Dott.ssa Chiara Parisella Biologa-Nutrizionista

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Dott.ssa Chiara Parisella Biologa-Nutrizionista Studio di Nutrizione e dietetica

Lo sapevi che il tuo intestinopuò essere la causa della ritenzione idrica❓Se soffri di:📍gambe gonfie e pesanti📍liquidi s...
09/07/2025

Lo sapevi che il tuo intestino
può essere la causa della ritenzione idrica❓

Se soffri di:
📍gambe gonfie e pesanti
📍liquidi sopra il ginocchio
📍culotte de cheval e segno del calzino
📍pancia sempre gonfia e tensione addominale
📍fluttuazioni di peso improvvise
….. il problema non è solo estetico.
▶️Quando l'intestino rallenta (stitichezza, gonfiore,
fermentazioni), il drenaggio linfatico si blocca.
La linfa diventa più densa e stagnante, il microcircolo rallenta e i liquidi restano intrappolati nei tessuti.
Risultato❓
Più gonfiore, più ritenzione, più cellulite.
Ecco perché:
‼️Riparare la permeabilità intestinale è fondamentale per interrompere il passaggio di tossine e ridurre
l'infiammazione.
Drenanti, massaggi e restrizioni alimentari NON risolvono nulla: agiscono solo sui sintomi, non sulla
causa.
‼️Devi lavorare su alimentazione, esercizio mirato e microbiota per sbloccare davvero il sistema linfatico.
Attenzione: la ritenzione trascurata può evolvere in problemi circolatori e fibrosi tissutale, rendendo sempre più difficile la rigenerazione dei tessuti.

‼️Con il giusto approccio integrato possiamo:
1️⃣sbloccare le tue pompe linfatiche
2️⃣ridurre 'infiammazione sistemica
3️⃣migliorare il tuo microcircolo
4️⃣eliminare tossine e liquidi in eccesso

Il lipedema è una patologia progressiva che colpisce prevalentemente le donne, spesso risulta mal diagnosticata e confus...
19/06/2025

Il lipedema è una patologia progressiva che colpisce prevalentemente le donne, spesso risulta mal diagnosticata e confusa con lo stato di obesità, ma è definita tipicamente dall’accumulo sproporzionato e simmetrico di tessuto adiposo negli arti inferiori, accompagnato da presenza di edema ortostatico.

Inoltre il lipedema si distingue per una ipersensibilità e dolore della parte inferiore del corpo, comparsa di lividi al minimo trauma, presenza di noduli solidi nel grasso sottocutaneo e apparente resistenza ad una dieta tradizionale e all’esercizio fisico.

Le manifestazioni cliniche prinicipali del lipedema sono le seguenti:
* distribuzione anomala del tessuto adiposo
* dolore
* disfunzioni metaboliche spesso associate ad iperestrogenismo ed iperinsulineimia
* edema
* infiammazione
* fibrosi

❌Le diete a basso contenuto calorico e l’esercizio fisico intenso, progettati per modificare l’equilibrio energetico e indurre la perdita di peso, si sono dimostrate inefficaci nei pazienti affetti da lipedema.

Generalmente si ottiene un dimagrimento solamente nella parte superiore del corpo, con un peggioramento dell’asimmetria e del dismorfismo e con conseguenti peggioramenti psicologici.

Sulla base di recenti e numerosi studi, può ipotizzare che una chetogenica specificamente modificata per trattare il lipedema, possa ridurre sia i sintomi che la quantità di tessuto adiposo. C’è una forte evidenza che una dieta chetogenica possa agire sulle manifestazioni cliniche del lipedema illustrate precedentemente.

1️⃣una riduzione del peso e dell’eccessiva deposizione del tessuto adiposo: la dieta chetogenica è nota per la sua efficacia sulla perdita di peso e i corpi chetonici sono in grado di ridurre l’insulina e aumentare la sazietà. Nel lipedema gli adipociti ipertrofici sono collegati a insulino-resistenza e poiché livelli di insulina più elevati promuovono la lipogenesi e l’ipertrofia degli adipociti, una dieta a basso contenuto di carboidrati si traduce in una diminuzione del glucosio nel sangue e livelli di insulina più bassi e più stabili. I cambiamenti metabolici indotti dalla chetosi nutrizionale possono avere implicazioni di vasta portata per la gestione della drammatica proliferazione degli adipociti e della risposta iper-infiammatoria trovata nel lipedema, principalmente in tre modi distinti: (1) riducendo l’adiposità complessiva attraverso la lipolisi guidata dalla richiesta di energia, ( 2) portando l’insulina ad un livello sufficientemente basso da consentire la lipolisi degli adipociti e sopprimendo contemporaneamente l’appetito attraverso un afflusso di glucagone e (3) prevenendo qualsiasi ulteriore progressione della malattia, precedentemente considerata impossibile.

