Psicologa Jessica Ceccherini

Psicologa Jessica Ceccherini Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Psicologa Jessica Ceccherini, Psicologo, Viale Edmondo De Amicis, 99/a, Florence.

Sono la Dott.ssa Jessica Ceccherini, psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana

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~ 𝗔𝗻𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 📌 L’ansia da prestazione non riguarda solo il momento della prova. Non vive esclusivamente negli ...
06/02/2026

~ 𝗔𝗻𝘀𝗶𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

📌 L’ansia da prestazione non riguarda solo il momento della prova. Non vive esclusivamente negli esami, nel lavoro o nelle situazioni in cui ci si sente osservati. Spesso inizia molto prima, nel modo in cui una persona ha imparato a misurare il proprio valore attraverso il risultato, l’approvazione, il “fare bene”.

▶️ Chi ne soffre racconta una tensione costante, la sensazione di dover dimostrare qualcosa, di non potersi permettere errori. Ogni occasione diventa una verifica, ogni fallimento una conferma di non essere abbastanza. In questo stato, l’attenzione si sposta dall’esperienza al controllo: si monitora la propria performance, il giudizio degli altri, le possibili conseguenze di un passo falso. Il corpo si irrigidisce, la mente accelera, e proprio ciò che si vorrebbe evitare finisce per accadere.

▫️Spesso l’ansia da prestazione affonda le radici in contesti in cui il riconoscimento è stato legato al rendimento, al comportamento adeguato, al soddisfare aspettative elevate. Anche in assenza di richieste esplicite, il messaggio interiorizzato può diventare molto chiaro: “Valgo se riesco, se non deludo, se sono all’altezza”.

▫️In terapia questo circolo viene osservato con attenzione. Non si lavora solo sulla gestione dell’ansia nel momento della prestazione, ma sul significato più profondo che quella prestazione ha assunto. Riconoscere come il giudizio esterno sia diventato uno sguardo interno severo permette di iniziare a separare ciò che si fa da ciò che si è.

👥 Il percorso terapeutico aiuta a costruire uno spazio interno in cui l’errore non coincida con il fallimento personale e la prestazione non definisca il valore di sé. Quando la pressione si allenta, diventa possibile tornare all’esperienza, al piacere di fare, di provare, di mettersi in gioco senza doversi costantemente dimostrare.

✅ Il cambiamento non passa dall’assenza dell’ansia, ma dalla possibilità di non misurare il proprio valore personale solo attraverso il risultato

“𝘚𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘰 𝘧𝘢𝘤𝘤𝘪𝘰, 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦𝘳à 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰…”👉🏻 È questo il pensiero che tormenta molte persone che vivono con un Di...
14/01/2026

“𝘚𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘭𝘰 𝘧𝘢𝘤𝘤𝘪𝘰, 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘥𝘦𝘳à 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘥𝘪 𝘣𝘳𝘶𝘵𝘵𝘰…”

👉🏻 È questo il pensiero che tormenta molte persone che vivono con un Disturbo Ossessivo Compulsivo.

▶️ Si chiama pensiero magico, è una trappola invisibile: ti fa credere che ripetere un gesto, dire una frase nella mente o seguire un rituale preciso possa impedire che accada qualcosa di terribile.
Può trattarsi di toccare un oggetto un numero preciso di volte, di contare mentalmente, di chiudere e riaprire una porta finché “non si sente giusto”.
Azioni apparentemente senza senso, ma vissute come vitali, salvifiche.
Come se, non facendole, potesse accadere qualcosa di irrimediabile: un incidente, una malattia, la morte di una persona cara.

📌 Dietro al pensiero magico, spesso, c’è un’esperienza di impotenza profonda: un lutto, una separazione, un trauma, una colpa che non si può nominare.
Il controllo diventa l’unica illusione di sicurezza.

✅ Il primo passo non è semplicemente “smettere di fare i rituali” ma capire cosa si sta cercando di controllare
e dare un significato alla paura, all’ansia e al bisogno di protezione.
La psicoterapia non si limita a “togliere” il sintomo, ma aiuta a leggere il senso che quel rituale ha avuto e ha ancora oggi nella vita della persona.

👥 In terapia si lavora per:
• riconoscere il legame tra il pensiero magico e le emozioni sottostanti (paura, colpa, rabbia, impotenza);
• comprendere quando e perché il bisogno di controllo è diventato così centrale;
• distinguere ciò che è responsabilità reale da ciò che è solo paura;
• imparare a tollerare l’ansia senza doverla neutralizzare attraverso il rituale.

Gradualmente, la persona può fare esperienza di qualcosa di nuovo:
che il pensiero non è un fatto,
che l’ansia può essere attraversata,
che il pericolo temuto non dipende dai gesti compiuti o evitati.

