eliminata o riciclata.

Lo fa in due fasi fondamentali, chiamate fase 1 e fase 2 di detossificazione epatica:

Nella fase 1, gli enzimi del citocromo P450 trasformano le molecole tossiche in forme intermedie. Ma attenzione, queste nuove forme sono spesso più reattive e pericolose della sostanza originale.

È per questo che serve la fase 2, dove intervengono i sistemi di coniugazione: solfatazione, metilazione, glucuronazione, acetilazione, glutatione. Queste reazioni “neutralizzano” le tossine e le rendono idrosolubili, cioè eliminabili tramite bile, urina o sudore (ne parlo anche nel Iibro sulla Metilazione).

Quando però le tossine sono troppe, o mancano i nutrienti per queste vie (come magnesio, zolfo, metionina, colina, glutatione, vitamine del gruppo B), il fegato rallenta. E le tossine restano in circolo. Oppure si accumulano nel connettivo. Da lì, cominciano i primi sintomi che non riconosciamo mai come segnali di sovraccarico... stanchezza cronica, irritabilità, intolleranze, infiammazione, disturbi digestivi, dolori muscolari, insonnia.

Dopo il fegato, entrano in gioco i reni. Sono due filtri instancabili che depurano il sangue da scorie azotate, metalli, molecole ossidate. Ogni giorno filtrano circa 180 litri di plasma e ne restituiscono al corpo la parte utile, espellendo solo i rifiuti. Ma perché lo facciano bene serve acqua vera, non plastificata, non addizionata di cloro o microplastiche. Serve idratazione profonda, quella che arriva fino alle cellule.

E poi c’è il sistema linfatico, il grande dimenticato. È la f0gna del corpo, ma senza p***a. Scorre solo se ti muovi, se respiri profondamente, se non sei bloccato da infiammazione e sedentarietà. La linfa raccoglie i rifiuti metabolici dalle cellule e li porta verso il fegato e i reni. Quando si ferma, ti gonfi, ti senti pesante, annebbiato, infiammato. La mente stessa si fa confusa, perché l’infiammazione sistemica non è mai solo fisica... coinvolge il cervello, il tono dell’umore, l’energia vitale.

Di notte, mentre pensi di “riposare”, il cervello accende il suo sistema di detossificazione... il sistema glinfatico. Un meccanismo scoperto di recente, che agisce solo durante il sonno profondo. Le cellule si restringono, lo spazio extracellulare si allarga e il liquido cerebrospinale scorre come un fiume tra i neuroni, portando via proteine tossiche, radicali liberi e scarti metabolici.

Se non dormi abbastanza, questo sistema non parte. Ecco perché il sonno non è un lusso ma una funzione di sopravvivenza. Senza sonno, il cervello si “intossica”, e l’infiammazione neuro-gliale aumenta. Risultato? Ansia, irritabilità, confusione, perdita di memoria, stanchezza mentale.

Il sangue è il vettore di tutto, ossigeno, nutrienti, ormoni, segnali, ma anche tossine da trasportare verso gli organi di eliminazione. È un fiume in movimento, e ogni goccia passa centinaia di volte al giorno attraverso il cuore, che batte instancabilmente anche quando il resto del corpo dorme.

I polmoni, oltre a scambiare gas, eliminano ammoniaca, alcol, solventi volatili, e sono costantemente in contatto con l’ambiente esterno, ogni respiro è un confine tra dentro e fuori. Quando l’aria è carica di polveri sottili, metalli o sostanze chimiche, i polmoni diventano un filtro in prima linea.

E il sangue fa quello che può, lega le tossine alle proteine, le porta al fegato o ai reni, ma se la quantità è eccessiva, le cellule cominciano a reagire con stress ossidativo. I mitocondri, che sono le nostre centrali energetiche, riducono la produzione di ATP per difendersi, e il corpo entra in una modalità di risparmio energetico... la chiamiamo stanchezza, ma è un meccanismo di sopravvivenza.

Ogni cellula è un’intelligenza a sé. Dentro ognuna di esse ci sono migliaia di mitocondri che decidono se produrre energia o se innescare l’autofagia, cioè la pulizia interna. L’autofagia è la forma più antica di detossificazione... la cellula si “mangia” da sola le parti danneggiate per rigenerarsi. Ma per attivarla serve silenzio metabolico, niente insulina alta, niente digestione continua. Ecco perché il digiuno intermittente o i periodi di riposo digestivo funzionano così bene... non sono moda, sono fisiologia pura.