2️⃣una riduzione del dolore grazie all’effetto antinfiammatorio e neuromodulatore.

3️⃣un miglioramento della qualità della vita: la riduzione del peso e delle dimensioni, in particolare nelle aree del corpo più colpite dopo una dieta chetogenica, riduce il disagio e la depressione legati all’aspetto, che sono aspetti importanti del funzionamento psicologico.

4️⃣alterazione del metabolismo e della funzione ormonale: una dieta a basso contenuto di carboidrati è una possibile soluzione all’obesità causata da elevati livelli di estrogeni e di insulina.

5️⃣edema o riduzione del contenuto di acqua nei tessuti: si è scoperto che una dieta composta da >45% delle calorie giornaliere totali di carboidrati, causi ritenzione idrica che alla fine contribuisce al sovraccarico linfatico; si ipotizza che la restrizione di carboidrati, associata al consumo di grassi come parte di una dieta chetogenica ben formulata, possa ridurre il contenuto di acqua nei tessuti in eccesso, tipico del lipedema.

6️⃣infiammazione riduzione e prevenzione e riduzione della fibrosi: i corpi chetonici svolgono un ruolo chiave nella modulazione dell’infiammazione e nella riduzione dello stress ossidativo.

Non sei l’unica donna a trovarti di fronte a questo ostacolo, i nostri ormoni infatti, condizionano forma fisica e umore...
05/05/2025

Non sei l’unica donna a trovarti di fronte a questo ostacolo, i nostri ormoni infatti, condizionano forma fisica e umore, ma anche il successo di una dieta.
Il nostro livello di energia, emotività, propensione e ricerca di cibo, varia seguendo il ciclo ormonale: vi sono periodi in cui siamo più propense a stare sole, in altri a fare vita sociale, giorni in cui abbiamo energia da vendere, ci sentiamo vitali e smaglianti, in altri, in prossimità della fase premestruale, sentiamo l’esigenza del riposo e dell’introspezione, ci sentiamo gonfie ed irritabili.

‼️Anche il desiderio e la richiesta di cibo varia ciclicamente, vi sono giornate come quelle della fase premestruale e a ridosso del flusso, in cui talvolta il desiderio di dolce aumenta in modo irrefrenabile, ed altre, soprattutto dopo il flusso, in cui è possibile avvertire un calo dell’umore.

Il ciclo mestruale della donna è suddiviso in 4 fasi:
* Follicolare
* Ovulazione
* Luteale (fase premestruale)
* Mestruazione

❗️La fase follicolare è dominata dagli estrogeni, gli ormoni responsabili dei caratteri secondari femminili come crescita del seno, timbro acuto della voce, distribuzione della peluria e del grasso. Sono protettivi nei confronti dell’osteoporosi, ipertensione e rischio cardiovascolare.�Questa fase, della durata di 14 giorni, è caratterizzata da dinamicità, voglia di fare, energia ed una buona gestione glicemica.
❗️La fase luteale o premestruale, invece, che caratterizza gli ultimi 14 giorni del ciclo, è dominata dal progesterone, responsabile del senso di stanchezza ed affaticamento, della ritenzione idrica, del lieve rialzo pressorio e del cambio del tono umorale.
In questa fase, si assiste alla diminuzione del magnesio, coinvolto nel sistema della serotonina (ormone del buon umore), della vitamina B6 legata all’abbassamento del tono umorale, nervosismo ed irritabilità e ad aumentato desiderio di carboidrati.
❌La fase premestruale, è quindi una fase delicata caratterizzata da:
• irritabilità�• stanchezza�• ritenzione idrica�• gonfiore addominale sistemico�• squilibri glicemici�• Aumento della richiesta energetica�• Desiderio di dolce
‼️La combinazione tra l’aumento della richiesta energetica e degli sbalzi umorali tipici della fase premestruale, possono indurre la donna a cercare conforto nel cibo, specialmente nei dolci, ostacolando spesso il mantenimento del peso o in caso si stesse seguendo un regime alimentare ipocalorico, la perdita di peso.
E’ quindi fondamentale adottare una strategia dietetica ed il supporto di nutraceutici specifici che contrastino questa sintomatologia.

