Dott.ssa Francesca Aloisi Psicologa - Psicoterapeuta

Dott.ssa Francesca Aloisi  Psicologa - Psicoterapeuta Dott.ssa Aloisi Francesca,
Psicologa Psicoterapeuta. Riceve su appuntamento a Forlì in C.so della Repubblica n°75. Cell. 389.2869217

Ognuna di queste frasi contiene lo stesso grande errore di pensiero ovvero attribuire ad altri la responsabilità del nos...
15/01/2024

Ognuna di queste frasi contiene lo stesso grande errore di pensiero ovvero attribuire ad altri la responsabilità del nostro benessere e delle nostre scelte.
Il "per colpa sua" diventa facilmente alibi e giustificazione ogni qualvolta non riusciamo a prendere decisioni nostre.
Oltre al "per colpa tua" si può palesare un altro grande errore ovvero il "lo faccio per te".
Con questo tipo di pensiero ergiamo come motore del nostro comportamento il bene dell'altro. Se osseviamo meglio però, dietro questa affermazione spesso non c'è realmente il bene altrui, piuttosto una difficoltà nel prendere decisioni di cui non vogliamo assumerci la responsabilità e quindi dirottiamo tutto sull'altro o meglio ancora, su ciò che noi crediamo sia il bene per l'altro.

Spesso dimentichiamo che..
Quando si tratta della nostra vita, il potere decisionale è nostro; la responsabilità del nostro benessere è nostra. Siamo noi il punto da cui possiamo e dobbiamo partire per prendere decisioni.
Ciò non significa essere egoisti ma iniziare dall'unica cosa che possiamo conoscere bene: noi stessi.
Saremmo presuntuosi, al contrario, nel dire di scegliere per il bene di un altro.
Benessere e malessere (in una relazione, rapporto, situazione) sono sotto la nostra responsabilità.
Il punto è che scegliere di stare bene alle volte è faticoso, ché significa lavorare su di sé, sperimentare qualcosa di nuovo, uscire dalla propria zona di comfort.
Per questo risulta piu facile buttare la colpa fuori, piuttosto che la responsabilità dentro.
Proviamo ad invertire il trend.

Uno dei regali che il 2023 mi ha donato è stata la riscoperta dei legami sinceri. Farlo non è stato semplice, ho dovuto ...
03/01/2024

Uno dei regali che il 2023 mi ha donato è stata la riscoperta dei legami sinceri. Farlo non è stato semplice, ho dovuto lasciare andare ciò che in quel momento per me era "casa", "saggezza", "verità".
E proprio nel momento in cui ho mollato la presa e decretato la resa ho iniziato a sentire un senso di straordinaria pace e libertà. È stato lì che mi sono accorta che prima qualcosa stonava, che amicizia non dovrebbe mai essere fatica e sacrificio, nemmeno sentirsi in gabbia o con le spalle al muro, non dovrebbe essere bisogno di misurare le parole.
L'amicizia è un qualcosa che va coltivato reciprocamente, non un semplice esserci quando capita. È presenza, vicinanza. È comprensione e condivisione, un legame in cui sentirsi al sicuro senza il terrore di dire o fare qualcosa di sbagliato per paura che l'altro possa offendersi o averne a male.
Se penso all'amico vedo un compagno di avventure, una persona schietta e sincera, che non dà giudizi travestiti da insegnamenti di vita ma arriva al momento giusto con la sua parola di conforto, che trova spazio per te nel marasma della vita. Ti fa sentire di esserci in modo sincero anche quando è distante.
Ed io, da amica, ho sempre cercato di essere questo.

Nel 2023 ho riscoperto una cosa fondamentale che aimé, mettendo qualcun altro avanti a me, avevo perso di vista:
Amicizia non è vincolo, ma libertà.
❤️

Una delle verità più importanti all'interno dei rapporti è sapere ascoltare e ascoltarsi, dare spazio al proprio sentire...
11/09/2023

Una delle verità più importanti all'interno dei rapporti è sapere ascoltare e ascoltarsi, dare spazio al proprio sentire ma anche a quello altrui.
L'altra delle cose importanti è riuscire a parlare: dei propri bisogni, di ciò che si sente, di quello che ci fa e non ci fa stare bene.
Nelle relazioni può capitare che l'altra persona ci ferisca o ci deluda, noi stessi possiamo deludere e ferire, non siamo perfetti né immobili.
Comprendere come ci sentiamo e riuscire ad esprimerlo così come ascoltare come si sente l'altro ci dà la possibilità di muoverci nella direzione che ci fa stare meglio.
A volte rimanendo al fianco dell'altra persona e costruendo qualcosa di nuovo, altre volte allontanandoci e prendendo cammini diversi.
Rimanere dove non si sta bene è ingiusto, sia per noi che per l'altro; pretendere che qualcuno rimanga a noi vicino quando non è lì che vorrebbe stare è allo stesso modo ingiusto, sia per noi che per l'altro.
Sintonizzarsi con quello che sentiamo, riuscire ad esprimerlo e accettarlo è un gesto d'amore e rispetto per sé e per chi ci è accanto.
Da lì può aprirsi il confronto, la crescita e il cambiamento.

