S.I.G.G. Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatria

S.I.G.G. Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatria S.I.G.G. Societa' Italiana di Gerontologia e Geriatria Per migliorare le cure agli anziani, evitando l'abuso.

25/03/2026

Our innovative blood test offers a simpler, more accessible way for early Alzheimer's detection

25/03/2026

Keywords: Precision medicine, polymorphism, patient care planning, pharmacokinetics, personalised therapies

25/03/2026

Cystitis and serious bacterial infections increase a person’s risk for developing dementia even after correcting for other risk factors.

25/03/2026

L'inattività fisica in Italia costa circa 1 miliardo di euro all'anno al Servizio Sanitario Nazionale, con un italiano adulto su tre sedentario. A livello globale, l'inattività porterà a quasi 500 milioni di nuovi malati entro il 2030, con costi sanitari enormi. Investire in attività fisica genererebbe 1,7 euro di benefici per ogni euro investito.

Principali costi e conseguenze della sedentarietà:
Impatto economico: L'inattività rappresenta lo 0,6% della spesa sanitaria europea. In Italia, il costo per cittadino imputabile alla mancanza di movimento è alto, superato solo da Germania e Portogallo.
Malattie croniche: La sedentarietà è una causa primaria di ipertensione, diabete di tipo 2, ictus, infarti, obesità, alcuni tipi di cancro (colon e seno) e osteoporosi.
Costi indiretti: Aumentano le assenze lavorative e la perdita di produttività.
Salute mentale: È strettamente correlata a un aumento di ansia e depressione.

Benefici dell'azione:
Aumentare i livelli di attività fisica (almeno 150 minuti a settimana) preverrebbe migliaia di morti premature e aumenterebbe l'aspettativa di vita di circa 2,3 mesi in Italia.

Amiloidosi  e  Tau fosforilata come marker !!
25/03/2026

Amiloidosi e Tau fosforilata come marker !!

Elevated blood levels of phosphorylated tau (p-tau) are diagnostic of Alzheimer disease and are associated with the deposition of amyloid-β in the...

25/03/2026

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 10 feb - L'inattivita' fisica potrebbe generare nel decennio 2020-2030 circa 500 milioni di nuovi casi di malattie...

25/03/2026

L'inattività fisica costa 1 miliardo all'anno per l'Italia, e anche a livello globale il quadro entro il 2030 non è incoraggiante

I sistemi sanitari di tutto il mondo si trovano ad affrontare la stessa sfida fondamentale: la domanda sta aumentando pi...
25/03/2026

I sistemi sanitari di tutto il mondo si trovano ad affrontare la stessa sfida fondamentale: la domanda sta aumentando più rapidamente della capacità dei modelli di cura tradizionali.

Per rimanere sostenibili, l'assistenza sanitaria deve attraversare diversi cambiamenti strutturali.

Innanzitutto, dobbiamo passare dal trattamento alla prevenzione. Le malattie croniche ora rappresentano la maggior parte dei costi sanitari, eppure la maggior parte dei sistemi investe ancora molto di più nel trattamento delle malattie che nella prevenzione. Questo rappresenta un grave fallimento scientifico e politico, soprattutto perché le malattie croniche più comuni condividono molti fattori biologici sottostanti.

Le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, il cancro, la neurodegenerazione, le malattie del fegato e dei reni, le condizioni muscoloscheletriche e la fragilità sono spesso trattate come condizioni separate, ma in realtà spesso derivano da un substrato metabolico condiviso e dalla progressiva disregolazione della biologia dell'invecchiamento. Se continuiamo a concentrarci solo sulla gestione delle malattie in fase avanzata, non costruiremo mai un sistema sanitario sostenibile.

In secondo luogo, l'assistenza deve spostarsi dagli ospedali alle comunità e alle case. Gran parte di ciò che conta di più per la salute a lungo termine avviene nella vita quotidiana: nutrizione, attività fisica, sonno, regolazione dello stress, connessione sociale e rilevamento precoce del rischio. La sanità deve raggiungere le persone dove vivono, non solo dove si ammalano.

