Dojo Zen Sanrin

Dojo Zen Sanrin a ven. 8:00-18:00 Un dojo Zen è il "luogo in cui si pratica la Via" dando spazio innanzi tutto a zazen. A mani giunte, in gassho, grazie

Fondato a Marzo del 1990
centro di Dharma di tradizione Mahayana Zen Soto
consociato all’Unione Buddhista Italiana dal 1997

ZAZEN i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)

Informazioni
via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. DOJO ZEN SANRIN
Associazione Sanrin - Fossano (CN) - Piemonte - www.sanrin.it
Contatto: via e-mail segreteria@sanrin.it
oppure via posta-Facebook o Instagram

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"Il vento che attraversa
le porte del dojo,
nessuno lo trattiene." Il Dojo Zen Sanrin è un centro di Dharma, non residenziale, che appartiene alla tradizione buddhista Mahayana Zen Soto, l'antica scuola originariamente fondata in Cina da Tozam Ryokai e Sozan Honjaku, poi, portata in Giappone dal grande Maestro Dogen Zenji Sama (1200–1253), ed infine in Europa alla fine degli anni '60 del secolo scorso dal Maestro Taisen Deshimaru Roshi (1914–1982). Anche se zazen può essere praticato ovunque, il dojo, soprattutto agli inizi, è il luogo più appropriato nel quale praticare sotto la guida sicura di un maestro di riferimento e di insegnanti praticanti ordinati più anziani. Un dojo Zen offre ed esprime le condizioni ideali per la pratica: andare insieme agli altri al di là del proprio "io", al di là delle discussioni, attraverso la concentrazione sulla postura, sui gesti e ogni azione, armonizzandosi con gli altri, con se stessi e con la realtà che ci circonda, seguendo millenarie regole tradizionali. Zazen nella sede del dojo inizia sempre all'ora esatta ed è pertanto necessario ritrovarsi nel dojo per favore almeno un quarto d'ora prima, o all'orario di apertura quando un principiante desidera essere introdotto alla pratica per la prima volta. Questi sono i nostri orari settimanali (attualmente di nuovo ripristinati in questa fase di miglioramento durante la corrente pandemia) :

- lunedì, apertura della sede alle19:15; zazen 20:00-21:30
(martedì, apertura alle19:45; zazen 20:30-22:00 ORA TEMPORANEAMENTE SOSPESO)
- sabato, apertura alle 7:30; zazen 8:15-9:45

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Oltre agli orari di zazen, il Dojo Zen Sanrin da molti anni offre anche altre attività parallele alla pratica le quali, però, a causa della pandemia sono rimaste sospese quest'anno sin dal mese di marzo: la pratica del rilassamento "la ciotola vuota" eseguita con le campane nepalesi-tibetane le quali sono state introdotte anni fa da noi in città, la pratica mensile della calligrafia "shodo", quella dello yoga per bambini, ecc., tutte quante su previa prenotazione visto la limitata capacità della sede di questo dojo Zen e del numero dei monaci che si rendono disponibili a guidare le attività. Quando si sarà certi della conclusione della pandemia e dell’esito della campagna vaccinale in sviluppo, alcune fra quelle attività forse potrebbero ritornare nella programmazione di questo dojo. Attualmente, restiamo comunque presenti e disponibili via online sia tramite e-mail (dojo@sanrin.it) e sia in tre reti sociali:
► Pagina Facebook: https://www.facebook.com/DojoZenSanrin
► Canale YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCiXY5L-Em5rsI86-YARZczA/about
► Pagina Instagram: https://www.instagram.com/dojozensanrin/

Essendo una associazione senza scopo di lucro, in accordo con l'INTESA firmata dallo Stato Italiano con l'Unione Buddhista Italiana, si informa che secondo la disposizione di legge è possibile fare donazioni a sostegno del Dojo Zen Sanrin. In tal caso, si può farlo tramite bonifico bancario: Banca di Credito Cop. di Benevagienna BCC - agenzia di Fossano - IBAN: IT61T0838246320000030191951, inserendo nella causale "donazione per il sostegno al culto" e il nome dell'associazione che supporta il dojo ovvero Associazione Sanrin.

Dojo Zen Sanrin di Fossanolunedì 23 febbraio 2026, zazen delle 20:00kusen del monaco Yushin       "La solitudine mi fa f...
24/02/2026

Dojo Zen Sanrin di Fossano
lunedì 23 febbraio 2026, zazen delle 20:00
kusen del monaco Yushin

"La solitudine mi fa felice
nei luoghi inesplorati
come davanti a una bottiglia.
Il mio unico amico
è questo tiglio.

Ieri sera siamo rimasti
a lungo svegli, a parlare.
Abbiamo fatto così tardi
che temo di aver sentito di nuovo
il sussurro del cielo vuoto."

Zazen stesso è la cerimonia di questa sera.
Il silenzio accompagna i defunti e i malati al loro destino,
senza opposizione e senza attaccamento.