Bisogna dirsele le cose (sia a sé che agli altri), sempre.

Una frase che si sente dire spesso è che quello che non uccide, rende forti.Come se soffrendo si creasse una sorta di ma...
02/02/2023

Una frase che si sente dire spesso è che quello che non uccide, rende forti.
Come se soffrendo si creasse una sorta di mantello dell'invincibilità. Non credo sia così, non è che più soffriamo, più forti diventiamo. Forse ci piace crederlo, un po' come premio di consolazione. Che l'unica cosa certa è che il dolore che abbiamo provato non possiamo cancellarlo, al massimo accettarlo. Perché quello che è stato non può essere cambiato ma si può provare a tollerarlo, ad integrarlo nell'immagine di noi. Si può provare a far si che i suoi effetti non intralcino troppo la nostra vita.
E questo non significa dimenticare o perdonare, alcune cose sono imperdonabili, significa invece avere cura di quella parte di noi come fosse di cristallo, da proteggere.
Col tempo smetteremo di soffrire per ciò che ci ha fatto male ma l'aver sofferto no, quello non passerà mai.
Ci sarà sempre un segno. Non tanto a ricordarci che siamo forti ma a dirci che il dolore può essere tollerato, che non abbiamo il controllo sugli eventi che ci accadono ma che, quando succede, possiamo trovare le risorse per rendere quella sofferenza un po' meno attivante.
Quel tipo di dolore finisce, l'aver provato quel dolore non finisce mai. Si può imparare, però, a conviverci.

Dott.ssa Francesca

Quello del natale non è per tutti un periodo facile e felice, ci si può sentire tristi, malinconici, irritabili, non ave...
23/12/2022

Quello del natale non è per tutti un periodo facile e felice, ci si può sentire tristi, malinconici, irritabili, non aver voglia di festeggiare o fare regali.
E va bene così.
Le nostre emozioni non funzionano a comando, non guardano il calendario, arrivano e basta. Anche a Natale.
Anzi, per alcuni questo periodo funziona proprio da trigger, da miccia che innesca emozioni spiacevoli, ricordi del passato che tornano a farsi sentire con l'effetto di stare più male del solito.
Per altri invece è un periodo magico, atteso, desiderato e pieno di gioia.
Se ti senti triste o nervoso sappi che non sei il solo, non sei sbagliato e che va bene così.
Se ti senti felice e di buon umore sappi che non sei il solo, non sei sbagliato e che va bene così.
Qualsiasi emozione tu stia provando in questo momento: va bene così!

A Natale (e anche il resto dell'anno) puoi.. sentirti proprio come vuoi! ❤️

Il vero regalo che possiamo farci è accogliere tutto ciò che sentiamo, ogni emozione racconta di noi, presto o tardi passerà, ed è standoci a contatto che impariamo che può essere tollerata, anche se fa male.

Francesca

L'invidia è un sentimento che viene spesso visto in modo critico, come qualcosa che va negato o nascosto.Ciò accade perc...
01/12/2022

L'invidia è un sentimento che viene spesso visto in modo critico, come qualcosa che va negato o nascosto.
Ciò accade perché tante volte è accompagnato da vissuti di rabbia, disprezzo, indignazione. L'altro viene visto come qualcuno che possiede qualcosa che a noi manca e che pensiamo di non poter ottenere e questo ci fa sentire insoddisfatti.

Il sentimento speculare all'invidia è l’ammirazione, che compare quando riusciamo a riconoscere le qualità altrui senza sentirci per questo in difetto, senza svalutarci o sentirci inferiori.

Vedere che qualcuno possiede qualcosa che vorremmo può essere uno sprone a muoverci verso ciò che desideriamo!
Sta a noi scegliere come usare la nostra invidia!
😉

A volte le parole non escono, rimangono strozzate in gola. A volte non ci diamo il permesso di pensarle, figuriamoci di ...
25/10/2022

