28/02/2026
Avete presente la celebre frase di Carl Sagan: «Siamo fatti della stessa materia delle stelle»? Ecco, non è solo una bellissima immagine poetica, è un fatto scientifico preciso e misurabile.
Se guardiamo la nostra carta d’identità chimica, scopriamo che quasi ogni atomo del nostro corpo ha un’origine incredibile. Pensate che, fatta eccezione per l’idrogeno (che si è formato circa 380.000 anni dopo il Big Bang), il restante 90,5% della nostra massa corporea è stato letteralmente "cucinato" all'interno di antiche stelle ormai estinte.
Ma entriamo nel dettaglio tecnico: il 99% dei nostri atomi appartiene a soli quattro elementi: idrogeno, carbonio, ossigeno e azoto. Se però guardiamo i numeri sulla bilancia, la prospettiva cambia: in termini di massa, l’ossigeno pesa per il 65%, il carbonio per il 18,5%, l’idrogeno per il 9,5% e l’azoto per il 2,5%. Non è un caso se siamo composti proprio da questi elementi: sono esattamente i più comuni in tutto il cosmo (escludendo l’elio, che essendo un gas nobile non ama legarsi agli altri). In pratica, siamo fatti di quello che "c'era in giro".
Ma come sono arrivati fin qui? Le stelle funzionano come giganteschi reattori di fusione nucleare. Partono da nuclei leggeri per creare elementi sempre più pesanti. Le stelle simili al Sole, morendo, hanno disperso nello spazio il carbonio e l’azoto che oggi compongono i nostri tessuti. Le esplosioni di supernovae, invece, hanno seminato l'ossigeno che respiriamo e il magnesio. Per elementi ancora più rari, come l'oro o il platino, sono serviti cataclismi ancora più violenti, come lo scontro tra stelle di neutroni.
Tutto ciò che siamo ha viaggiato nel Sistema Solare per 4 miliardi e mezzo di anni prima di finire dentro di noi. Ogni volta che facciamo un respiro profondo, stiamo interagendo con i resti di esplosioni stellari avvenute in un passato remotissimo.