Le azioni... - lo dico ai bodhisattva -
le azioni per salvare il mondo dipendono dalle circostanze.
Alla fine la foresta della saggezza sarà così f***a da ricoprire l’universo.

🙏

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A tutti coloro che ci visitano in questo spazio virtuale accessibile a chiunque: per favore lasciate sempre un segno visibile del vostro passaggio, di modo a comunicare trasparenti qui fra noi in modo etico (non da "fantasmi in rete"), grazie.

🙏 Possano tutti gli esseri viventi stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre custodendo pace interiore da condividere.

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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
Informazioni
via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00

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(Immagine: alberi qui dei dintorni, foto di proprietà dell'archivio privato di ©DDF)

Dojo Zen Sanrin - "Foresta nella Montagna"Da trentasei anni questo centro di Dharma è presente a Fossano, Piemonte, nel ...
20/02/2026

Dojo Zen Sanrin - "Foresta nella Montagna"

Da trentasei anni questo centro di Dharma è presente a Fossano, Piemonte, nel cui zendo silenziosamente ci sediamo in zazen e camminiamo in kinhin settimanalmente così come i reverendi tre più anziani monaci taiko* (unsui Yushin, Daido e Doju, discepoli ordinati dal Rev. Yuno Roland Rech Roshi) in semplicità e gentilezza condividono qui in città la trasmissione di insegnamenti buddhisti della Via del Dharma - tradizione Mahayana Zen Soto - con al centro la pratica di zazen:
coloro che desiderassero parteciparvi in pace a zazen insieme a noi, sono benvenuti.

A tutti coloro che ci visitano invece in questo spazio virtuale accessibile a chiunque: per favore lasciate un segno visibile del vostro passaggio, di modo a comunicare fra noi anche qui in modo etico (non da "fantasmi in rete"), grazie.

🙏 Possano tutti gli esseri viventi stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre custodendo pace interiore da condividere.



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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)

Informazioni
via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00
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(*) La parola taiko oltre ad essere titolo di riguardo verso un Maestro spirituale - nello Zen i Sensei e i Roshi -, così come da Dogen spiegato nello "Eihei Shingi" (Regola dei monaci zen del tempio Eihei) è usualmente riferita agli ordinati monastici (unsui) che per anzianità di pratica maturano, inizialmente, il rango di ajari (acarya) a cinque anni di pratica consecutiva nello zendo, sesshin, zazenkai, campi estivi ecc., e poi, quello di osho (upadhyaya) dai dieci e più anni di pratica in avanti.
Dai praticanti laici e ordinati con meno anzianità sono pertanto considerati rispettosamente attraverso un gentile comportamento riguardoso nei loro confronti come pure nell’ascolto a proposito sia degli insegnamenti spirituali, sia di indicazioni sulla pratica o anche su incarichi da svolgere in un dojo zen che, i taiko motivati ad aiutare i principianti, impartiscono amorevoli a partire della propria esperienza personale a beneficio di tutti.
Come tutti gli esseri umani anche i taiko potrebbero incorrere in sbagli commessi - di certo senza intenzione negativa -, ciò non toglie che siano sempre trattati rispettosamente e mai con loro si creino discussioni, pur se in occidente spesso per le persone questo modo di rapportarsi non risulti subito spontaneo nei confronti di praticanti spirituali anziani.
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(Immagine: zazen; opera grafica, la cui firma d'autore/autrice non conosciamo, eseguita a partire da una immagine del Maestro Taisen Deshimaru in zazen)

Se vi hanno toccato il cuore i primi quattro versi del Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌ di Dogen Zenji ch...
19/02/2026

Se vi hanno toccato il cuore i primi quattro versi del Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌ di Dogen Zenji che in questi precedenti giorni abbiamo condiviso qui, vi invitiamo a leggerlo nella sua interezza tenendo ben presente che l'essenza di questo insegnamento è che il sutra non è il testo di Dogen Zenji bensì la Natura stessa: è Lei il sutra da ascoltare ed approfondire attraverso la sua generosa saggezza costante espressione di silenzioso zazen degli Esseri Illuminati.

Se vi siete avvicinati alla Via del Dharma trasmessa dai Buddha, allora non confondetevi, non illudetevi, applicate piuttosto con umiltà e costanza quotidiana gli insegnamenti che avete il privilegio di ascoltare trasmessi dai Maestri e Maestre e dai taiko più anziani di pratica e di ordinazione monastica.

Il samsara è un luogo complesso, praticare la Via implica giusta visione e molto ascolto.

🙏

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Al Dojo Zen Sanrinn ci sediamo silenziosamente in zazen e camminiamo in kinhin settimanalmente così come i tre anziani monaci (gli unsui Yushin, Daido e Doju) da decenni in semplicità condividono la pratica della Via del Dharma qui in città.
Coloro che desiderassero parteciparvi in pace insieme a noi, sono benvenuti.

Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏



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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
Informazioni / via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00
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(Immagine: paesaggio con montagne e fiume qui attorno alla città; foto di DDF)

Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌdi Dogen Zenji Auspiciosamente augurando oggi Losar la Tashi Delek a tutt...
18/02/2026

Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌ
di Dogen Zenji

Auspiciosamente augurando oggi Losar la Tashi Delek a tutti i nostri fratelli e sorelle cari amici tibetani per il capodanno del Cavallo di Fuoco che avviene in questa fase lunare maturata questa notte, di seguito ai primi tre versi già condivisi in questa pagina nei giorni precedenti ecco ora la quarta strofa del Sutra delle Montagne e delle Acque – Sansui kyō, sempre auspicando siano di beneficio ai lettori che con cuore sincero ci visitano qui:

4.
“Poiché le montagne verdi camminano, sono permanenti. Sebbene camminino più veloci del vento, qualcuno in montagna non se ne rende conto né lo capisce. "In montagna" significa la fioritura del mondo intero. Le persone al di fuori delle montagne non si rendono conto o non capiscono che le montagne camminano. Coloro che non hanno occhi per vedere le montagne, non possono realizzare, capire, vedere o sentire tutto ciò così com'è.
Se dubiti di camminare in montagna, non conosci il tuo cammino; non è che non cammini, bensì che non conosci o non comprendi il tuo cammino. Poiché conosci la tua camminata, dovresti conoscere appieno la camminata delle verdi montagne.
Le montagne verdi non sono né senzienti né insenziente. Nemmeno tu sei né senziente né insenziente. In questo momento non puoi dubitare delle verdi montagne che camminano.”

[ Trasmesso ai monaci del Kannondōri-Koshōhōrinji, il 18 ottobre 1240; trascritto da Ejo il 3 giugno 1242 nell’alloggio del discepolo principale del Kippō-ji; trad. dal giapponese di K. Tanahashi/1985 ]

*
Commentario:
Poiché la percezione degli esseri umani è offuscata karmicamente dalle illusioni del proprio "io" cui la visione - effettiva, peculiare del senso della vista, come pure quella intuitiva più profonda maturata spiritualmente -, sfugge ai più quella del movimento vitale cosmico dove montagne e acque e tutti gli esseri sono non-due. Nell'impermanenza di tutto ciò che, perfetto così com'è, si manifesta nella natura il Risveglio espresso da montagne e acque che ci insegnano con il loro esempio chiaro, se e quando si può vederle muovere tutti quanti insieme si è liberi da categorie e separazioni.
Se procedendo nella Via rimane dualità fra dubbi e certezze, nessun occhio (esteriore o interiore) è abile per vedere né montagne, né acque, né i propri piedi e né, tanto meno, la Via.

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Al Dojo Zen Sanrinn ci sediamo silenziosamente in zazen e camminiamo in kinhin settimanalmente così come i tre anziani monaci (gli unsui Yushin, Daido e Doju) da decenni in semplicità condividono la pratica della Via del Dharma qui in città.
Coloro che desiderassero parteciparvi in pace insieme a noi, sono benvenuti.
Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏



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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
Informazioni / via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00

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(Immagine: paesaggio oggi qui attorno alla città; foto di DDF)

Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌdi Dogen Zenji3.“Il sacerdote Daokai del Monte Furong disse all'assemblea...
17/02/2026

Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌ
di Dogen Zenji

3.
“Il sacerdote Daokai del Monte Furong disse all'assemblea «Le verdi montagne camminano sempre; una donna di pietra dà alla luce un bambino di notte».
Le montagne non mancano delle qualità delle montagne. Perciò stanno tranquille e camminano sempre. Dovreste esaminare in dettaglio questa qualità del loro camminare.
Il camminare delle montagna è proprio come il camminare umano. Di conseguenza, non dubitate del camminare delle montagna pure se non sembra uguale a quello umano. Le parole dell'antenato Buddha indicano il camminare. Questa è una comprensione fondamentale. Dovresti penetrare queste parole.”

[ Trasmesso ai monaci del Kannondōri-Koshōhōrinji, il 18 ottobre 1240; trascritto da Ejo il 3 giugno 1242 nell’alloggio del discepolo principale del Kippō-ji; trad. dal giapponese di K. Tanahashi/1985 ]

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Auspiciosamente, di seguito ai primi due versi di ieri, oggi abbiamo continuato ora condividendo qui sopra la terza strofa del Sutra delle Montagne e delle Acque – Sansui kyō, sempre augurando siano di beneficio ai lettori che visitano questa pagina:

Commentario:
Gli esseri umani facilmente si confondono interpretando i fenomeni, separando se stessi dalla natura e, soprattutto, separandosi dalla natura del Risveglio. Tutto è movimento, non c’è nulla da capire così come nulla da attendere, esattamente come la potenza di un parto di notte. Ogni fenomeno è perfetto così com’è, nulla manca né a montagne né al loro muoversi cui gli occhi umani faticano a percepirlo e, così, illusi, come bambini si agitano senza fermarsi.
La realtà non è come pensiamo che sia o che debba essere. La Via è sotto i nostri piedi. Finché non lo comprendiamo e ne siamo non-due con essa, non sarà possibile camminare con le montagne. Finché tale comprensione non sarà la visione da ciascuno attuata, spontaneamente come il respirare, le indicazioni dei Buddha per noi, esseri umani, rimangono parole al vento, non accolte nei nostri passi. Addentrandoci invece nella continuità del cammino, esso si compie naturalmente insieme al muoversi di montagne e acque.

