Nutrizionista Alina De Donatis

Nutrizionista Alina De Donatis Alina De Donatis, biologa nutrizionista, riceve a Firenze, Pontassieve, Borgo San Lorenzo. Per informazioni: 3932157696, alina.dedonatis@gmail.com

UNA GIUSTA ALIMENTAZIONE AIUTA A VIVERE
MEGLIO.....
Lʼalimentazione ha unʼimportanza primaria per il benessere dellʼuomo. Unʼalimentazione sana ed equilibrata, associata ad una corretta attività fisica, può prevenire i problemi di sovrappeso e molti tipi di patologie. Se hai una vita alimentare disordinata, se sei sovrappeso o hai disordini metabolici (diabete, ipertensione, colesterolo alto, etc..), ma anche se sei uno sportivo o una donna in gravidanza, un colloquio con la Nutrizionista potrebbe aiutarti a ritrovare il giusto equilibrio nellʼalimentazione con un Piano Alimentare Personalizzato, adatto alle tue esigenze. Anche per i bambini e gli adolescenti, lʼeducazione ad una corretta alimentazione è il miglior strumento per garantire una vita in salute! Non esiste una dieta giusta per tutti, la nutrizionista ti aiuterà a trovare lo stile alimentare più adatto a te e ti consiglierà come mangiare e, di conseguenza, come vivere meglio.

09/01/2026

🚨 𝐔𝐒𝐀: 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐩𝐢𝐫𝐚𝐦𝐢𝐝𝐞 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓–𝟐𝟎𝟑𝟎. 𝐌𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞: “𝐄𝐚𝐭 𝐑𝐞𝐚𝐥 𝐅𝐨𝐨𝐝” (𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚 𝐜𝐢𝐛𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐨).

E no: non è una “moda low-carb”, né l’ennesima crociata contro un singolo nutriente. È un reset molto più semplice (e molto più scomodo per l’industria): meno cibo industriale, più alimenti riconoscibili, ovvero cibo vero a tavola.

✅ 𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨

𝟏) 𝐈𝐥 𝐧𝐞𝐦𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐢𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢: 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 “𝐜𝐚𝐫𝐛𝐨𝐢𝐝𝐫𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐝𝐮𝐬𝐭𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢”.
𝑁𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑟𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑎𝑛𝑒 𝑏𝑖𝑎𝑛𝑐𝑜, 𝑠𝑛𝑎𝑐𝑘, 𝑐𝑟𝑎𝑐𝑘𝑒𝑟𝑠, 𝑐𝑒𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖, 𝑚𝑒𝑟𝑒𝑛𝑑𝑖𝑛𝑒, 𝑏𝑒𝑣𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑧𝑢𝑐𝑐ℎ𝑒𝑟𝑎𝑡𝑒: 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒂𝒕𝒊 + 𝒛𝒖𝒄𝒄𝒉𝒆𝒓𝒊 + 𝒔𝒂𝒍𝒆 + 𝒂𝒅𝒅𝒊𝒕𝒊𝒗𝒊. Non è “il pane” il problema… è il “pane-prodotto”.

𝟐) 𝐈 𝐜𝐞𝐫𝐞𝐚𝐥𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐧𝐨: 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 “𝐩𝐨𝐫𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨𝐥𝐥𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐚𝐥𝐢”.
𝐿𝑎 𝑝𝑖𝑟𝑎𝑚𝑖𝑑𝑒 𝑙𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑎- 𝑝𝑜𝑐𝑜 𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒: 2–4 𝑝𝑜𝑟𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖/𝑑𝑖𝑒, 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎: “𝑝𝑟𝑖𝑜𝑟𝑖𝑡𝑖𝑧𝑒 𝑓𝑖𝑏𝑒𝑟-𝑟𝑖𝑐ℎ 𝑤ℎ𝑜𝑙𝑒 𝑔𝑟𝑎𝑖𝑛𝑠”. 𝑄𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖: 𝑠𝑖̀ 𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑖 𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑑𝑖 𝑓𝑖𝑏𝑟𝑎; 𝒓𝒊𝒅𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒆𝒕𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒊 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒂𝒕𝒊 𝒆 𝒅𝒆𝒊 “𝒑𝒂𝒄𝒌𝒂𝒈𝒆𝒅 𝒃𝒓𝒆𝒂𝒌𝒇𝒂𝒔𝒕”.

