Dott.ssa Laura Calzetta Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Laura Calzetta Psicologa Psicoterapeuta Psicoterapia individuale e di coppia
Tel. 340/7004257
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𝑺𝒆𝒏𝒕𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒂𝒊 𝒎𝒆𝒎𝒃𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂, 𝒍𝒂 𝒑𝒆𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒓𝒂,  𝒆̀ 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐𝒔𝒐 𝒆 𝒓𝒂𝒔𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒂𝒏𝒕𝒆. 𝑨𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒆̀ ...
07/08/2025

𝑺𝒆𝒏𝒕𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒂𝒊 𝒎𝒆𝒎𝒃𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂, 𝒍𝒂 𝒑𝒆𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒓𝒂, 𝒆̀ 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐𝒔𝒐 𝒆 𝒓𝒂𝒔𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒂𝒏𝒕𝒆.
𝑨𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒆̀ 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆, 𝒎𝒂 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒂 𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒍𝒐 𝒆̀ 𝒅𝒊 𝒑𝒊𝒖̀.
𝑪𝒆𝒓𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒆𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒃𝒓𝒊𝒐 𝒆 𝒖𝒏 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒆𝒅 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 “𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆” 𝒆̀ 𝒄𝒊𝒐̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒍’𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒂 𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒆. 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒂𝒑𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊𝒍 𝒃𝒊𝒂𝒏𝒄𝒐 𝒆𝒅 𝒊𝒍 𝒏𝒆𝒓𝒐, 𝒎𝒂 𝒊𝒏𝒄𝒓𝒆𝒅𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊 𝒔𝒇𝒖𝒎𝒂𝒕𝒖𝒓𝒆. 𝑺𝒄𝒐𝒑𝒓𝒊𝒕𝒆𝒍𝒆!
Dott.ssa Laura Calzetta
📍Via Nomentana 618 Fonte Nuova (RM)
📲 340/7004257
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Le pecore nere di una famiglia sono in realtà liberatrici del loro albero genealogico.

Membri della famiglia che non si adattano alle regole o alle tradizioni familiari, coloro che cercano costantemente di rivoluzionare le credenze.

Coloro che scelgono strade contrarie ai percorsi ben battuti delle linee familiari, coloro che sono criticati, giudicati e persino respinti.
Questi sono chiamati a liberare la famiglia da schemi ripetitivi che frustrano intere generazioni.

Queste cosiddette “pecore nere”, quelle che non si adattano, quelle che ululano con la ribellione, in realtà riparano, disintossicano e creano nuovi rami fiorenti nel loro albero genealogico.

Innumerevoli desideri non realizzati, sogni infranti o talenti frustrati dei nostri antenati si manifestano attraverso questa rivolta.
Per inerzia, l’albero genealogico farà di tutto per mantenere il decorso castrante e tossico del suo tronco, che renderà il compito del ribelle difficile e conflittuale.

Smetti di dubitare e prenditi cura della tua rarità “come il fiore più prezioso del tuo albero”.

Sei il sogno di tutti i tuoi antenati.

(Bert Hellinger)

Pensieri sulla terapia…“…per anni ho pensato di non voler sapere, conoscere e indagare sulla mia storia, mi convincevo c...
02/09/2024

Pensieri sulla terapia…

“…per anni ho pensato di non voler sapere, conoscere e indagare sulla mia storia, mi convincevo che vivere nel presente bastasse e che il solo atto di volontà potesse essere più che sufficiente a convivere con il malessere che ogni tanto si affacciava. Era sempre un casino, o gli altri erano tutti buoni ed io uno schifo o facevano schifo gli altri e la perfetta ero io.
C’è stato un episodio che mi ha fatto capire davvero che avevo bisogno di andare oltre, ma ancora non avevo capito o meglio “sentito” bene in modo equilibrato, quindi mi avvicinai alla terapia per chiedere un convincimento che sì per davvero facevano tutti schifo quindi dovevo continuare così oppure no non ci siamo, sono io inadatta e incapace nelle relazioni. Navigammo parecchio in terapia ed emersero questioni nuove, anche belle e inaspettate e ho sentito per la prima volta la potenza dello “stare in mezzo” dell’essere “tutto e tante cose insieme”. Col tempo non ricordai più tanto bene il motivo che mi spinse in terapia ,o meglio, da un motivo specifico e preciso mi ritrovai ad occuparmi di me a 360 gradi e a “navigare” esplorando tanti aspetti, e andó bene così”☺️
G.