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Al Dojo Zen Sanrinn ci sediamo silenziosamente in zazen e camminiamo in kinhin settimanalmente così come i tre anziani monaci (gli unsui Yushin, Daido e Doju) da decenni in semplicità condividono la pratica della Via del Dharma qui in città.
Coloro che desiderassero parteciparvi in pace insieme a noi, sono benvenuti.

Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏



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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
Informazioni / via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00

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(Immagine: montagne e nuvole questa mattina all'alba qui in città; foto di DDF)

Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌdi Dogen Zenji1.“Montagne e acque sono la attualizzazione della antica Vi...
16/02/2026

Sutra delle Montagne e delle Acque – SANSUI KYŌ
di Dogen Zenji

1.
“Montagne e acque sono la attualizzazione della antica Via del Buddha. Ognuna dimorando nella sua propria espressione fenomenica, realizza completezza. Perché montagne e acque sono state attive sin da prima dell’Eone Vacuità, sono viventi in questo momento. Perché sono state il Sé sin da prima della nascita delle forme, sono realizzazione.

2.
Perché le montagne sono alte e ampie, la via per cavalcare le nuvole si raggiunge sempre in montagna; l'inconcepibile potere di librarsi nel vento proviene liberamente dalle montagne.”

[ Dal SANSUI-KYŌ, trasmesso da Dogen Zenji Roshi Sama ai monaci del Kannondōri-Koshōhōrinji il 18 ottobre 1240, trascritto dal Molto Rev. Ejo il 3 giugno 1242 nell’alloggio del discepolo principale del Kippō-ji; trad. dal giapponese di K. Tanahashi/1985 ]

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Auspiciosamente iniziamo oggi qui la nuova settimana condividendo qui sopra queste due prime strofe del Sutra delle Montagne e delle Acque – Sansui kyō, augurando siano di beneficio ai lettori che visitano questa pagina.

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Commentario:
Qualunque via spirituale offre modo per imparare a vedere se stessi, vedere i fenomeni o paesaggio interiore, vedere le proprie illusioni e la continua individuale ricerca di gratificazioni, di conferme altrui, di immaturamente desiderare stare solo con ciò che piace al "me” e respingere ciò che al "me non piace”.
Nella Via del Dharma trasmessa dai Buddha, peculiarmente nella tradizione Mahayana Zen si trova la possibilità di sedersi silenziosamente in consapevolezza nella postura simile alle montagne (zazen / shikantaza) come pure di camminare silenziosamente in consapevolezza fluidamente simile come acque che scorrono (kinhin). Questa possibilità è offerta a chiunque a beneficio di maturare l’ “io” che sovente è colmo di richieste e non sa abbandonarle, che imputa la causa delle proprie personali sofferenze agli altri (...persone, situazioni, relazioni, lavoro, politici, traffico, società, mondo, ecc.), l' "io" che piuttosto di confrontarsi con disagi e ostacoli attraverso i quali rispecchiarsi e imparare pacificamente a vedere le nuvole che mutano continuamente, invece continua a proiettare altrove il sorgere delle cause delle proprie difficoltà e, così, resta a vale dove rimane a non vedere ancora il paesaggio.

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Al Dojo Zen Sanrinn ci sediamo silenziosamente in zazen e camminiamo in kinhin settimanalmente così come i tre anziani monaci (gli unsui Yushin, Daido e Doju) da decenni in semplicità condividono la pratica della Via del Dharma qui in città.
Coloro che desiderassero parteciparvi in pace insieme a noi, sono benvenuti.

Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏




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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)

Informazioni / via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00
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(Immagine: montagne e acque invernali manifeste nel paesaggio qui attorno; foto di DDF)

Dojo Zen Sanrin: zazenkai domenica 15 Febbraio 2026🙏* * *NOTA - "zazenkai" (座禅会) è una forma di breve ritiro buddhista M...
14/02/2026

Dojo Zen Sanrin: zazenkai domenica 15 Febbraio 2026🙏

* * *

NOTA - "zazenkai" (座禅会) è una forma di breve ritiro buddhista Mahayana Zen cui si potrebbe tradurre, letteralmente, come "riunirsi per zazen"; normalmente può durare o solo una mattinata o mezza giornata oppure, al massimo, una giornata intera essendo una sorta di un breve sesshin (nello Zen, "sesshin" è un ritiro che dura più giorni); un zazenkai è organizzato attorno alla pratica di due o più zazen e include sempre insegnamenti di Dharma ("teisho") i quali, in questo caso, saranno sul tema della ricorrenza di "Nehan-e" ovvero il MahaParinirvana di Buddha Shakyamuni.

