CASA Alzheimer

CASA Alzheimer In Italia, l'Alzheimer colpisce oltre 600.000 persone, e le sue sfide toccano i 2,4 milioni di familiari che convivono con questa realtà.

Il progetto CASA Alzheimer, di AIMA Firenze supporta le famiglie per affrontare ogni giorno le sfide della malattia.

Quando le parole si spengono, l’arte continua a parlare.Nella Demenza non si perde soltanto la memoria: cambia il modo d...
13/05/2026

Quando le parole si spengono, l’arte continua a parlare.

Nella Demenza non si perde soltanto la memoria: cambia il modo di comunicare, di stare nel mondo, di esprimere emozioni.

E proprio quando il linguaggio si affievolisce, la musica, i colori, il movimento e la creatività possono diventare ponti ancora aperti verso sé stessi e verso gli altri.

✨ L’arte e la musica non sono semplici attività ricreative: aiutano a ridurre ansia, agitazione e isolamento, stimolano ricordi ed emozioni, favoriscono il benessere e creano momenti autentici di connessione.

Una canzone ascoltata insieme.
Un colore scelto d’istinto.
Un ballo improvvisato.
Un sorriso condiviso nel presente.

Sono queste le “isole di presente” che restituiscono dignità, relazione e possibilità.

💛 Perché nell’arte non esiste giusto o sbagliato.
E nessuno può davvero sbagliare.

Per tutte le informazioni su AIMA Firenze
www.aimacomunica.it

🧠 “Mi hanno rubato tutto.”“C’è qualcuno in casa.”“Questa non è casa mia.”Frasi come queste possono spaventare, confonder...
09/05/2026

🧠 “Mi hanno rubato tutto.”
“C’è qualcuno in casa.”
“Questa non è casa mia.”

Frasi come queste possono spaventare, confondere e mettere a dura prova chi si prende cura di una persona con demenza.

L’istinto spesso è correggere, spiegare, riportare alla realtà. Ma quasi mai funziona.

Perché?
Perché allucinazioni e deliri, per la persona che li vive, sono assolutamente reali.

Le allucinazioni sono percezioni senza un oggetto reale e possono essere visive, uditive o tattili.

I deliri invece sono convinzioni errate ma molto radicate: sentirsi derubati, perseguitati, traditi o credere di non essere nella propria casa.

Queste esperienze possono nascere dal deterioramento cognitivo, dal disorientamento, dalla paura o da un ambiente percepito come confuso. Quando il cervello non riesce più a interpretare bene la realtà, prova a colmare i vuoti.

Entrare nel loro mondo non significa alimentare la malattia, ma offrire protezione emotiva quando la realtà diventa troppo difficile da comprendere.

E c’è un altro aspetto fondamentale: anche il caregiver ha bisogno di sostegno.

Gestire queste situazioni può essere molto faticoso, emotivamente e mentalmente. Fare rete, chiedere aiuto e condividere il peso della cura è essenziale.

💙 Comprendere invece di correggere può ridurre il disagio, migliorare la relazione e rendere la cura più umana ed efficace.

Se questo contenuto ti è stato utile, condividilo con chi si prende cura di una persona con demenza.

Con una semplice firma puoi trasformare il tuo 5X1000 in un aiuto concreto.Scegliendo di donarlo a AIMA Firenze contribu...
06/05/2026

Con una semplice firma puoi trasformare il tuo 5X1000 in un aiuto concreto.

Scegliendo di donarlo a AIMA Firenze contribuisci a sostenere le attività per le persone con demenza e per i familiari. Servizi fondamentali e totalmente gratuiti come incontri di orientamento alla malattia, sostegno psicologico (individuale e di gruppo) e supporto.

Ogni giorno tante persone con Alzheimer e altre forme di Demenza, insieme ai loro familiari e caregiver affrontano una sfida complessa e spesso silenziosa e solitaria.

In questo percorso, ascolto, supporto e vicinanza fanno la differenza.

Un piccolo gesto che diventa cura, sostegno e speranza per tutta la comunità.

Tu puoi fare la differenza. Nella dichiarazione dei redditi, firma nel riquadro “Volontariato” e indica il nostro codice fiscale: 94050280489

E se la relazione fosse la vera cura?Quando si parla di demenza, spesso ci si concentra sulla malattia. Ma al centro c’è...
24/04/2026

E se la relazione fosse la vera cura?

