Dimagrire non è solo “mangiare meno”.
È permettere al corpo di funzionare correttamente.
L’equilibrio intestinale è un tassello chiave nei percorsi di:
• perdita di peso
• riduzione del gonfiore
• miglioramento del benessere metabolico
01/01/2026
Se ti senti “appesantito” dopo le feste, è normale. Non significa che hai sbagliato, non devi sentirti in colpa, significa che il tuo corpo sta chiedendo ritmo e regolarità.
Non servono rinunce estreme, serve ripartire in modo intelligente. Serve ripartire con calma, un pasto alla volta.
Mangiare meglio, sentirsi più leggeri, avere più energia: questo è l’obiettivo.
Non la perfezione.
Gennaio è il momento giusto per ricominciare
30/12/2025
🌱Quando l’intestino funziona meglio, anche il peso risponde meglio, e il benessere generale aumenta.
‼️Per gennaio sono disponibili solo pochi appuntamenti per il percorso nutrizionale personalizzato mirato a disturbi intestinali e gestione del peso.
▶️Non si tratta di forza di volontà: si tratta di capire il tuo corpo e supportarlo correttamente.
28/12/2025
30/11/2025
La motivazione è un lampo. Ti accende, ti muove, ti fa sentire che “si può fare”. Ma il sistema nervoso la tratta per ciò che è: un picco. Un impulso breve.
La disciplina, invece, è un ritmo. È ciò che resta quando l’entusiasmo cala, quando la dopamina si stabilizza, quando il cervello passa dall’euforia alla normalità.
La motivazione ti dà la spinta iniziale. La disciplina costruisce la direzione.
Perché ogni percorso, ogni trasformazione nasce da una scintilla, ma prende forma attraverso gesti ripetuti: micro-azioni che insegnano al cervello la costanza, la tolleranza alla frustrazione, la capacità di restare.
La motivazione accende la fiamma. La disciplina la mantiene viva. Anche quando è scomodo, quando la mente vuole mollare, quando il giorno non “ispira”.
È lì, nel gesto piccolo e ripetuto, che avviene la trasformazione.
Quando impari a nutrire quel fuoco con calma e continuità, non diventi più “motivato”. Diventi costante. E la costanza porta esattamente dove hai sempre voluto arrivare.
28/11/2025
La sindrome dell’intestino irritabile, o IBS, è una condizione funzionale dell’intestino.
Sintomi principali: dolore o crampi addominali, gonfiore, stipsi, diarrea o alternanza di entrambi.
Spesso i sintomi peggiorano con stress, alimenti specifici o pasti irregolari.
Strategie efficaci:
> • dieta personalizzata (a basso contenuto di FODMAP in alcuni casi)
> • gestione dello stress e stile di vita equilibrato
> • probiotici selezionati se indicati
12/11/2025
5 segnali che il tuo intestino potrebbe essere infiammato
L’infiammazione intestinale — acuta o cronica — è una condizione in cui la mucosa del tratto gastrointestinale subisce un’attivazione immunitaria anomala. Questo può compromettere la barriera intestinale, alterare il microbiota e influenzare il metabolismo sistemico. Ecco cinque segnali clinici e subclinici da non sottovalutare
1️⃣ Gonfiore e distensione addominale Spesso correlati a disbiosi intestinale o ipersensibilità viscerale. La fermentazione batterica eccessiva di carboidrati non digeriti può generare gas e sensazione di tensione.
2️⃣ Alterazioni dell’alvo (diarrea, stipsi o alternanza) Un cambiamento persistente della frequenza o consistenza delle feci può indicare un’infiammazione della mucosa o un’alterazione della motilità mediata dal sistema nervoso enterico.
3️⃣ Stanchezza e “brain fog” La permeabilità intestinale aumentata (“leaky gut”) può permettere il passaggio di endotossine nel circolo sistemico, stimolando risposte infiammatorie e influenzando negativamente il sistema nervoso centrale.
4️⃣ Manifestazioni cutanee (acne, eczema, rosacea) L’asse intestino-pelle è mediato da citochine infiammatorie e metaboliti microbici: un intestino infiammato può riflettersi direttamente sullo stato cutaneo.
5️⃣ Alterazioni dell’appetito o craving per zuccheri Il microbiota intestinale interagisce con il sistema dopaminergico e può condizionare le preferenze alimentari, soprattutto in presenza di disbiosi.