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Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏
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(Immagine: cliccarci sopra per aprire la locandina nella sua interezza)





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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin i lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
Informazioni / via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00
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CAMMINARE PER LA PACEugualmente sedersi in zazen per la paceNella quotidianità delle giornate di ciascuno, vi invitiamo ...
13/02/2026

CAMMINARE PER LA PACE
ugualmente sedersi in zazen per la pace

Nella quotidianità delle giornate di ciascuno, vi invitiamo continuare a praticare l'amorevole saggezza del Dharma sia camminando silenziosamente con passi pacifici e ugualmente sia sedendoci in zazen, seguendo l'esempio di gentilezza e potenza spirituale che in questi ultimi mesi hanno offerto i venti venerabili Bhikkhu insieme al cane Aloka attraverso Walk for Peace...
..poiché la camminata per la pace non è mai finita, la camminata continua finché siamo in vita gli uni per gli altri:

al Dojo Zen Sanrin (*) ci sediamo silenziosamente in zazen e camminiamo in kinhin settimanalmente così come i tre anziani monaci (gli unsui Yushin, Daido e Doju) da decenni in semplicità condividono la pratica della Via del Dharma qui in città.
Coloro che desiderassero parteciparvi in pace insieme a noi, sono benvenuti.

Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏

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Possa io essere libero dal risentimento e dal conflitto.
Possa io essere libero dalla sofferenza fisica.
Possa io essere libero dalla sofferenza mentale.
Possa io essere libero dal pericolo, e che il mio corpo e la mia mente siano in pace.
Possano tutti gli esseri essere liberi dal risentimento e dal conflitto.
Possano tutti gli esseri essere liberi dalla sofferenza fisica.
Possano tutti gli esseri essere liberi dalla sofferenza mentale.
Possano tutti gli esseri essere liberi dal pericolo, e possano i loro corpi e le loro menti essere in pace.

Possiate voi e tutti gli esseri stare bene, felici e in pace.

🙏

May I be free from resentment and conflict.
May I be free from physical suffering.
May I be free from mental suffering.
May I be free from danger, and may my body and mind be at peace.
May all beings be free from resentment and conflict.
May all beings be free from physical suffering.
May all beings be free from mental suffering.
May all beings be free from danger, and may their bodies and minds be at peace.

May you and all beings be well, happy and at peace.

🙏



Global Peace Initiative of Women Unione Buddhista Italiana

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(Immagine: i Venerabili Bhikkhu praticando il Dhammayatra (camminare silenziosamente a piedi diffondendo il Dharma) negli Stati Uniti d'America del Nord in questi giorni attuali; foto condivisa nella pagina "Walk for Peace")

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(*) ZAZEN al Dojo Zen Sanrin lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
Informazioni / via e-mail: segreteria@sanrin.it
via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00

12/02/2026

Ugualmente come abbiamo qui scritto nel post anteriore...

in questa attualità mondialmente attraversando un difficile e oscuro momento storico di grande complessità siamo convinti della importanza di contribuire al massimo, ciascuno di noi, nel nutrire pace interiormente e diffondere notizie di pace.

Per ciò ora condividiamo qui il link con la registrazione video che vi invitiamo a guardare, e per favore anche diffondere, riguardo la meditazione mondiale sulla amorevole gentilezza realizzata alla Cerimonia Conclusiva del Walk for Peace avvenuta ieri al Lincoln Memorial, Washington a termine della marcia a piedi durata 108 giorni per 2.300 miglia attuata silenziosamente dai venti nostri venerabili fratelli bhikkhu insieme al cane Aloka guidati da Bhante Paññākāra.
Di seguito, pubblichiamo la trascrizione della preghiera fatta da questo così luminoso e coraggioso Bhante:

“Possa ogni nazione vivere in sicurezza, stabilità e dignità, libera dalla paura, dal caos e dalla sofferenza inutile.
Possa ogni persona essere ascoltata, rispettata e protetta indipendentemente dalla razza, dal suo background, dalla fede o dalla lingua che parla.
Che la paura venga sostituita dalla comprensione e che l'incomprensione non diventi mai più motivo di violenza.
Possa l’odio trasformarsi in compassione così che il dolore venga affrontato con cura invece che con colpa.
Possa la pace esistere non solo nelle parole e nei discorsi, ma nelle leggi, nelle politiche, nelle comunità e nella vita quotidiana.
Possa la vera forza essere misurata non dal controllo, dalla forza o dalle armi, ma dal modo in cui ci proteggiamo a vicenda, in particolare i nostri figli e le persone vulnerabili.
Che il progresso cammini sempre insieme all’etica e la crescita non si fondi mai sulla sofferenza umana.
Che si preferisca il dialogo al confronto e l’ascolto al giudizio nelle famiglie, nelle società e nelle nazioni.
Possano le persone trovare la pace nel proprio cuore affinché il mondo non abbia più bisogno della violenza per sopravvivere.
Possa il cammino verso la pace non aver bisogno di nemici, ma soltanto di esseri umani che ritornino alla moralità, alla responsabilità e agli altri.
Ultimo ma non meno importante, ricordatevi ogni mattina di scrivere e dire ciò di cui abbiamo parlato… "Oggi sarà la mia giornata pacifica."
Una preghiera per i secoli.
Sentitevi libero di ripubblicare e diffondere!”

