Poliambulatorio Arbor Vitae Foggia

Poliambulatorio Arbor Vitae Foggia La donna e la coppia al centro di una struttura di diagnosi e cura , completa di servizi diretti e s

Il poliambulatorio Arbor Vitae si avvale della collaborazione di numerosi e prestigiosi specialisti

11/02/2026

Giornata Mondiale contro il Cancro.

Nel mondo quattro tumori su dieci potrebbero essere prevenuti. Ecco lo studio dell’Oms e dell’Iarc

6 febbraio – Queste le stime della nuova analisi di Oms e Iarc. Nel 2022, il 37% dei nuovi casi di cancro è stato attribuibile a fattori prevenibili come fumo, alcol, infezioni, obesità e inquinamento. Lo studio evidenzia ampie differenze tra regioni e sessi e rilancia il ruolo cruciale delle politiche di prevenzione per ridurre l’impatto globale della malattia.

Quasi quattro diagnosi di cancro su dieci potrebbero essere evitate intervenendo sui principali fattori di rischio prevenibili, dal fumo alle infezioni, dall’alcol all’inquinamento.
È quanto emerge da una nuova analisi globale dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), pubblicata alla vigilia della Giornata mondiale contro il cancro del 4 febbraio.

Secondo lo studio – che ha esaminato 30 cause prevenibili, tra cui tabacco, alcol, alto indice di massa corporea, inattività fisica, inquinamento atmosferico, radiazioni ultraviolette e per la prima volta nove infezioni cancerogene – nel solo 2022 circa 7,1 milioni di nuovi casi di tumore, pari al 37% del totale, sono stati attribuibili a cause prevenibili, confermando il ruolo centrale delle politiche di prevenzione nella riduzione del carico globale della malattia.
Sono stati analizzati i dati provenienti da 185 paesi e 36 tipi di cancro. Sul banco degli imputati c’è il tabacco, la principale causa prevenibile di cancro a livello globale, responsabile del 15% di tutti i nuovi casi di cancro, seguito da infezioni (10%) e consumo di alcol (3%).

Tre tumori da soli spiegano quasi la metà dei casi di cancro prevenibili nel mondo, sia tra gli uomini che tra le donne: polmone, stomaco e collo dell’utero. Dietro queste diagnosi si nascondono fattori di rischio ben noti e in larga parte evitabili, dal fumo e dall’inquinamento atmosferico per il tumore al polmone, all’infezione da Helicobacter pylori per il cancro allo stomaco, fino al papillomavirus umano (HPV), principale responsabile del cancro cervicale.

“Questa è la prima analisi globale che dimostra quanto rischio di cancro derivi da cause che possiamo prevenire – ha dichiarato il dottor Ilbawi, Team Lead dell’Oms per il Controllo del Cancro e autore dello studio – esaminando i modelli tra paesi e gruppi di popolazione, possiamo fornire a governi e individui informazioni più specifiche per aiutare a prevenire molti casi di cancro prima che inizino.”

Differenze tra uomini, donne e nelle regioni

Il carico del cancro prevenibile era sostanzialmente più alto negli uomini rispetto alle donne, con il 45% dei nuovi casi di cancro negli uomini rispetto al 30% nelle donne. Negli uomini, il fumo rappresentava circa il 23% di tutti i nuovi casi di cancro, seguito dalle infezioni al 9% e dall’alcol al 4%. Tra le donne a livello globale, le infezioni rappresentavano l’11% di tutti i nuovi casi di cancro, seguite dal fumo al 6% e dall’indice di massa corporea elevato al 3%.

“Questo studio – ha dichiarato la dottoressa Isabelle Soerjomataram, vicedirettrice dell’IARC Cancer Surveillance Unit e autrice senior dello studio – fondamentale è una valutazione completa del cancro prevenibile a livello mondiale, che incorpora per la prima volta cause infettive del cancro insieme a rischi comportamentali, ambientali e professionali affrontare queste cause prevenibili rappresenta una delle opportunità più potenti per ridurre il carico globale del cancro.”

