Dott.ssa Chiara Parisella Biologa-Nutrizionista

Dott.ssa Chiara Parisella Biologa-Nutrizionista Studio di Nutrizione e dietetica

5 segnali che il tuo intestino potrebbe essere infiammatoL’infiammazione intestinale — acuta o cronica — è una condizion...
12/11/2025

5 segnali che il tuo intestino potrebbe essere infiammato
L’infiammazione intestinale — acuta o cronica — è una condizione in cui la mucosa del tratto gastrointestinale subisce un’attivazione immunitaria anomala. Questo può compromettere la barriera intestinale, alterare il microbiota e influenzare il metabolismo sistemico.
Ecco cinque segnali clinici e subclinici da non sottovalutare

1️⃣ Gonfiore e distensione addominale
Spesso correlati a disbiosi intestinale o ipersensibilità viscerale. La fermentazione batterica eccessiva di carboidrati non digeriti può generare gas e sensazione di tensione.
2️⃣ Alterazioni dell’alvo (diarrea, stipsi o alternanza)
Un cambiamento persistente della frequenza o consistenza delle feci può indicare un’infiammazione della mucosa o un’alterazione della motilità mediata dal sistema nervoso enterico.
3️⃣ Stanchezza e “brain fog”
La permeabilità intestinale aumentata (“leaky gut”) può permettere il passaggio di endotossine nel circolo sistemico, stimolando risposte infiammatorie e influenzando negativamente il sistema nervoso centrale.
4️⃣ Manifestazioni cutanee (acne, eczema, rosacea)
L’asse intestino-pelle è mediato da citochine infiammatorie e metaboliti microbici: un intestino infiammato può riflettersi direttamente sullo stato cutaneo.
5️⃣ Alterazioni dell’appetito o craving per zuccheri
Il microbiota intestinale interagisce con il sistema dopaminergico e può condizionare le preferenze alimentari, soprattutto in presenza di disbiosi.
🔬 Approccio nutrizionale:
* Incrementare l’assunzione di fibre prebiotiche (inulina, FOS, verdure, legumi) per nutrire i batteri benefici.
* Integrare alimenti fermentati (kefir, yogurt, kimchi, miso) per modulare la flora intestinale.
* Privilegiare fonti di acidi grassi omega-3 (pesce azzurro, semi di lino, noci) ad azione antinfiammatoria.
* Limitare zuccheri raffinati, alcol e grassi trans, noti per promuovere infiammazione sistemica.

Ricorda: un intestino in equilibrio contribuisce non solo alla salute digestiva, ma anche al benessere immunitario, cognitivo e metabolico.

03/11/2025

“Microbiota intestinale e IBS: la scienza” 🩺 Sintomi principali
Dolore o fastidio addominale
Spesso localizzato nella parte inferiore dell’addome
Migliora o peggiora dopo l’evacuazione
Alterazioni dell’alvo (cioè del ritmo intestinale)
Diarrea (feci molli o frequenti)
Stipsi (difficoltà o evacuazioni rare)
Alternanza tra diarrea e stipsi
Gonfiore addominale e meteorismo (aria in eccesso)
Sensazione di evacuazione incompleta
📍Altri sintomi possibili
Nausea o senso di pienezza dopo i pasti
Mucose nelle feci (filamenti chiari o gelatinosi)
Urgenza di andare in bagno o difficoltà a trattenere
Fatica, mal di testa o disturbi del sonno (spesso associati)

31/10/2025

Digiuno intermittente: cosa dice la scienza Gli studi mostrano che può migliorare la sensibilità insulinica, ridurre l’infiammazione e aiutare nel controllo del peso… ma solo se l’introito calorico resta adeguato.
❌ Non accelera il metabolismo e neanche lo rallenta
❌ Non brucia grasso “in automatico”, devi essere in deficit calorico attenzione: ⚠️ non è adatto a tutti!

Il microbiota intestinale gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo e, di conseguenza, nell’insulino...
28/10/2025

Il microbiota intestinale gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo e, di conseguenza, nell’insulino-resistenza (IR).