🔬 Approccio nutrizionale:
* Incrementare l’assunzione di fibre prebiotiche (inulina, FOS, verdure, legumi) per nutrire i batteri benefici.
* Integrare alimenti fermentati (kefir, yogurt, kimchi, miso) per modulare la flora intestinale.
* Privilegiare fonti di acidi grassi omega-3 (pesce azzurro, semi di lino, noci) ad azione antinfiammatoria.
* Limitare zuccheri raffinati, alcol e grassi trans, noti per promuovere infiammazione sistemica.
Ricorda: un intestino in equilibrio contribuisce non solo alla salute digestiva, ma anche al benessere immunitario, cognitivo e metabolico.
03/11/2025
“Microbiota intestinale e IBS: la scienza” 🩺 Sintomi principali
Dolore o fastidio addominale
Spesso localizzato nella parte inferiore dell’addome
Migliora o peggiora dopo l’evacuazione
Alterazioni dell’alvo (cioè del ritmo intestinale)
Diarrea (feci molli o frequenti)
Stipsi (difficoltà o evacuazioni rare)
Alternanza tra diarrea e stipsi
Gonfiore addominale e meteorismo (aria in eccesso)
Sensazione di evacuazione incompleta
📍Altri sintomi possibili
Nausea o senso di pienezza dopo i pasti
Mucose nelle feci (filamenti chiari o gelatinosi)
Urgenza di andare in bagno o difficoltà a trattenere
Fatica, mal di testa o disturbi del sonno (spesso associati)
31/10/2025
Digiuno intermittente: cosa dice la scienza Gli studi mostrano che può migliorare la sensibilità insulinica, ridurre l’infiammazione e aiutare nel controllo del peso… ma solo se l’introito calorico resta adeguato.
❌ Non accelera il metabolismo e neanche lo rallenta ❌ Non brucia grasso “in automatico”, devi essere in deficit calorico attenzione: ⚠️ non è adatto a tutti!
28/10/2025
Il microbiota intestinale gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del metabolismo e, di conseguenza, nell’insulino-resistenza (IR).
1. Composizione del microbiota e metabolismo energetico
Il microbiota intestinale (insieme dei batteri, archei, virus e funghi nel nostro intestino) contribuisce alla digestione dei nutrienti e alla produzione di metaboliti come gli acidi grassi a catena corta (SCFA: acetato, propionato, butirrato).
* In un microbiota “sano”, dominato da Bacteroidetes e Firmicutes in equilibrio, gli SCFA aiutano:
* a migliorare la sensibilità all’insulina (specie il butirrato);
* a ridurre l’infiammazione sistemica;
* a favorire l’integrità della barriera intestinale.
* In caso di disbiosi (alterazione dell’equilibrio microbico):
* aumenta la proporzione di Firmicutes rispetto ai Bacteroidetes;
* si produce più energia dai nutrienti → accumulo di grasso → obesità;
* si riduce la produzione di butirrato → peggiora la sensibilità insulinica.
2. Infiammazione di basso grado
Un microbiota alterato può rendere la barriera intestinale più permeabile (“leaky gut”). → Passano nel sangue lipopolisaccaridi (LPS) batterici → attivano il sistema immunitario → infiammazione cronica di basso grado. Questa infiammazione induce resistenza all’insulina nei tessuti periferici (muscolo, fegato, tessuto adiposo).
3. Effetti sui metaboliti e sugli ormoni intestinali
Il microbiota influenza anche:
* la secrezione di GLP-1 e PYY, ormoni che migliorano la risposta insulinica e riducono l’appetito;
* la produzione di bile secondaria, che può modulare i recettori metabolici (FXR, TGR5);
* il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi.
Alterazioni di queste vie favoriscono l’insulino-resistenza e l’accumulo di grasso viscerale.
Come migliorare la sensibilità insulinica tramite il microbiota
* Dieta ricca di fibre prebiotiche (inulina, frutto-oligosaccaridi, verdure, legumi, cereali integrali).
* Fermentati e probiotici (yogurt, kefir, kimchi, latticini fermentati).
* Riduzione di grassi saturi e zuccheri semplici, che favoriscono batteri pro-infiammatori.
* Esercizio fisico, che modula positivamente la composizione microbica.
