Alice Parri psicologa psicoterapeuta ad indirizzo integrato e Milleriano

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Alice Parri psicologa psicoterapeuta ad indirizzo integrato e Milleriano lo psicoterapeuta non è un lavoro che si fa, ma lo si diventa grazie a esperienze formative sulle conoscenze e su sè.

gli scritti di Alice Miller sono stati un capo saldo per trovare e proteggere il bambino abusato nelle storie www.aliceparri.it

Alice Miller descriveva come il bambino, per sopravvivere a un ambiente ostile, debba "uccidere" i propri sentimenti aut...
04/05/2026

Alice Miller descriveva come il bambino, per sopravvivere a un ambiente ostile, debba "uccidere" i propri sentimenti autentici (rabbia, dolore) per compiacere il genitore.

🧠cosa ci dicono le neuroscienze oggi : Questo fenomeno è la base della dissociazione. In termini neurobiologici, assistiamo a una mancata integrazione tra i sistemi d'azione.

➡️Il cervello crea delle "pareti" (barriere amnestiche o compartimentazioni emotive) tra la parte che deve gestire la vita quotidiana (ANP - Apparently Normal Part) e le parti che conservano l'emozione traumatica (EP - Emotional Part).

➡️La "perdita del Sé" della Miller non è un concetto filosofico, ma un'interruzione della connettività funzionale tra la Corteccia Cingolata Anteriore e le aree limbiche.

➡️è come se il sistema operativo, per non andare in crash a causa di un sovraccarico di dati (il trauma), decidesse di chiudere alcune finestre o di isolare dei file per salvare l'intero computer."

➡️ la parte che è rimasta "incastrata" nel momento del trauma. Conserva le emozioni, le sensazioni fisiche e le risposte difensive (terrore, rabbia, sottomissione) dell'epoca.

➡️c’è PAURA di ciò che è accaduto o delle proprie emozioni e c’è AFFATICAMENTO

🌷in terapia si cerca una stabilità e poi Insieme si "riparano" le fratture, permettendo all'emisfero sinistro (logico) e al destro (emotivo) di comunicare di nuovo, finché il trauma non diventa un ricordo del passato e non più un'esperienza che si ripete nel presente

Miller scriveva: "Il corpo non dimentica mai, anche se la mente lo fa".Oggi lo spieghiamo con la memoria implicita. 📍Il ...
01/05/2026

Miller scriveva: "Il corpo non dimentica mai, anche se la mente lo fa".

Oggi lo spieghiamo con la memoria implicita.

📍Il trauma infantile non viene archiviato come un racconto (memoria dichiarativa/ippocampo), ma come una sensazione fisica, un battito accelerato, una contrazione cronica (gangli della base e cervelletto).
📍Il corpo "non mente" perché la memoria procedurale del trauma non ha una collocazione temporale: per il sistema nervoso, il pericolo è sempre ora.
Verso una sintesi moderna

Se Alice Miller vivesse oggi, probabilmente parlerebbe di epigenetica.

🔍Sappiamo che le ferite dell'infanzia possono lasciare "segni" chimici sui nostri geni, ma sappiamo anche che la relazione terapeutica è un potente agente di cambiamento epigenetico.

Oggi ci sono tanti approcci con contributi scientifici che da terapeuti dobbiamo conoscere

💘onorare la radicalità di Miller nella nostra pratica quotidiana, integrando la consapevolezza che non stiamo solo "elaborando il passato", ma stiamo letteralmente aiutando il sistema nervoso del paziente a riscrivere le proprie mappe di sicurezza

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25/04/2026
nel Il risveglio di Eva", Alice Miller ci pone di fronte a una sfida radicale: smettere di onorare i genitori a scapito ...
21/04/2026

nel Il risveglio di Eva", Alice Miller ci pone di fronte a una sfida radicale: smettere di onorare i genitori a scapito della nostra integrità.
Come terapeuta specializzata in traumi, vedo ogni giorno quanto sia potente — e talvolta devastante — il peso del "quarto comandamento" interiorizzato.
Miller non parla solo di abusi eclatanti, ma di quella "violenza invisibile" mascherata da educazione, che costringe il bambino a silenziare i propri bisogni per sopravvivere nell'ambiente familiare.