Quando invece viviamo in uno stato costante di eccesso, troppi pasti, troppi stimoli, troppi zuccheri, l’autofagia si spegne, i mitocondri si ossidano e il sistema immunitario resta in allerta cronica. Il corpo lavora lo stesso, ma non riesce più a smaltire tutto. È come se ogni giorno tu gli dessi da gestire più rifiuti di quanti ne possa eliminare.

Eppure, lui non smette. Attiva vie alternative, apre percorsi secondari, si adatta. Se non riesce a espellere una tossina, la lega a un grasso e la mette da parte, se il fegato è intasato, la pelle prova a compensare... ecco acne, eczema, dermatiti. Se l’intestino è infiammato, il sistema immunitario si sposta in periferia... ecco dolori, rigidità, stanchezza.

Il corpo fa quello che può con quello che ha e ci tiene in vita. Ci salva ogni giorno senza che ce ne rendiamo conto. Ma la verità è che, biologicamente, chiede solo una cosa... respiro.

Vorrebbe che per un giorno non gli arrivasse un flusso costante di tossine da gestire, vorrebbe acqua pulita, aria respirabile, cibo vero, non pieno di conservanti e residui chimici, vorrebbe dormire in un ambiente non saturo di onde elettromagnetiche, con luce naturale e silenzio, vorrebbe muoversi, perché il movimento è linfa che scorre, vorrebbe che lo ascoltassimo, invece di zittirlo ogni volta che ci manda un sintomo.

Un sintomo non è un tradimento... è una comunicazione biologica. È il corpo che ti dice “non ce la faccio più a compensare”. E quando lo ascolti, inizi a collaborare con lui. Quando lo ignori, lo costringi a trovare soluzioni più drastiche.

Ogni sistema è interconnesso.

- Il fegato filtra.

- I reni drenano.

- L’intestino elimina.

- I polmoni ossigenano e disintossicano.

- La pelle espelle e regola la temperatura.

- Il sistema nervoso autonomo coordina tutto, mantenendo l’omeostasi.

Quando uno di questi organi rallenta, gli altri provano a compensare. Il corpo non si arrende... redistribuisce i carichi, crea percorsi secondari, cambia priorità. Se il fegato è sovraccarico, l’intestino ne risente, se l’intestino è infiammato, il sistema immunitario si sbilancia. E se l’infiammazione diventa cronica, il sistema nervoso si allerta, attivando il circuito della sopravvivenza. È così che nasce la fatica sistemica, non come debolezza, ma come strategia biologica di risparmio energetico.

Il corpo non ha solo l’obiettivo di sopravvivere. Ha un progetto più grande... rigenerarsi. Ogni organo, ogni tessuto ha la capacità di ripararsi se gli diamo le condizioni giuste. Le cellule intestinali si rinnovano in 3-5 giorni. Quelle del fegato in 40-60. Quelle della pelle in 28. Persino i mitocondri si dividono e si replicano se l’ambiente è pulito, ossigenato e ricco di micronutrienti.

Ma per farlo serve che noi smettiamo di “avvelenarlo quotidianamente”. Serve che lo alleggeriamo, che apriamo gli emuntori, che rispettiamo i tempi biologici. Serve meno rumore chimico e più coerenza naturale.

Non c’è un solo istante in cui il corpo non stia lavorando per te. Non ti è nemico, non ti tradisce, non “si ammala all’improvviso”. Si adatta, lotta, ripara, devia, trattiene, protegge. Fa il possibile con ciò che gli dai.

Se cominci a trattarlo come un alleato invece che come una macchina da spremere, lui ti risponde. Ti ringrazia con più energia, più chiarezza mentale, più serenità. Perché il corpo non chiede miracoli... chiede condizioni. Acqua pulita, aria buona, cibo reale, movimento, riposo. E silenzio. Quello spazio in cui finalmente può fare ciò che sa fare meglio... tenerti in vita.