In terzo luogo, l'assistenza sanitaria deve passare dall'analogico al digitale, integrando dati, tecnologia (dispositivi indossabili, sensori, monitoraggio guidato dall'IA) e l'erogazione delle cure per migliorare l'efficienza, la continuità e l'esperienza del paziente. Ma la sola trasformazione digitale non basta. La tecnologia dovrebbe servire a un obiettivo più profondo: identificare il rischio prima, monitorare il declino funzionale prima e consentire interventi più precisi e proattivi.

Infine, la medicina deve passare dalla cura generica a quella personalizzata. Il futuro non è semplicemente un trattamento di precisione dopo l'apparizione della malattia, ma una prevenzione personalizzata basata su profili biologici, metabolici, comportamentali e funzionali.

Non si tratta solo di aggiornamenti operativi o tecnologici. Riflettono un cambiamento più profondo: dalla cura delle malattie alla medicina healthspan.

La medicina Healthspan si basa su un'idea semplice ma potente: invece di trattare ogni malattia cronica isolatamente, dovremmo colpire i meccanismi biologici che ne alimentano molte contemporaneamente. Agendo sui fattori che causano disfunzioni metaboliche e invecchiamento accelerato, possiamo ritardare o prevenire più malattie contemporaneamente e prolungare gli anni di vita vissuti in buona salute.

Le organizzazioni che plasmeranno il futuro della sanità sono quelle che riescono a integrare prevenzione, erogazione delle cure, salute digitale e strategie personalizzate in un sistema coerente, incentrato non solo sulla durata della vita, ma anche sulla durata della salute.
La vera opportunità non sta solo nel trattare le malattie, ma nell'aiutare le persone a rimanere sane più a lungo. (L. Fontana)

Ipertensione resistente alle cure .
25/03/2026

Ipertensione resistente alle cure .

This narrative review summarizes current evidence on the epidemiology, pathophysiology, clinical presentation, and management of resistant hypertension.

🎙️Anche per il mese di marzo, SIGG-SIMEU si impegna a parlare di problemi reali: l’anziano agitato affetto da demenza in...
25/03/2026

🎙️Anche per il mese di marzo, SIGG-SIMEU si impegna a parlare di problemi reali: l’anziano agitato affetto da demenza in Pronto Soccorso.

📢Oggi 25 marzo 2026 dalle 18:00 alle 19:00

Una presentazione a cura di SIGG in collaborazione con

www.sigg.it

25/03/2026

Il problema della pressione arteriosa nel corso della vita.

Per un piano preventivo davvero di lungo periodo, non conta solo “quanto è alta” la pressione arteriosa in un momento, ma la traiettoria nel tempo, il modo in cui viene misurata e il contesto metabolico-renale-cardiovascolare in cui si inserisce. Le linee guida recenti insistono molto su questo: misurazioni corrette, conferma fuori dallo studio quando serve, e valutazione del rischio globale, non del solo numero pressorio.

Gli indici più utili da seguire lungo l’arco della vita sono questi.

1. Pressione arteriosa “vera”
PA sistolica e diastolica: restano il nucleo della valutazione a tutte le età. Negli adulti, le linee guida ESC 2024 distinguono tra pressione non elevata, “elevata” e ipertensione, e raccomandano un uso più forte delle misure fuori ambulatorio.
Pressione domiciliare (HBPM) e, quando indicato, monitoraggio 24 ore (ABPM): servono per scoprire ipertensione “da camice bianco”, ipertensione mascherata e profilo notturno. La USPSTF raccomanda di confermare la diagnosi nell’adulto con misure fuori dal setting clinico prima di iniziare il trattamento.
Qualità della misurazione: bracciale corretto, apparecchio validato, preferibilmente da braccio; polso e dito sono meno affidabili.

