12/11/2025
Con Alberto Pellai, ormai un anno fa, abbiamo lanciato un appello al Governo e al Parlamento affinché si metta una regolazione degli smartphone sino ai 14 anni e dei social sino ai 16. Tutti gli Stati europei si stanno organizzando per mettere delle regole. In Italia no.
A che gioco giochiamo? Il gioco del marketing o dei nostri bambini e ragazzi?
Eppure, siamo riusciti a porre tutele e limiti per alcol e tabacco, dunque si può fare anche qui. Non chiediamo a nessun ragazzino di guidare un’auto a 14 anni: lo stesso criterio va assunto per la gestione di un ambiente digitale pericoloso.
Il confine tra uso e abuso non si sa qual è: chi lo decide? Non basta aver messo un divieto sostanziale sull’uso dello smartphone nelle scuole. Ai genitori chi ci pensa? Li lasciamo in balia del marketing o mettiamo qualche regolamentazione?
Fortunatamente però, sto iniziando a vedere un cambio di passo. Molti genitori si stanno auto-organizzando, in molte aree è diventato raro trovare uno smartphone tra le mani di un bambino delle primarie. Sino a poco tempo fa accadeva l’esatto contrario.
È positivo il fatto che con l’appello abbiamo sollecitato il mondo genitoriale a organizzarsi autonomamente per tutelare i propri figli, vista la latenza politica.