* * *

Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏

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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
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via telefono: da lun. a ven. 8:00-18:00

In questa attualità mondialmente attraversando un difficile e oscuro momento storico di grande complessità siamo convint...
12/02/2026

In questa attualità mondialmente attraversando un difficile e oscuro momento storico di grande complessità siamo convinti della importanza di contribuire al massimo, ciascuno di noi, nel nutrire pace interiormente e diffondere notizie di pace. Pertanto, da parte del Dojo Zen Sanrin, anche attraverso il condividere qui ancora testimonianze a proposito dell'eccezionale evento che è "Walk for Peace" guidato dal Venerabile Bhikkhu Paññākāra, dunque, ecco le parole del Bhikkhu Rahula:

"Nel 2023 dormivano per terra in India.
Nel 2026, l’America era al loro fianco...
Nessun palco. Nessun riflettore. Solo 2.300 miglia di intenzione incrollabile. Quasi venti monaci buddisti del Centro Vipassana Bhavana Hương Đạo di Fort Worth sono entrati nelle autostrade pubbliche e le hanno trasformate in un pellegrinaggio vivente noto come Cammino per la Pace. Partendo dal Texas, i loro passi disciplinati li hanno portati attraverso Louisiana, Mississippi, Alabama, Georgia, Carolina del Sud, Carolina del Nord e Virginia prima di raggiungere Washington, D.C. il 10 febbraio 2026, completando 108 giorni di movimento costante. Ciò che era iniziato in sordina si trasformò in qualcosa che la nazione non poteva più ignorare.
Guidati dal Venerabile Bhikkhu Paññākāra, i monaci camminavano con consapevolezza, compassione e nonviolenza al centro di ogni miglio. Molti giorni si estendevano per oltre 20 miglia. Alcuni camminavano a piedi nudi. Tutti seguivano la disciplina monastica di consumare un pasto al giorno. Non hanno cantato per attirare l'attenzione. Non hanno chiesto il riconoscimento. Durante le pause pranzo e gli incontri serali, hanno offerto discorsi di pace e semplici braccialetti per ricordare che la pace deve essere praticata prima di poter essere predicata. Al loro fianco camminava fedelmente Aloka, un cane da salvataggio la cui presenza calma è diventata un simbolo riconosciuto ben oltre il ciglio della strada.
Il viaggio non è stato privo di sacrifici. Il 19 novembre 2025, vicino a Dayton, in Texas, si verificò una tragedia quando un camion si scontrò con il veicolo di scorta del gruppo. Il venerabile Maha Dam Phommasan ha subito gravi ferite che hanno portato all'amputazione della parte inferiore della gamba. Il pellegrinaggio non è finito. Dopo l'intervento chirurgico e il recupero, si è riunito con i monaci a Snellville, in Georgia, nel gennaio 2026 e ha continuato ad andare avanti. Più o meno nello stesso periodo, Aloka è stato sottoposto a un intervento chirurgico TPLO per un infortunio al CCL a Charleston e in seguito è tornato a camminare per brevi tratti mentre guariva. La strada li ha messi alla prova. Hanno risposto con determinazione.
Le comunità hanno risposto con riconoscimento e rispetto. Austin ha dichiarato il 5 novembre 2025 la Giornata della Marcia per la Pace. Greensboro ha onorato i monaci il 19 gennaio 2026. Il governatore della Carolina del Nord Josh Stein ha riconosciuto il 24 gennaio 2026 al Campidoglio.
La governatrice della Virginia Abigail Spanberger ha proclamato il 2 febbraio 2026 la Giornata della Marcia per la Pace nel Commonwealth. Mentre milioni di persone seguivano il pellegrinaggio online, una verità divenne innegabile. La pace non viene eseguita. Viene praticato: miglio dopo miglio, stato dopo stato, cuore dopo cuore.
Nel 2023 riposarono a terra senza applausi. Nel 2026, l’America era al loro fianco. E in quel contrasto è stata scritta una storia più profonda, non di fama, ma di fede in azione.
Possiate voi e tutti gli esseri stare bene, felici e in pace."