La Dieta ciclica, in questo caso, aiuta a contrastare:
• Gonfiore addominale sistemico�• Stipsi�• Ritenzione idrica ed aumento di peso nella fase premestruale �• Desiderio di dolce�• Squilibri glicemici�• Irritabilità�• Stanchezza

1️⃣Il tipo surrenaleLe ghiandole surrenali si trovano sopra ogni rene e hanno un ruolo molto importante nella protezione...
14/04/2025

1️⃣Il tipo surrenale
Le ghiandole surrenali si trovano sopra ogni rene e hanno un ruolo molto importante nella protezione del corpo dagli effetti distruttivi dello stress cronico.
Gli ormoni prodotti da questa ghiandola mantengono un livello normale di zucchero nel sangue e stimolano la produzione dell’energia cellulare.
Sintomi del tipo surrenale
Stanchezza cronica, stanchezza già dopo un minimo sforzo
Accumulo di grasso soprattutto nella parte centrale del corpo
Ritenzione dei liquidi
Voglia di cibo salato
Problemi digestivi, artrite, forti sintomi premestruali

2️⃣ il tipo tiroideo
La ghiandola tiroidea produce gli ormoni responsabili del metabolismo cellulare. Questi ormoni sono responsabili del bruciamento di grassi, perdita di peso, attività mentale, funzione intestinale, assorbimento di sostanze nutritive e smaltimento dei rifiuti dal corpo.
Il malfunzionamento della ghiandola tiroidea può causare problemi di peso, perdita di capelli e unghie fragili.
Sintomi del tipo tiroideo
Graduale e costante aumento di peso
Fatica e stato di letargia costante, apatia
Insonnia e difficoltà ad addormentarsi
Intolleranza al freddo, colesterolo alto e dolori alle articolazioni
Problemi con la perdita dei capelli, pelle secca

3️⃣ il tipo ovarico
Il malfunzionamento delle ghiandole riproduttive si manifesta come una specifica forma del corpo, con spalle e fianchi larghi.
Le ovaie sono ghiandole riproduttive femminili situate su ciascun lato dell’utero. Esse producono l’estrogeno e il progesterone, che sono responsabili dello sviluppo di organi sessuali e delle caratteristiche sessuali secondarie, tra cui la distribuzione del grasso in tutto il corpo. Qualsiasi disfunzione dovuta all’aumento della produzione dell’estrogeno genera un eccesso di grasso.
Sintomi del tipo ovarico
Sindrome premestruale accentuata
Accumulo di grassi in particolare nelle cosce
Cisti ovariche, infertilità
Acne, cambiamenti d’umore
Affaticamento, mal di schiena, fianchi e ginocchia
Mancanza della libido
Sanguinamento uterino anomalo

Studi recenti hanno dimostrato che esiste una stretta relazione tra il funzionamento delle ghiandole e la forma del corp...
14/04/2025

Studi recenti hanno dimostrato che esiste una stretta relazione tra il funzionamento delle ghiandole e la forma del corpo, ovvero il modo in cui viene distribuito il grasso.

1️⃣Il tipo surrenale
Le ghiandole surrenali si trovano sopra ogni rene e hanno un ruolo molto importante nella protezione del corpo dagli effetti distruttivi dello stress cronico.
Gli ormoni prodotti da questa ghiandola mantengono un livello normale di zucchero nel sangue e stimolano la produzione dell’energia cellulare.
🔴Sintomi del tipo surrenale
Stanchezza cronica, stanchezza già dopo un minimo sforzo
Accumulo di grasso soprattutto nella parte centrale del corpo
Ritenzione dei liquidi
Voglia di cibo salato
Problemi digestivi, artrite, forti sintomi premestruali

2️⃣ il tipo tiroideo
La ghiandola tiroidea produce gli ormoni responsabili del metabolismo cellulare. Questi ormoni sono responsabili del bruciamento di grassi, perdita di peso, attività mentale, funzione intestinale, assorbimento di sostanze nutritive e smaltimento dei rifiuti dal corpo.
Il malfunzionamento della ghiandola tiroidea può causare problemi di peso, perdita di capelli e unghie fragili.
🔴Sintomi del tipo tiroideo
Graduale e costante aumento di peso
Fatica e stato di letargia costante, apatia
Insonnia e difficoltà ad addormentarsi
Intolleranza al freddo, colesterolo alto e dolori alle articolazioni
Problemi con la perdita dei capelli, pelle secca

3️⃣il tipo ovarico
Il malfunzionamento delle ghiandole riproduttive si manifesta come una specifica forma del corpo, con spalle e fianchi larghi.
Le ovaie sono ghiandole riproduttive femminili situate su ciascun lato dell'utero. Esse producono l’estrogeno e il progesterone, che sono responsabili dello sviluppo di organi sessuali e delle caratteristiche sessuali secondarie, tra cui la distribuzione del grasso in tutto il corpo. Qualsiasi disfunzione dovuta all'aumento della produzione dell’estrogeno genera un eccesso di grasso.
🔴Sintomi del tipo ovarico
Sindrome premestruale accentuata
Accumulo di grassi in particolare nelle cosce
Cisti ovariche, infertilità
Acne, cambiamenti d’umore
Affaticamento, mal di schiena, fianchi e ginocchia
Mancanza della libido
Sanguinamento uterino anomalo

Dieta low FOODMAP e sindrome dell’intestino irritabile È chiamata sindrome del colon (o intestino) irritabile e purtropp...
09/04/2025

Dieta low FOODMAP e sindrome dell’intestino irritabile
È chiamata sindrome del colon (o intestino) irritabile e purtroppo è un disturbo gastrointestinale molto comune che colpisce fra il 15 ed il 20% della popolazione mondiale e che causa moltissimi disagi a chi ne soffre.