Ciò che dico sempre è che ognuno ha i propri tempi e i propri modi.
Ad un certo punto scatta qualcosa che con coraggio ci fa chiedere di volerne sapere di più, di non voler più aspettare che gli altri cambino perché ora siamo pronti a farlo noi. Con i nostri tempi, con i nostri modi.
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Dott.ssa Laura Calzetta Psicologa Psicoterapeuta Psicoanalista 340/7004257
Via Nomentana 618, Fonte Nuova (RM)

28/06/2024

Amate quella crepa che lascia intravedere, amate quella finzione di integrità che cade all’improvviso. L’amore per se stessi spesso comincia da lì…
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𝑫𝒐𝒕𝒕.𝒔𝒔𝒂 𝑳𝒂𝒖𝒓𝒂 𝑪𝒂𝒍𝒛𝒆𝒕𝒕𝒂 𝑷𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒂 𝑷𝒔𝒊𝒄𝒐𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒆𝒖𝒕𝒂
📲 𝟑𝟒𝟎/𝟕𝟎𝟎𝟒𝟐𝟓𝟕
𝑺𝒕𝒖𝒅𝒊𝒐 🛋️𝑽𝒊𝒂 𝑵𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒏𝒂 𝟔𝟏𝟖 𝑭𝒐𝒏𝒕𝒆 𝑵𝒖𝒐𝒗𝒂 (𝑹𝑴).

𝑺𝒆𝒏𝒕𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒂𝒊 𝒎𝒆𝒎𝒃𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂, 𝒍𝒂 𝒑𝒆𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒓𝒂,  𝒆̀ 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐𝒔𝒐 𝒆 𝒓𝒂𝒔𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒂𝒏𝒕𝒆. 𝑨𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒆̀ ...
24/10/2023

𝑺𝒆𝒏𝒕𝒊𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒓𝒔𝒊 𝒅𝒂𝒊 𝒎𝒆𝒎𝒃𝒓𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒂 𝒇𝒂𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒂, 𝒍𝒂 𝒑𝒆𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒏𝒆𝒓𝒂, 𝒆̀ 𝒂𝒔𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒐𝒔𝒐 𝒆 𝒓𝒂𝒔𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒂𝒏𝒕𝒆.
𝑨𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒆̀ 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆, 𝒎𝒂 𝒂𝒑𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆𝒏𝒆𝒓𝒆 𝒂 𝒔𝒆 𝒔𝒕𝒆𝒔𝒔𝒊 𝒍𝒐 𝒆̀ 𝒅𝒊 𝒑𝒊𝒖̀.
𝑪𝒆𝒓𝒄𝒂𝒓𝒆 𝒖𝒏 𝒆𝒒𝒖𝒊𝒍𝒊𝒃𝒓𝒊𝒐 𝒆 𝒖𝒏 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒆𝒅 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 “𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆” 𝒆̀ 𝒄𝒊𝒐̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒍’𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒂 𝒂 𝒇𝒂𝒓𝒆. 𝑷𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒂𝒑𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐, 𝒏𝒐𝒏 𝒄𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒔𝒐𝒍𝒐 𝒊𝒍 𝒃𝒊𝒂𝒏𝒄𝒐 𝒆𝒅 𝒊𝒍 𝒏𝒆𝒓𝒐, 𝒎𝒂 𝒊𝒏𝒄𝒓𝒆𝒅𝒊𝒃𝒊𝒍𝒊 𝒔𝒇𝒖𝒎𝒂𝒕𝒖𝒓𝒆. 𝑺𝒄𝒐𝒑𝒓𝒊𝒕𝒆𝒍𝒆!
Dott.ssa Laura Calzetta
📍Via Nomentana 618 Fonte Nuova (RM)
📲 340/7004257
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Le pecore nere di una famiglia sono in realtà liberatrici del loro albero genealogico.