1. Composizione del microbiota e metabolismo energetico
Il microbiota intestinale (insieme dei batteri, archei, virus e funghi nel nostro intestino) contribuisce alla digestione dei nutrienti e alla produzione di metaboliti come gli acidi grassi a catena corta (SCFA: acetato, propionato, butirrato).
* In un microbiota “sano”, dominato da Bacteroidetes e Firmicutes in equilibrio, gli SCFA aiutano:
* a migliorare la sensibilità all’insulina (specie il butirrato);
* a ridurre l’infiammazione sistemica;
* a favorire l’integrità della barriera intestinale.
* In caso di disbiosi (alterazione dell’equilibrio microbico):
* aumenta la proporzione di Firmicutes rispetto ai Bacteroidetes;
* si produce più energia dai nutrienti → accumulo di grasso → obesità;
* si riduce la produzione di butirrato → peggiora la sensibilità insulinica.

2. Infiammazione di basso grado
Un microbiota alterato può rendere la barriera intestinale più permeabile (“leaky gut”).
→ Passano nel sangue lipopolisaccaridi (LPS) batterici → attivano il sistema immunitario → infiammazione cronica di basso grado.
Questa infiammazione induce resistenza all’insulina nei tessuti periferici (muscolo, fegato, tessuto adiposo).

3. Effetti sui metaboliti e sugli ormoni intestinali
Il microbiota influenza anche:
* la secrezione di GLP-1 e PYY, ormoni che migliorano la risposta insulinica e riducono l’appetito;
* la produzione di bile secondaria, che può modulare i recettori metabolici (FXR, TGR5);
* il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi.
Alterazioni di queste vie favoriscono l’insulino-resistenza e l’accumulo di grasso viscerale.

Come migliorare la sensibilità insulinica tramite il microbiota
* Dieta ricca di fibre prebiotiche (inulina, frutto-oligosaccaridi, verdure, legumi, cereali integrali).
* Fermentati e probiotici (yogurt, kefir, kimchi, latticini fermentati).
* Riduzione di grassi saturi e zuccheri semplici, che favoriscono batteri pro-infiammatori.
* Esercizio fisico, che modula positivamente la composizione microbica.

Il tuo microbiota cambia ogni5-7 giorni: e tu lo stai modellando... o lo staidanneggiando❓Ogni pasto che fai, ogni abbin...
23/10/2025

Il tuo microbiota cambia ogni
5-7 giorni: e tu lo stai modellando... o lo stai
danneggiando❓

Ogni pasto che fai, ogni abbinamento alimentare, ogni fase di stress o giornata di caldo eccessivo ha un
effetto diretto sulla flora batterica che popola il tuo intestino.

✅Alcuni batteri benefici possono proliferare,
migliorando digestione, energia e tolleranza alimentare.
‼️Altri, invece, quelli fermentativi e pro-infiammatori provocano gonfiore, crampi, pancia tesa e dolente, difficoltà digestive e persino alterazioni del peso.

Molte persone credono che la soluzione sia
eliminare lattosio, glutine o i legumi.

‼️Togliere cibi a caso non cura l’intestino: lo impoverisce.
Il risultato❓
Meno diversità batterica, più sensibilità
intestinale e un corpo che tollera sempre meno tutto ciò che mangi. Un circolo vizioso che peggiora col tempo.

‼️In estate questo fenomeno è ancora più evidente: il caldo aumenta la fermentazione batterica, riduce la presenza di batteri protettivi come i bifidobatteri e
compromette la barriera intestinale, favorendo infiammazione e sintomi.

Il tuo intestino ha bisogno di un vero metodo, non di
soluzioni drastiche.
Un approccio completo in 3 fasi:
1️⃣Reset - blocca le fermentazioni e ripara la mucosa intestinale
2️⃣Reintroduzione - allena il microbiota a tollerare più
alimenti senza reazioni
3️⃣Stabilizzazione - consolida l’equilibrio batterico e i risultati nel tempo

Solo così smetti a reagire a ogni pasto, elimini gonfiore, crampi, alternanza stitichezza-diarrea e ritrovi un intestino in grado di supportare la tua salute a
360°.

Ricorda: il 70% del sistema immunitario è
nell’intestino.
Se non funziona correttamente, la qualità
della tua vita - la digestione, i livelli di energia, la salute della pelle, il metabolismo ne risentiranno.

Anche se il colon irritabile (IBS) e il reflusso gastroesofageo (GERD) colpiscono parti diverse del tratto digerente, ha...
15/10/2025

Anche se il colon irritabile (IBS) e il reflusso gastroesofageo (GERD) colpiscono parti diverse del tratto digerente, hanno molto in comune, a partire dalla causa più frequente: un’alterata motilità e sensibilità del sistema digerente.

Punti in comune

1. Disturbi funzionali:
Entrambe le condizioni rientrano nei “disturbi gastrointestinali funzionali”, cioè **non dipendono da lesioni visibili**, ma da un malfunzionamento della motilità o sensibilità dell’apparato digerente.

