23/12/2025
LOVE BOMBING, ovvero l’arte di accattivarsi
Recentemente mi sono trovato a parlare in delle scuole (superiori e medie) in occasione della giornata contro la violenza di genere, il 25 novembre.
Non avevo un programma ed ho deciso di parlare delle forme di violenza meno famose e forse più subdole: il love bombing e il gaslighting.
Mi sono concentrato sul love bombing perchè di primo acchito sembra bello: mi vuole bene, mi da attenzioni, mi ama. Come si fa a dire di no?
si tratta di una manipolazione perché costruisce una specie di rete intorno alla persona che lo riceve (ed anche alla persona che lo attua, come vedremo).
La rete come detto è fatta di attenzioni, regali, impegno, presenza. La difficoltà è dire no, ed in questo modo entriamo sempre di più in una routine dove sembra di essere in una prigione di melassa. L’obiettivo della manipolazione è, come per tutte le manipolazioni, ottenere controllo e potere sull’altro. L’effetto che si crea è di una forte dipendenza emotiva.
cosa succede in chi attua il love bombing?
Credo sia importante notare anche che questa manipolazione è anche una auto manipolazione (non nei casi dove c’è una volontà deliberata e consapevole di avere il controllo), e che ci sia anche una dose di inconsapevolezza.
Perchè? perché stiamo parlando ancora una volta della difficoltà del gestire l’incertezza (fisiologica) delle relazioni umane. Quando mi relaziono con qualcuno posso fare solo il mio 50%, e poi attendere che l'altro faccia. Quanto farà? quando? come? Questo spazio di incertezza è uno spazio che ci crea angoscia, ovvero la paura che l'altro non arrivi, e allora prendiamo il controllo (crediamo di prenderlo) attraverso la manipolazione: ti inondo di amore, di attenzione, ecc. E un pochino mi tranquillizzo.
Allo stesso tempo con questa inondazione stòno anche me stesso/a , cioè mi rendo meno lucido nel vedere determinati segnali o comportamenti dell'altro, proteggendomi in questo modo dallo scegliere e dal privarmi di quel sollievo momentaneo così prezioso.
Ed è proprio un atteggiamento tossico nel senso DA tossico, siamo alla ricerca della dose.
Sollievo momentaneo e caduta violenta dopo. Credo che anche per questo ci siano storie che vengono portate avanti senza essere veramente nutrienti. Finora si è ascritto tutto a un partner narcisista, forse possiamo integrare anche questa forma di manipolazione psicologica che complessifica un pò il quadro senza doverlo chiudere in un cassetto dove solo l'altro è cattivo, ma c’è anche un match di bisogni:
da un lato sentirsi amati, dall'altro sentire, sapere, di amare. Il punto intorno a cui ruota tutto è il bisogno di amore.
Un ultima cosa che ho notato è l’uso, nella lingua italiana, esiste la parola accattivarsi, andando a cercare l’etimologia ho trovato che viene da ad e captivo. Imprigionare a sé di fatto. Credo sia molto interessante perché i prigionieri in questo caso sono due: chi si accattiva e chi viene accattivato. Ma rimangono legati, quindi si tratta di una sorta di dipendenza.
Ci si accattiva l'attenzione, la simpatia insomma roba buona. Mi sembra che possiamo considerare questo termine un pò un antenato del love bombing.
Con questo scritto vorrei sensibilizzare sul tema, e sulla modalità, non me ne vogliate se non parlo di vittime e carnefici.
Rimane un punto importante: come distinguere tra patologia e “normalità”? Ho messo deliberatamente normalità tra virgolette perchè a mio avviso è un concetto solo teorico, non esiste la normalità.
Fatta questa premessa credo che la misura della sanità vs patologia delle manifestazioni di affetto e attenzione (che arrivano al love bombing) sia la sensazione di irretimento, quanto mi sento libero/a, come sono le reazioni dell’altro alle mie manifestazioni di indipendenza e libertà. “mi lascia” (già l’uso di questo termine è indicativo) uscire? mi controlla economicamente? usa il trattamento del silenzio o altre forme di controllo implicito?
Descriverò brevemente il caso di una paziente, A.
E’ una donna di trent’anni di bell’aspetto, separata, ha due figli. A. racconta di una storia fatta di affetto a gettone, sua mamma le voleva bene se lei faceva o le dava quello che lei voleva. Il tutto in un contesto molto abusante da un punto di vista psicologico ed emotivo, e depauperato culturalmente.
A. ha imparato che poteva avere solo delle briciole, ed anche quelle, a un prezzo.
Per placare l’angoscia della trascuratezza, A. si dà ancora prima che l’altro chieda: si dà emotivamente, fisicamente, in ogni modo possibile.
La prima seduta che ho fatto con lei è stata così intensa da lasciarmi stonato. Ero il migliore: uomo, terapeuta, tutto.
Questo è un caso di love bombing, dove se ne vede chiaramente la matrice traumatica e gli esiti, il lavoro sulla consapevolezza è lungo ma porterà frutti.
Un altro caso è P. che da piccolo non andava mai bene, di nuovo åer placare l'angoscia, P. cerca sempre di rendersi indispensabile, di anticipare i bisogni, di sapere quello che gli altri sentono prima ancora che essi stessi lo sentano. In questo modo però P. impedisca a se stesso di sentire, perche e troppo impegnato a non sentire la paura che l'altro se ne vada, e di essere rifiutato.
Il love bombing è un fatto relazionale, in cui c'è una base di attaccamento insicuro in entrambi, a cui ciascuno risponde a modo proprio. Se sono un salvatore, troverò vittime, se cerco briciole, difficilmente troverò una torta intera, metaforicamente parlando. E questo e il meccanismo anche del match nelle coppia, non comprende tutto, ma una parte del meccanismo di innamoramento si.
rientra nelle forme di violenza perché la manipolazione psicologica lo e. Sta a noi essere presenti a noi stessi per non caderne vittima, e non esercitarla. Tra tutte le forme di violenza trovo che sia subdola perché, a mio avviso, ne siamo sia artefici che vittime.
In conclusione il messaggio che voglio mandare a chi ha letto fin qua è questo: attenzione a chi vi inonda di attenzione, all'amore a prima vista, alle "fittonate", e attenzione anche a quando siete voi a voler inondare di attenzioni l'altro.
per le varie forme di love bombing suggerisco il geniale podcast di Roberta Lippi , si chiama storie libere