08/01/2026
Ieri, al Centro Militare Veterinario di Grosseto, la Festa del Tricolore promossa dall’interclub dei Rotary Club Area Maremma 1 e Maremma 2 è stata molto più di una semplice celebrazione formale.
Grazie all’intervento dell’abilissimo Giacomo Moscato, accompagnato dalla Vivace Orchestra Città di Grosseto Giovani, diretta dal Maestro Massimo Merone il pubblico ha ripercorso la storia del Tricolore come costruzione culturale e civile. Un simbolo che si definisce nel tempo, attraversando fasi storiche, politiche e culturali diverse, capace di parlare a secoli e generazioni differenti.
Già nel XIV secolo, con Dante Alighieri, i colori bianco, rosso e verde vivono nella cultura italiana come valori simbolici. Diventano segno concreto alla fine del Settecento, con la campagna d’Italia di Napoleone, fino alla prima adozione ufficiale del 7 gennaio 1797 nella Repubblica Cispadana e alla successiva forma verticale della Repubblica Cisalpina.
Nell’Ottocento il Tricolore smette di essere solo istituzione e diventa bandiera di popolo: con Giuseppe Mazzini e poi con Giuseppe Garibaldi accompagna il Risorgimento come simbolo di unità e libertà. Dopo l’Unità d’Italia del 1861 assume lo stemma sabaudo, fino alla svolta repubblicana: tra il 1946 e il 1948 nasce il Tricolore che conosciamo oggi, senza stemmi, bandiera di tutti.
La serata ha ricordato che il Tricolore non è solo un segno istituzionale, ma un patrimonio condiviso.
Ed è anche questo il ruolo del Rotary: promuovere cultura, memoria e consapevolezza civica, mettendo in dialogo passato e futuro.