Miosessuologo

Miosessuologo Siamo un'azienda specializzata in psicologia e sessuologia, composta da un team di psicologi, sessuologi e psicoterapeuti altamente qualificati.

La nostra missione è offrire un servizio terapeutico professionale, accessibile e riservato.

13/05/2026

Fedeltà e amore, parliamone. 💗

Quando l’organismo percepisce una minaccia il sistema nervoso simpatico prende il controllo, i livelli di adrenalina e c...
13/05/2026

Quando l’organismo percepisce una minaccia il sistema nervoso simpatico prende il controllo, i livelli di adrenalina e cortisolo aumentano e il corpo entra in vera e propria modalità di emergenza e di difesa. Questa risposta è preziosa in situazioni di pericolo, ma diventa deleteria quando si prolunga nel tempo: il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico (che presiede alle funzioni sessuali) sono fisiologicamente incompatibili, e un corpo in costante allerta non può contemporaneamente aprirsi al piacere.

L’adrenalina produce vasocostrizione arteriosa, riducendo il flusso sanguigno verso i genitali: nell’uomo questo si traduce in difficoltà erettive, nella donna in riduzione della lubrificazione e dell’accessibilità all’orgasmo. Non si tratta quindi di un blocco psicologico, ma di una risposta biologica che non risponde alla sola forza di volontà. Sul piano ormonale, il cortisolo cronicamente elevato interferisce con la produzione di testosterone (l’ormone che in entrambi i sessi sostiene il desiderio) il quale quindi non viene inibito consapevolmente, ma semplicemente non arriva, perché il substrato che lo sostiene è compromesso.

L’ansia agisce però anche attraverso processi cognitivi: chi vive in uno stato di preoccupazione costante porta quella preoccupazione anche nell’intimità, con una mente impegnata a monitorare e valutare invece di sentire. Questo automonitoraggio continuo interrompe il circuito naturale dell’eccitazione, che richiede una certa capacità di abbandono. Nei casi più acuti, si sviluppa la cosiddetta ansia da prestazione, un circolo vizioso in cui la paura di fallire sessualmente precede e determina il fallimento stesso.

Il costo ricade anche sulla coppia: la persona ansiosa evita il contatto per paura di deludere, il partner interpreta l’evitamento come rifiuto, e l’incomprensione reciproca genera distanza e risentimento. Il problema raramente viene discusso e affrontato, perché il calo del desiderio viene letto come un difetto personale o un segnale di crisi relazionale, anziché come la manifestazione comprensibile di un sistema nervoso sotto pressione. 💗

12/05/2026

Forse se vi siete lasciati è anche a causa degli errori di valutazione? Parliamone. 💗

Il disturbo ossessivo-compulsivo da relazione (noto come ROCD) è una variante specifica del DOC in cui ossessioni e comp...
11/05/2026

Il disturbo ossessivo-compulsivo da relazione (noto come ROCD) è una variante specifica del DOC in cui ossessioni e compulsioni si concentrano esclusivamente sulla sfera affettiva. Non è una questione di carattere debole o di scarso amore: è un disturbo psicologico riconosciuto, con una struttura precisa e trattamenti efficaci. A concettualizzarlo per primi, a partire dal 2012, sono stati i ricercatori Guy Doron e Danny Derby, che ne hanno descritto sintomi, meccanismi di mantenimento e implicazioni terapeutiche.

Il nucleo del disturbo è il dubbio ripetuto, soverchiante, impermeabile a qualsiasi risposta. Le ossessioni si organizzano attorno a due aree: la relazione in sé (“Amo davvero questa persona?”, “E se stessi sbagliando tutto?”) e il partner, con dubbi sulla sua compatibilità o confronti continui con altre persone. A questi pensieri si accompagnano le compulsioni: ricerca di rassicurazioni, ruminazione, verifica ripetuta dei propri sentimenti, evitamento dell’intimità. Ogni compulsione allevia l’ansia solo momentaneamente, alimentando un ciclo che si autorinforza.

Ciò che rende il ROCD particolarmente insidioso è che chi ne soffre tende a credere di avere un problema con la relazione, quando in realtà ha un problema con il dubbio. La ricerca ha documentato credenze disfunzionali ricorrenti: perfezionismo relazionale, intolleranza all’incertezza e la convinzione che esista un amore perfetto rispetto al quale il proprio è sempre carente.