Membri della famiglia che non si adattano alle regole o alle tradizioni familiari, coloro che cercano costantemente di rivoluzionare le credenze.

Coloro che scelgono strade contrarie ai percorsi ben battuti delle linee familiari, coloro che sono criticati, giudicati e persino respinti.
Questi sono chiamati a liberare la famiglia da schemi ripetitivi che frustrano intere generazioni.

Queste cosiddette "pecore nere", quelle che non si adattano, quelle che ululano con la ribellione, in realtà riparano, disintossicano e creano nuovi rami fiorenti nel loro albero genealogico.

Innumerevoli desideri non realizzati, sogni infranti o talenti frustrati dei nostri antenati si manifestano attraverso questa rivolta.
Per inerzia, l'albero genealogico farà di tutto per mantenere il decorso castrante e tossico del suo tronco, che renderà il compito del ribelle difficile e conflittuale.

Smetti di dubitare e prenditi cura della tua rarità "come il fiore più prezioso del tuo albero".

Sei il sogno di tutti i tuoi antenati.

(Bert Hellinger)

L’essere umano ha una propensione innata alla realizzazione di se stesso.Se si rimuovono gli ostacoli, l’individuo si sv...
28/09/2023

L’essere umano ha una propensione innata alla realizzazione di se stesso.
Se si rimuovono gli ostacoli, l’individuo si svilupperà fino a divenire un adulto maturo pienamente realizzato, proprio come una ghianda diventerà una quercia.
Karen Horney

Studio di Psicoterapia
Dott.ssa Laura Calzetta
Tel. 340/7004257

𝑷𝒊𝒖̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 “𝒔𝒆𝒅𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒇𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆” 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒓𝒆𝒊 𝒍𝒆 “𝒅𝒖𝒆 𝒔𝒆𝒅𝒊𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒇𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆”Erroneamente applicato, questo metodo pu...
03/11/2022

𝑷𝒊𝒖̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 “𝒔𝒆𝒅𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒇𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆” 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒐𝒓𝒓𝒆𝒊 𝒍𝒆 “𝒅𝒖𝒆 𝒔𝒆𝒅𝒊𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒓𝒊𝒇𝒍𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆”

Erroneamente applicato, questo metodo può essere utile per stoppare una situazione in cui alti livelli di “emozione” non gestite dal bambino hanno bisogno di essere calmate, badate bene non represse, ma calmate per poterle vedere bene insieme ad un adulto che lo aiuta a riconoscerle, digerirle e a trovare una soluzione condivisa.
Lasciare un bambino a riflettere da solo su una sedia può essere davvero improduttivo, a volte anche umiliante. Se piccolo, determinate strutture coinvolte nei processi di mentalizzazione non sono ancora sviluppate. Ma quindi da solo, su cosa rifletterà? Riuscirà ad auto-percepirsi come capace di questo compito assegnato? Riuscirà a capire tutte le sue emozioni e quelle dei compagni? Riuscirà quindi ad elaborare una “soluzione” funzionale per lui? Da solo, ne dubito.
Allora accanto a quella sedia, mettiamocene un’altra, sempre. Così che l’adulto e il bambino possano sedersi e condividere un momento di riflessione in cui è l’adulto che aiuta a gestire la nascita di un pensiero su quello che sta succedendo.
Passiamo dal “vai lì, calmati e rifletti su quello che hai fatto” al “vieni, andiamo a parlare e riflettere su quello che è successo”. Allora sì, quello sarà un tempo ben speso, per entrambi.

