25/05/2026
LUCA VIGILANTE:
Il Sole 24 Ore - Foggia 16ª in Italia per qualità della vita degli over 65.
Tra le ultime, invece, per qualità della vita dei giovani under 35.
Due dati apparentemente opposti, ma che raccontano una verità molto chiara: quando un territorio investe con continuità su un bisogno reale, i risultati possono arrivare. Quando invece una generazione resta troppo spesso ai margini dei processi decisionali, il territorio si indebolisce.
Il buon posizionamento di Foggia nella qualità della vita degli anziani è un risultato importante, che va riconosciuto e valorizzato.
È anche il frutto del lavoro silenzioso di tante realtà ed enti privati no profit e profit, sociali e sociosanitarie che, da anni, hanno scelto di mettere al centro dei propri progetti la persona nella terza età: nella fase attiva della terza età, ma anche nella fase più fragile, quando aumentano i bisogni di cura, assistenza, relazione e prossimità.
La Cooperativa Sociale Sanità Più e diverse altre realtà del no profit locale, da tempi non sospetti, hanno fondato la propria mission proprio su questa visione: partire dalle esigenze reali delle persone, dialogare con gli Over, con le famiglie e con i caregiver, utilizzare in modo serio gli strumenti messi a disposizione dalle istituzioni pubbliche, dai fondi europei alle misure regionali, per costruire risposte concrete.
Ma questo risultato è stato possibile anche grazie a tanti giovani professionisti sia nelle competenze sociali ordinarie che sociosanitari, soprattutto donne, che ogni giorno rendono effettiva la giusta presa in carico.
Ed è proprio qui che nasce la riflessione più importante.
Non basta costruire buoni servizi per le persone Over se poi non riusciamo a costruire abbastanza futuro per i giovani.
Ai giovani deve essere dedicato molto più spazio: nelle imprese, nelle istituzioni, negli enti intermedi, nei luoghi in cui si decide la programmazione di una comunità.
Serve più coraggio nella selezione di chi rappresenta i territori. Serve più fiducia nelle competenze nuove. Serve una classe dirigente capace di accompagnare il ricambio, non di rallentarlo.
Alle persone più mature, ancora attive nel mondo professionale, istituzionale e imprenditoriale, spetta forse oggi un compito ancora più alto: mettere a disposizione più saggezza e meno operatività, più visione e meno occupazione degli spazi, più guida e meno sostituzione.
Il dato sugli anziani dimostra che Foggia può ottenere risultati importanti.
Ora la stessa energia deve essere dedicata ai giovani.
Perché una comunità è davvero forte solo quando riesce a prendersi cura di chi ha costruito il passato, senza dimenticare chi deve costruire il futuro.
È tempo di un vero patto generazionale.