𝟑) 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐢𝐧𝐞: 𝐬𝐚𝐥𝐠𝐨𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐢𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨 (𝐞 𝐝𝐢 𝐭𝐚𝐫𝐠𝐞𝐭).
𝑂𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎𝑡𝑜: 1,2–1,6 𝑔/𝑘𝑔/𝑑𝑖𝑒 (𝑑𝑎 𝑎𝑑𝑎𝑡𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑓𝑎𝑏𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑜). 𝐸 𝑠𝑜𝑝𝑟𝑎𝑡𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜: 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑎𝑑 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑡𝑜, 𝑠𝑖𝑎 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎𝑙𝑖 (𝑢𝑜𝑣𝑎, 𝑝𝑜𝑙𝑙𝑜, 𝑝𝑒𝑠𝑐𝑒, 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒) 𝑠𝑖𝑎 𝑣𝑒𝑔𝑒𝑡𝑎𝑙𝑖 (𝑙𝑒𝑔𝑢𝑚𝑖, 𝑠𝑜𝑖𝑎, 𝑓𝑟𝑢𝑡𝑡𝑎 𝑠𝑒𝑐𝑐𝑎, 𝑠𝑒𝑚𝑖). 𝑴𝒖𝒔𝒄𝒐𝒍𝒐, 𝒔𝒂𝒛𝒊𝒆𝒕𝒂̀, 𝒏𝒖𝒕𝒓𝒊𝒆𝒏𝒕𝒊: 𝒔𝒊 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒂 𝒍𝒊̀.

𝟒) 𝐋𝐚𝐭𝐭𝐢𝐜𝐢𝐧𝐢: 𝐬𝐢̀, 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 “𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐢”, 𝐦𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐳𝐮𝐜𝐜𝐡𝐞𝐫𝐢 𝐚𝐠𝐠𝐢𝐮𝐧𝐭𝐢. 𝑁𝑜𝑛 “𝑦𝑜𝑔𝑢𝑟𝑡-𝑑𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑡” 𝑒 𝑙𝑎𝑡𝑡𝑒 𝑎𝑟𝑜𝑚𝑎𝑡𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜: 𝑙𝑎𝑡𝑡𝑖𝑐𝑖𝑛𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑖. 𝑇𝑎𝑟𝑔𝑒𝑡 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜: 3 𝑝𝑜𝑟𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖/𝑑𝑖𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑖𝑒𝑡𝑎 𝑑𝑎 2000 𝑘𝑐𝑎𝑙 (𝑝𝑜𝑖 𝑠𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎).

𝟓) 𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢: 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐢𝐛𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐨, 𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨.
𝑅𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑜𝑙𝑖𝑜 𝑑’𝑜𝑙𝑖𝑣𝑎; 𝑎𝑚𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑝𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑏𝑢𝑟𝑟𝑜 𝑜 𝑠𝑒𝑔𝑜 “𝑠𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑓𝑒𝑟𝑖𝑡𝑖”, 𝑚𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑜: 𝑠𝑎𝑡𝑢𝑟𝑖

Sembra quasi un assurdo, eppure dopo i pranzi ricchi dei giorni di Natale, nei giorni successivi può capitare di avere p...
31/12/2025

Sembra quasi un assurdo, eppure dopo i pranzi ricchi dei giorni di Natale, nei giorni successivi può capitare di avere più fame o voglia di dolce…spesso sentiamo lo stomaco che brontola come se avessimo continuamente fame e abbiamo più voglia di dolce del solito.
Prima di sentirci in colpa e pensare che sia solo una questione di gola o di scarsa volontà, è bene sapere che questa risposta fisiologica dipende innanziatutto da una regolazione ormonale che si altera dopo i pasti dei giorni di festa: in risposta ai picchi glicemici (stimolati da alimenti ricchi di zuccheri semplici e grassi di bassa qualità) aumenta la produzione di insulina, che causa un successivo crollo glicemico e comporta un’alterazione nella produzione di leptina (ormone della sazietà) e grelina (ormone della fame), causando una sorta di sensazione di fame costante.
Ma è possibile interrompere questo circolo vizioso e tornare ad una regolazione normale di fame e sazietà in pochi giorni: l’indicazione migliore è di scegliere nei giorni successivi piatti in cui combinare proteine magre (uova, pesce, carne bianca) fibre (verdure in abbondanza), grassi buoni (olio evo), condite con limone, per colazione e spuntini consumare yogurt, frutta secca, o frutta fresca.
Fare una camminata o attività fisica leggera ti aiuterà a sentirti meno appesantito e a regolare meglio la sensaazione di fame!