Il disturbo è difficile da riconoscere perché i sintomi assomigliano a preoccupazioni legittime. La differenza sta nell’intensità e nella persistenza: un dubbio normale si chiarisce con il tempo; un’ossessione torna uguale a se stessa, immune a qualsiasi rassicurazione.

L’approccio terapeutico più efficace è la CBT con Exposure and Response Prevention (ERP), che insegna a tollerare il dubbio senza ricorrere alle compulsioni. In alcuni casi si affianca una terapia farmacologica con SSRI. Riconoscere il ROCD significa imparare a distinguere ciò che viene dall’amore da ciò che viene dall’ansia, e tornare ad abitare la relazione con più libertà. 💗

Non esiste una prova scientifica solida a sostegno di un’unica crisi collocata precisamente al settimo anno. Le ricerche...
09/05/2026

Non esiste una prova scientifica solida a sostegno di un’unica crisi collocata precisamente al settimo anno. Le ricerche sono discordanti: alcuni studi collocano il momento di massima tensione tra il terzo e il quinto anno, quando l’idealizzazione iniziale si esaurisce e le differenze individuali emergono con più forza.

Ciò che i dati sembrano però confermare è una certa concentrazione dei divorzi attorno ai sette-otto anni di matrimonio. Il settimo anno, quindi, non è una data di scadenza biologica, ma potrebbe essere il punto in cui le tensioni accumulate raggiungono il culmine.

Una delle spiegazioni più accreditate riguarda la chimica del desiderio: la fase di innamoramento, caratterizzata da alti livelli di dopamina, noradrenalina e serotonina, è per natura transitoria e tende a stabilizzarsi entro i primi due o tre anni. Il legame non si deteriora, ma cambia natura: da un’attivazione intensa e discontinua si passa a un attaccamento più stabile, meno adrenalinico ma potenzialmente più profondo. Il problema nasce quando questa transizione viene vissuta come perdita di interesse piuttosto che come evoluzione.

C’è poi il peso degli eventi di vita: nascita di un figlio, cambiamenti lavorativi, perdite familiari. Questi eventi ridistribuiscono le energie dei partner e possono generare uno scarto tra le aspettative reciproche che, se non comunicato, si traduce in distanza emotiva e sessuale.

La crisi dei 7 anni esiste come tendenza, non come destino. Le coppie che la attraversano con consapevolezza, mantenendo una comunicazione aperta e disponendosi a ridefinire il legame, dimostrano che nessun numero di anni è una condanna. La crisi non segnala qualcosa di rotto: è l’invito a scegliersi di nuovo. 💗

La frutta ha forme, consistenze e succhi che evocano con naturalezza il corpo umano e l’atto sessuale, e questa associaz...
08/05/2026

La frutta ha forme, consistenze e succhi che evocano con naturalezza il corpo umano e l’atto sessuale, e questa associazione non è un’invenzione recente, ma affonda le radici in millenni di arte, mitologia e linguaggio.

La pesca è diventata uno dei simboli più antichi della sessualità femminile, documentato nelle arti visive molto prima delle emoji. Caravaggio, nella sua Natura morta con frutta, giocava deliberatamente con questi rimandi: fichi aperti e melograni alludevano a una femminilità abbondante, mentre elementi allungati campeggiavano come simboli fallici in un linguaggio visivo codificato che il pubblico dell’epoca sapeva leggere.

Un secondo livello è quello mitico e religioso. La tradizione biblica ha consegnato alla cultura occidentale l’immagine di un frutto (identificato con la mela, per assonanza col latino malum) come emblema della tentazione e della scoperta della sessualità. Il nesso è rimasto: il frutto come soglia tra innocenza e conoscenza, tra il lecito e il proibito. Nella Grecia antica, gettare una mela a qualcuno equivaleva a una proposta erotica esplicita, e la mela era attributo di Venere.

C’è poi la dimensione della fertilità: la frutta contiene semi, produce nuova vita e si offre succosa alla bocca. Il melograno è da secoli associato alla fecondità femminile dal Mediterraneo al Medio Oriente. Le fragole, nella mitologia greca, erano nate dalle lacrime di Venere.

Le emoji contemporanee (🍑,🍆, 🍌 ) non sono che l’ultimo capitolo di questa storia. Ciò che è cambiato è solo la velocità del codice: quello che un tempo richiedeva la mediazione dell’arte, oggi viene trasmesso con un solo carattere.