Tra i sintomi più comuni del colon irritabile troviamo:
* Gonfiore addominale,
* Distensione addominale,
* Eccessiva flatulenza,
* Stipsi e diarrea,
* Coliche e crampi.

Cos’è la dieta Low-FODMAPs❓

Come dicevo prima, la dieta Low-FODMAPs è una la strada migliore da percorrere per intervenire sui sintomi del del colon irritabile ed è basata su diverse fasi di azione.
1️⃣Nella prima fase, la dieta consiste nell’eliminazione di tutti gli alimenti che contengono carboidrati FODMAPs per 3-4 settimane.
Nonostante sia una fase di eliminazione, include tutti i nutrienti necessari per una sana ed equilibrata alimentazione ed è quindi assolutamente completa e adatta a nutrire correttamente il nostro organismo. Questa prima fase, quindi, è utile a verificare fin da subito se stiamo percorrendo la strada giusta e se l’eliminazione dei FODMAPs può essere veramente la soluzione per porre rimedio agli spiacevoli disturbi tipici della sindrome.

2️⃣ Nella seconda fase, si verifica insieme al paziente se il percorso di dietoterapia ha apportato benefici all’intestino. In caso affermativo, si procede con il testare – secondo una strategia pensata ad hoc i diversi alimenti esclusi al fine di comprendere quali effettivamente siano quelli responsabili della sintomatologia caratteristica del colon irritabile. Questo momento è decisivo per determinare il successo della dietoterapia, ma soprattutto la risoluzione del problema della persona.
3️⃣La terza fase è caratterizzata dalla creazione di una lista alimentare personalizzata. Si tratta appunto di una lista comprendente tutti gli alimenti che il paziente che ha intrapreso questo percorso può mangiare liberamente, quelli che è bene limitare e quelli invece che è meglio evitare per non accusare nuovamente gli stessi disturbi.

Dieta low FOODMAP e sindrome dell’intestino irritabile È chiamata sindrome del colon (o intestino) irritabile e purtropp...
09/04/2025

Dieta low FOODMAP e sindrome dell’intestino irritabile
È chiamata sindrome del colon (o intestino) irritabile e purtroppo è un disturbo gastrointestinale molto comune che colpisce fra il 15 ed il 20% della popolazione mondiale e che causa moltissimi disagi a chi ne soffre.

Tra i sintomi più comuni del colon irritabile troviamo:
* Gonfiore addominale,
* Distensione addominale,
* Eccessiva flatulenza,
* Stipsi e diarrea,
* Coliche e crampi.

Che cosa sono i Fodmaps❓
I Fodmaps sono dei carboidrati a catena corta, presenti in alcuni alimenti come verdure, legumi, frutta, latte ed altri prodotti che consumiamo regolarmente come farmaci, gomme da masticare e caramelle – che non sono né digeriti né vengono assorbiti in maniera ottimale dall’intestino tenue viaggiando direttamente sino all’intestino crasso dove:
* sono fermentati rapidamente dai batteri presenti: questa fermentazione causa la produzione di una grande quantità di gas il quale provoca gonfiore in soggetti particolarmente sensibili,
* possono ostacolare il corretto assorbimento dei fluidi necessario per la formazione delle feci creando stitichezza, alvo alterno o dissenteria.
Cosa succede nel nostro intestino e perché i FODMAPs provocano sintomi ad alcune persone ed altre no?
Innanzitutto, dovete sapere che nel nostro intestino è presente un altro sistema nervoso (il sistema nervoso enterico) strettamente collegato a quello autonomo centrale.
Può accadere che, in soggetti sensibili o in periodi particolarmente stressanti, ci sia
📍un’iper-attivazione dei neuroni del nostro sistema nervoso intestinale che causa uno squilibrio di assorbimento intestinale.
📍Un’altra spiegazione può essere dovuta a un deficit di enzimi nel nostro intestino.
Un esempio perfetto è quello della lattasi, cioè l’enzima che ci aiuta a digerire il lattosio.
📍È stato verificato che i batteri che colonizzano il nostro intestino non sono tutti uguali e possono cambiare da persona a persona.
In questo modo, la tipologia di batteri presenti a livello intestinale può avere preferenze diverse per il cibo e quindi fermentare in maniera diversa gli zuccheri che arrivano dall’intestino, manifestando in alcuni casi veri e propri disturbi nella digestione di questi cibi.
Cos’è la dieta Low-FODMAPs❓
�Come dicevo prima, la dieta Low-FODMAPs è una la strada migliore da percorrere per intervenire sui sintomi del del colon irritabile ed è basata su diverse fasi di azione.
1️⃣Nella prima fase, la dieta consiste nell’eliminazione di tutti gli alimenti che contengono carboidrati FODMAPs per 3-4 settimane.
Nonostante sia una fase di eliminazione, include tutti i nutrienti necessari per una sana ed equilibrata alimentazione ed è quindi assolutamente completa e adatta a nutrire correttamente il nostro organismo. Questa prima fase, quindi, è utile a verificare fin da subito se stiamo percorrendo la strada giusta e se l’eliminazione dei FODMAPs può essere veramente la soluzione per porre rimedio agli spiacevoli disturbi tipici della sindrome.