🔍 I punti chiave che ogni percorso di guarigione tocca:
• Il corpo non mente mai: Possiamo razionalizzare, perdonare prematuramente o dimenticare, ma il trauma resta inscritto nel sistema nervoso e si manifesta attraverso sintomi psicosomatici.

• La "Pedagogia Nera": Molte delle sofferenze adulte derivano da metodi educativi volti a spezzare la volontà del bambino "per il suo bene".

• Il Testimone Consapevole: Per guarire, non basta capire intellettualmente. Abbiamo bisogno di qualcuno che convalidi la nostra sofferenza passata, un testimone che non cerchi scuse per l'abusante.

💡 Una riflessione per i pazienti:
Il "risveglio" di cui parla Miller è il passaggio doloroso ma liberatorio dalla negazione alla consapevolezza. Non si tratta di coltivare risentimento, ma di restituire la responsabilità a chi l’ha avuta, liberando finalmente il Sé autentico.

Già ne 1951 lo psichiatra psicoanalista è ricercatore Bowlby scriveva quanto il legame tra ciò che abbiamo ricevuto da b...
17/04/2026

Già ne 1951 lo psichiatra psicoanalista è ricercatore Bowlby scriveva quanto il legame tra ciò che abbiamo ricevuto da bambini e siamo da adulti sia indubbio. Peccato che ci siano voluti tanti anni perché questo diventasse una consapevolezza educativa e tutt’oggi si assiste a chi nega scienza e clinica

La nostra capacità di provare sentimenti è il dono più prezioso che abbiamo, eppure è proprio quello che ci viene sottra...
11/04/2026

La nostra capacità di provare sentimenti è il dono più prezioso che abbiamo, eppure è proprio quello che ci viene sottratto più precocemente attraverso l’educazione." — Alice Miller

Nel suo libro Il risveglio di Eva, l'autrice ci ricorda che non dobbiamo più ignorare i segnali che il nostro corpo ci invia. La sofferenza non è un destino, ma spesso l'eco di una verità rimossa.
Chi di voi ha letto questo libro? Qual è stata la lezione più grande che vi ha lasciato? 👇

Rinascita non è un evento, è un processo. Spesso immaginiamo la "rinascita" come un momento magico, un’esplosione di luc...
05/04/2026

Rinascita non è un evento, è un processo. Spesso immaginiamo la "rinascita" come un momento magico, un’esplosione di luce che cancella il passato. Ma in terapia impariamo che rinascere somiglia più al lavoro paziente della terra in primavera: è silenzioso, lento e spesso passa attraverso il buio.
Rinascere non significa diventare un'altra persona, ma permettere alla nostra parte più autentica di emergere, finalmente libera dai pesi che non le appartengono più.
• Qual è quella piccola "gemma" di voi stessi che sentite spuntare oggi?
• Cosa avete dovuto lasciare andare per farle spazio? inascita non è un evento, è un processo. Spesso immaginiamo la "rinascita" come un momento magico, un’esplosione di luce che cancella il passato. Ma in terapia impariamo che rinascere somiglia più al lavoro paziente della terra in primavera: è silenzioso, lento e spesso passa attraverso il buio.
Rinascere non significa diventare un'altra persona, ma permettere alla nostra parte più autentica di emergere, finalmente libera dai pesi che non le appartengono più.
• Qual è quella piccola "gemma" di voi stessi che sentite spuntare oggi?
• Cosa avete dovuto lasciare andare per farle spazio?

Quante volte, da adulti, abbiamo cercato soluzioni pratiche a un malessere che chiedeva solo di essere visto?🔺Molti di n...
03/04/2026

Quante volte, da adulti, abbiamo cercato soluzioni pratiche a un malessere che chiedeva solo di essere visto?