Vantaggi e effetti collaterali dei nuovi farmaci per diabete e obesità
03/12/2025

Vantaggi e effetti collaterali dei nuovi farmaci per diabete e obesità

07/11/2025

Dai social media alle riviste scientifiche, negli ultimi anni si è parlato di digiuno intermittente come di una “rivoluzione metabolica” capace di migliorare peso, glicemia, colesterolo e longevità. Ma cosa ci dice oggi la scienza?🤔

Una nuova e importante meta-analisi pubblicata su The BMJ ha analizzato quasi 100 studi randomizzati, per un totale di oltre 6.500 partecipanti, confrontando le diverse strategie di digiuno intermittente come il time-restricted eating (mangiare in finestre temporali limitate), il whole-day fasting e l’alternate-day fasting con la restrizione calorica tradizionale e con diete senza controllo calorico⏰

📊I risultati? Meno entusiasmanti di quanto molti titoli facciano credere. Tutte le strategie, compresa la restrizione calorica continua, portano a una perdita di peso modesta rispetto a un’alimentazione “libera”. Ma quando si confrontano tra loro, il digiuno intermittente non mostra vantaggi clinicamente rilevanti. Solo l’alternate-day fasting ha prodotto un effetto statisticamente significativo rispetto alla restrizione calorica - circa 1,3 kg in più di perdita di peso - ma si tratta di una differenza piccola e probabilmente irrilevante dal punto di vista
clinico. Inoltre, gli effetti sui principali parametri cardiometabolici (colesterolo HDL, trigliceridi, glicemia, pressione arteriosa) non differiscono in modo consistente tra digiuno intermittente e restrizione calorica.

📆E ciò che spesso viene dimenticato è che quasi tutti gli studi inclusi durano meno di 6 mesi: non sappiamo quindi quanto queste strategie siano sostenibili nel lungo periodo, né se i risultati si mantengano nel tempo.

I benefici osservati sembrano dipendere principalmente dalla riduzione complessiva delle calorie. E questo è un punto cruciale: non esistono scorciatoie metaboliche che possano sostituire l’importanza di un’alimentazione equilibrata, variata e compatibile con la propria vita quotidiana.

Fonte👉🏼Semnani-Azad et al. Intermittent fasting strategies and their effects on body weight and other cardiometabolic risk factors: systematic review and network meta-analysis of randomised clinical trials. BMJ. 2025 Jun 18;389:e082007.

02/09/2025

𝐏𝐄𝐑𝐂𝐇𝐄́' 𝐀𝐋𝐂𝐔𝐍𝐈 𝐌𝐀𝐍𝐆𝐈𝐀𝐍𝐎 𝐓𝐀𝐍𝐓𝐎 𝐄 𝐍𝐎𝐍 𝐈𝐍𝐆𝐑𝐀𝐒𝐒𝐀𝐍𝐎?
C’è sempre quell’amico o quella paziente che, davanti a un piatto di pasta o a una pizza in più, sorride dicendo: «Io posso mangiare quello che voglio e non ingrasso». A prima vista sembra un’ingiustizia biologica, ma la scienza comincia a spiegarci perché succede davvero. Si tratta di un fenomeno che prende un nome preciso: magrezza costituzionale. Non è anoressia, non è malattia, ma una condizione stabile nel tempo che riguarda circa il 3% della popolazione. E la sua base è tutt’altro che misteriosa: è scritta nei tessuti, nei geni e nel modo in cui il corpo spende l’energia.