L’ideale? Prendersi dei piccoli momenti di stacco durante l’anno…_____Gli inglesi lo chiamano post-vacation blues, qui d...
29/08/2022

L’ideale? Prendersi dei piccoli momenti di stacco durante l’anno…
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Gli inglesi lo chiamano post-vacation blues, qui da noi è più conosciuta come sindrome depressiva da rientro. Identifica quel complesso di sintomi, tra cui umore depresso, irritabilità, stress, ansia, che molte persone sperimentano per un periodo limitato non appena terminato il periodo di ferie, soprattutto quelle estive.

Alcune analisi si soffermano maggiormente su aspetti “strutturali”. Anche se qualsiasi pausa dal lavoro ci sembra sempre insufficiente, alcuni specialisti ritengono che il modo di concepire la vacanza in Italia, amplifichi gli effetti negativi quando è ora di tornare a lavoro. In altri paesi europei, i periodi di vacanza sono più corti, ma anche più diffusi nel corso dell’anno. Da noi ci sono solo due macro periodi di sospensione: uno piuttosto lungo, quello estivo, ed uno più circoscritto, quello natalizio. L’interruzione delle attività lavorative per 3 settimane renderebbe allora più complicato rientrare nel mood quotidiano, amplificando i sintomi negativi del ritorno.

Il punto su cui occorre fare più attenzione è anzitutto non patologizzare un fenomeno emozionale piuttosto comune. Provare nostalgia per qualcosa che è terminato, essere irritati o tristi perché ci aspetta il ritorno al lavoro, sono emozioni che fanno parte della nostra esperienza.
Semmai più interessante è esplorare quali significati attribuiamo alla vacanza, con quali aspettative siamo partiti e con quali vissuti ci riappropriamo del nostro lavoro.

La stessa nozione di vacanza ci dà indizi su come culturalmente concepiamo il tempo del non lavoro. E’ un’assenza, un vuoto da riempire con esperienze che desideriamo uniche e indimenticabili, oppure come sospensione che ci ricarichi psicologicamente, come fosse un preludio in funzione del ritorno alla produttività.
Questa concezione appartiene ad un mondo trascorso, nel quale tempo libero e tempo lavorativo avevano confini ben definiti. Oggi è molto più difficile tracciare una linea di demarcazione fra i due tempi e - soprattutto dopo la pandemia, che ha richiesto una ridefinizione radicale di entrambi gli spazi dell’esperienza quotidiana - siamo sempre più coinvolti da un cambiamento categoriale imponente.

Se invece il tempo di lavoro venisse ripensato anche in relazione al nostro desiderio di improduttività (sia materialmente, prendendosi momenti di pausa, sia soprattutto emozionalmente, attribuendo cioè al tempo di lavoro una ricchezza di significati più ampia rispetto al semplice “tocca faticare”), la vacanza diverrebbe una delle diverse esperienze vissute nel corso dell’anno, con meno oneri salvifici a darle sostanza.
Una vacanza che non avrebbe altra funzione se non quella di dare un senso più variegato alla nostra esperienza.
FestivalPsicologia.it
Ordine degli Psicologi del Lazio

𝑳’𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒂 𝒂 𝒇𝒂𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐. 𝑨 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒃𝒖𝒊𝒐 𝒆 𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒏𝒆 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒂, 𝒂 𝒗𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒊 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆, 𝒔𝒑...
08/06/2022