A volte le parole non escono, rimangono strozzate in gola. A volte non ci diamo il permesso di pensarle, figuriamoci di dirle.
Eppure riuscire a farlo aiuta.
Portare fuori serve a prendere consapevolezza, a distanziarsi. A vedere meglio.
Un po' come quando per scoprire cosa c'è dentro quella vecchia scatola abbandonata in un armadio tiriamo fuori tutto, che potremmo anche non aprirla o solo frugare con una mano ma prendiamo gli oggetti uno ad uno, li tocchiamo, sfogliamo e poi li poggiamo lì, di fronte a noi.
Anche con le parole possiamo fare così, scriverle in lettere che mai consegneremo, imbastirle in conversazioni che non è detto avverranno nella realtà. Ché non dobbiamo mica per forza dirle all'altro, a volte basta semplicemente riuscire a buttarle fuori, le parole.
Lasciare che escano, insieme alle emozioni, perché spesso vanno a braccetto. Non riusciamo a dire ciò che non ci diamo il permesso di provare.
Pennebaker illustra l’enorme potere della scrittura espressiva (intesa come il dare espressione scritta dei propri pensieri ed emozioni rispetto a situazioni dolorose o traumatiche) nel garantire uno stato di benessere. Parlare o scrivere possono modificare il modo in cui ci sentiamo.
Per questo ha senso scrivere lettere che mai consegneremo, fare finta di parlare a qualcuno per dirgli ciò che vorremmo anche se non è lì con noi. È liberatorio.
Per questo fa bene descrivere ciò che stiamo sentendo, anche quando è doloroso, ché quel dolore diventerà un po' più leggero.

Buona serata,
Francesca

•Giornata mondiale per la salute mentale•"Vai da uno psicologo? E come mai? Meglio che tu non lo faccia sapere in giro!M...
10/10/2022

•Giornata mondiale per la salute mentale•

"Vai da uno psicologo?
E come mai?
Meglio che tu non lo faccia sapere in giro!
Ma sei proprio sicurə di averne bisogno?"

Anche a voi è capitato di sentire queste frasi? Magari dette con stupore o con tono vagamente preoccupato o giudicante? Come se andare in terapia rappresentasse qualcosa di grave e da tenere nascosto.
Eppure nessuno mai si stupirebbe se al posto di psicologo ci fosse la parola ortopedico, dentista, cardiologo, ecc.

Il prefisso psi alle volte fa paura ed in effetti servono tanta forza e coraggio per iniziare una terapia
Non è facile scegliere di chiedere aiuto ed una volta iniziata non è semplice scegliere di rimanere. A volte i miglioramenti sono lenti, quasi impercettibili. A volte può succedere di iniziare a stare peggio rispetto a quando si è entrati per la prima volta in quella stanza.
La terapia porta a prendere contatto con le nostre emozioni, con tutte le parti di noi che nel tempo avevamo accantonato, ci fa essere presenti a noi stessi, con tutto quello che questo comporta.
Un percorso psicologico richiede impegno, costanza, determinazione. Serve essere sufficientemente solidi per sostenere i terremoti emotivi a cui si potrebbe andare incontro.
Non è scontato essere disposti ad affrontare un percorso del genere.
È qualcosa di faticoso ma che porta ad un cambiamento nel modo di sentire, vedere, pensare, agire. A stare meglio.
Per questo prendersi cura di sé è un gesto rivoluzionario!

La giornata mondiale della salute mentale serve a ricordarci che il nostro benessere emotivo è importante, prendiamocene cura!
E se ne sentiamo il bisogno valutiamo la possibilità di chiedere aiuto.

Dott.ssa Francesca

06/10/2022

•La storia del diamante del venditore di cucchiai•

Il diamante dei cucchiai è un celebre diamante a forma di goccia del peso dichiarato di 86 carati custodito nel Museo Topkapi di Istanbul in Turchia; viene considerato il quinto diamante più grande al mondo ma stime recenti fanno ritenere il suo vero peso più del doppio di quello ufficialmente riportato.
Fu rinvenuto nel 1669 nella discarica di Egrikapi a Istanbul da un mendicante che, credendolo un bel pezzo di vetro ma ignorandone suo valore, tentò di venderlo nei mercati della città fino a quando lo cedette ad un artigiano in cambio di tre cucchiai di legno. Quest'ultimo, a sua volta lo vendette a un gioielliere per l'esigua cifra di dieci monete d'argento.