Il peso del cancro prevenibile cambia in modo marcato da una regione all’altra del mondo. Tra le donne, la quota di tumori evitabili va dal 24% in Nord Africa e Asia occidentale al 38% nell’Africa subsahariana; tra gli uomini il divario è ancora più ampio, con un picco del 57% in Asia orientale e un minimo del 28% in America Latina e nei Caraibi. Differenze che riflettono livelli diversi di esposizione ai fattori di rischio – comportamentali, ambientali, occupazionali e infettivi – ma anche disuguaglianze nello sviluppo socioeconomico, nelle politiche di prevenzione e nella capacità dei sistemi sanitari.

I risultati, evidenzia l’Oms, sottolineano la “necessità di strategie di prevenzione specifiche per contesto che includano misure di controllo del tabacco più efficaci, regolamentazione dell’alcol, vaccinazione contro infezioni cancerogene come il papillomavirus umano (HPV) ed epatite B, un miglioramento della qualità dell’aria, luoghi di lavoro più sicuri e ambienti alimentari e di attività fisica più sani.

Un’azione coordinata tra settori, dalla salute e l’istruzione all’energia, ai trasporti e al lavoro – conclude l’Oms – può evitare che milioni di famiglie subiscano il peso di una diagnosi di cancro. Affrontare i fattori di rischio prevenibili non solo riduce l’incidenza del cancro, ma abbassa anche i costi sanitari a lungo termine e migliora la salute e il benessere della popolazione”.

08/02/2026

Esposizione prenatale a inquinanti atmosferici e sviluppo cognitivo valutato tramite eye-tracking

6 febbraio – Uno studio pubblicato su Environmental Pollution mostra che l’esposizione prenatale a diversi inquinanti atmosferici è associata a peggiori prestazioni cognitive nei primi mesi di vita. L’uso dell’eye-tracking emerge come strumento oggettivo e non invasivo per individuare precocemente l’impatto dell’inquinamento sullo sviluppo cerebrale del neonato.

La fase della gravidanza è una finestra di vulnerabilità per l’impatto dell’inquinamento atmosferico sul cervello in via di sviluppo e la valutazione attraverso l’eye-tracking è uno strumento oggettivo e non invasivo per rilevare precocemente tale impatto.
Lo mostra, su Environmental Pollution, un team spagnolo guidato da Carmen Peuters, dell’ISGlobal di Barcellona.
Secondo gli autori, sebbene la vita prenatale sia un periodo critico per lo sviluppo cerebrale, pochi studi si sono concentrati sull’esposizione prenatale all’inquinamento atmosferico in relazione alle capacità cognitive del neonato, e la maggior parte si è basata sulla valutazione degli outcome riferita dai caregiver.

I ricercatori hanno esaminato l’associazione tra esposizione prenatale all’inquinamento atmosferico e misurazione oggettiva dello sviluppo cognitivo del neonato utilizzando strumenti di eye-tracking.
Lo studio si è basato sui dati di un sottoinsieme di 168 coppie madre-bambino coinvolte nella Barcelona Life Study Cohort (BiSC), Spagna (2018-2023). Durante la gravidanza, è stata valutata l’esposizione totale a biossido di azoto (NO2), black carbon (BC), particolato (PM2.5) e contenuto di rame (Cu) e ferro (Fe) nel PM2.5. Le prestazioni cognitive sono state valutate a 6 mesi (n = 156) e 18 mesi (n = 62) attraverso una tecnica di eye-tracking che misurava la memoria a breve termine nel riconoscimento dei volti.

I risultati hanno evidenziato prestazioni cognitive peggiori tra i bambini con maggiore esposizione all’inquinamento atmosferico: per ogni aumento dell’intervallo interquartile di NO2, BC, PM2.5, Cu e Fe, la performance è diminuita rispettivamente di -2,0 (IC al 95%: 4,7, 0,6), -2,5 (-4,6, -0,5), -3,9 (-7,0, -0,9), -2,1 (-4,0, -0,3) e -1,4 (-3,2, 0,3).
Inoltre, sono stati suggeriti collegamenti potenzialmente più forti nei ragazzi rispetto alle ragazze. Infine, l’associazione più forte è stata registrata con il BC, il PM2.5 e il rame.