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐛𝐫𝐮𝐧𝐨
Qui entriamo nel vivo. Accanto al comune grasso bianco, che immagazzina energia, nel nostro corpo esiste il grasso bruno. È un tessuto speciale, ricco di mitocondri, che invece di accumulare energia la disperde in calore, grazie a una proteina (UCP1) che fa “sfogare” i protoni senza produrre ATP.
Nelle persone con magrezza costituzionale, questo grasso bruno è sorprendentemente attivo: si trova nel 100% dei casi studiati, contro poco più del 10% nei normopeso. E più è attivo, più alto risulta il metabolismo basale (corretto per la massa muscolare). Insomma, parte delle calorie ingerite si bruciano senza che ce ne accorgiamo.

𝐆𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ “𝐝𝐢𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜𝐨”
Nemmeno il grasso bianco si comporta come da manuale. Negli individui magri “di costituzione” il tessuto adiposo bianco ha più mitocondri e mostra segni di attività metabolica vivace. Non produce calore come il bruno, ma sembra consumare energia in cicli futili: lipidi continuamente spezzati e ricostruiti, con una piccola ma costante perdita sotto forma di calore. Un meccanismo elegante per non accumulare troppo.

𝐒𝐩𝐞𝐬𝐚 𝐞𝐧𝐞𝐫𝐠𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐚𝐬𝐜𝐨𝐬𝐭𝐚
A livello di giornata, il dispendio energetico assoluto di questi soggetti è più basso (semplicemente perché hanno poca massa magra). Ma se rapportiamo la spesa al peso e al grasso che possiedono, la loro efficienza è ridotta: consumano di più durante e dopo i pasti, e anche alcune attività fisiche leggere “costano” loro più energia. Non si tratta di un iper-metabolismo visibile in laboratorio, ma di piccole perdite continue che alla fine fanno la differenza.

𝐅𝐚𝐦𝐞 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐚𝐜𝐢𝐥𝐞 𝐝𝐚 𝐬𝐩𝐞𝐠𝐧𝐞𝐫𝐞
Non basta bruciare di più: bisogna anche mangiare meno di quanto sembra. Qui entra in gioco la regolazione dell’appetito. Dopo un pasto o una ricarica calorica, i soggetti magri costituzionali mostrano una soppressione dell’appetito molto più marcata. Gli ormoni intestinali che segnalano sazietà funzionano meglio, e il desiderio di continuare a mangiare cala più rapidamente. Così, anche se talvolta abbondano a tavola, non riescono a farlo con costanza: il corpo “corregge” da solo.

𝐆𝐞𝐧𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚
Infine, c’è la parte scritta nei geni. Studi recenti hanno dimostrato che la magrezza costituzionale è ereditabile tanto quanto l’obesità, e che esistono varianti specifiche coinvolte. Uno dei geni individuati, ALK, regola il sistema nervoso simpatico e stimola la lipolisi: un interruttore che aumenta la spesa calorica e protegge dall’accumulo.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨?
Non parliamo di “supermetabolismo”, né di una licenza biologica a mangiare senza pensieri. Parliamo di un assetto complesso, in cui grasso bruno e bianco lavorano diversamente, il corpo disperde piccole dosi di energia sotto forma di calore, la sazietà arriva prima e la genetica dà una mano. È la prova che il peso non è mai solo “calorie dentro, calorie fuori”, ma un equilibrio raffinato che ciascun corpo regola a modo suo.

👉 𝐈𝐧 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐞𝐬𝐢: 𝑐ℎ𝑖 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑟𝑜 𝑝𝑢𝑟 𝑚𝑎𝑛𝑔𝑖𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑢𝑛 “𝑚𝑖𝑟𝑎𝑐𝑜𝑙𝑎𝑡𝑜”. 𝐸̀ 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑏𝑖𝑛𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑚𝑜𝑔𝑒𝑛𝑒𝑠𝑖, 𝑐𝑖𝑐𝑙𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑎𝑏𝑜𝑙𝑖𝑐𝑖 𝑓𝑢𝑡𝑖𝑙𝑖, 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑝𝑝𝑒𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑑𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑔𝑒𝑛𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎.