Il sesso ha effetti reali sul benessere psicologico: rilascia endorfine, ossitocina e dopamina, riduce il cortisolo e ge...
07/05/2026

Il sesso ha effetti reali sul benessere psicologico: rilascia endorfine, ossitocina e dopamina, riduce il cortisolo e genera sollievo. Non è irrazionale, quindi, che alcune persone imparino a ricorrervi nei momenti di disagio emotivo. Il problema non è il meccanismo in sé, ma quando diventa l’unico strumento disponibile per gestire le emozioni difficili.

La psicologia clinica chiama questo processo coping sessuale: l’uso dell’attività sessuale per regolare stati emotivi negativi in assenza di altre strategie funzionali. Secondo l’Istituto Beck, il comportamento sessuale compulsivo nasce esattamente qui: da un deficit di strumenti emotivi. Come ogni analgesico usato in modo sistematico, nel tempo smette di funzionare e richiede dosi crescenti per produrre lo stesso effetto.

La ricerca clinica ha evidenziato una correlazione significativa tra questo schema e la presenza di esperienze traumatiche precoci: chi non ha avuto accesso a figure di attaccamento affidabili tende a sviluppare strategie alternative per raggiungere stati di benessere, e il sesso può diventarne una in modo del tutto inconscio.

Riconoscere il confine tra sollievo e dipendenza non è semplice. La distinzione cruciale non riguarda la frequenza, ma la funzione: se il sesso serve primariamente ad anestetizzare le emozioni piuttosto che a viverle, quel confine è già stato attraversato.

Lavorare su questo pattern significa sviluppare una gamma più ampia di strumenti per stare con le emozioni difficili. La sessuologia non lavora solo sul sesso: lavora su tutto ciò che il sesso sta cercando di risolvere al suo posto. Se vuoi iniziare un percorso di terapia con un sessuologo esperto, ci trovi al link in bio. 💗

Frasi cattive pronunciate da uno specialista della sessualità? No ti sbagli, non sono cattive. Suonano scomode, quasi sc...
07/05/2026

Frasi cattive pronunciate da uno specialista della sessualità? No ti sbagli, non sono cattive. Suonano scomode, quasi scorrette, eppure nascondono una precisione clinica e una cura profonda per chi le ascolta.

Non si tratta di mere provocazioni fini a sé stesse, ma di verità che la cultura comune ha reso difficili da dire, e che la sessuologia ha il compito di restituire nella loro forma più onesta. 💗

07/05/2026

Come capire se si è asessuali? 💗

Secondo la Schema Therapy di Young, le esperienze relazionali vissute nell'infanzia generano credenze profonde e inconsc...
06/05/2026

Secondo la Schema Therapy di Young, le esperienze relazionali vissute nell'infanzia generano credenze profonde e inconsce che influenzano le scelte sentimentali nella vita adulta. Non si tratta di semplici abitudini, ma di veri sistemi di sopravvivenza emotiva che il cervello replica perché rappresentano l'unica forma di legame che conosce.

Il meccanismo è paradossale: non torniamo dallo stesso tipo di persona perché ci piace soffrire, ma perché quella sofferenza ci è familiare, e la familiarità, anche quando è dolorosa, genera una forma di sicurezza percepita. La ripetizione avviene con la speranza inconscia di ottenere finalmente una risposta emotiva diversa, ma il risultato è quasi sempre la conferma delle stesse aspettative negative.

Bowlby, con la teoria dell'attaccamento, offre un'ulteriore chiave di lettura: i modelli relazionali formati nelle prime relazioni di cura tendono a ripresentarsi nelle relazioni adulte, influenzando sia la scelta del partner sia le dinamiche che si costruiscono con lui. Freud chiamava questo fenomeno "coazione a ripetere": la tendenza inconscia a rivivere situazioni irrisolte, anche a costo di ricreare condizioni di sofferenza.

Riconoscere questo schema non significa esserne automaticamente liberi, ma è il primo passo per smettere di agirlo in modo automatico. Lavorare sulle proprie dinamiche relazionali significa imparare a distinguere l'attrazione autentica dalla familiarità emotiva travestita da amore. 💗

06/05/2026

Hai appena lasciato partner, ma dopo diventa tutto quello che hai sempre desiderato: perché? 💔

Indirizzo

Via Frà Paolo Sarpi, 7/A
Florence
50136

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