📌Quando la terapia incontra la resistenza: un viaggio fra paure, difese e potenzialità🔹 Il percorso terapeutico invita a...
22/12/2025

📌Quando la terapia incontra la resistenza: un viaggio fra paure, difese e potenzialità

🔹 Il percorso terapeutico invita a muoversi verso zone interiori spesso poco esplorate, a nominare emozioni – vergogna, colpa, rabbia, tristezza – e a confrontarsi con le parti nascoste di noi stessi. Eppure, proprio quando la direzione sembra aperta, può emergere la resistenza: quel movimento interno che sussurra «non ancora», «non così», «non adesso».

👉🏻 In psicoterapia, la resistenza non è un ostacolo, ma un segnale prezioso.
È il modo in cui la nostra mente prova a proteggersi da ciò che fa paura, anche quando quel “qualcosa” rappresenta la via verso la guarigione.

🔍 Quali sono i meccanismi più comuni?
• Evitare: ritardare o saltare sedute, “dimenticare” ciò che è emerso, chiudersi nel silenzio.
• Combattere o contrattaccare: mettere in discussione suggerimenti, sentirsi guidati o “sotto un potere” e replicare con opposizione.
• Mantenere il controllo: resistere al cambiamento.

🌱 Ma perché la mente fa così?
• Per proteggere: la resistenza agisce come difesa contro ciò che è troppo minaccioso — dolore, perdita, cambiamento.
• Per mantenere una stabilità: anche quando la condizione è insoddisfacente, è conosciuta. Il nuovo, l’ignoto ha costi che possono far tremare; la resistenza rallenta l’ingresso in quell’ignoto.

✨ Cosa può succedere se accogliamo la resistenza come parte del cammino?
Quando la resistenza viene riconosciuta come segnale (e non solo ostacolo), diventa materiale clinico prezioso: ciò che si blocca parla di ciò che ha troppo paura di uscire.
In terapia, superare la resistenza non significa “forzare” il cambiamento, ma comprendere il senso del suo esserci.

👥 Attraverso la relazione terapeutica – fatta di fiducia, sicurezza e rispetto dei tempi personali – è possibile trasformare ciò che prima bloccava in un movimento nuovo.
Quando il paziente si sente visto anche nella sua difficoltà a lasciarsi andare, la resistenza perde la sua funzione difensiva e si apre lo spazio per l’esperienza autentica di sé.

🧠 NOVEMBRE IN SALUTE da Spazio99!Dal 17 al 23 novembre sarà la settimana dedicata al benessere psicologico 💬Sarà possibi...
27/10/2025

🧠 NOVEMBRE IN SALUTE da Spazio99!
Dal 17 al 23 novembre sarà la settimana dedicata al benessere psicologico 💬

Sarà possibile prenotare dei colloqui gratuiti di 20 minuti, uno spazio di ascolto pensato per chi desidera:
✨ comprendere meglio un momento di difficoltà
✨ ricevere un primo orientamento psicologico
✨ prendersi cura di sé

📅 Prenota il tuo colloquio gratuito
📞 392 810 8147
📧 spazio99firenze@gmail.com
📍 Spazio99 – Viale Edmondo de Amicis, 99/a

22/10/2025
~ 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝟵𝟵Dietro ogni percorso di benessere, c’è un team che lavora in sinergia.Da Spazio99 trovi un’equipe multidiscipl...
17/10/2025

~ 𝗦𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼𝟵𝟵

Dietro ogni percorso di benessere, c’è un team che lavora in sinergia.
Da Spazio99 trovi un’equipe multidisciplinare composta da fisioterapisti, osteopati, ortopedici, nutrizionisti e psicologhe, unita da un unico obiettivo:
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~ 𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒆𝒅𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝑻𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂?🏁La fine della terapia rappresenta un momento carico di significato e ha un fo...
12/02/2025

~ 𝑪𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒖𝒄𝒄𝒆𝒅𝒆 𝒒𝒖𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒇𝒊𝒏𝒊𝒔𝒄𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝑻𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂?

🏁La fine della terapia rappresenta un momento carico di significato e ha un forte valore simbolico: quando si chiude il legame esclusivo tra terapeuta e paziente, entrambi sono posti di fronte a questioni complesse, come la e la , ma anche l’autonomia e il distacco.

▫️Affrontare tutto questo in maniera più o meno esplicita, concedendosi il giusto tempo, è parte integrante della terapia.

▫️È del tutto normale avere vissuti di tristezza o commozione per la fine di un lavoro così intenso su sé stessi.

👥 Seppur la terapia finisce, la relazione rimane!
Ogni paziente porterà sempre dentro di sé una parte di quella relazione, porterà nei suoi ricordi e nella sua memoria le frasi salienti, i momenti per lui più importanti, i sorrisi e le lacrime oltre che l’essenza di una esperienza relazionale sana alternativa e correttiva vissuta nel periodo di terapia.