23/10/2025
Il tuo microbiota cambia ogni
5-7 giorni: e tu lo stai modellando... o lo stai
danneggiando❓
Ogni pasto che fai, ogni abbinamento alimentare, ogni fase di stress o giornata di caldo eccessivo ha un
effetto diretto sulla flora batterica che popola il tuo intestino.
✅Alcuni batteri benefici possono proliferare,
migliorando digestione, energia e tolleranza alimentare.
‼️Altri, invece, quelli fermentativi e pro-infiammatori provocano gonfiore, crampi, pancia tesa e dolente, difficoltà digestive e persino alterazioni del peso.
Molte persone credono che la soluzione sia
eliminare lattosio, glutine o i legumi.
‼️Togliere cibi a caso non cura l’intestino: lo impoverisce.
Il risultato❓
Meno diversità batterica, più sensibilità
intestinale e un corpo che tollera sempre meno tutto ciò che mangi. Un circolo vizioso che peggiora col tempo.
‼️In estate questo fenomeno è ancora più evidente: il caldo aumenta la fermentazione batterica, riduce la presenza di batteri protettivi come i bifidobatteri e
compromette la barriera intestinale, favorendo infiammazione e sintomi.
Il tuo intestino ha bisogno di un vero metodo, non di
soluzioni drastiche.
Un approccio completo in 3 fasi:
1️⃣Reset - blocca le fermentazioni e ripara la mucosa intestinale
2️⃣Reintroduzione - allena il microbiota a tollerare più
alimenti senza reazioni
3️⃣Stabilizzazione - consolida l’equilibrio batterico e i risultati nel tempo
Solo così smetti a reagire a ogni pasto, elimini gonfiore, crampi, alternanza stitichezza-diarrea e ritrovi un intestino in grado di supportare la tua salute a
360°.
Ricorda: il 70% del sistema immunitario è
nell’intestino.
Se non funziona correttamente, la qualità
della tua vita - la digestione, i livelli di energia, la salute della pelle, il metabolismo ne risentiranno.
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Decisi di studiare Biologia per conoscere a fondo i meccanismi biochimici, molecolari e genetici alla base dello sviluppo della vita di ogni organismo.
Durante il mio percorso di studi mi sono appassionata in modo particolare alla biologia dello sviluppo e della riproduzione umana.
Oltre allo studio della genetica e della biologia molecolare che ci consentono di comprendere come, a partire da una singola cellula, il nostro DNA sia in grado di renderci organismi complessi, mi sono soffermata sullo studio dell’ epigenetica che consiste in una serie di vie molecolari attraverso le quali la trascrizione genica viene alterata, senza però andare a modificare la sequenza di DNA.
Le esposizioni all’ambiente in grado di influenzare la trascrizione dei nostri geni sono varie e riguardano la tipologia ed il livello di nutrienti assunti con l’alimentazione, le tossine a cui ci si trova esposti nell’ambiente ed il livello di stress.
Tali stimoli dunque comprendono l’ambiente biologico ma anche quello sociale a cui siamo esposti sia nella prima infanzia che negli stadi di sviluppo successivi.
Questo prova che non siamo già completamente geneticamente predeterminati ma che invece siamo dei co-creatori della nostra vita e biologia.
Già Ippocrate, vissuto nel 460 a.C., sostenendo “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, ha affermato l’impatto che l’alimentazione può avere sulla nostra salute.
Cosi, dopo aver conseguito la laurea cm laude in Biologia Cellulare e Molecolare e Scienze Biomediche presso l’Università di Tor Vergata, consapevole delle potenzialità dell’alimentazione come strumento di prevenzione e mantenimento della salute, ho deciso di approfondire ulteriormente i temi della nutrizione, dei nutraceutici, della nutrigenomica e quelli legati alla biologia della riproduzione umana, frequentando diversi corsi di formazione, da ultimo il Master in Biologia e Tecnologie della riproduzione presso l’Università degli studi di Firenze.
Attualmente, concentro la mia attività sull’effetto che l’alimentazione può avere su varie patologie come la fibromialgia, la psoriasi, il diabete ed in particolare su quelle che colpiscono la sfera maschile e femminile, ad esempio la policistosi ovarica, l’endometriosi, la dismenorrea, l’amenorrea, le alterazioni della funzionalità tiroidea, la sindrome metabolica, l’obesità e le loro interazioni con la fertilità.