XO - Patrizia Coffaro

17/11/2025

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA MENTE NELLA GUARIGIONE

Leggi fino in fondo: Una delle lezioni più importanti che si imparano affrontando problemi di salute è che la guarigione non è lineare. Ci sono giorni in cui si sente di fare passi avanti e altri in cui sembra di regredire. Accettare questo processo e mantenere una mentalità resiliente è fondamentale. Il corpo umano è straordinario nella sua capacità di rigenerarsi. Il fegato si rinnova in pochi mesi, il rivestimento intestinale si ricrea ogni due settimane e persino il cervello è in grado di creare nuove connessioni neurali. Il nostro compito è supportare questo processo fornendo al corpo ciò di cui ha bisogno e rimuovendo ciò che lo ostacola.

Non si può guarire un corpo malato con una mente malata. La salute inizia nel cervello, nelle credenze e nei pensieri che scegliamo di nutrire ogni giorno. Integrare tecniche mentali, abitudini rigenerative e una nutrizione mirata crea un ambiente favorevole alla guarigione. Spesso le persone cercano la “pillola magica” o il trattamento miracoloso per risolvere i loro problemi, ma la vera guarigione avviene dall’interno verso l’esterno, attraverso la combinazione di mente, corpo e spirito. Chiunque affronti un percorso di recupero può iniziare oggi stesso adottando semplici pratiche per migliorare il proprio stato mentale. La mente è il motore della guarigione, e la chiave per trasformare la propria salute è riprendere il controllo della propria narrativa interiore.

Questa testimonianza è una delle più potenti che si possano ascoltare quando si parla di guarigione profonda. Perché ci ricorda che non siamo solo un corpo da riparare, ma un sistema integrato fatto di pensieri, emozioni, esperienze, convinzioni e scelte quotidiane. Puoi seguire la dieta perfetta, avere accesso ai migliori integratori, fare le terapie più avanzate… ma se dentro di te coltivi paura, disperazione, sfiducia, rassegnazione, allora il tuo corpo recepirà quel messaggio. In pratica, il messaggio sarà: “Non valgo la pena di guarire”. Al contrario, se inizi anche solo a visualizzare una versione di te più sana, se inizi a crederci, se colleghi a quell’immagine emozioni vere, come gioia, gratitudine, speranza, e costruisci una strategia, anche minima, per andare in quella direzione… il cervello cambia.

La fisiologia si adatta. Il sistema nervoso si calma. I geni si regolano diversamente. È il potere di quello che alcuni chiamano pIacebo, ma che in realtà è il potere del tuo sistema mente-corpo di rigenerarsi. Il corpo umano è progettato per guarire, ma ha bisogno di un via libera mentale, emotivo e spirituale. E a volte, quel via libera può arrivare solo quando tocchi il fondo. Quando perdi il controllo. Quando hai più paura che fiducia. Ma è proprio lì che puoi fare la scelta: “Io non rimango in questo stato. Io torno a me stesso.”

Questa è resilienza vera, quella che non si compra in farmacia, ma si allena giorno dopo giorno, con pazienza, con fede, con piccoli passi. La guarigione non è un fulmine a ciel sereno. È un processo quotidiano di ritorno alla verità del proprio corpo.

Ed è fondamentale ricordarlo sempre:

- Anche se sei a terra, anche se ti dicono che non c’è speranza, anche se ti senti solo nel tuo dolore...

Non sei rotto... non sei finito, sei in una fase del tuo viaggio e può cambiare. Puoi guarire, puoi tornare a vivere. Comincia da un pensiero nuovo, uno solo e lascia che si trasformi in realtà.

Ed è proprio questo che tante persone hanno dimenticato nel vivere moderno: la centralità dello scopo come radice della guarigione, dell’energia, della resilienza e persino dell’immunità. Quando non sai perché ti alzi la mattina, quando senti che la tua vita non ha direzione, il corpo lo percepisce. Lo recepisce come uno stato di minaccia sottile, costante. Non c’è più una forza trainante che dia coerenza a ogni tua scelta. E allora la stanchezza diventa cronica, il sistema nervoso resta in allerta, l’infiammazione si mantiene, il sonno peggiora. Si diventa vulnerabili, fisicamente, mentalmente, emotivamente.

Lo scopo, invece, dà ordine al caos. Fa sì che ogni sacrificio abbia un senso, ogni sintomo abbia un messaggio, ogni caduta diventi una lezione. Non è qualcosa che devi trovare come un tesoro perduto. Piuttosto, è qualcosa che si ricorda, che si coltiva, che si ascolta nel profondo, spesso proprio nei momenti più difficili. E quando lo riscopri, cambia tutto.

