29/01/2026
ADOE RISPONDE a sull’ACCORDO STATO/REGIONI del XII-2025
“The current university-based osteopathic training in Italy, limited to three years, covers only about 50% of the clinical education recommended by the WHO. Our scientific association represents Italian osteopaths with solid traditional clinical competencies”.
C’è poco di “storico” nell’Accordo sull’ultimo atto del riconoscimento italiano dell’Osteopatia (NB: il Decreto non è stato ancora approvato). C’è molto ancora da lavorare per impedire la deriva massoterapica della professione.
Che lo Stato dovesse esercitare un controllo sulle competenze e sulle esperienze degli osteopati “autoreferenziali”, è fuori discussione. ADOE è stata prima e unica associazione a sostenere l’’Elenco speciale allo scopo. Tuttavia, non appare a nessuno un po’ strano che le compensazioni previste vertano solo su alcune materie sanitarie marginali? Non sarebbe stato più logico che fossero verificate proprio le conoscenze del TMO che ancora oggi vediamo spesso esibite sui social senza precauzione e competenza alcuna? I rischi per la salute, secondo Voi, derivano di più dall’esecuzione di una manovra incongrua o, ad esempio, dalla conoscenza frammentaria sull’igiene nei luoghi di lavoro?
E poi, non appare una scorciatoia dalla dubbia efficacia lasciare a poche Università la verifica discrezionale delle conoscenze parziali, anziché coinvolgere tutti gli attori istituzionali della formazione, specie quella ECM?
A noi questo Accordo sembra tanto una “marchetta”, fatta per accontentare qualcuno che oggi propone senza alcuna coscienza di causa e anzitempo improbabili integrazioni degli osteopati nel SSN per cui, a nostro avviso, la strada è ancora lunga in relazione ai requisiti necessari.
Per tali ragioni ne comprendiamo le critiche, tanto più che la sanatoria indistinta che si prefigura in Italia si associa a una formazione universitaria clinica dei nuovi osteopati (se così potremo definirli) ridotta al 50% rispetto a quanto descritto dai Rapporti OMS: criteri a cui molti di noi, non certo tutti, ci siamo sempre riferiti. Anche e soprattutto questo bisognerebbe citare, non trovi ?