2. Coinvolgimento del sistema nervoso enterico:
Il cosiddetto “secondo cervello” (intestino) può reagire in modo alterato a stimoli normali → da qui crampi, gonfiore, acidità, reflusso.

3. Componente psicosomatica:
Stress, ansia o emozioni intense possono peggiorare sia i sintomi dell’IBS che del reflusso.

4. Microbiota intestinale:
Alterazioni della flora intestinale possono influenzare anche la funzione dello stomaco e dell’esofago.

5. Sovrapposizione di sintomi:
Molti pazienti con IBS lamentano anche acidità, nausea, eruttazioni frequenti, specie nei periodi di maggiore infiammazione o stress digestivo.

⚠️ **Attenzione a certi cibi…**

Molti cibi che peggiorano il colon irritabile possono anche aumentare il reflusso:

* Caffè ☕
* Cioccolato 🍫
* Alcol 🍷
* Cibi grassi 🍟
* Menta 🌿
* FODMAP ad alta fermentazione (gonfiore → aumento pressione addominale → reflusso)

✅ Come intervenire?

Un percorso nutrizionale personalizzato può:

* Ridurre fermentazioni intestinali e gonfiore
* Scegliere i FODMAP giusti (non eliminarli a caso)
* Modulare i tempi e modi dei pasti per alleviare sia IBS che GERD
* Favorire la digestione con piccoli accorgimenti (es. evitare pasti abbondanti, evitare di coricarsi subito dopo mangiato)

Obesità: Invece di chiederci soltanto come curarla dovremmo iniziare a chiederci come prevenirla. In Italia, quasi 1 per...
11/10/2025

Obesità:
Invece di chiederci soltanto come curarla
dovremmo iniziare a chiederci come prevenirla.

In Italia, quasi 1 persona su 2 e in sovrappeso. E il numero è in crescita costante.
Non parliamo solo di adulti: più del 26% dei bambini e adolescenti è in sovrappeso o obeso. Un dato che fa riflettere.

Questa legge è un passo importante.
Significa riconoscere che l’obesità non è solo mancanza di volontà, ma una condizione complessa che coinvolge corpo, mente e ambiente.

Eppure, continuiamo a intervenire troppo tardi e spesso male.

L’obesità non nasce solo da quello che mangiamo, dalla nostra predisposizione genetica o metabolica ma anche dalle nostre attitudini mentali, da cosa proviamo e come siamo dentro.

Nei bambini può essere un modo per farsi notare o sentirsi accettati.
Negli adulti può essere un modo per gestire lo stress, l’ansia, la solitudine.

I bambini imparano da quello che vedono.
Se vedono che il cibo è un premio, una punizione o una consolazione, crescono con un messaggio distorto: che mangiare non serve a nutrirsi, ma a riempire un vuoto.

Da adulti quel meccanismo resta.
Mangiamo per gestire stress, ansia, tristezza, o per sentirci meglio.

E più cerchiamo di controllare il cibo, più ne diventiamo prigionieri.

Per questo non basta “fare la dieta”.
Serve imparare prima a gestire le emozioni e poi l’alimentazione.

Il vero passo avanti è imparare a riconoscere le emozioni che ci portano a mangiare in modo disordinato, disorganizzato e spesso eccessivo.

Senza giudizio, ma con consapevolezza.

Curare è fondamentale, avere gli strumenti per farlo è una svolta ma prevenire è la chiave.
Si, è difficile.
Ma la salute non aspetta. .ssa_sara_rosato

Stai perdendo massa magra invece che grasso?❌perdere peso non è sempre una buona notizia…Quando perdi **massa magra** (m...
08/10/2025

Stai perdendo massa magra invece che grasso?

❌perdere peso non è sempre una buona notizia…

Quando perdi **massa magra** (muscoli e tessuti magri), il tuo corpo:

‼️Brucia **meno calorie a riposo**
‼️Diventa **più lento nel metabolismo**
‼️È più fragile, stanco, meno tonico
‼️Tende a **riprendere peso più facilmente**

❌ Questo succede spesso con diete troppo drastiche, pochi nutrienti, zero attività fisica o digiuni forzati.