2️⃣ Nella seconda fase, si verifica insieme al paziente se il percorso di dietoterapia ha apportato benefici all’intestino. In caso affermativo, si procede con il testare – secondo una strategia pensata ad hoc i diversi alimenti esclusi al fine di comprendere quali effettivamente siano quelli responsabili della sintomatologia caratteristica del colon irritabile. Questo momento è decisivo per determinare il successo della dietoterapia, ma soprattutto la risoluzione del problema della persona.
3️⃣La terza fase è caratterizzata dalla creazione di una lista alimentare personalizzata. Si tratta appunto di una lista comprendente tutti gli alimenti che il paziente che ha intrapreso questo percorso può mangiare liberamente, quelli che è bene limitare e quelli invece che è meglio evitare per non accusare nuovamente gli stessi disturbi.

Dott.ssa Sara Rosato  Psicologa Clinica - Psicodiagnosta
07/03/2025

Dott.ssa Sara Rosato Psicologa Clinica - Psicodiagnosta

🧠Disregolazione Emotiva e Fame Nervosa: Un Legame Complesso

La disregolazione emotiva si riferisce alla difficoltà nel gestire e regolare in modo sano le proprie emozioni, portando a risposte emotive intense e talvolta incontrollabili. Questo può causare un impatto significativo sul comportamento quotidiano, inclusi i comportamenti alimentari.
Una manifestazione comune della disregolazione emotiva è la fame nervosa. In situazioni di stress, ansia, frustrazione o tristezza, molte persone tendono a ricorrere al cibo come una modalità di gestione emotiva, non perché abbiano reale fame, ma per “sopprimere” o “alleviare” emozioni spiacevoli. Questo comportamento può risultare in un circolo vizioso, in cui la soddisfazione temporanea fornita dal cibo non risolve il disagio emotivo, ma alimenta un senso di colpa e frustrazione.

📌Gestire la Fame Nervosa: Strategie di Intervento
1. Riconoscimento delle Emozioni: Imparare a identificare e comprendere le emozioni alla base del comportamento alimentare è fondamentale. Prima di mangiare, chiediti: “Cosa sto realmente provando?” Essere consapevoli delle emozioni ti aiuterà a fare scelte alimentari più consapevoli.
2. Alternativa al Comportamento Alimentare: È importante sviluppare strategie alternative per affrontare le emozioni.
3. Mindfulness Alimentare: Praticare la consapevolezza durante i pasti aiuta a creare un rapporto più equilibrato con il cibo, migliorando la capacità di riconoscere la fame fisica rispetto a quella emotiva.
4. Supporto Psicologico e Nutrizionale: In molti casi, affrontare la disregolazione emotiva e la fame nervosa richiede un approccio professionale.

🌱Conclusione

Se la fame nervosa è un comportamento ricorrente che interferisce con il tuo benessere, è importante riconoscere il legame tra emozioni e alimentazione e intraprendere un percorso di consapevolezza e gestione. Il supporto di un professionista può fare una significativa differenza nel ristabilire un equilibrio psicofisico.

📞Se desideri maggiori informazioni o supporto, siamo qui per aiutarti. Contattaci per una consulenza personalizzata.

Il microbioma intestinale, composto da trilioni di microrganismi, possiede un sofisticato sistema di temporizzazione che...
01/03/2025

Il microbioma intestinale, composto da trilioni di microrganismi, possiede un sofisticato sistema di temporizzazione che influenza profondamente la nostra salute metabolica e immunitaria.

Questa scoperta sta rivoluzionando non solo la nostra comprensione della nutrizione cronobiologica, ma anche l’approccio terapeutico a numerose patologie.
I batteri intestinali seguono ritmi circadiani distinti, con popolazioni che fioriscono o diminuiscono in momenti specifici delle 24 ore. Questi cicli sono regolati sia dal nostro orologio biologico centrale che da zeitgeber (sincronizzatori temporali) locali, come l’assunzione di cibo e i cicli luce-buio. La ricerca ha dimostrato che oltre il 60% delle specie batteriche intestinali mostra oscillazioni giornaliere significative nella loro abbondanza.