Puoi affrontare un’infezione debilitante, la perdita di una funzione, un dolore cronico, un trauma emotivo… e restare integro, ancorato, fiducioso. Perché sai che la tua vita ha un significato più grande della tua sofferenza. E allora, anche la guarigione non è più solo la scomparsa dei sintomi, ma un ritorno alla pienezza.

Ecco perché, quando si lavora su qualsiasi condizione, che sia intestinale, autoimmune, oncologica o altro, non basta solo lavorare su dieta e integratori. Serve anche lavorare sulle convinzioni che guidano il modo in cui ti vedi, le emozioni che trattieni o che non lasci esprimere, il senso di direzione che hai perso e puoi ritrovare. Perché la salute non è solo assenza di malattia. È pienezza di vita.

E questa pienezza, nella maggior parte dei casi, comincia con una domanda potente:

“Perché sono qui? Cosa posso offrire al mondo, anche nella mia fragilità?”

Chi ha uno scopo non solo guarisce, si trasforma. E spesso, nel farlo, diventa una luce per gli altri.

Ed è proprio questo il potere delle credenze. Non importa da dove parti, quanto sia difficile la tua infanzia, quante volte ti abbiano fatto sentire “non abbastanza”, “sbagliato”, “difettoso”. Se cambi la storia che racconti a te stesso, tutto può trasformarsi. Non è magia, è biologia applicata: la mente dirige il corpo, sempre.

La mente può essere rimodellata. Il cervello è plastico. Non importa se hai 20, 40 o 70 anni. Se hai vissuto una vita intera sotto il peso di una convinzione distruttiva, puoi cambiarla adesso. Perché non sei quella convinzione. Se pensi:

– "Non guarirò mai."
– "Non sono abbastanza."
– "Ho sbagliato troppo."
– "È tardi per me."

Sappi che non è una verità. È una storia. Una storia che hai interiorizzato da qualche esperienza, da qualcuno che forse ti amava, ma non sapeva far meglio. Il mio augurio che vi faccio oggi e ve lo scrivo parola per parola con la pienezza del mio sentire verso ognuno di voi è questo:

"Ti auguro di vincere sulla tua mente. Ti auguro di trovare uno scopo, anche piccolo, anche fragile, che però ti accenda dentro. Ti auguro di credere che non è finita finché respiri. Ti auguro di ricordare, nei giorni bui, che dentro di te c’è ancora una scintilla che non si è mai spenta.
Che la tua storia non è ancora scritta tutta, e che puoi scegliere il prossimo capitolo. Ti auguro il coraggio di smettere di identificarti con il dolore, e iniziare a riconoscerti nel potenziale che porti. Ti auguro la forza di tornare a te. Anche se fa paura. Anche se sei stanco. Anche se hai dimenticato come si fa. Ti auguro di sentire, in un attimo di silenzio, che sei già sulla strada. Che ogni passo, anche incerto, è sacro. Ti auguro di diventare il guaritore di te
stesso. Di scegliere pensieri che nutrono, parole che sollevano, gesti che onorano il tuo corpo come un tempio. Ti auguro di amare la tua fragilità come parte della tua forza. E soprattutto… Ti auguro di ricordare chi sei. Prima del trauma, prima della malattia, prima del dolore. Perché chi sei davvero… non è mai stato rotto. Solo dimenticato. Ma adesso è il momento di tornare. E riscrivere la tua vita, un respiro alla volta. Amen.
O come preferisci chiamare il sacro.
Ma dillo, senti....respira e ricomincia. Ti prego fallo...."

XO - Patrizia Coffaro

LABORATORI a Montegridolfo da Lucina : consigliatissimo!
08/11/2025

LABORATORI a Montegridolfo da Lucina : consigliatissimo!

Prossimo Laboratorio erbe autunnali 🍂
05/11/2025

Prossimo Laboratorio erbe autunnali 🍂

Reazione  di alcune bevande da sx verso dx : infuso di foglie di olivo, fonte collinare,acqua minerale , birra e whisky....
01/11/2025

Reazione di alcune bevande da sx verso dx : infuso di foglie di olivo, fonte collinare,acqua minerale , birra e whisky.
🟢Ph neutro
🔵Ph basico
🟠🟡Ph acido

E' sempre importante conoscere il ph delle nostre urine.