𝑳’𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒂𝒊𝒖𝒕𝒂 𝒂 𝒇𝒂𝒓 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐. 𝑨 𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒃𝒖𝒊𝒐 𝒆 𝒂 𝒏𝒐𝒏 𝒂𝒗𝒆𝒓𝒏𝒆 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒂, 𝒂 𝒗𝒆𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒏𝒐𝒏𝒐𝒔𝒕𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒍𝒐𝒓𝒆 𝒄𝒊 𝒔𝒊 𝒎𝒖𝒐𝒗𝒆, 𝒔𝒑𝒊𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒂𝒍 𝒅𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒓𝒊𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆 𝒔𝒆𝒎𝒑𝒓𝒆 𝒑𝒊𝒖̀, 𝒅𝒊 𝒂𝒃𝒃𝒓𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒊, 𝒔𝒕𝒓𝒊𝒏𝒈𝒆𝒓𝒍𝒂, 𝒓𝒂𝒔𝒔𝒊𝒄𝒖𝒓𝒂𝒓𝒍𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒏𝒅𝒓𝒂̀ 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒐 𝒃𝒆𝒏𝒆 𝒆 𝒄𝒉𝒆 𝒔𝒊 𝒔𝒂𝒍𝒗𝒆𝒓𝒂̀ 𝒑𝒓𝒐𝒑𝒓𝒊𝒐 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒊𝒎𝒑𝒆𝒓𝒇𝒆𝒕𝒕𝒂.
🤍

Si salveranno solo i flessibili
e i diversamente agili,
quelli con le prospettive
e i pensieri ampi.
Si salveranno
quelli che sbagliano in fretta
e fanno delle cadute slanci,
i domatori del pessimismo,
i navigatori disancorati
e gli apprendisti stregoni in generale.
Si salverà
chi accorda il respiro e i pensieri
al presente,
chi ascolta fino in fondo
prima di parlare,
chi sa che l’acqua arriva sempre al mare
e non impreca contro il buio,
ma si fida del tunnel,
perché sa che la luce
non va cercata fuori
ma accesa dentro.
(Manuela Toto)
Ph. Christian Schloe
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Dott.ssa Laura Calzetta Psicologa Psicoterapeuta 340/7004257
Via Nomentana 618, Fonte Nuova (RM)

“Non tutti i mali vengono per nuocere”. Lo stato di grave prostrazione e l’abbattimento che si vengono  a creare, infatt...
31/01/2022

“Non tutti i mali vengono per nuocere”.
Lo stato di grave prostrazione e l’abbattimento che si vengono a creare, infatti, costringono gioco-forza l’individuo a confrontarsi con gli aspetti più oscuri, segreti e imprevedibili della sua personalità.
Sprofondando fino negli abissi dell’anima, prima o poi giunge il momento in cui “si tocca il fondo”.
Gli elementi che permettono di comprendere di aver “toccato il fondo” variano da persona a persona, ma in genere è la consapevolezza di aver calpestato se stessi, di essersi lasciati risucchiare da una condizione di degrado personale e psicologico, a far si che si senta percorso da un brivido raggelante.
È questo un breve ma preziosissimo momento, in cui una flebile luce rischiara per qualche istante il buio in cui si è immersi.
Sono attimi da prendere al volo, in cui si deve decidere rapidamente se distendersi su quel fondale attendendo la morte dell’anima o, viceversa, se trasformare quello stesso fondale in una piattaforma di lancio da cui ripartire ed emergere.
Soltanto chi avrà vissuto sulla propria pelle l’avventura spaventosa e affascinante di un viaggio nei sotterranei della propria anima potrà capire questo discorso, tutti gli altri dovranno accontentarsi di assistere increduli alle evoluzioni della psiche altrui.

Aldo Carotenuto - da “Il Fondamento della Personalità”
Foto: immagine di Christian Schloe

Che queste feste rappresentino il sentire e il condividere autentico. Un caro augurio a tutti voi. Alzatevi durante la c...
24/12/2021

Che queste feste rappresentino il sentire e il condividere autentico.
Un caro augurio a tutti voi.

Alzatevi durante la cena,ditelo che avete un dolore che non passa. Guardate negli occhi i parenti, provate a fondare davvero una famiglia una federazione di ferite.