Quando si parla di demenza, spesso ci si concentra sulla malattia.

Ma al centro c’è la persona: con i suoi bisogni emotivi, relazionali e di senso.

Anche chi si prende cura vive un carico profondo, spesso silenzioso.

Esistono spazi dove tutto questo cambia: luoghi accoglienti, non giudicanti, dove la relazione diventa esperienza autentica.

Per chi vive la demenza e per chi sta accanto ogni giorno.

Scopri questi spazi, condividi questo messaggio e aiutaci a costruire una comunità che sostiene davvero.

“Mia madre aveva l’Alzheimer. Toccherà anche a me.” Questo è un pensiero che arriva, silenzioso e pesante, in molte fami...
10/04/2026

“Mia madre aveva l’Alzheimer. Toccherà anche a me.”

Questo è un pensiero che arriva, silenzioso e pesante, in molte famiglie.

È una paura legittima, ma è anche, in gran parte, una paura che merita una risposta più precisa di quanto si creda.
Perché la realtà è più complessa e anche più incoraggiante di così.

Sì, esiste una componente genetica in alcune forme di Demenza, alcune varianti come l’Alzheimer ad esordio precoce o certi tipi di Demenza frontotemporale, possono essere legate a mutazioni genetiche specifiche.

Ma la grande maggioranza dei casi di Demenza, quelli che colpiscono dopo i 65 anni, non segue una trasmissione diretta.

Sono casi sporadici, che emergono da una combinazione di fattori: genetici certo, ma anche ambientali, cardiovascolari, legati allo stile di vita. Avere un familiare con demenza aumenta leggermente il rischio. Non lo rende un destino.

E questa differenza cambia tutto.

Perché significa che ci sono cose su cui puoi agire adesso. Quello che mangi, quanto ti muovi, come tieni in salute il tuo sistema cardiovascolare. Tutto questo non è un dettaglio marginale, ma è una delle leve più concrete che hai per ridurre il rischio.

La ricerca lo dice chiaramente: lo stile di vita conta, e conta molto.

👉 Salva questo post e condividilo con chi, in famiglia, porta il peso silenzioso di questa paura. Sapere è già il primo passo.

Tutte le info su AIMA Firenze le puoi trovare su
www.aimacomunica.it

Buona Pasqua da Aima Firenze.
03/04/2026

Buona Pasqua da Aima Firenze.

“Parla bene, ride, saluta tutti. Sta bene.” No. Non necessariamente.La dicono i parenti che passano una volta al mese, i...
01/04/2026

“Parla bene, ride, saluta tutti. Sta bene.” No. Non necessariamente.

La dicono i parenti che passano una volta al mese, i vicini sul pianerottolo. È una frase che sembra gentile, in realtà è una delle forme più sottili di invisibilità.

Perché la demenza, spesso, non si vede. E questo è esattamente il problema.

Ci sono ore lucide e ore in cui il mondo perde i suoi contorni e chi ti osserva nel momento buono non vede la fatica del momento prima.

Non vede quanto costa uscire di casa, ricordare dove stavi andando, sorridere a qualcuno senza far capire che dentro qualcosa non torna, sorridere senza riconoscere veramente l’altra persona.

Attenzione non è finzione consapevole, nessuno sta ingannando nessuno è che il cervello umano compensa, almeno in superficie, almeno per un po’.

Le abilità sociali, sorridere, salutare, fare piccola conversazione, sono tra le ultime a cedere. Sono le più radicate, le più automatiche, le più antiche.

Sentirsi persi in una stanza che si conosce da trent’anni, poi arriva qualcuno, e sorridi, e sembri perfettamente a posto. L’altro se ne va convinto che stai bene. E tu resti solo con quello che nessuno ha visto.

Questo silenzio ha un costo enorme. Quando non vieni creduto, smetti di raccontare. E quando smetti di raccontare, il supporto non arriva.

👉 Salva questo post e condividilo potrebbe arrivare a qualcuno che, in questo momento, si sente esattamente così: circondato da persone che non vedono davvero.

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Quando si parla di demenza, spesso si pensa subito alla perdita. Ma se cambiassimo prospettiva? E se iniziassimo a parla...
27/03/2026

Quando si parla di demenza, spesso si pensa subito alla perdita. Ma se cambiassimo prospettiva? E se iniziassimo a parlare di cambiamento?