𝐄’ 𝐏𝐎𝐒𝐒𝐈𝐁𝐈𝐋𝐄 “𝐑𝐈𝐏𝐑𝐎𝐆𝐑𝐀𝐌𝐌𝐀𝐑𝐄” 𝐆𝐄𝐍𝐈 𝐄 𝐀𝐃𝐈𝐏𝐎𝐂𝐈𝐓𝐈 𝐍𝐄𝐋𝐋’𝐎𝐁𝐄𝐒𝐈𝐓𝐀̀? 𝐀𝐋𝐂𝐔𝐍𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈 𝐌𝐀 𝐍𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐄̀ 𝐒𝐂𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐈𝐄𝐓𝐑𝐀.

𝟏. 𝐀𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐛𝐫𝐮𝐧𝐨
• Esposizione al freddo: diversi studi mostrano che 2 ore al giorno a 16–18 °C aumentano l’attività del BAT e il dispendio energetico. Non basta da solo per far dimagrire, ma “riaccende” il circuito.
• Farmaci e nutraceutici: agonisti β3-adrenergici, capsaicina (peperoncino), catechine del tè verde e berberina mostrano un modesto effetto termogenico.
• Esercizio fisico: l’irisina rilasciata dai muscoli durante l’attività induce “browning” del grasso bianco (beige adipocytes).

𝟐. 𝐈𝐧𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐜𝐢𝐜𝐥𝐢 𝐟𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢 𝐧𝐞𝐥 𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨
• Attività mitocondriale: allenamento di resistenza e dieta proteica adeguata aumentano la biogenesi mitocondriale nel WAT.
• Nutraceutici mirati: coenzima Q10, acido lipoico, resveratrolo hanno dimostrato in modelli animali un effetto su cicli ossidativi e spesa energetica.
• Farmaci in studio: inibitori della ATP-citrato liasi e modulazioni della lipogenesi potrebbero spingere verso cicli di “spreco”.

𝟑. 𝐀𝐠𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐞𝐭𝐢𝐭𝐨
• Gli obesi hanno spesso una risposta attenuata a PYY e GLP-1.
• Terapie già in uso: agonisti GLP-1 (semaglutide, liraglutide) e combinazioni incretino-mimetiche ripristinano la soppressione dell’appetito tipica dei magri costituzionali (𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨)
• Alimentazione funzionale: pasti ricchi in fibre solubili e proteine di alta qualità stimolano il rilascio di ormoni anoressigeni.

𝟒. 𝐑𝐢𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐩𝐢𝐠𝐞𝐧𝐞𝐭𝐢𝐜𝐚
• Dieta mediterranea: polifenoli, omega-3, micronutrienti antiossidanti modulano l’espressione genica legata all’infiammazione e alla termogenesi.
• Esercizio fisico regolare: induce modificazioni epigenetiche favorevoli sui geni che regolano metabolismo e sensibilità insulinica.
• Studi sperimentali: editing epigenetico mirato su geni come ALK o UCP1 è ipotizzato, ma ancora lontano dalla clinica.

𝟓. 𝐓𝐚𝐫𝐠𝐞𝐭 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐥𝐞𝐜𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐞𝐦𝐞𝐫𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢
• ALK: inibitori e modulatori testati in oncologia hanno mostrato effetti sulla lipolisi → ipotetico futuro uso metabolico.
• FGF21: proteina che stimola ossidazione lipidica e sensibilità insulinica; analoghi ricombinanti già in trial clinici per NASH e obesità.
• AMKP attivatori: molecole che simulano l’effetto dell’attività fisica (metformin, AICAR, nuovi farmaci sperimentali).

🌍 𝐈𝐧 𝐩𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚:
• Stile di vita: freddo, allenamento, dieta anti-infiammatoria ricca di polifenoli.
• Farmaci: GLP-1 agonisti già disponibili; in futuro FGF21 analoghi, modulazioni di ALK. (𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐯𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐨)
• Nutraceutica: supporto modesto ma utile su mitocondri e brown fat (capsaicina, tè verde, resveratrolo, omega-3).
• Obiettivo: ricreare nell’obeso lo “spreco energetico” e la “sazietà precoce” del magro costituzionale, senza danneggiare la massa magra.

