30/09/2025
Con l’Anniversario narra un qualcosa di inenarrabile. La possibilità di allontanarsi dalla famiglia di origine, asportare chirurgicamente se stesso dalla relazione con i genitori, come descrive con un’immagine potente e nitida l’autore, e’ spesso, se non sempre, socialmente inaccettabile.
In questo testo, pagina dopo pagina, immagini dopo immagini, alcune sfuocate non solo dal tempo, ma soprattutto dal processo elaborativo che seleziona e rimuove per sopravvivenza, sentiamo che quella possibilità non solo esiste, ma abbia un profondo senso di liberazione.
Una liberazione che ha a che fare con “essere altro da te”, dove quel te è rappresentato da un solo modo.
Ma quando esiste un solo modo per essere visti e accettati dall’altro, come è possibile essere liberi? Come si può fare una qualsiasi scelta?
In terapia ci domandiamo spesso quali siano le implicazioni delle nostre scelte e che prezzo abbiano soprattutto quando coinvolgono le relazioni significative della nostra vita come la famiglia.
Questo libro mi lascia molto, soprattutto riflessioni che si muovono e che mi perturbano.
La domanda, retorica, che sento alla fine di questa lettura è: se esiste un solo modo di essere, come possiamo pensare che quell’asportazione chirurgica non sia non solo legittima, ma anche necessaria?