Buona serata,
Dott.ssa Francesca

Poi un bel giorno capita così, ti accorgi che qualcosa è cambiato, che tu sei cambiata.Fatichi a trovare un momento prec...
19/09/2022

Poi un bel giorno capita così, ti accorgi che qualcosa è cambiato, che tu sei cambiata.
Fatichi a trovare un momento preciso in cui questo è avvenuto, però senti che è così. E non sai dire come o in che modo sia successo; ché probabilmente è stato un insieme di cose.
Ti senti forte, invincibile, diversa; sicura della persona che sei, dei tuoi bisogni, di ciò che vuoi. Intorno a te mondo e persone appaiono cambiate, eppure loro son sempre le stesse, sei tu a vederle con occhi nuovi. Ti rendi conto di stare stretta in certe situazioni, di vivere in maniera nuova alcune relazioni.
Succede che ciò che sembrava impensabile ora non solo può essere immaginato ma anche essere vissuto.
Sorridi. Respiri. Ti senti bene. Eppure pensando al futuro un po' di paura ce l'hai, quasi come se aspettassi al varco il ritorno di quell'immagine grigia che fino a qualche tempo fa veniva a farti compagnia. Quando pensavi di non essere importante, quando ti vedevi sola e ferma in mezzo a tanti in movimento. Istantanee dei momenti bui che nel tempo hanno cambiato i contorni, ma mai il colore.
Forse quel grigio tornerà, così come torneranno i giorni tristi, ma sai che dentro di te qualcosa è cambiato.
Ora sei a colori, senti a colori.
Poi chissà, magari lungo il percorso imparerai ad apprezzare anche quel grigio lì e capirai che pure quello serve.

Spesso all'inizio di una terapia mi viene chiesto quanto durerà. La verità è che non si può sapere quanto andrà avanti, un percorso dura fintanto che la persona lo sente necessario.
E non avviene solo dentro la stanza psy, lì si gettano i semini che potranno germogliare, crescere, fiorire. Servono però tempo, terreno fertile e pazienza.
Poi un bel giorno capita così, ti accorgi che qualcosa è cambiato, che tu sei cambiata.

❤️

Buona serata,
Dott.ssa Francesca

16/09/2022

La metafora dei due scalatori di Harris vuole sottolineare come un terapeuta non sia una persona che ha risolto tutti i suoi problemi, che non incontri difficoltà o che sappia sempre qual è la strada giusta da seguire. Tuttavia, proprio perché sta scalando una montagna diversa da quella del paziente, può aiutarlo a costruire ed integrare nuovi punti di vista grazie ai quali la persona potrà scegliere la via per sé migliore da seguire.

Qui le parole di Harris:
"Molte persone arrivano dallo psicologo credendo che sia una sorta di essere illuminato, che ha risolto tutti i suoi problemi e ha messo tutto a posto, ma in realtà non è così.
È più come se tu stessi scalando la tua montagna là in fondo ed io stessi scalando la mia montagna quaggiù. E da dove sono io, sulla mia montagna, posso vedere cose sulla tua montagna che tu non puoi vedere, come una valanga che sta per cadere, o un sentiero alternativo che puoi imboccare o che non stai utilizzando la tua piccozza in modo efficace.
Ma ti prego di non credere che io abbia raggiunto la cima della mia montagna e mi sia seduto e rilassato, a prendermela con calma. Il fatto è che io sto ancora scalando, sto ancora facendo errori e sto ancora imparando da questi. E alla fine, siamo tutti uguali. Stiamo tutti scalando la nostra montagna.
La cosa bella è che possiamo migliorare sempre più nello scalare ed imparare ad apprezzare il viaggio."

Buona giornata,
Dott.ssa Francesca

• Io sono responsabile di ciò che dico io, non di quello che capisci tu •Non possiamo sapere in che modo le altre person...
02/09/2022

• Io sono responsabile di ciò che dico io, non di quello che capisci tu •

Non possiamo sapere in che modo le altre persone comprendono ciò che comunichiamo loro, ci sono però delle "strategie" che possiamo utilizzare per evitare di fraintendere ed essere fraintesi.
Scorri le immagini per scoprire quali.

Buona weekend,
Dott.ssa Francesca

Indirizzo

Corso Della Repubblica Nº 75
Forlì
47122

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
17:30 - 19:00
Martedì 09:00 - 12:00
17:30 - 19:00
Mercoledì 17:30 - 19:00
Giovedì 09:00 - 12:00
17:30 - 19:00
Venerdì 17:30 - 19:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Francesca Aloisi Psicologa - Psicoterapeuta pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Francesca Aloisi Psicologa - Psicoterapeuta:

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

Digitare

Chi sono.

Dott.ssa Francesca Aloisi.

Psicologa dal 2015 (iscritta all’albo dell’Emilia Romagna n°8184), dal 2019 sono diventata Psicoterapeuta presso la Scuola Bolognese di Psicoterapia Cognitiva ad indirizzo Costruttivista ed Evolutivo.

Nella mia attività privata lavoro con adulti, bambini ed adolescenti offrendo loro colloqui di sostegno psicologico destinati principalmente al trattamento dei disturbi d'ansia, dell'umore, disturbi dello spettro ossessivo compulsivo, disturbi sessuali ma anche difficoltà relazionali, gestione dello stress e della rabbia.

Oltre all'attività di psicologa svolgo anche quella di educatrice pomeridiana presso una scuola elementare.