👉 𝑁𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 “𝑐𝑜𝑝𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑙𝑎𝑟𝑒” 𝑖 𝑔𝑒𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖, 𝑚𝑎 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑚𝑖𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑚𝑒𝑐𝑐𝑎𝑛𝑖𝑠𝑚𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑡𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑚𝑖𝑟𝑎𝑡𝑖, 𝑛𝑢𝑡𝑟𝑎𝑐𝑒𝑢𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑒 𝑡𝑒𝑟𝑎𝑝𝑖𝑒 𝑓𝑎𝑟𝑚𝑎𝑐𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐ℎ𝑒. 𝐸̀ 𝑙𝑎 𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑙𝑒: 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑔𝑟𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑏𝑖𝑎𝑛𝑐𝑜 𝑖𝑛 𝑢𝑛 𝑡𝑒𝑠𝑠𝑢𝑡𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜, 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑏𝑟𝑢𝑛𝑜 𝑒 𝑚𝑜𝑑𝑢𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑎𝑧𝑖𝑒𝑡𝑎̀.
𝑅𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑡𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑟𝑖, 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑡𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖: 𝑁𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑙𝑜𝑟𝑖𝑒, 𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑟𝑝𝑜 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑎 𝑒𝑛𝑒𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑒 𝑎𝑝𝑝𝑒𝑡𝑖𝑡𝑜. 𝐶𝑜𝑛 𝑠𝑡𝑖𝑙𝑒 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑒 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑡𝑒 𝑛𝑢𝑡𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑚𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑚𝑒𝑐𝑐𝑎𝑛𝑖𝑠𝑚𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖.

📚 𝐁𝐢𝐛𝐥𝐢𝐨𝐠𝐫𝐚𝐟𝐢𝐚
1. Bastard J-P, Laville M, Dulloo A, Clément K.
Constitutional Thinness: An Overview of a State of Resistant Slimness.
Annu Rev Nutr. 2025;45:1-29. doi:10.1146/annurev-nutr-111824-014837
2. Pasanisi F, Tremblay A, Boulet MM, et al.
Constitutional thinness and increased brown adipose tissue activity: A PET/CT study.
J Clin Endocrinol Metab. 2013;98(5):E932-E937. doi:10.1210/jc.2012-3503
3. Ling Y, Moro C, Dupont J, et al.
Resistance to lean mass gain in constitutionally thin women during overfeeding and resistance training.
J Cachexia Sarcopenia Muscle. 2020;11(5):1322-1336. doi:10.1002/jcsm.12604
4. Riveros-McKay F, Mistry V, Bounds R, et al.
Genetic architecture of human thinness compared to severe obesity.
PLoS Genet. 2019;15(1):e1007603. doi:10.1371/journal.pgen.1007603
5. Orthofer M, Valsesia A, Mägi R, et al.
Identification of ALK in thinness and its role in energy expenditure.
Cell. 2020;181(6):1206-1222.e22. doi:10.1016/j.cell.2020.05.004
6. Ravussin E, Galgani JE.
Non-exercise activity thermogenesis (NEAT), brown adipose tissue and metabolism.
Best Pract Res Clin Endocrinol Metab. 2011;25(1):129-141. doi:10.1016/j.beem.2010.08.011
7. Cypess AM, Kahn CR.
Brown fat as a therapy for obesity and diabetes.
Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2010;17(2):143-149. doi:10.1097/MED.0b013e328337a81f

29/08/2025

Mi è capitato di vedere questo video che sta girando su Facebook.
Fatto con l'intelligenza artificiale per i bambini, con l'obiettivo di mostrar loro i danni provocati da alimenti scorretti e i vantaggi di quelli sani.

Video molto incisivo, suggestivo, semplice e carino.

Difficilmente commento cose di altri, ma poiché piace e sta girando molto esprimo un mio parere (Discutibilissimo. Solo una mia opinione)

GUARDATELO TUTTI!
MA NON FATELO VEDERE AI BAMBINI.

Perchè:

Perchè prima di tutto non è responsabilità dei bambini scegliere cosa mangiare e cosa no!