"In 2023, they slept on the ground in India.
In 2026, America stood beside them...
No stage. No spotlight. Just 2,300 miles of unwavering intention. Nearly twenty Buddhist monks from the Hương Đạo Vipassana Bhavana Center in Fort Worth stepped onto public highways and turned them into a living pilgrimage known as the Walk for Peace. Beginning in Texas, their disciplined footsteps carried them across Louisiana, Mississippi, Alabama, Georgia, South Carolina, North Carolina, and Virginia before reaching Washington, D.C. on February 10, 2026, completing 108 days of steady movement. What began quietly grew into something the nation could no longer ignore.
Guided by Venerable Bhikkhu Paññākāra, the monks walked with mindfulness, compassion, and nonviolence at the center of every mile. Many days stretched beyond 20 miles. Some walked barefoot. All followed the monastic discipline of eating one meal a day. They did not chant for attention. They did not demand recognition. At lunch stops and evening gatherings, they offered peace talks and simple bracelets as reminders that peace must be practiced before it can be preached. Walking faithfully beside them was Aloka, a rescue dog whose calm presence became a symbol recognized far beyond the roadside.
The journey was not without sacrifice. On November 19, 2025, near Dayton, Texas, tragedy struck when a truck collided with the group’s es**rt vehicle. Venerable Maha Dam Phommasan suffered severe injuries that led to the amputation of his lower leg. The pilgrimage did not end. After surgery and recovery, he reunited with the monks in Snellville, Georgia, in January 2026 and continued forward. Around the same time, Aloka underwent TPLO surgery for a CCL injury in Charleston and later returned to walk short stretches as he healed. The road tested them. They answered with resolve.
Communities responded with recognition and respect. Austin declared November 5, 2025 as Walk for Peace Day. Greensboro honored the monks on January 19, 2026. North Carolina Governor Josh Stein recognized January 24, 2026 at the State Capitol. Virginia Governor Abigail Spanberger proclaimed February 2, 2026 as Walk for Peace Day in the Commonwealth. As millions followed the pilgrimage online, one truth became undeniable. Peace is not performed. It is practiced — mile after mile, state after state, heart after heart.
In 2023, they rested on the earth without applause. In 2026, America stood beside them. And in that contrast, a deeper story was written — not of fame, but of faith in action.
May you and all beings be well, happy, and at peace."

"

🙏

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(Immagine: Bhikku Paññākāra e il cane Aloka che accompagna i venerabili bhante)

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ZAZEN al Dojo Zen Sanrin lunedì (ore 20h) e i sabati (8h15)
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LA PORTA DELLA SAGGEZZA(articolo di Giuseppe Goldstein pubblicato da "Lion's Roar")- Attraverso la consapevolezza, possi...
11/02/2026

LA PORTA DELLA SAGGEZZA

(articolo di Giuseppe Goldstein pubblicato da "Lion's Roar")

- Attraverso la consapevolezza, possiamo osservare il funzionamento della mente, conoscere le radici della sofferenza e scoprire la pace che è sempre disponibile. -

Perché meditare e cosa impareremo praticandola? Si tratta solo di ridurre lo stress o di trovare un po' più di serenità nella nostra vita? O è qualcosa di più?
Nei versi iniziali del Dhammapada, la raccolta di versi degli insegnamenti del Buddha, il Buddha dichiara: "La mente è la precorritrice di tutte le cose".
Qui, "mente" significa più che semplici pensieri, più che il nostro intelletto. Mente significa la capacità fondamentale di conoscere, di essere consapevoli, e tutte le diverse qualità che caratterizzano questa consapevolezza in modi diversi. Queste qualità sono chiamate fattori mentali e sono le qualità che abbiamo coltivato, consapevolmente o inconsapevolmente, nel corso della nostra vita.
Alcuni fattori mentali sono salutari, il che significa che conducono a una maggiore felicità, mentre altri sono malsani, il che significa che conducono a maggiore sofferenza. Amore e odio, generosità e avidità, ammirazione e invidia, saggezza e illusione: tutti questi sono fattori mentali.

I fattori mentali emergono in diverse combinazioni a seconda del nostro condizionamento individuale. Ciò che facciamo, come ci sentiamo, tutte le nostre aspirazioni, tutti i nostri rimpianti: sono tutte espressioni o manifestazioni della mente.
Potremmo dire che la meditazione è un modo per dare un senso a tutto. C'è un verso di un'antica poesia anonima di un samurai che per me riassume l'essenza della nostra pratica: "Faccio della mia mente la mia amica".
Quando incontrai il mio primo insegnante, Anagarika Munindra, mi disse qualcosa di così diretto sulla pratica della consapevolezza e della meditazione che mi colpì immediatamente. Disse: "Se vuoi comprendere la tua mente, siediti e osservala".
Era semplice e ovvio. In quale altro modo avremmo potuto comprendere la nostra mente se non osservandola? Non c'era nessun rituale, nessuna cerimonia, niente a cui partecipare. Solo questa semplicissima pratica per imparare a osservare la nostra mente: la pratica della consapevolezza.
Quando lo facciamo, c'è un'intuizione che arriva subito. Credo che chi si siede anche solo per dieci minuti abbia questa intuizione, ed è la frequenza con cui la mente vaga, la facilità con cui si lascia trascinare dalle storie, dai progetti, dai ricordi, dai giudizi e dagli altri pensieri che abbiamo. Saliamo su questi treni di associazioni, senza nemmeno rendercene conto e senza avere idea di dove ci stiamo dirigendo.

