Psicologia & Psicoterapia - Dott.sse Paoletta e Penna

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05/10/2022

“Chi va da uno psicologo entra credendo di dover risolvere un problema dovuto ad un fatto o ad una persona. Crede cioè che il suo star male sia dovuto a qualcosa di concreto, un fatto tangibile, una persona in carne ed ossa. Invece, più spesso in questo momento storico, soffrono i sensi.
Si, soffrono i sensi.
Il senso di colpa, il senso di solitudine, il senso di abbandono, il senso di inadeguatezza, il senso di vuoto, il senso di inferiorità, il senso di incompiutezza, il senso di dipendenza.
Non sono le cose che ci accadono il problema e neanche le persone che ci circondano. Ma il senso che smuovono in noi quei fatti e quelle persone.
È il nostro vissuto che crea mostri, ferite e paure. E, per fortuna, proprio perché ci appartiene, su quel vissuto si può lavorare.”

Da lunedì 25 luglio sarà possibile fare richiesta per il Bonus Psicologico.Un primo passo importante!
22/07/2022

Da lunedì 25 luglio sarà possibile fare richiesta per il Bonus Psicologico.
Un primo passo importante!

Sarà possibile fare domanda del contributo anche tramite contact center multicanale. Necessarie le credenziali SPID, CIE o CNS. Circolare INPS con le istruzioni

Fallite.Dovete fallire.Se volete imparare a correre, dovete accettare l'idea della caduta. Uno dei nostri più grandi blo...
25/06/2022

Fallite.
Dovete fallire.
Se volete imparare a correre, dovete accettare l'idea della caduta. Uno dei nostri più grandi blocchi mentali è la paura di fallire. Viviamo in una società che guarda al fallimento come una sentenza. Come a scuola, dove chi fallisce è un asino e chi riesce è un genio. Usiamo parole terribili, verso i bambini che falliscono: punire, bocciare, respingere. Bambini che con il tempo associano al fallimento il concetto di punizione, di risultato da condannare, di vergogna.

Ma la verità è che il fallimento non esiste,
se si è pronti ad imparare dai propri errori.

Thomas Alva Edison, per riuscire a produrre una lampadina funzionante, fece migliaia di tentativi. Anni di lavoro e migliaia di tentativi. Tutti tentativi falliti, miseramente falliti. Si narra che in uno di questi, preso da frustrazione, provò ad usare persino un pelo di barba. Qualche anno dopo, durante una conferenza stampa, un giornalista gli chiese: “Ci dica signor Edison, come si è sentito a fallire duemila volte nel fare una lampadina?”.

Edison rispose così:
“Io non ho fallito 2000 volte nel fare una lampadina. Ho semplicemente trovato 1999 modi sbagliati di farne una."

Fallite, quindi.
Fallite e riprovate.

Perché ogni fallimento, ogni passo nel buio, se accettato e compreso, è un passo in più verso la luce.

(Marco Cavaliere)

30/05/2022

"Quando smetti di sentire mancanze, tutte le cose tornano a te.
Quando smetti di litigare con il mondo, tutti si avvicinano per parlarti d'amore.
Quando accetti, trasformi.
Quando osi provare il nuovo, spariscono i condizionamenti e il mondo ti sorprende.

Quando diventi come l'acqua, penetri tutti i pori della terra.
Quando lasci andare ciò che non è per te, questo vuoto attrae ciò che realmente ti appartiene.
Quando ti perdi, ti ritrovi.

Quando ti decidi, quella determinazione trova chi sei, e ti sussurra ciò che vuoi.
Quando calmi la tua mente, un intero universo si mette ai tuoi piedi.
Quando non ti metti fretta, tutto si avvicina a te.

Quando smetti di voler controllare, il mondo si accomoda da solo.
Quando accetti i cambiamenti e l'incertezza, smetti di soffrire.
Quando diventi umile, il mondo ti appartiene.

Quando trovi te stessa, cessa la ricerca.
Quando abbracci il tuo dolore, lo trasformi in amico.
Quando diventi cosciente, appare la dea che è in te."

AVERE CURA DI NOI"Avere cura di noi: per molti questa è la sfida più grande. Perché magari ci si prende cura di un pezze...
25/05/2022