La comprensione di questi ritmi ha importanti implicazioni terapeutiche. I probiotici mostrano un’efficacia significativamente maggiore quando assunti in momenti specifici del giorno, sincronizzandosi con i ritmi naturali dell’ecosistema intestinale. Inoltre, la “riprogrammazione microbica temporale” emerge come strategia promettente per condizioni quali la sindrome dell’intestino irritabile, i disturbi metabolici e persino le alterazioni dell’umore.
Le applicazioni pratiche di questa conoscenza includono la progettazione di protocolli di supplementazione cronobiologica e la personalizzazione degli schemi alimentari basati sul cronotipo individuale.

La ricerca suggerisce che l’allineamento dell’assunzione di cibo con i ritmi del microbioma può ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti, la risposta immunitaria e il metabolismo energetico.

Il microbioma intestinale, composto da trilioni di microrganismi, possiede un sofisticato sistema di temporizzazione che...
01/03/2025

Il microbioma intestinale, composto da trilioni di microrganismi, possiede un sofisticato sistema di temporizzazione che influenza profondamente la nostra salute metabolica e immunitaria.

Questa scoperta sta rivoluzionando non solo la nostra comprensione della nutrizione cronobiologica, ma anche l'approccio terapeutico a numerose patologie.

I batteri intestinali seguono ritmi circadiani distinti, con popolazioni che fioriscono o diminuiscono in momenti specifici delle 24 ore.

Questi cicli sono regolati sia dal nostro orologio biologico centrale che da zeitgeber (sincronizzatori temporali) locali, come l'assunzione di cibo e i cicli luce-buio.

La ricerca ha dimostrato che oltre il 60% delle specie batteriche intestinali mostra oscillazioni giornaliere significative nella loro abbondanza.

Particolarmente significativa è la relazione tra i pasti notturni e lo squilibrio del microbioma: il consumo di cibo fuori dal "tempo batterico ottimale" può ridurre fino al 60% la diversità microbica intestinale.

Durante la notte, il microbioma è naturalmente programmato per attività di riparazione e manutenzione, piuttosto che per la digestione e il metabolismo attivo.

Gli studi più recenti hanno evidenziato come questa temporizzazione microbica influenzi la produzione di metaboliti essenziali. Ad esempio, la produzione di acidi grassi a catena corta, fondamentali per la salute intestinale e l'immunità, segue un ritmo circadiano preciso, con picchi nelle prime ore del mattino e diminuzioni durante la notte.

La comprensione di questi ritmi ha importanti implicazioni terapeutiche. 

I probiotici mostrano un'efficacia significativamente maggiore quando assunti in momenti specifici del giorno, sincronizzandosi con i ritmi naturali dell'ecosistema intestinale. Inoltre, la "riprogrammazione microbica temporale" emerge come strategia promettente per condizioni quali la sindrome dell'intestino irritabile, i disturbi metabolici e persino le alterazioni dell'umore.

Le applicazioni pratiche di questa conoscenza includono la progettazione di protocolli di supplementazione cronobiologica e la personalizzazione degli schemi alimentari basati sul cronotipo individuale.

La ricerca suggerisce che l'allineamento dell'assunzione di cibo con i ritmi del microbioma può ottimizzare l'assorbimento dei nutrienti, la risposta immunitaria e il metabolismo energetico.

Il reflusso gastroesofageo è un problema che si riscontra in maniera piuttosto frequente tra la popolazione, soprattutto...
14/01/2025

Il reflusso gastroesofageo è un problema che si riscontra in maniera piuttosto frequente tra la popolazione, soprattutto nell’età adulta, che genera sintomi fastidiosi quali compromettono la qualità del benessere del soggetto che ne soffre.

Ma come è connesso con l’intestino, con la SIBO, e come intervenire in merito a ciò❓

E’ oramai diffuso il problema del reflusso esofageo: chi è che non ne ha mai sentito parlare❓
La statistica ci suggerisce che almeno il 15 % della popolazione nei Paesi più sviluppati soffre di questo problema.

Sarà una casualità❓�Le cause scatenanti il reflusso gastroesofageo sono da ritrovarsi sia in fattori genetici, sia in fattori infiammatori del tratto esofageo, ma soprattutto nello stile di vita e nell’alimentazione svolta dalla persona. �
Mangiare in maniera sregolata, mangiare cibi eccessivamente pesanti e che irritano la barriera del tubo digerente, mangiare senza rispettare gli orari, poi lo stress cronico, la mancanza di attività fisica, il sovrappeso e l’obesità, l’abitudine di stendersi subito dopo i pasti: sono tutte cause alla base della cattiva cura del proprio intestino, che possono portare nel tempo ad una disregolazione della normale composizione della flora microbica intestinale con proiezione verso i fenomeni di SIBO.

