Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann"

Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann" Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Centro Psicoanalitico di Firenze "Giovanni Hautmann", Psicoterapeuta, Piazza Isidoro Del Lungo, 2, Florence.

Il Centro Psicoanalitico di Firenze, intitolato a Giovanni Hautmann, è una delle undici Sezioni Locali della Società Psicoanalitica Italiana (S.P.I.), componente della International Psychoanalytical Association (I.P.A.), fondata da S.Freud nel 1910.

Perché il cambiamento spaventa così tanto?Anche quando è qualcosa che desideriamo, ogni trasformazione porta con sé un p...
29/04/2026

Perché il cambiamento spaventa così tanto?
Anche quando è qualcosa che desideriamo, ogni trasformazione porta con sé un passaggio complesso: per andare verso il nuovo, è necessario lasciare alle spalle ciò che è già noto e attraversare un momento di incertezza.
Cambiare significa perdere un equilibrio già costruito, rinunciare ad abitudini e riferimenti che, pur potendo essere fonte di sofferenza, hanno il valore della familiarità. È proprio questa familiarità, infatti, a renderli in qualche modo rassicuranti.
Allo stesso tempo, il nuovo apre possibilità, ma non è ancora definito: non lo conosciamo, non sappiamo ancora come abitarlo, né quale versione di noi emergerà in quel contesto. Questa assenza di orientamento può generare smarrimento e paura.
Per questo ogni cambiamento autentico, anche quando è scelto o necessario, porta con sé una componente emotiva di perdita, vulnerabilità e timore dell’ignoto.

Se il cambiamento non nasce (solo) dall’interpretazione, allora nasce dalla qualità della presenza. Dalla sintonizzazion...
27/04/2026

Se il cambiamento non nasce (solo) dall’interpretazione, allora nasce dalla qualità della presenza. Dalla sintonizzazione, dall’attesa condivisa, dal setting che contiene, da quella trasformazione silenziosa che precede le parole.
In analisi, trasformare spesso precede il comprendere.
A volte pensiamo che il cambiamento avvenga soprattutto grazie alle parole giuste, alle spiegazioni, alle interpretazioni che “fanno capire” qualcosa di noi.
In realtà, molto spesso il cambiamento inizia prima. Nasce dalla qualità della presenza: dal sentirsi accolti, ascoltati senza fretta, dal percepire che c’è qualcuno capace di stare con noi anche nei momenti confusi, dolorosi o difficili da dire.
Nasce da un clima che fa sentire al sicuro, da un’attesa condivisa in cui non si è spinti a parlare per forza, ma si può sostare. Da uno spazio che contiene le emozioni, anche quando non hanno ancora trovato le parole per essere espresse.
È in questo tempo silenzioso che qualcosa, dentro, comincia lentamente a trasformarsi. Solo dopo, spesso, arrivano le comprensioni, le spiegazioni, i significati.
Perché, nel lavoro analitico ma anche nella vita, prima di capire davvero qualcosa di noi, abbiamo bisogno di farne esperienza in un luogo in cui possiamo sentirci accompagnati.
Per approfondire, si può consultare la relazione di Maria Ponsi tenuta al Centro Psicoanalitico di Firenze nel 2019.

https://www.spi-firenze.it/ponsi-m-2019-commento-alla-relazione-di-a-m-nicolo-al-di-la-dellinterpretazione/

Sintonizzazione

Il 25 Aprile ci ricorda che la libertà non è solo una conquista dei popoli, ma anche un percorso individuale.La psicoana...
25/04/2026

Il 25 Aprile ci ricorda che la libertà non è solo una conquista dei popoli, ma anche un percorso individuale.
La psicoanalisi è proprio questo: un atto di liberazione da ciò che, dentro di noi, continua a tenerci prigionieri. È lo spazio in cui le catene invisibili ( paure, traumi, pensieri bloccati ) possono finalmente sciogliersi, lasciando posto a qualcosa di nuovo.

interiore

Quando una risposta non è come ce l’aspettiamo o non soddisfa il nostro bisogno, può attivare emozioni intense e diffici...
22/04/2026

Quando una risposta non è come ce l’aspettiamo o non soddisfa il nostro bisogno, può attivare emozioni intense e difficili da gestire.
La frustrazione che ne deriva può innescare:
la rabbia, come se dovessimo “alzare sempre di più l’asticella” per ottenere ciò che cerchiamo;
oppure può  accendere la speranza che la prossima volta andrà meglio, ma quando anche quella speranza viene delusa, il dolore può diventare ancora più forte innescando un circolo vizioso.
In sostanza, l’esperienza di una risposta “imperfetta” può farci sentire intrappolati tra irritazione, aspettativa, delusione e dolore che portano ad  un aumento progressivo del disagio emotivo.

