04/01/2026
NOSTRA SOLITUDINE
Daria Bignardi ha scritto un quaderno di viaggio su un tema intimo di cui non parla soltanto da un punto di vista personale, ma anche proponendo una riflessione civile: la .
Dal proposito per l’anno nuovo (2025) di uscire dai social, prende avvio il romanzo-diario che accompagnerà il lettore in un viaggio attuale, personale e politico, alla ricerca autentica della propria verità, in Vietnam, Palestina e Uganda.
Si parla dell’amore per i suoi due figli, Ludovico e Emilia, delle separazioni dai rispettivi padri, di amicizia, di rapporti familiari (allegramente personificati nella chat con le donne di famiglia in cui scrivono “le cose più spiritose che i maschi non capirebbero”), del rapporto col suo psicoterapeuta che la invita a non sottovalutare i pericoli a cui il suo lavoro la espone. Senza vittimismo si fanno i conti con la solitudine, trasformandone i dolori “in forme ironiche di conoscenza, in luoghi empatici di resistenza”.
Un libro dai capitoli brevi come scene di un film che mi ha tenuto compagnia in un pomeriggio di Gennaio, da cui non ho saputo scollarmi fino all’ultima pagina.