In quanto bambini "devono" essere attratti dal dolce e se rifiutano una bella merendina "perchè fa ingrassare" io li mando da uno psicologo!

La responsabilità di cosa possono mangiare è nostra!! Noi facciamo la spesa e noi cuciniamo.

Noi abbiamo il dovere di non mettere i bambini in condizione di mangiare quando non hanno fame e quindi noi non dobbiamo "costringerli" o "sedurli" con cose attraenti e accattivanti che non hanno nessun legame con il sano sistema biologico di fame-sazietà.

Non si mangia "per far contento qualcuno" o "per avere un premio" o perchè "altrimenti non si farà qualcosa".

Non si mangia una merendina o il latte in sostituzione di un pasto rifiutato "perchè almeno così si sostiene!"

Si mangia perchè si ha fame non si deve mangiare se la fame non c'è.

Cosa si può mangiare quando il pancino lo chiede lo decidono i genitori che hanno fatto una bella spesa intelligente. (Se hanno comprato Kinder, prosciutti e mortadelle non potranno pretendere che il bambino non li mangi!)

---

C'è un secondo motivo per cui questo video non mi sembra adatto ai bambini:

poiché è davvero ben fatto per colpire ed emozionare, temo che in un sistema emotivo ipersensibile ma poco bilanciato da un controllo razionale immaturo, come è nei bambini, queste immagini possano essere troppo forti.

Vedere che nel pancino improvvisamente escono dei mostri neri che camminano dentro o corpi improvvisamente deformati può spaventare e provocare reazioni pericolose.

L'anoressia nervosa è una patologia dei ragazzi più grandi e ha motivazioni complesse. Ma l'età si sta abbassando sempre più.

Con i bambini bisogna fare attenzione a immagini che coinvolgono emotivamente (attenzione ai video!!) perchè le ricadute possono prendere vie imprevedibili.

--

E allora bravi gli autori di questo video! Complimenti. E' fatto molto bene e veicola messaggi importantissimi.

Ma... secondo me VIETATO AI MINORI!
Credo invece che sia un video fortemente consigliato per genitori (e per questo ne ho parlato qui)

28/06/2025

Un viaggio nell’esperienza dei più giovani con il cibo, tra ostacoli all’accesso, dimensioni del benessere e mancata libertà di scelta. Un percorso intrapreso da tempo e approfondito nelle ricerche realizzate nell'ambito del progetto DisPARI.

29/05/2025

𝐆𝐥𝐢 𝐮𝐥𝐭𝐢𝐦𝐢 𝟑 𝐛𝐨𝐜𝐜𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚.

L’italia si colloca al terzo posto in Europa, dietro Cipro e Grecia, per sovrappeso e obesità infantile.

Alla primaria, nella fascia di età 7-9 anni, il 41% dei maschi e il 36% delle femmine in Italia è in sovrappeso/obeso.

Sappiamo ormai che, il sovrappeso dei bambini di oggi, li condanna a sviluppare le patologie ad esso correlate di domani (malattie cardio-vascolari in primis, ma non solo).

E che il 50% dei bambini obesi è destinato ad essere un adulto obeso.

Talvolta vengono da me bambini “magretti” con i genitori preoccupati del fatto che non mangino abbastanza.
“Non mangia niente!”, mi dicono.
Mai una volta, riportando le rilevazioni staturo-ponderali a disposizione, che abbia evidenziato un rallentamento della velocità di crescita ponderale (peso) e staturale (altezza). Mai!
I bambini magri mangiano ciò che gli basta per crescere regolarmente e svolgere le proprie attività. E vanno lasciati in pace.

Costringerli a mangiare la quantità che noi riteniamo giusta potrebbe favorire lo sviluppo di un rapporto insano col cibo.
L’importante è fissare delle regole: si mangia 5 volte al giorno quel che preparano mamma e papà e non ci sono sostituti “ghiotti” all’eventuale pasto saltato; che si può anche passare direttamente a quello successivo e andare a letto senza cena.