La demenza può modificare l’autonomia della persona, ma non la annulla. Le difficoltà che osserviamo non significano che “non è più in grado di fare nulla”: spesso indicano solo che ha bisogno di fare le cose in modo diverso o con il giusto supporto.
Per chi si prende cura, però, non è semplice: troppa libertà può generare confusione, troppo controllo può portare frustrazione e chiusura. E nel tempo, i bisogni cambiano.

Sostenere l’autonomia è possibile, ogni giorno:
✨ dare indicazioni semplici e chiare
✨ lasciare più tempo senza sostituirsi subito
✨ creare routine rassicuranti
✨ proporre poche alternative
✨ valorizzare ciò che la persona riesce a fare
✨ correggere con rispetto, senza giudizio

Così si preservano non solo le capacità, ma anche l’identità, il ruolo e il benessere emotivo della persona.

Cambiare sguardo fa la differenza.
👉 Inizia oggi: osserva, ascolta e accompagna il cambiamento.

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“Hai la demenza. La tua vita è finita.” Non è vero. Ed è ora di dirlo chiaramente.Rompere questo copione non è ottimismo...
24/03/2026

“Hai la demenza. La tua vita è finita.” Non è vero. Ed è ora di dirlo chiaramente.

Rompere questo copione non è ottimismo ingenuo.
È, letteralmente, terapeutico.

Dopo una diagnosi di demenza, la prima cosa che arriva non è un farmaco, non è un piano, non è una guida. È il silenzio.

Quello di chi abbassa gli occhi, cambia discorso, ti guarda già come se fossi altrove.

Come se la diagnosi fosse una conclusione.

Non lo è.

La demenza è una malattia progressiva, lo sappiamo bene, ma progressiva non significa immediata. Nel frattempo, c’è una quantità enorme di vita che continua. Mattine in cui il caffè ha ancora lo stesso sapore, di conversazioni, risate, di mani strette alla tua.

C’è qualcosa che fa più danni di quanto si pensi.
“da ora in poi non sei più tu. Sei un peso. Sei una versione diminuita”.

Spesso questo non viene solo dagli altri, ma è interiorizzato dalla persona stessa, che inizia a ritirarsi dal mondo prima che la malattia lo richieda davvero.

Questo isolamento non è un sintomo, ma una risposta alla vergogna, alla paura ed è uno dei fattori che accelerano il declino cognitivo.

La vita dopo la diagnosi non è la stessa di prima. Sarebbe sbagliato dirlo. Ma è ancora una vita. Con dentro affetto, significato, momenti di bellezza. Con dentro, fino in fondo, te.
La demenza cambia molte cose. Non cambia il fatto che tu sia ancora qui.

👉 Salva questo post e condividilo potrebbe arrivare a qualcuno che ne ha bisogno proprio adesso o potrebbe essere di aiuto a te.

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1.000 famiglie aiutate oggi. 5.000 domani. Possiamo farcela insieme.In Toscana sono migliaia le famiglie che ogni giorno...
20/03/2026

1.000 famiglie aiutate oggi. 5.000 domani. Possiamo farcela insieme.

In Toscana sono migliaia le famiglie che ogni giorno affrontano paura, stanchezza e senso di smarrimento accanto a una persona cara.

Dietro ogni diagnosi c’è una vita che cambia, e un equilibrio che si spezza.

Oggi AIMA Firenze è accanto a oltre 1.000 famiglie. Ma ce ne sono molte di più che hanno bisogno di aiuto. L’obiettivo è arrivare a 5.000, per non lasciare indietro nessuno.

Come utilizzeremo i fondi della campagna “E ora che faccio?”

✅ Supporto maggiore e più accessibile
✅ Ascolto, formazione e sostegno psicologico
✅ Supporto individuale al caregiver in presenza e online
✅ Ampliamento di un archivio di video divulgativi sempre aggiornati e disponibili.

Un aiuto concreto, quando serve.

❤️ Non è solo una donazione. È un investimento nel futuro di migliaia di famiglie.

➡️ Partecipa anche tu, anche il contributo di 1€ può fare la differenza. (Trovi il link nel primo commento!)

Indirizzo

Via Dei Malcontenti 6
Florence
50100

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