01/02/2026
🍽️ Alcuni aspetti dei disturbi alimentari (come la bassa fiducia in sé stessi e l’evitamento dei pasti) risulterebbero correlati all’ansia di tratto (la tendenza a sperimentare livelli elevati di ansia in molte situazioni). L’ansia di tratto risulterebbe associata, da un punto di vista neurobiologico, all’iperattivazione dell’amigdala.
🧠Si può dire allora che esiste una relazione tra disturbi alimentari e attivazione dell’amigdala? Sì, secondo un recente studio (Frank et al., 2023)*.
Indagando, sia in persone con disturbi alimentari che in persone senza questa diagnosi, quali circuiti cerebrali si attivano nell’attesa di ricevere cibo calorico, i ricercatori hanno osservato un’attivazione significativamente maggiore dell’amigdala nei pazienti con anoressia nervosa. Tuttavia, una volta ricevuto il cibo atteso, l’attivazione cerebrale non differiva in modo così significativo: l’amigdala si attiva, dunque, più all’attesa del cibo che al suo consumo effettivo.
✅ Questi dati confermerebbero il legame tra ansia e disturbi alimentari, sottolineando come la paura anticipatoria del cibo possa essere un meccanismo cruciale nel mantenimento della patologia. Tutto questo potrebbe avere importanti implicazioni per il trattamento dei Disturbi Alimentari.
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📚*Frank, G. K. W., Shott, M. E., Pryor, T., Swindle, S., Nguyen, T., & Stoddard, J. (2023). Trait anxiety is associated with amygdala expectation and caloric taste receipt response across eating disorders. Neuropsychopharmacology, 48(2), 380–390.