08/02/2026

Giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili.

Nel 2026 a rischio 4,5 milioni di bambine e ragazze

6 febbraio – Oltre 230 milioni di ragazze e donne convivono con le conseguenze di questa pratica. In una dichiarazione congiunta, i leader Unicef, Oms, Unesco, Unfpa, Un Women e Ohchr trasmettono la richiesta di investire nell’eradicazione di questa pratica: un investimento di 2,8 miliardi di dollari può prevenire oltre 20 milioni di casi.

Nel 2026, circa 4,5 milioni di ragazze, molte delle quali di età inferiore ai cinque anni, rischiano di subire mutilazioni genitali femminili (FGM). Mentre oltre 230 milioni di ragazze e donne convivono con le conseguenze di questa pratica per tutta la vita.

In occasione della Giornata Internazionale di Tolleranza Zero contro le Mutilazioni Genitali Femminili, la Direttrice generale dell’Unicef, il Direttore esecutivo dell’Unpfa, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il Direttore esecutivo di UN Women, il Direttore generale dell’Oms e il Direttore generale dell’Unesco lanciano una dichiarazione congiunta per ribadire con forza la barbarie di questa pratica: “Ribadiamo il nostro impegno a porre fine alle mutilazioni genitali femminili per ogni ragazza e ogni donna a rischio e a continuare a lavorare per garantire che le vittime di questa pratica dannosa abbiano accesso a servizi adeguati e di qualità”.

“La mutilazione genitale femminile è una violazione dei diritti umani e non può essere giustificata in alcun modo. Compromette la salute fisica e mentale delle ragazze e delle donne e può portare a gravi complicazioni permanenti, con costi di trattamento stimati in circa 1,4 miliardi di dollari all’anno”, prosegue la dichiarazione.

Secondo le stime, ogni dollaro investito per fermare le mutilazioni genitali femminili produce un ritorno superiore di 10 volte. Con un investimento di 2,8 miliardi di dollari si possono prevenire oltre 20 milioni di casi e generare un ritorno di 28 milioni di dollari.

Da circa trent’anni sono stati messi in atto vari tipi di interventi per bloccare questa pratica, ricevendo il sostegno di due terzi della popolazione dei paesi in cui è diffusa. Metà dei risultati ottenuti dal 1990 sono stati raggiunti nell’ultimo decennio, riducendo il numero di ragazze sottoposte a FGM da una su due a una su tre. “Dobbiamo sfruttare questo slancio e accelerare i progressi per raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile di porre fine alla mutilazione genitale femminile entro il 2030”.

Gli interventi che hanno avuto successo finora sono quelli che hanno coinvolto la comunità. A partire dall’educazione sanitaria, che passa attraverso gli operatori della salute, i social media, i media tradizionali, fino al coinvolgimento dei leader religiosi e comunitari, che poi trasmettono messaggi efficaci ai genitori.

“Dobbiamo investire in movimenti guidati dalla comunità, comprese le reti di base e giovanili, e rafforzare l’istruzione attraverso approcci sia formali che su base comunitaria. Dobbiamo amplificare i messaggi di prevenzione coinvolgendo opinion leader affidabili, compresi gli operatori sanitari. E dobbiamo sostenere coloro che sono sopravvissute garantendo loro l’accesso a un’assistenza sanitaria completa e adeguata al contesto, a un sostegno psicosociale e all’assistenza legale” continua la dichiarazione dei leader uniti.