La psicoanalisi, da sempre in dialogo con altre discipline come la filosofia, le neuroscienze, la musica e la letteratur...
21/04/2026

La psicoanalisi, da sempre in dialogo con altre discipline come la filosofia, le neuroscienze, la musica e la letteratura, ha sviluppato con il cinema un rapporto privilegiato.
Linguaggio cinematografico e linguaggio onirico rimandano entrambi a una molteplicità di significati che vanno oltre il testo. La visione di un’opera cinematografica sollecita nello spettatore risonanze interiori ma anche curiosità e desiderio di capire di più. E’ su questo territorio che il cinema e la psicoanalisi si incontrano in un dialogo fecondo in cui la rappresentazione disvela i lati nascosti e i punti lasciati in ombra. La psicoanalisi introduce l’idea dirompente che il soggetto non sia interamente padrone di se stesso ma che sia attraversato da desideri inconsci, rimozioni, fantasmi e conflitti. Parallelamente, il cinema, costruisce uno spazio in cui immagini in movimento rendono visibile ciò che è opaco: sogni, ricordi, allucinazioni, proiezioni interiori.
Il senso di un film dopo il buio in sala travalica l’intenzione del regista, diventando territorio di co-costruzione di una storia intima e irripetibile con ogni spettatore: la storia privata e la storia del film entrano in silenzioso dialogo.
Attraverso questo filtro verranno presentate e discusse col pubblico da psicoanalisti della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) opere che toccano tematiche sensibili e attuali.

Essere analista non significa aderire a una teoria, ma saper stare nella complessità dell’incontro.Conoscere i propri mo...
20/04/2026

Essere analista non significa aderire a una teoria, ma saper stare nella complessità dell’incontro.
Conoscere i propri movimenti interni diventa la condizione per non irrigidirsi in un sapere, ma restare disponibili al processo.
È come quando nella vita ci affidiamo a una sola idea su come “dovrebbero” andare le cose, una regola rigida, una convinzione forte, e finiamo per leggere tutto solo attraverso quella lente.
Crescere significa, anche, fare esperienza diretta, imparare dalle situazioni reali e, soprattutto, imparare a conoscere i propri automatismi interiori: le reazioni impulsive, le paure, i desideri che si muovono dentro di noi senza che ce ne accorgiamo.
È un po’ come passare dall’avere una mappa prestabilita al sapersi orientare nel territorio. Non segui più una strada perché “è così che si fa”, ma perché hai imparato a capire dove ti trovi, cosa senti e come muoverti, anche quando il percorso non è già tracciato.
Per approfondire, si può consultare la relazione di Stefano Calamandrei tenuta al Centro Psicoanalitico di Firenze nel 2016
https://www.spi-firenze.it/calamandrei-s-2016-la-parole-psicoanalitica-e-il-cambiamento/

Dentro ognuno di noi vive un  leone.È la parte istintiva, impulsiva, vitale.Quella che desidera, che sente forte, che  “...
19/04/2026

Dentro ognuno di noi vive un  leone.
È la parte istintiva, impulsiva, vitale.
Quella che desidera, che sente forte, che  “graffia”.
Crescendo impariamo che non possiamo mordere, urlare, pretendere.
E’ allora che facciamo la scelta silenziosa di  mettere il leone in gabbia.
Ma quando lo chiudiamo, perdiamo anche la sua energia, il suo calore, la sua autenticità la sua forza.
La vera sfida è imparare ad ascoltarlo, riconoscerlo, e trovare un modo perché possa esistere senza ferire (chi amiamo?)
Questa è una delle grandi questioni della crescita emotiva:
restare in contatto con i propri impulsi profondi e, allo stesso tempo, prendersi cura delle relazioni.
Non siamo pericolosi quando sentiamo, lo diventiamo quando non sappiamo più cosa stiamo sentendo.