Ciò che più spesso constato è invece l’aumento di velocità di crescita ponderale dei bambini, sintomo inequivocabile di progressione verso un sempre più grave sovrappeso.

I bambini italiani sono tra quelli che, in Europa, praticano meno attività sportiva (non necessariamente organizzata, basta muoversi, anche con mamma e papà!) e trascorrono più tempo davanti ai dispositivi a video.

Ma non va dimenticato che il sovrappeso, a qualunque età, dipende dall’assunzione di calorie in eccesso molto più che da una inadeguata attività fisica (per quanto fondamentale).

Se un adulto ha mangiato troppo in passato e ora assume le calorie che consuma, manterrà il peso.
Se continua a mangiare in eccesso, continuerà ad aumentare di peso.

Se un bambino ha mangiato troppo in passato e ora assume le calorie che consuma + ciò che gli serve per crescere, manterrà la stessa velocità di crescita ponderale (mantenendo il suo “grado” di sovrappeso).
Se continua a mangiare in eccesso, continuerà ad aumentare la velocità di crescita ponderale, aggravando il sovrappeso.

Nei bambini abbiamo il vantaggio che, consumando calorie anche per crescere in altezza, una riduzione moderata dell’introito calorico ridurrà la velocità di crescita ponderale che si tradurrà in un “dimagrimento relativo”, nel senso che il peso continuerà ad aumentare ma meno rapidamente di prima.
Il bimbo continua a crescere in altezza e quindi è come se dimagrisse.
Nei casi più gravi ci si può dare l’obiettivo di “fermare” l’aumento di peso per un certo periodo e quasi mai di perdere peso in valore assoluto.

Negli adulti, per perdere peso, tocca fare uno sforzo ulteriore, quasi sempre destinato a fallire.
Ed è ciò che accadrà anche a quel bambino in sovrappeso una volta diventato fisicamente adulto, ovvero con lo sviluppo (attorno ai 14-16 anni).

È per questo che bisogna agire ORA, perché poi sarà molto più difficile, e spesso impossibile.

Qui sotto vedete l’immagine di una curva di crescita in cui l’andamento della crescita staturale è costante (come sempre accade), in questo caso attorno al 50° percentile, mentre la velocità di crescita ponderale ha preso decisamente una br**ta piega, passando negli anni dal 50° al 90° percentile (vedete che la linea nera “scavalca” le linee rosse?).

Avere cura dei propri figli significa anche fare il possibile perché non diventino sovrappeso o aiutarli a “rimettersi in carreggiata”, eventualmente con l’aiuto e il supporto di noi pediatri.

E non dimentichiamo che, le uniche persone responsabili in famiglia del sovrappeso dei bambini, almeno fino a una certa età, sono quelle che fanno la spesa e preparano da mangiare.
Non certo i bambini.

Buona serata a tutti,
Dott. Giorgio Cuffaro

Per approfondire, avevo scritto questo un paio di anni fa: https://www.facebook.com/share/16NGqSrVfc/?mibextid=wwXIfr.

Selettività alimentare.A volte  la neofobia si presenta in modo molto marcato, i rifiuti diventano frequenti e la scelta...
24/03/2025

Selettività alimentare.
A volte la neofobia si presenta in modo molto marcato, i rifiuti diventano frequenti e la scelta degli alimenti accettati si fa rigida e monotona. In questo caso parliamo di picky eating, che può presentarsi in diverse forme: da lievi preferenze a rifiuti assoluti.
Questa fase può richiedere tempo e pazienza. Ecco alcuni consigli per vivere più serenamente i pasti

Non forzare l’assaggio o il consumo degli alimenti, incoraggiare senza forzare,
Coinvolgerli nella preparazione dei pasti può aumentare il loro interesse verso il cibo
Presentare il cibo in un modo accattivante.
Introdurre varietà, ma con moderazione,invece di presentare molti cibi nuovi insieme, meglio provare ad aggiungere una piccola porzione di un nuovo alimento accanto a quelli già accettati.
Consentire un corretto ritmo fame-sazietà., impostando una buona routine alimentare



Giornata contro i disturbi del comportamento alimentare
15/03/2025

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Alimentazione e donna
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