12/10/2020
L’illuminazione alla quale fa riferimento lo Zen può rivelarsi in un istante.
Ma l’uomo vive nel tempo e, così, anche lo Zen deve scendere a compromessi e riconoscere i diversi gradi di consapevolezza che avvicinano all’istante eterno dell’illuminazione.
Nel dodicesimo secolo il maestro Zen cinese Kakuan disegnò i 10 tori, prendendo spunto dai più antichi tori taoisti e scrisse, in prosa e in versi, i commenti che compongono questo testo che riportiamo a "puntate".
La sua versione è Zen puro e va oltre le versioni precedenti che si fermano con il nulla dell’ottavo disegno. Il toro rappresenta il principio eterno della vita.
I 10 tori rappresentano le tappe successive della realizzazione della propria vera natura.
Ancora oggi questa sequenza ha lo stesso vigore che aveva quando Kakuan (1100-1200) la elaborò da lavori precedenti e fece i suoi dipinti del toro.
[I 10 TORI ZEN 1/10] LA RICERCA DEL TORO
Nel pascolo di questo mondo, mi apro senza posa un varco tra l’erba alta in cerca del toro. Seguendo il corso di fiumi senza nome, perso lassù tra gli intricati sentieri di monti lontani,
le forze mi vengono meno e la mia vitalità è esausta, non riesco a trovare il toro. Odo soltanto le locuste lanciare il loro verso stridulo attraverso la foresta, nella notte.
COMMENTO:
Il toro non è mai stato perduto. Che bisogno c’è di cercarlo? Soltanto la separazione dalla mia vera natura mi impedisce di trovarlo. Nella confusione dei sensi ine ho perfino perso le tracce. Lontano da casa, vedo molte strade che si incrociano, ma non so quale sia la via giusta. Bramosia e paura, bene e male, generano in me confusione.