Uno spazio informale, ma profondamente formativo. Oggi i candidati afferenti al Cpf si sono incontrati al Centro per un ...
18/04/2026

Uno spazio informale, ma profondamente formativo. Oggi i candidati afferenti al Cpf si sono incontrati al Centro per un tempo di parola e confronto che nutre il percorso analitico.

16/04/2026

Aspettando il congresso.

Nelle situazioni di povertà simbolica, l’analista è chiamato a svolgere una funzione trasformativa che va oltre la sempl...
14/04/2026

Nelle situazioni di povertà simbolica, l’analista è chiamato a svolgere una funzione trasformativa che va oltre la semplice interpretazione verbale. Attraverso azioni intersoggettive e drammatizzazioni, si favorisce la creazione di un’area transizionale tra sensorialità e pensabilità, precursore essenziale della simbolizzazione.
Per approfondire, si può consultare la relazione di Vigna-Taglianti tenuta al Centro Psicoanalitico di Firenze nel 2017.

https://www.spi-firenze.it/vigna-taglianti-m-2017-acting-playing-talking-dal-giurassico-della-mente-allo-sviluppo-della-capacita-onirica/

Condividiamo questo seminario organizzato dal Centro Psicoanalitico di Bologna
13/04/2026

Condividiamo questo seminario organizzato dal Centro Psicoanalitico di Bologna

“La diagnosi in infanzia e in adolescenza non è mai soltanto un atto tecnico. È sempre anche un atto relazionale, e come tale ha il potere di aprire o di chiudere, di dare senso o di toglierlo, di sostenere il processo che il sintomo porta con sé oppure di arrestarlo prematuramente. Questo è il paradosso che chi lavora con i bambini e gli adolescenti conosce bene: la diagnosi può essere necessaria — anzi, in certi momenti è indispensabile — e al tempo stesso può diventare uno strumento che chiude ciò che avrebbe dovuto aprire.” Lucio Rinaldi

“Per questo ho pensato di introdurre il tema della diagnosi avendo accumulato negli anni molta esperienza di come, se questa viene ben fatta, possa realmente curare, aprire alla danza della vita o al contrario, se non buona, dare avvio ad una serie infinita di passi sbagliati, che creano inciampi, se non cadute a volte sempre più gravi.” Carla Busato

Un assaggio del ricco dialogo che Carla Busato e Lucio Rinaldi presenteranno sabato 18 Aprile 2026 al Centro Psicoanalitico di Bologna dal titolo: “Il sintomo e la diagnosi: in quale rapporto medico paziente?”.

Nel pomeriggio la discussione proseguirà con il contributo di Ferdinando Benedetti, Roberto Fiorini ed Enrico Mantovani, offrendo uno sguardo critico e multidisciplinare fondato sulla loro esperienza clinica e istituzionale.

L’evento si terrà in presenza presso la sede del Centro Psicoanalitico di Bologna (via Battisti 24, Bologna) e da remoto, su piattaforma Zoom.

Info costi e iscrizione alla giornata di studio (link nel qrcode):
https://www.cepsibo.it/ii-giornata-di-studio-2026-ripensare-il-sintomo-dalla-diagnosi-alla-cura-in-eta-evolutiva

MATTINATA DI STUDIO al CPF Sabato 17 gennaio dalle ore 9.30 alle 13.30. MARIA PAPPA, ANTONINO SORCE, CECILIA IERI interv...
06/01/2026

MATTINATA DI STUDIO al CPF Sabato 17 gennaio dalle ore 9.30 alle 13.30. MARIA PAPPA, ANTONINO SORCE, CECILIA IERI interverranno al Centro Psicoanalitico di Firenze a partire dal testo INIZI DIFFICILI. A posteriori, ripensamenti teorico-clinici su alcuni concetti, tra nuove domande e possibili sviluppi. aperto a tutti i colleghi psicologi, medici, psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri. L'evento è gratuito, L'iscrizione è necessaria specificando la modalità di partecipazione in presenza o in remoto a: iscrizionieventicpf@gmail.com. Per saperne di più: https://www.spi-firenze.it/ripensando-a-inizi-difficili-rischi-prevenzione-e-cura-in-eta-evolutiva-r-di-frenna-r-gentile-e-m-g-pappa-a-cura-di-alpes-2025/

Indirizzo

Piazza Isidoro Del Lungo, 2
Florence

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