Ora che siete in compagnia ditela la vostra solitudine, sicuramente è la stessa degli altri. E dite la noia, l’insofferenza per il freddo, per il cappotto, per la digestione. Se scoppiate a piangere è ancora meglio, scandalizzateli i vostri parenti, piantate la bandiera dell’inquietudine in mezzo al salotto.

Fatevi coraggio, prendete un libro di poesia leggete qualche verso, loro per domani hanno programmato il cinema. Parlate dei morti, parlate di voi e poi ascoltate, sparecchiate, togliete di mezzo il cibo, mettete a tavola la vostra vita.
Franco Arminio da: L’infinito senza farci caso –
Dott.ssa Laura Calzetta - psicologa
340/7004257

𝑪𝒊 𝒂𝒅𝒂𝒕𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒇𝒊𝒏 𝒅𝒂 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒊, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒆̀ 𝒍’𝒖𝒏𝒊𝒄𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 “𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒗𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆” 𝒊𝒏 𝒖𝒏 𝒂𝒎𝒃𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒓𝒊...
07/12/2021

𝑪𝒊 𝒂𝒅𝒂𝒕𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒇𝒊𝒏 𝒅𝒂 𝒑𝒊𝒄𝒄𝒐𝒍𝒊, 𝒑𝒆𝒓𝒄𝒉𝒆́ 𝒆̀ 𝒍’𝒖𝒏𝒊𝒄𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒂𝒃𝒃𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒅𝒊 “𝒔𝒐𝒑𝒓𝒂𝒗𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆” 𝒊𝒏 𝒖𝒏 𝒂𝒎𝒃𝒊𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒆𝒏𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒓𝒊𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒊𝒖𝒕𝒆 𝒍𝒆 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒆 𝒆𝒎𝒐𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆 𝒑𝒂𝒖𝒓𝒆.

𝑪𝒐𝒏 𝒊𝒍 𝒄𝒓𝒆𝒔𝒄𝒆𝒓𝒆, 𝒄𝒐𝒏 𝒍’𝒆𝒕𝒂̀ 𝒂𝒅𝒖𝒍𝒕𝒂, 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒂𝒏𝒄𝒐𝒓𝒂 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒑𝒆𝒔𝒐 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒂𝒅𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒊 𝒄𝒐𝒏𝒕𝒆𝒔𝒕𝒊 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒂 𝒗𝒊𝒕𝒂, 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒂𝒕𝒊𝒗𝒊, 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒑𝒑𝒊𝒂…𝒆 𝒊𝒏 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒓𝒆𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊.

𝑳𝒂 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂 𝒆̀ 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆, 𝒍𝒂 𝒕𝒆𝒓𝒂𝒑𝒊𝒂 𝒆̀ 𝒖𝒏’𝒐𝒄𝒄𝒂𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆.

Nelle famiglie disturbate i bambini si sentono responsabili dei problemi familiari e anche della loro soluzione. I modi in cui i bambini cercano di “salvare” le loro famiglie sono tre: rendersi invisibili, diventare cattivi o essere bravi.

Rendersi invisibili significa non chiedere mai nulla, non avere esigenze, evitare preoccupazioni ai genitori. La sofferenza personale di questi bambini/adulti è essere intorpiditi, non sentire niente.

Essere cattivi significa essere ribelli. Il capro espiatorio, punto focale delle sofferenze della famiglia. I genitori si chiedono "cosa faremo di lei/lui?” invece di chiedersi "cosa faremo del nostro matrimonio?".
La rabbia copre il suo dolore.

Essere bravi significa essere vincenti nel mondo esterno. Sembrare felice e brillante serve a coprire la paura e la rabbia.
Apparire felice diventa più importante che sentirsi felice.
Norwood
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Dott.ssa Laura Calzetta - psicologa
Tel. 340/7004257

Indirizzo

Via Nomentana 618
Fonte Nuova
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Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

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