Psicologa Psicoterapeuta - Dott.ssa Annalisa Battisti

Psicologa Psicoterapeuta - Dott.ssa Annalisa Battisti Psicologa Psicoterapeuta, terapia individuale, terapia di coppia, terapia familiare, trattamenti EMDR

01/02/2026

🍽️ Alcuni aspetti dei disturbi alimentari (come la bassa fiducia in sé stessi e l’evitamento dei pasti) risulterebbero correlati all’ansia di tratto (la tendenza a sperimentare livelli elevati di ansia in molte situazioni). L’ansia di tratto risulterebbe associata, da un punto di vista neurobiologico, all’iperattivazione dell’amigdala.

🧠Si può dire allora che esiste una relazione tra disturbi alimentari e attivazione dell’amigdala? Sì, secondo un recente studio (Frank et al., 2023)*.
Indagando, sia in persone con disturbi alimentari che in persone senza questa diagnosi, quali circuiti cerebrali si attivano nell’attesa di ricevere cibo calorico, i ricercatori hanno osservato un’attivazione significativamente maggiore dell’amigdala nei pazienti con anoressia nervosa. Tuttavia, una volta ricevuto il cibo atteso, l’attivazione cerebrale non differiva in modo così significativo: l’amigdala si attiva, dunque, più all’attesa del cibo che al suo consumo effettivo.

✅ Questi dati confermerebbero il legame tra ansia e disturbi alimentari, sottolineando come la paura anticipatoria del cibo possa essere un meccanismo cruciale nel mantenimento della patologia. Tutto questo potrebbe avere importanti implicazioni per il trattamento dei Disturbi Alimentari.

Ti interessa l’argomento? Leggi l’articolo su State of Mind.
👉 Segui il link: https://www.stateofmind.it/2026/01/ansia-disturbi-alimentari/

📚*Frank, G. K. W., Shott, M. E., Pryor, T., Swindle, S., Nguyen, T., & Stoddard, J. (2023). Trait anxiety is associated with amygdala expectation and caloric taste receipt response across eating disorders. Neuropsychopharmacology, 48(2), 380–390.

27/01/2026

“Lo guardavamo insieme. Quindi andava bene.”

È una frase che molti genitori dicono.
In buona fede.

Perché se sei lì,
se commenti,
se spieghi,
se tuo figlio ride…
allora non può fargli male.

Invece no.

Guardare insieme non rende adatto un contenuto che non lo è.

Un bambino può:
– non spaventarsi
– non piangere
– dire che “gli piace”

Ma il suo cervello registra comunque.

Prendiamo Mercoledì.
Non è horror.
Non fa saltare sulla sedia.
Ed è proprio per questo che passa.

C’è:
– morte raccontata con leggerezza
– solitudine resa identità
– sarcasmo che raffredda le emozioni
– distacco emotivo scambiato per forza

Un bambino non lo guarda “con spirito critico”.
Lo assorbe.

E quando l’emozione è troppo intensa
o troppo fredda,
non viene elaborata.
Resta lì.

Il problema non è la singola scena.
È il clima emotivo continuo.

Il prezzo non si paga sul divano.
Si paga dopo:
– nel sonno che cambia
– nelle paure che spuntano dal nulla
– in un modo diverso di stare al mondo

La presenza dell’adulto non basta.
Spiegare non basta.
Condividere non basta.

Proteggere non è censurare.
È rispettare i tempi.

Un contenuto può essere giusto a 12 anni
e sbagliato a 7.
Non perché il bambino sia fragile,
ma perché è in costruzione.

Essere genitori oggi significa anche questo:
accorgersi,
fermarsi,
e fare meglio.

Questa è educazione.
Non perfezione.

03/01/2026

🕯️L’Ordine degli Psicologi della Toscana esprime vicinanza e profondo cordoglio per la tragedia avvenuta in Svizzera a Crans-Montana, in cui tanti giovani hanno perso la vita o si trovano in condizioni gravi o sono ancora dispersi, in quella che avrebbe dovuto essere una notte di festa.

🫂 Siamo profondamente vicini al drammatico dolore di familiari, amici, compagni, agli operatori sanitari e delle forze dell’ordine e a tutte le colleghe e i colleghi delle Associazioni di Psicologia dell’Emergenza che sono stati attivati a sostegno delle ragazze e dei ragazzi vittime dell’incendio e in stato di shock e alle loro famiglie.

Questo cordoglio ci unisce tutti e invoca un silenzio addolorato e rispettoso.

L’incendio Crans Montana Una notizia, una tragedia purtroppo non la prima che avviene in luoghi dove i giovanissimi si r...
02/01/2026

L’incendio Crans Montana
Una notizia, una tragedia purtroppo non la prima che avviene in luoghi dove i giovanissimi si ritrovano per divertirsi per far festa.

Un evento che mi ha scosso molto.

Oltre a controlli ai locali norme antincendio ecc.. una riflessione a quello che possiamo fare per aiutare i nostri ragazzi.

Gli adolescenti e i giovani adulti spesso mostrano una particolare vulnerabilità nella percezione dei pericoli e nei comportamenti a rischio. Questo fenomeno è legato a diversi fattori neuroscientifici e psicologici.

Sviluppo Cerebrale
1. Maturazione del cervello
2. Sistema di ricompensa

Influenza del Gruppo di Coetanei
1. Effetto del branco
2. Conformismo

Implicazioni Psicologiche
1. Svalutazione del rischio
2. Desensibilizzazione

Come Affrontare Questi Comportamenti
1. Educazione sui rischi
2. Promozione della consapevolezza
3. Supporto sociale positivo

Comprendere questi meccanismi può aiutare a sviluppare strategie efficaci per supportare gli adolescenti e i giovani adulti nel prendere decisioni più informate e sicure.