AVERE CURA DI NOI

"Avere cura di noi: per molti questa è la sfida più grande. Perché magari ci si prende cura di un pezzetto di noi, ma quasi mai della nostra interezza. Siamo corpo, mente e cuore. Se curiamo una sola di queste dimensioni, ma trascuriamo le altre prima o poi percepiremo un disagio che ci fa sentire dislocati a noi stessi. In questo tempo è preponderante la cura del corpo. Là fuori c’è un mercato infinito che ci costringe a sentirci ansiosi e inadeguati dal punto di vista estetico, fornendoci modelli di bellezza irraggiungibile. Ci siamo dentro tutti: noi adulti, così come i nostri figli. Quasi nessuno però ci invita ad avere cura della mente e del cuore. Ovvero dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, delle nostre relazioni. Non ci sono oggetti da comprare per queste dimensioni. Non c’è un mercato aggressivo né un marketing finalizzato a farci riflettere che se il nostro dentro non è in equilibrio, avere un “fuori” impeccabile non ci farà sentire bene. Avere cura di noi -oggi più che mai - significa imparare a “pensarsi”, che non vuol dire “pensare a se stessi” bensì l’esatto contrario: ovvero pensare a sé come persone dotate di un mondo interiore che va condiviso con chi ci vive a fianco. Stare in sintonia con se stessi è possibile solo se ogni giorno si lavora per vivere in sintonia con chi ci vive a fianco, con la natura in cui siamo immersi, con ciò che sta oltre la dimensione del finito. Esserci dimenticati di tutto questo o aver creduto ad un “mercato” che ci fa dimenticare tutto questo significa aver perso la capacità di avere cura di noi. Per questo molti tra noi vivono sospesi tra insoddisfazione, disagio e vera sofferenza interiore. Esserne consapevoli è il primo passo per invertire la rotta."
Alberto Pellai

25/04/2022
06/04/2022

"Le persone più sveglie che conosco sognano di continuo.
Le persone più sane che conosco fanno cose assurde, avventate, senza senso.
Le più intelligenti parlano che le capiscono i bambini, le più forti è un sussurro la loro voce, e le più serie ridono, ridono sempre.
Le più giuste hanno fatto errori che non si aggiustano, e le più vive, sono morte tante volte: e ogni volta, poi, di nuovo, di nuovo sono nate.
❤️

Da "L'arte di sbagliare alla grande" di Enrico Galiano

Vietato abbracciarsi.Toccarsi. Baciarsi. Stringersi.Sono vietate tutte le forme di affettofino a data da destinarsi. Que...
08/01/2022

Vietato abbracciarsi.
Toccarsi.
Baciarsi.
Stringersi.
Sono vietate tutte le forme di affetto
fino a data da destinarsi.
Quel metro di distanza
è uno spazio siderale dove non cresce niente.
Questo virus ci sta uccidendo
nel modo più atroce che esista: Lasciandoci soli.
Bisogna trovare un modo, qualunque esso sia
per restare uniti: i virus non sopportano le persone felici.
Bisogna reagire pensando che non sarà sempre così.
Contrastando la paura con dosi spietate di bellezza.
Difendendo la dolcezza che possiamo ancora regalare
leggendo poesie a chi ci sta vicino.
Mandando carezze con gli occhi.
Facendo capire a chi ci vuole bene che ci siamo.
Usando la testa e non la rabbia per difenderci.
Torneremo alla nostra vita un giorno
rendendoci conto
di quanto sia incredibilmente bella e preziosa.
E forse, smetteremo per sempre di sprecarla.
E forse questa volta, la vivremo istante dopo istante.
Senza più aver paura di sbagliare.
Forse inizieremo a vivere davvero
senza avere più paura di sognare.

Andrew Faber

Quando siamo in preda all’ansia, anziché rimanere concentrati sui pensieri – che tendono ad avvilupparsi in se stessi ve...
07/01/2022

Quando siamo in preda all’ansia, anziché rimanere concentrati sui pensieri – che tendono ad avvilupparsi in se stessi verso il catastrofismo – faremmo meglio a spostare l’attenzione verso la pancia e, in particolare, sul movimento che la pancia fa, grazie alla respirazione.
Il maestro zen Thich Nhat Hanh ci spiega molto bene questo concetto, ricorrendo ad una metafora:
“Quando guardi un albero nella tempesta, se concentri l’attenzione sulla cima dell’albero vedrai le foglie e i rami che ondeggiano violentemente nel vento e l’albero ti apparirà molto vulnerabile, come se dovesse spezzarsi in qualunque momento.
Se invece porti l’attenzione verso il basso, al tronco dell’albero, vedi che lì non c’è molto movimento. Vedi la stabilità dell’albero; ti rendi conto che l’albero è profondamente radicato nel terreno e può sopportare la tempesta.
Quando sperimentiamo un’emozione forte, la mente è agitata come la cima dell’albero. Dobbiamo portare la mente verso il basso, all’addome e concentrare tutta l’attenzione sull’addome, che si espande e si ritrae.
Inspirando, noti l’addome che si espande. Espirando, noti l’addome che si ritrae. Respira profondamente e concentra l’attenzione soltanto sull’inspirazione e sull’espirazione. L’unica cosa di cui essere consapevoli è che un’emozione è solo un’emozione e che tu sei molto più di una semplice emozione”.
Ciò che Thich Nhat Hanh spiega in modo così efficace e, al tempo stesso, poetico, è confermato dalla scienza, perché quando ci concentriamo sul respiro, attiviamo la parte di cervello più “moderna”- nel nostro cammino evolutivo come esseri umani – che si chiama corteccia prefrontale. La corteccia prefrontale presidia molte delle funzioni cognitive che ci permettono di auto-controllarci e di essere consapevoli di quello che facciamo.
Calmare l'ansia

(Altervista
Articolo pubblicato da Paolo Subiali)

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