Se il nostro corpo funziona in ambiente acido si potranno verificare con facilita' dolori muscolari, infiammazioni, e carenze .
Una giusta alimentazione puo' modificare questo stato.

Conosci il tuo ph ?

Informazioni al
📲3478924396
Silvia Suffritti
Naturopata

AUTUNNO : TEMPO DI DEPURAZIONE e INDAGINE TESSUTALE EQUILIBRIO ACIDO-BASEL'organismo si mantiene in una condizione di eq...
15/10/2025

AUTUNNO : TEMPO DI DEPURAZIONE e INDAGINE TESSUTALE EQUILIBRIO ACIDO-BASE

L'organismo si mantiene in una condizione di equilibrio in un ambiente non acido, se invece il corpo si acidifica, cosa succede? - i reni consumano vitD
-il sangue richiama Calcio dalle ossa per tamponare l'acidosi
-il PTH(ormone prodotto dalle paratiroidi) si alza per mantenere equilibrio di calcemia nel sangue

L'Acidosi e' una condizione che puo' creare segnali , quali : stanchezza,stati infiammatori,dolori muscolari e articolari, disturbi del sonno,irritabilita' e riduzione delle capacita' di difesa.

Possibili Cause :
-insufficiente apporto di frutta e verdura
-Abuso di farmaci
-Nicotina,alcool
-Stress
-Sport intenso
-Insufficiente apporto di liquidi
-Eccesso di alimenti acidi(formaggi,salumi,cibi raffinati,carne)

Per sapere in quale stato e' il nostro corpo, ci si avvale di un semplice test sulle urine che verifichera' il PH ( che va da 0 a 14).
Se vuoi effettuare questo test GRATUITAMENTE , offro questa possibilita' su appuntamento al seguente numero 3478924396
O scrivendo per maggiori informazioni :
mirtos63@libero.it

Per la provincia di Modena e Ferrara
presso lo studio in via Torre Portello a
Finale E.(MO)

Per Riccione :
c/o Therapeutica
Via Sicilia,36 Misano

16/08/2025

ACQUA SOLARIZZATA CON ENERGIA SOLARE PER FAR ENTRARE I FOTONI SOLARI NELLE CELLULE.
Come preparare: Utilizzare una bottiglia blu scuro il più possibile, anche di colore più chiaro, riempirla con acqua del rubinetto ed esporla al sole per circa un'ora scoperta o più.
Cosa succede quando mettiamo la bottiglia al sole? I raggi solari hanno raggi infrarossi che penetrano il vetro e riscaldano le molecole d'acqua, attivandole.
In omeopatia questo si chiama "Dinamica dell'acqua" e così prende vita.
Si tratta di un lampo ultravioletto che sterilizza l'acqua eliminando qualsiasi tipo di batterio e, se rimane scoperta, elimina anche il cloro, che per azione chimica si trasforma in gas e viene portato in superficie. Ma l'effetto più sorprendente è ciò che accade quando i raggi solari penetrano un vetro blu scuro:
Il fisico Lord Kelvin, nel 1848, descrisse il metodo per determinare la temperatura della luce. Stabiliamo che ogni luce ha un grado di temperatura di colore, ad esempio la luce di una lampadina è compresa tra 2.000 e 2.500 gradi Kelvin, una lampada alogena tra 3.000 e 3.800 Ki, e a mezzogiorno di una giornata di sole incontriamo 5.000 e 5.500 gradi Kelvin.
Ma cosa succede quando i raggi del sole penetrano un blu cristallino e scuro?... I 5.500 gradi Kelvin si trasformano in 7.000 Ki...
E quando la Terra era a 7.000 K?... Al momento della creazione, l'acqua riacquista la memoria.
Tutto ciò che esiste in noi, esisteva già. Allora l'acqua non solo diventa energetica, perde batteri, elimina il cloro, ma ripristina anche la memoria di ciò che stava facendo al momento della creazione.
Per potenziare questo effetto benefico sul corpo, inserite all'interno della bottiglia un quarzo bianco, precedentemente purificato ed energizzato dal sole, con salute in tensione e armonia personale.
Acqua solarizzata o fotonizzata.
Sergio Montera ☀

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