La SIBO è tra i primi fattori che possono causare problemi di cambiamento del pH a livello dell’apparato digerente, di ipocloridria, con successive ripercussioni sul contenuto anche nelle vie digerenti superiori.�
Come si presenta il reflusso gastroesofageo❓
Innanzitutto, si può avvertire il senso di
‼️bruciore all’interno del torace, in corrispondenza del livello sotto-sternale, rigurgito acido a livello buccale,
‼️difficoltà a deglutire le pietanze sia liquide che consistenti per il fastidio a cui si accompagna,
‼️bruciore a livello della gola,
‼️laringite, tosse persistente con risalita di acido,
‼️esofagite.

Quando abbiamo un corpo infiammato, la sintomatologia del reflusso viene fortemente amplificata: alla base dell’infiammazione non vi sono solamente quelle passeggere a livello del tubo digerente, ma anche le malattie autoimmuni, le infiammazioni croniche dell’apparato digerente.

Come intervenire❓
�Innanzitutto, per trattare il problema relativo al processo infiammatorio, è indispensabile ridurre il consumo dei carboidrati raffinati, inserire la giusta quota proteica ai pasti, introdurre una giusta quantità di fibre sia solubili che insolubili in modo che tutti e tre questi elementi siano equamente ripartiti nella giornata, fare attività fisica soft in maniera costante, sono tutti elementi che sono di aiuto per il controllo dell’infiammazione.
Anche bere acqua naturale abbondantemente e spesso durante il giorno aiuta a ripristinare i valori neutri del pH a livello delle pareti esofagee e anche a livello dello stomaco.

‼️Vanno evitate inoltre le fritture, i cibi aciduli come agrumi, pomodoro, kiwi, vanno evitate sostanze come tè, caffè, menta e cioccolato, vanno evitati i cibi troppo caldi e troppo freddi.�
✅La masticazione deve essere lenta e il cibo va masticato lentamente, in modo che il bolo alimentare non contenga elementi non correttamente digeriti, i quali rientrano tra le cause che provocano la maggiore produzione di acidi digestivi e l’innalzamento del grado infiammatorio.�
‼️La colazione deve essere più abbondante e la cena leggera, e non bisogna incorrere in fenomeni di digiuno i quali costituiscono la minaccia più temibile del reflusso acido lungo l’esofago.

‼️Inoltre, mai trascurare il sonno e soprattutto è importante dormire leggeri, senza aver mangiato in maniera eccessiva a cena, e soprattutto evitare di coricarsi sul lato destro in quanto si rischia più facilmente di avere la risalita degli acidi attraverso il cardias fino all’esofago.

E per quanto riguarda i rimedi naturali❓�
E’utile utilizzare innanzitutto il colostro, il primo latte materno che è in grado di ripristinare l’integrità della mucosa gastrica ed esofagea, uniti con elementi ricostituenti quali la vitamina D3 , i betaglucani, lo zinco: questi elementi sono essenziali per aiutare a migliorare la salute della barriera gastroesofagea compromessa dall’attività degli acidi.
Inoltre sostanze quali l’alfa-galattosidasi, le amilasi, le cellulasi, le lattasi e le amilasi, l’estratto secco di semi di Fieno greco aiutano i processi digestivi e limitano l’eccessiva produzione di succhi acidi gastrici.

30/12/2024

Feste natalizie e ansia per la presenza di cibo: che fare❓

Esistono diverse “situazioni trigger” tipiche dei periodi di festa, che possono innescare ansia, preoccupazioni e paure:
• la presenza, l’abbondanza e la varietà di cibo ovunque,�• cibi particolari, tipici dei periodi di festa che in genere non sono disponibili in altri momenti dell’anno,�• nostalgia, ricordi e associazioni con il cibo (sia positive che negative)
Nonne e zie che insistono del proporre ogni ben di Dio e magari ci rimangono male se rifiutiamo l’ennesimo piatto❓�• stress, stanchezza, aspettative auto imposte e perfezionismo.

Vediamo alcuni consigli utili per gestire le situazioni trigger più comuni e cercare di utilizzare al meglio le feste natalizie per prenderci cura di noi stessi, piuttosto che accumulare ansia, sensi di colpa e frustrazioni.

✅Non c’è urgenza
Consideriamo in primo luogo che quando il cibo è ovunque, non c’è urgenza di mangiare ogni volta che vediamo qualcosa di commestibile! Possiamo ascoltare il nostro corpo e scegliere quando, cosa e quanto mangiare, disinnescando il pilota automatico che reagisce in modo automatico, appunto, alla presenza di cibo!