🔚 C’è da dire che ulteriori risultati importanti molto spesso si raggiungono proprio nel “post terapia”, momento in cui il paziente interiorizza davvero il terapeuta mettendo in pratica quelle modalità alternative, più funzionali ed efficaci, per prendersi cura di sé ed affrontare autonomamente le sfide che la vita gli metterà davanti.

~ 𝗟𝗮 𝗥𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗮📌 Nel cuore del cambiamento profondo risiede la relazione terapeutica.📚 Tutte le ricerche scie...
10/01/2025

~ 𝗟𝗮 𝗥𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗧𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶𝗰𝗮
📌 Nel cuore del cambiamento profondo risiede la relazione terapeutica.

📚 Tutte le ricerche scientifiche dimostrano che é proprio la relazione terapeutica l’elemento che più influisce sulla buona riuscita di un percorso terapeutico.

👥 La relazione terapeutica è composta da vari ingredienti tra cui la fiducia, la totale assenza di giudizio, ed infine il rispetto nei confronti dei vissuti e dei contenuti che il paziente porta:
diviene quindi il luogo nel quale è possibile co-creare le condizioni per esperienze intersoggettive nuove e diverse rispetto a quelle che il paziente ha sperimentato con le proprie figure di attaccamento.
🪞La stanza di terapia assume quindi le sembianze di un microcosmo dove si vive e si rivive tutto ciò che accade nella vita quotidiana, potendola da qui modificare e metterla in discussione!

〰️ Ci vuole tempo e costanza per far crescere una buona relazione terapeutica! Il risultato non è statico e immutabile, ma è talvolta contraddistinto da rotture e riparazioni.

🪢In ogni colloquio, psicologo e paziente inseriscono dei mattoncini: a volte possono traballare, altre volte possono cadere..
Non è sempre facile incastrare tutti i pezzi, ma, quando i mattoncini restano ben saldi e si incastrano l’uno all’altro, puó davvero iniziare il viaggio terapeutico fondato su una relazione stabile e profonda tra gli attori coinvolti.

~🔍 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼? 📌 Il sintomo psicologico è un disagio, una sofferenza ch...
11/12/2024

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🔍 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗹𝗲 𝗾𝘂𝗶𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼?

📌 Il sintomo psicologico è un disagio, una sofferenza che può presentarsi sotto varie forme e irrompere, gradualmente o all’improvviso, nella vita del soggetto, strutturandosi in maniera duratura e arrecando un malessere sempre più importante ed invalidante.

📢 “Ho l’ansia” “Mi abbuffo” “Non riesco a dormire” sono solo alcuni dei modi i cui i sintomi possono presentarsi quando viene ad alterarsi il delicato equilibrio interiore.

🔕Un sintomo, appena insorge, viene in genere visto come un nemico da combattere e spesso si decide d’iniziare un percorso psicologico con l’unico obiettivo di soffocare quel sintomo e “tornare come prima”, dimenticandosi che togliere un sintomo non significa affatto guarire.

🔔Il sintomo svolge un ruolo importantissimo: è il campanello d’allarme che ci avverte che qualcosa non va come dovrebbe e dall’altro però rappresenta lo sforzo che la persona mette in atto per riuscire a mantenersi
“in piedi”.
Il sintomo quindi esprime il tentativo ultimo, anche se disfunzionale, di stare e non cadere.

✅ Prima di pensare di risolverlo è importante accoglierlo, ascoltarlo e capire il messaggi che porta.
A tal proposito, un può aiutare a ritrovare un proprio equilibrio non attaccando semplicemente il sintomo, ma cercando di cogliere il significato che porta e sulla base di questo costruire strategie più funzionali.

~ 𝑪𝒐𝒔’è 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒂𝒄𝒄𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊𝒔𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐?📍Il sistema di   è uno dei sistemi motivazionali interpersonali che mot...
12/11/2024

~ 𝑪𝒐𝒔’è 𝒖𝒏𝒐 𝒔𝒕𝒊𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒂𝒄𝒄𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊𝒔𝒐𝒓𝒈𝒂𝒏𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐?

📍Il sistema di è uno dei sistemi motivazionali interpersonali che motivano e regolano il comportamento del bambino che cerca la vicinanza fisica e psicologica della figura di attaccamento, con l’obiettivo interno di ricerca di .

▫️Questo stile si modella nella prima infanzia in funzione delle diverse risposte fornite al bambino da chi abitualmente lo accudisce, cioè dalla

➡️L’attaccamento si sviluppa in risposta a un’esperienza di cura incoerente o traumatica quando quella che dovrebbe essere la base sicura (la figura di attaccamento), si dimostra spaventata/spaventante.