A casa ma anche tanto a scuola in classe dove si può creare un confronto fra pari occorre riflettere.

Parlare delle loro abitudini, abituarli ad osservare l’ambiente che frequentano. Abituarli e insegnarli ad allontanarsi da situazioni potenzialmente pericolose.

Un dialogo aperto costruttivo senza giudizio ma che apra riflessioni.

Saper riconoscere se il locale dove andiamo sia igienicamente corretto, non troppo affollato, che abbia le uscite di sicurezza adeguate.
Oltre ad insegnare a non abusare di sostanze a non avere comportamenti rischiosi come alta velocità scommesse ecc..
Parliamo con i nostri ragazzi. https://www.facebook.com/share/p/1EarHaq6FZ/?mibextid=wwXIfr

L’incendio Crans Montana Una notizia, una tragedia purtroppo non la prima che avviene in luoghi dove i giovanissimi si r...
02/01/2026

L’incendio Crans Montana
Una notizia, una tragedia purtroppo non la prima che avviene in luoghi dove i giovanissimi si ritrovano per divertirsi per far festa.

Un evento che mi ha scosso molto.

Oltre a controlli ai locali norme antincendio ecc.. una riflessione a quello che possiamo fare per aiutare i nostri ragazzi.

Gli adolescenti e i giovani adulti spesso mostrano una particolare vulnerabilità nella percezione dei pericoli e nei comportamenti a rischio. Questo fenomeno è legato a diversi fattori neuroscientifici e psicologici.

Sviluppo Cerebrale
1. Maturazione del cervello : Durante l'adolescenza, il cervello è ancora in fase di sviluppo, in particolare le aree prefrontali responsabili del pensiero critico, della pianificazione e della regolazione degli impulsi. Queste aree maturano più lentamente rispetto ai sistemi limbici, che gestiscono le emozioni e le ricompense.

2. Sistema di ricompensa : Gli adolescenti tendono a cercare esperienze gratificanti e a sottovalutare i rischi associati. La loro reazione agli stimoli gratificanti è più intensa, il che può portarli a minimizzare le conseguenze negative delle loro azioni.

Influenza del Gruppo di Coetanei
1. Effetto del branco : Gli adolescenti sono particolarmente influenzati dai loro coetanei. Quando un gruppo di amici non reagisce a un comportamento rischioso, può inviare un messaggio implicito che quel comportamento è accettabile o addirittura desiderabile. Questo fenomeno è noto come "norma sociale".

2. Conformismo : Il desiderio di appartenere e di essere accettati può spingere gli adolescenti a ignorare i pericoli, specialmente se altri nel gruppo non esprimono preoccupazione. Questo porta a comportamenti di gruppo dove le decisioni individuali possono essere amplificate dal consenso del gruppo.

Implicazioni Psicologiche
1. Svalutazione del rischio : Gli adolescenti tendono a percepire il rischio in modo diverso rispetto agli adulti. Questo può derivare dalla mancanza di esperienza e dalla convinzione che eventi negativi non accadano a loro.

2. Desensibilizzazione : Quando si è esposti a situazioni rischiose senza conseguenze immediate, gli adolescenti possono diventare desensibilizzati, portandoli a sottovalutare ulteriormente i pericoli.

Come Affrontare Questi Comportamenti
1. Educazione sui rischi : È fondamentale fornire informazioni chiare sui rischi associati a comportamenti pericolosi, utilizzando approcci interattivi che coinvolgano gli adolescenti, in modo aperto e senza giudizio.

2. Promozione della consapevolezza : Attività che incoraggiano la riflessione critica e l'autovalutazione possono aiutare gli adolescenti a riconoscere e valutare meglio i rischi.

3. Supporto sociale positivo : Creare
ambienti in cui i coetanei possono influenzarsi positivamente, incoraggiando comportamenti sicuri e responsabili.

Comprendere questi meccanismi può aiutare a sviluppare strategie efficaci per supportare gli adolescenti e i giovani adulti nel prendere decisioni più informate e sicure.

A casa ma anche tanto a scuola in classe dove si può creare un confronto fra pari occorre riflettere.

Parlare delle loro abitudini, abituarli ad osservare l’ambiente che frequentano. Abituarli e insegnarli ad allontanarsi da situazioni potenzialmente pericolose.

Un dialogo aperto costruttivo senza giudizio ma che apra riflessioni.

Saper riconoscere se il locale dove andiamo sia igienicamente corretto, non troppo affollato, che abbia le uscite di sicurezza adeguate.
Oltre ad insegnare a non abusare di sostanze a non avere comportamenti rischiosi come alta velocità scommesse ecc..

Parliamo con i nostri ragazzi.

02/01/2026
24/12/2025

💔🎄 Le festività natalizie possono coincidere con un periodo difficile per chi affronta il lutto di una persona cara. Soprattutto se la perdita è recente, possono emergere emozioni e ricordi che fanno soffrire e percepire come amplificata la mancanza di chi si è amato e perduto.

Vivere meglio questo periodo dell’anno è però possibile.
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24/12/2025
21/12/2025
Grazie Associazione EMDR Italia puntuali e sempre con una formazione di grande livello.
13/12/2025

Grazie Associazione EMDR Italia puntuali e sempre con una formazione di grande livello.

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Florence
50131

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