✅Datti il permesso
Se ci concediamo il permesso di mangiare cibi deliziosi solo in occasioni speciali, creiamo un senso di scarsità, la convinzione, cioè, che non potremmo più avere questo cibo e quindi è necessario mangiarne il più possibile quando lo abbiamo a disposizione.
Sapete perché spesso le pubblicità usano la frase “disponibile solo per un periodo limitato“? per invogliare gli acquirenti ad agire! E’ l’effetto della “percezione di scarsità”. Quando crediamo che l’opportunità di mangiare determinati cibi speciali andrà via presto, siamo più inclini a mangiarne in eccesso!
Questo aspetto non va affrontato soltanto in occasione delle festività, ma è un approccio che dovremmo fare nostro tutto l’anno. Se prendiamo con noi stessi l’impegno di mangiare le cose che ci piacciono abitualmente non ci saranno sentimenti di privazione e quindi nemmeno la paura o il rischio di perdere il controllo e mangiare troppo durante le feste.

✅Utilizza la Mindful Eating
La giusta via è nel mezzo! Evita le trappole del pensiero “tutto/nulla”, vale a dire “Mangio tutto quello vedo tanto a gennaio mi metterò a dieta!“. Ma anche il pensiero opposto: “Resisterò ad ogni panettone, torrone o dolce che mi verrà proposto!“. Ricorda, piuttosto, tutti i piccoli passi che conosci per mangiare in modo consapevole, e se non sai di cosa stiamo parlando, leggi questi punti sintetici:

✅Mangia e bevi quello che vuoi davvero
Quando scegli il cibo che desideri davvero, sarai soddisfatto. Altrimenti, potresti ritrovarti a “smangiucchiare” in continuazione e sentire che non è mai abbastanza. Non ci sono “cibi buoni” e “cibi cattivi”: prova a chiederti cosa desideri davvero.

✅ Se la cena è a buffet, serviti utilizzando un piatto
È più facile vedere cosa stai mangiando se raccogli consapevolmente ciò che vuoi e poi lo metti su un piatto. Mentre riempi il piatto, ascolta il corpo per vedere quanto cibo vuole: hai assecondato le tue papille gustative scegliendo il cibo che desideri, ora onora il tuo corpo prendendo la quantità di cui ha bisogno.

✅Siediti e rallenta
Se ti siedi è più probabile che tu sia rilassato, nonostante possa esserci un po’ di ansia nell’affrontare la situazione sociale in cui ti trovi. Alterna i momenti in cui ti dedichi al cibo, a quelli dedicati alla conversazione: nota come puoi portare la tua attenzione avanti e indietro dall’una all’altra cosa con semplicità.

✅Assapora il tuo cibo
Hai scelto il cibo che desideri, ora gustalo. Non perderti l’esperienza, sii pienamente presente e se sorgono pensieri di colpa, lasciali andare. Assapora e divertiti!

✅Verifica la tua pienezza
Effettua un check della tua fame di tanto in tanto: ascolta la tua pancia e assecondala quando dice che ha bisogno di altro cibo o che, al contrario, ha mangiato abbastanza.

✅Sii gentile con te stesso
Se le feste natalizie portano ansia per il cibo, non dimenticare la gentilezza! Se durante le feste ti capita di mangiare più del solito, se ti sei concesso cibi che innescano in te senso di colpa e paura, sii gentile e comprensivo con te stesso: non denigrarti, non criticarti, modera il tuo “critico interiore”. Più sarai comprensivo ed indulgente verso te stesso, più ti sarà facile impegnarti a fare ciò di cui hai bisogno per prenderti cura di te, compreso impegnarti in uno stile alimentare che ti faccia stare bene.

✅Il cibo non è l’unico piacere! parola d’ordine: relax
Durante le vacanze capita spesso di sentirsi più stressati, soli, esausti, sopraffatti: cerca di ridurre il numero di cose da fare durante le vacanze e concentrati su quelle che sono più divertenti e significative. Non è necessario né possibile creare la vacanza perfetta per tutti: fai ciò che riesci a fare e delega quello che per te è troppo. Trova il tempo di uscire, di riposare, prenditi cura di te, ritagliati abbastanza tempo per dormire, fare attività fisica e…datti il permesso di dire dei “no” alle richieste che per te sono eccessive!

Studio di Nutrizione e dietetica

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Chiara Parisella Biologa Nutrizionista

Decisi di studiare Biologia per conoscere a fondo i meccanismi biochimici, molecolari e genetici alla base dello sviluppo della vita di ogni organismo.

Durante il mio percorso di studi mi sono appassionata in modo particolare alla biologia dello sviluppo e della riproduzione umana.

Oltre allo studio della genetica e della biologia molecolare che ci consentono di comprendere come, a partire da una singola cellula, il nostro DNA sia in grado di renderci organismi complessi, mi sono soffermata sullo studio dell’ epigenetica che consiste in una serie di vie molecolari attraverso le quali la trascrizione genica viene alterata, senza però andare a modificare la sequenza di DNA.

Le esposizioni all’ambiente in grado di influenzare la trascrizione dei nostri geni sono varie e riguardano la tipologia ed il livello di nutrienti assunti con l’alimentazione, le tossine a cui ci si trova esposti nell’ambiente ed il livello di stress.