2. Dall’infanzia all’adolescenza: usare i percentili
Nei bambini sotto i 13 anni non si ragiona con le stesse soglie dell’adulto: la pressione va interpretata con percentili per età, sesso e altezza. L’ipertensione pediatrica resta definita in base a valori ≥95° percentile in visite ripetute; negli adolescenti ≥13 anni si usano soglie più simili a quelle dell’adulto.

Per questa fascia d’età, gli indici più importanti sono:
percentile di PA
altezza e curva di crescita
BMI/percentile di BMI
storia familiare
attività fisica, sonno, peso, dieta
quando c’è dubbio: ABPM pediatrico, oggi molto valorizzato.

3. In età adulta: non solo soglia, ma rischio globale
Nell’adulto, per prevenzione a lungo termine conviene valutare la pressione insieme a: BMI e circonferenza vita, glicemia/HbA1c,
profilo lipidico, funzione renale (creatinina/eGFR), albuminuria/proteinuria, fumo, rischio cardiovascolare globale.
Il razionale è forte: cuore, rene e metabolismo si influenzano a vicenda; il framework CKM dell’American Heart Association mette proprio insieme pressione, peso, glucosio, lipidi e funzione renale come assi dello stesso rischio.

4. In età anziana: conta anche la tollerabilità
Nell’anziano non basta inseguire un target numerico. Le linee guida ESC 2024 mantengono per molti adulti trattati un obiettivo sistolico iniziale 120–129 mmHg se tollerato, ma negli anziani fragili o in chi non tollera target intensivi raccomandano un approccio più individualizzato, “as low as reasonably achievable”.
Qui diventano particolarmente importanti: pressione ortostatica (seduto/in piedi), variabilità pressoria rischio di cadute funzione renale polifarmacoterapia , fragilità clinica e autonomia.

5. Indici “trasversali” da seguire per decenni
Se l’obiettivo è un piano preventivo lungo, i marcatori più utili da monitorare periodicamente sono:

media della PA domiciliare e non il singolo valore
trend della sistolica negli anni
BMI e circonferenza vita
eGFR e albuminuria
glicemia/HbA1c
colesterolo LDL, HDL, trigliceridi
frequenza cardiaca a riposo
qualità del sonno / sospetta apnea
abitudine al fumo e alcol
livello di attività fisica
storia ostetrica, nelle donne, perché ipertensione gestazionale e preeclampsia aumentano il rischio cardiovascolare futuro.

6. Quali abitudini hanno il miglior rendimento preventivo
Le misure di stile di vita restano la base in tutte le età. Le fonti OMS e ESC sottolineano soprattutto: riduzione del sodio; per gli adulti l’OMS raccomanda meno di 2 g di sodio/die, equivalenti a meno di 5 g di sale/die, attività fisica regolare peso corporeo vicino al peso ideale, alimentazione ricca di frutta e verdura, limitazione di alcol e contrastare la sedentarietà.

In pratica, per un piano preventivo a lungo termine io considererei questo schema:

Infanzia/adolescenza

percentile di PA
percentile di BMI
altezza/crescita
familiarità
sonno, attività fisica, dieta

Età adulta

PA ambulatoriale + domiciliare
peso, BMI, circonferenza vita
glicemia/HbA1c
lipidi
creatinina/eGFR + albuminuria
fumo, alcol, attività fisica

Età anziana

tutto il blocco dell’adulto, più
pressione ortostatica
fragilità
tollerabilità terapeutica
funzione renale e rischio di effetti avversi

La sintesi più utile è questa: per prevenire bene nel lungo periodo, i tre numeri da non considerare mai isolatamente sono pressione, peso-addominalità e asse rene-metabolismo. La pressione da sola dice meno della pressione arteriosa inserita in un quadro con BMI/circonferenza vita, glicemia, lipidi, eGFR e albuminuria.

(IA)

Indirizzo

Via Giulio Cesare Vanini 5
Florence
50100

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