Ecco 3 segnali che potresti star perdendo massa magra:

1️⃣Ti senti **più debole o stanca**
2️⃣Hai **meno forza o resistenza fisica**
3️⃣Stai **dimagrendo sulla bilancia, ma non nelle forme**

✔️ L’obiettivo giusto? **Mantenere la massa magra e perdere solo grasso.**

⚖️ “Ho perso 2 kg in 3 giorni!”Ti è mai capitato di sentire (o dire) una frase del genere?La verità è che, nella maggior...
30/09/2025

⚖️ “Ho perso 2 kg in 3 giorni!”
Ti è mai capitato di sentire (o dire) una frase del genere?
La verità è che, nella maggior parte dei casi, non hai perso grasso… ma solo liquidi.
E questa differenza è fondamentale se vuoi davvero dimagrire in modo sano e duraturo.
🔍 Qual è la differenza?
✅ PERDERE LIQUIDI
✔️ Succede spesso all’inizio di una dieta, con detox o con sudorazione intensa.
✔️ È un calo di peso temporaneo.
✔️ Non incide sulla massa grassa.
✔️ I kg tornano appena reintroduci sale, carboidrati o smetti di bere poco.
Es. Ti pesi al mattino dopo una giornata di sole, hai sudato molto ➡️ -1 kg. Ma è solo acqua.
✅ PERDERE PESO VERO (GRASSO)
✔️ È un processo più lento e costante.
✔️ Richiede equilibrio tra alimentazione, metabolismo e ormoni.
✔️ Porta a cambiamenti reali nel corpo (misure, composizione, energia).
✔️ È sostenibile nel tempo.
Es. Dimagrire 500 g a settimana mangiando in modo bilanciato = grasso perso ✅

❗Attenzione ai falsi dimagrimenti
Molte diete “miracolose” ti fanno perdere solo acqua e massa magra.

Risultato? Ti gonfi di nuovo al primo “ pasto libero “… e sei punto e a capo.

🔎 Cosa ci dicono gli studi?Individui con obesità presentano spesso una diversa composizione del microbiota rispetto a so...
23/09/2025

🔎 Cosa ci dicono gli studi?
Individui con obesità presentano spesso una diversa composizione del microbiota rispetto a soggetti normopeso, con una ridotta diversità microbica e un’alterazione nel rapporto tra i principali phyla (Firmicutes/Bacteroidetes).
Il microbiota può influenzare l’efficienza nell’estrazione di energia dagli alimenti, la produzione di metaboliti (come gli acidi grassi a catena corta), nonché l’attivazione di segnali ormonali e infiammatori coinvolti nel bilancio energetico e nella regolazione dell’appetito.
Alcune disbiosi intestinali sembrano associate a uno stato di infiammazione cronica di basso grado, che può interferire con i processi metabolici e ostacolare la perdita di peso.
⚠️ In altre parole: il microbiota non è solo un “ospite passivo” nel nostro intestino, ma un attore attivo nel determinare come il nostro corpo gestisce il cibo, accumula grasso e risponde agli stimoli metabolici.
💡 Comprendere e studiare la composizione del microbiota potrebbe rappresentare una chiave futura nella personalizzazione degli interventi nutrizionali per il trattamento del sovrappeso e dell’obesità.
📚 La nutrizione, quindi, non si limita più al semplice conteggio calorico, ma si arricchisce di una nuova dimensione: quella microbiotica, capace di influenzare profondamente gli esiti clinici di un percorso di dimagrimento.

La dieta non è una “ cura lampo “ ma una strategia di salute, il corpo bisogno di tempo per adattarsi e mostrare risulta...
16/09/2025

La dieta non è una “ cura lampo “ ma una strategia di salute, il corpo bisogno di tempo per adattarsi e mostrare risultati permanenti.

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Chiara Parisella Biologa Nutrizionista

Decisi di studiare Biologia per conoscere a fondo i meccanismi biochimici, molecolari e genetici alla base dello sviluppo della vita di ogni organismo.

Durante il mio percorso di studi mi sono appassionata in modo particolare alla biologia dello sviluppo e della riproduzione umana.

Oltre allo studio della genetica e della biologia molecolare che ci consentono di comprendere come, a partire da una singola cellula, il nostro DNA sia in grado di renderci organismi complessi, mi sono soffermata sullo studio dell’ epigenetica che consiste in una serie di vie molecolari attraverso le quali la trascrizione genica viene alterata, senza però andare a modificare la sequenza di DNA.

Le esposizioni all’ambiente in grado di influenzare la trascrizione dei nostri geni sono varie e riguardano la tipologia ed il livello di nutrienti assunti con l’alimentazione, le tossine a cui ci si trova esposti nell’ambiente ed il livello di stress.