26/01/2026
La digitalizzazione ci ha reso più connessi che mai, ma non per forza più vicini.
Chat, vocali, like e reaction sono diventati il linguaggio quotidiano anche dell’amore: permettono di conoscersi a distanza, di restare in contatto quando le vite sono piene, di trovare persone simili a noi che forse non avremmo mai incontrato “offline”.
Allo stesso tempo, però, le relazioni rischiano di diventare più fragili: ci abituiamo a sostituire il confronto con il ghosting, a confondere l’intensità dei messaggi con la profondità del legame, a vivere la persona più come “presenza sullo schermo” che come corpo e sguardo nel qui e ora.
Portare consapevolezza in questo significa chiederci: quello che sto costruendo esiste anche fuori dallo smartphone? Ci sono conversazioni difficili che evito di fare dal vivo? E quanto spazio lascio a silenzi, tempi morti, sfumature del non verbale che nessuna chat può restituire?
La tecnologia può essere un ponte potente, ma il lavoro di costruire intimità (fatta di vulnerabilità, ascolto e responsabilità) resta profondamente umano. 💗