“Con l’avvicinarsi del 2030, i risultati ottenuti nel corso di decenni sono a rischio a causa del calo degli investimenti e del sostegno a livello globale – conclude la dichiarazione –. I tagli ai finanziamenti e il calo degli investimenti internazionali nei programmi sanitari, educativi e di protezione dell’infanzia stanno già limitando gli sforzi volti a prevenire le mutilazioni genitali femminili e a sostenere le ragazze e le donne sopravvissute. Inoltre, la crescente opposizione sistematica agli sforzi volti a porre fine alle mutilazioni genitali femminili, aggravata da pericolose argomentazioni secondo cui tali pratiche sarebbero accettabili se eseguite da medici o operatori sanitari, aggiunge ulteriori ostacoli agli sforzi di eliminazione. Senza finanziamenti adeguati e prevedibili, i programmi di sensibilizzazione delle comunità rischiano di essere ridimensionati, i servizi di prima linea indeboliti e i progressi vanificati, mettendo a rischio milioni di ragazze in più in un momento critico nella spinta verso il raggiungimento dell’obiettivo del 2030. Oggi ribadiamo il nostro impegno e i nostri sforzi con i partner pubblici e privati locali e globali, comprese coloro che sono sopravvissute, per porre fine una volta per tutte alle mutilazioni genitali femminili”.

22/12/2025

Riserva ovarica. Pronta la campagna nazionale per informare le giovani donne
19 dicembre – L’obiettivo è informare e sensibilizzare le donne in particolare quelle giovani e giovanissime sull’esistenza e le modalità per effettuare il test di riserva ovarica. Stanziati in totale 500 mila euro per attività territoriali e collaborazione con la Rai, con coordinamento condiviso e comitati tecnico-scientifici dedicati. IL DOCUMENTO

Informare le donne, in particolare quelle giovani e giovanissime, sull’esistenza e sulle modalità di effettuazione del test di riserva ovarica: uno strumento utile per aiutare la donna a scegliere il momento migliore per un’eventuale gravidanza e fornire un importante supporto di prevenzione per alcune malattie dell’apparato riproduttivo femminile.

Questo l’obiettivo dell’Accordo approvato in Conferenza Stato-Regioni che dà l’avvio alla campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione dedicata alla salute riproduttiva femminile. Un’iniziativa prevista della legge di Bilancio 2025 che autorizza uno stanziamento di 0,5 milioni di euro per il 2025 e di 1,5 milioni per il 2026 e 2027, destinati al Ministero della Salute.

Modalità operative

Le attività saranno definite da un tavolo di lavoro Ministero-Regioni, istituito presso il Ministero della Salute. La Conferenza delle Regioni individuerà una Regione capofila, incaricata anche di coordinare e promuovere le attività degli altri territori.
Il Ministero realizzerà la campagna tramite un Accordo di collaborazione con la Regione capofila.

Due gli organismi previsti: un Comitato scientifico paritetico, incaricato di elaborare i contenuti delle iniziative e individuare le modalità di monitoraggio, e un Comitato di redazione, composto da esperti in comunicazione istituzionale designati dalle parti e coordinato dalla Direzione generale della comunicazione del Ministero, con il compito di declinare i contenuti scientifici in azioni di comunicazione e informazioni ad hoc.

Le Regioni e le Province autonome si impegnano a diffondere i materiali informativi sul proprio territorio, adottando le modalità ritenute più efficaci per raggiungere la popolazione femminile. Parallelamente, il Ministero della Salute promuoverà la diffusione della campagna attraverso una specifica collaborazione con la RAI.

16/12/2025

Ci sono problemi sulle linee telefoniche che verranno risolti domani, si prega contattare il numero 376 0669031

11/12/2025

L’esposizione si propone di restituire “un’universo immaginativo e intellettuale” fatto di mitologia, esoterismo, rapporto con la natura, femminilità, esilio attraversando i molteplici temi della sua vita e della sua arte.

11/12/2025

Indirizzo

Via Pietro Nenni 19
Foggia
71121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Mercoledì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30
Venerdì 09:00 - 12:30
16:00 - 19:30

Telefono

+390881743507

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