🔺Molti di noi sono cresciuti imparando a silenziare la propria sofferenza, perché chi avrebbe dovuto accoglierla era troppo occupato, distratto o spaventato per farlo. In terapia, il lavoro più grande non è "aggiustare" ciò che non va, ma offrire finalmente quello spazio che è mancato: un ascolto che non giudica e non sminuisce.

📌Guarire significa smettere di dirsi "non è stato poi così male" e iniziare a dire "è successo, e ha fatto male". Solo quando il dolore viene riconosciuto come reale, smette di urlare attraverso l'ansia, il corpo o la tristezza.

🌱 Spazio di riflessione
Oggi vorrei chiedervi, senza entrare troppo nel dettaglio se non ve la sentite:
• Cosa avrebbe avuto bisogno di sentirsi dire il vostro "bambino interiore" in un momento difficile?
• Qual è la parola che oggi vi fa sentire davvero "visti"?

Immagine creata con Ai

Ti è mai capitato di sentirti "bravo", "competente", persino "speciale", eppure profondamente solo?Molti di noi sono cre...
31/03/2026

Ti è mai capitato di sentirti "bravo", "competente", persino "speciale", eppure profondamente solo?
Molti di noi sono cresciuti sviluppando antenne sensibilissime ai bisogni degli altri. Abbiamo imparato presto che, per essere amati e accettati, dovevamo essere in un certo modo: brillanti, silenziosi, performanti, o semplicemente "quelli che non danno problemi".
Cosa succede quando diventiamo "dotati" per sopravvivere?
Secondo Alice Miller, il "bambino dotato" non è necessariamente un genio accademico, ma un bambino dotato di una grande sensibilità emotiva. Questa dote diventa però una trappola:
• Il sé autentico viene soffocato: Per non deludere le aspettative dei genitori, impariamo a nascondere i nostri sentimenti "scomodi" (rabbia, tristezza, bisogno).
• La ricerca del rispecchiamento: Invece di essere noi a rifletterci negli occhi dei genitori, siamo stati noi a fare da specchio a loro, rassicurandoli con la nostra perfezione.
• Il vuoto interiore: Se cresciamo interpretando un ruolo, da adulti potremmo sentirci come gusci vuoti. Non sappiamo chi siamo veramente perché non abbiamo mai avuto il permesso di essere "imperfetti".

La violenza non nasce solo dalla forza, ma dall’impotenza trasformata in dominio. Quando l’autorità diventa crudele, spe...
21/03/2026

La violenza non nasce solo dalla forza, ma dall’impotenza trasformata in dominio. Quando l’autorità diventa crudele, spesso ripete ciò che non ha mai potuto elaborare: dolore, paura, silenzio.

In La persecuzione del bambino, Miller mostra come l’educazione basata sulla repressione e sull’obbedienza cieca possa generare adulti che confondono il rispetto con la paura, e il potere con il controllo.

Spezzare questa catena non significa ribellarsi per distruggere, ma comprendere per non trasmettere.
Perché l’autorità più autentica non schiaccia: protegge, ascolta, riconosce.

Il corpo non dimentica.Nei disturbi alimentari spesso non c’è solo un rapporto difficile con il cibo, ma anche con il co...
15/03/2026

Il corpo non dimentica.

Nei disturbi alimentari spesso non c’è solo un rapporto difficile con il cibo, ma anche con il corpo che si abita.

Il trauma – grande o piccolo, evidente o silenzioso – può lasciare tracce profonde nel sistema nervoso e nella percezione di sé.
Il corpo può diventare un luogo difficile da sentire: troppo pieno di emozioni, troppo esposto, troppo vulnerabile.

In molti percorsi clinici emerge come il sintomo alimentare possa diventare un tentativo di regolazione:
• controllare il corpo per controllare il dolore
• ridurre le sensazioni corporee
• trovare un modo per gestire emozioni che non hanno ancora parole.

Il lavoro terapeutico non riguarda solo il comportamento alimentare.
Riguarda ricostruire una relazione più sicura con il proprio corpo, riconoscere le tracce del trauma e restituire spazio all’esperienza emotiva.

Il corpo non è il nemico.
Spesso è il luogo dove la storia chiede finalmente di essere ascoltata.

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