❗️Questo comporta la percezione della figura di attaccamento come fonte di pericolo dalla quale bisognerebbe fuggire e, allo stesso tempo, come fonte di protezione, alla quale ci si vuole avvicinare.

🙇🏼La paura del bambino non può trovare soluzione nel comportamento di allontanamento né in quello di avvicinamento, e per questa ragione il comportamento di disorganizza, mostrando comportamenti bizzarri e contraddittori, in presenza del genitore.

▫️I bambini con attaccamento disorganizzato hanno maggiori probabilità di sviluppare, già a partire dalla fanciullezza, difficoltà nelle relazioni e nella gestione delle emozioni.

▫️Di conseguenza l’attaccamento disorganizzato può rendere difficile creare relazioni stabili e sane. Chi lo sperimenta, infatti, oscilla tra desiderio di protezione e paura del rifiuto, rendendo i legami complessi e spesso caratterizzati da alti e bassi.

✅ Essere consapevoli del proprio stile di attaccamento è il primo passo per lavorare su sé stessi e costruire relazioni più sicure e appaganti.
Un percorso terapeutico può aiutare a riconoscere e trasformare i modelli relazionali dannosi creando un ambiente sicuro per l’esplorazione delle esperienze passate.

~𝘾𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙨’è 𝙞𝙡 𝘿𝙞𝙨𝙢𝙤𝙧𝙛𝙞𝙨𝙢𝙤 𝘾𝙤𝙧𝙥𝙤𝙧𝙚𝙤?🪞L’immagine corporea è “l’immagine del nostro corpo che ci formiamo nella mente”. Qua...
16/07/2024

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𝘾𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙨’è 𝙞𝙡 𝘿𝙞𝙨𝙢𝙤𝙧𝙛𝙞𝙨𝙢𝙤 𝘾𝙤𝙧𝙥𝙤𝙧𝙚𝙤?

🪞L’immagine corporea è “l’immagine del nostro corpo che ci formiamo nella mente”. Quando questa immagine mentale si discosta in modo evidente dalla realtà allora parliamo di “Dismorfismo corporeo” o ;

📌Disturbo che porta, chi ne è affetto, a percepire in modo alterato le forme del proprio corpo.
Alcune parti sono percepite in modo deforme e questa percezione si accompagna a sensazioni di inadeguatezza e di disgusto.

🔺Tutto ciò determina alti livelli di stress, disagio e ferite emotive che, se non ben accolte ed elaborate, conducono ad alterazioni del comportamento alimentare, nel tentativo disfunzionale di voler “risanare” la propria immagine, raggiungendo quell’ideale estetico sognato.

✅Diventa cruciale, di conseguenza, attivare interventi terapeutici efficaci in grado di trattare il disturbo in tutte le sue componenti: quella percettiva, quella cognitiva ma anche quella legata alla sfera emotiva, dove spesso risiedono le cause profonde del problema.”

~“𝘔𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘷𝘶𝘰𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰”, “𝘏𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘢𝘯𝘤𝘩𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢”, “𝘔𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘴𝘦 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘪 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘰”;💬Queste sono le fras...
09/07/2024

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“𝘔𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘶𝘯 𝘷𝘶𝘰𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰”,
“𝘏𝘰 𝘭𝘢 𝘴𝘦𝘯𝘴𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘮𝘢𝘯𝘤𝘩𝘪 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘤𝘰𝘴𝘢”,
“𝘔𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘴𝘦 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘪 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘰”;

💬Queste sono le frasi che spesso, durante una consulenza psicologica, le persone esprimono per descrivere il proprio stato d’animo e a cui non riescono a dare una spiegazione precisa.

▫️Il “sentirsi vuoto” implica una condizione che fa riferimento a vari vissuti emotivi, , , , , , .

▫️Il vuoto interiore mette l’individuo di fronte a se stesso, ai suoi bisogni, desideri, mancanze e la persona che lo sperimenta si sente incompleta, inadeguata e, di conseguenza, prova frustrazione e senso di angoscia. Quando queste emozioni diventano una costante, può capitare di non riuscire a trovare la soluzione adeguata o di trovare quella sbagliata che va a colmare questa mancanza, ma in modo disfunzionale.

🔺Se questo senso di vuoto persiste nel tempo generando , o sentimenti di profonda tristezza, allora può essere utile andare più in profondità e trovare il coraggio di guardare più da vicino i propri vuoti interiori.

🧠Un percorso psicologico, oltre ad approfondire le cause del vuoto, può aiutare a prevenire il rischio che questa sensazione possa sfociare in una vera e propria psicopatologia.

Indirizzo

Viale Edmondo De Amicis, 99/a
Florence
50137

Telefono

+393404036629

Sito Web

https://www.doctolib.it/psicologo/firenze/jessica-ceccherini

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