A un certo punto, ci svegliamo dal nostro smarrimento in quel particolare pensiero e scendiamo dal treno, a volte in un ambiente mentale molto diverso. Anche questo è interessante da osservare: come i nostri pensieri condizionino le nostre emozioni. Ma il riconoscimento onesto di quanto spesso la nostra mente divaghi è la prima intuizione. La maggior parte delle persone che non hanno osservato la propria mente non lo sa, ed è un fatto comune per tutti noi. È davvero l'inizio della saggezza, vederlo.
Quindi, il primo passo è semplicemente calmare la mente. Iniziamo a capire che possiamo allenarci ad acquisire abitudini di attenzione. E questo è importante perché le abitudini di attenzione che abbiamo sviluppato plasmano la nostra vita e il modo in cui la viviamo. Ad esempio, quando iniziamo questa pratica di consapevolezza, potremmo notare molte volte uno stato che chiamo "più o meno consapevole", in cui siamo in un certo senso presenti, ma non completamente presenti. Vi racconterò una storia che mi ha chiarito questo punto.

Una volta, durante un ritiro in Nepal con il mio insegnante birmano, Sayadaw U Pandita, ho sperimentato la differenza tra una consapevolezza più o meno intensa e una piena consapevolezza. Le condizioni di questo ritiro erano davvero pessime: cibo scadente, solo un pavimento di cemento e un materassino qualsiasi che avevamo portato con noi per dormire. La mia stanza era proprio accanto alla latrina. Un sacco di odori. Mi sono ritrovato a brontolare molto dentro di me: il brontolio interiore, le lamentele interiori.
Un giorno andai a un colloquio di meditazione con il mio insegnante e gli raccontai cosa stavo provando, aspettandomi un po' di comprensione, o almeno empatia, per quello che stavo attraversando. Ma tutto quello che disse fu: "Sii più consapevole".
Il mio primo pensiero è stato: "Grazie mille! Soffro di tutte queste brutte condizioni e tu mi dici solo 'Sii più consapevole'?". Ma ho abbandonato lo scambio, sono uscito e ho iniziato a meditare camminando. Ho pensato: "Beh, è ​​un grande maestro di meditazione. Ha detto di essere più consapevole. Fammi provare".
In quel periodo di meditazione camminata, ho intenzionalmente avvicinato la mia attenzione. La mia abitudine all'attenzione era a metà strada, a metà strada no. Ma quando mi ha detto di essere più consapevole, ho capito: "Oh, posso cambiare questa abitudine all'attenzione".
Ho notato con maggiore precisione tutte le sensazioni che provavo mentre camminavo. Ed ecco che, man mano che la mia mente diventava più completamente presente, pienamente connessa all'esperienza del momento, tutti quei brontolii e quelle lamentele sono completamente scomparsi. Non c'era spazio per loro nell'immediatezza dell'esperienza del momento. Questo è ciò che si intende per " allenare le nostre abitudini di attenzione".
La meditazione è un allenamento a prestare attenzione alle cose con più attenzione, più attenzione, più precisione. Quando lo facciamo, la mente acquisisce maggiore chiarezza. Vediamo più immediatamente quando la mente è intrappolata in schemi di avidità o avversione – stati malsani che portano a maggiore sofferenza – e impariamo a non alimentare questi schemi. Al contrario, quando vediamo che la nostra mente è in stati salutari – diciamo generosità, amore o compassione – ci esercitiamo a coltivarli, e questo porta a una maggiore felicità.
Il maestro Zen vietnamita Thich Nhat Hanh ha espresso il valore di questo discernimento con semplicità. Ha detto: "La felicità è disponibile. Per favore, servitevi di essa". Possiamo farlo. Quando discerniamo la differenza tra pensieri sani e pensieri malsani, possiamo scegliere cosa coltivare e cosa abbandonare. Tutto questo è frutto della nostra pratica.

Man mano che andiamo avanti e che la consapevolezza si rafforza, iniziamo anche a notare un processo interessante, ma per lo più inosservato: oltre alla serie di pensieri a cui siamo abituati, c'è una corrente sotterranea costante di pensieri che emergono durante il giorno, e di cui non siamo quasi consapevoli.
Questi pensieri possono essere molto leggeri e rapidi, quindi spesso passano inosservati. Un maestro tibetano li ha definiti "i ladri della meditazione", perché entrano nella nostra mente senza che ce ne accorgiamo e ci rubano l'attenzione. Rubano la nostra consapevolezza.
Ho avuto un'esperienza chiara di questo, di nuovo, durante un ritiro. Stavo andando a fare una passeggiata con l'intenzione di essere consapevole e ci sono riuscito ragionevolmente per un po'. Ma poi ho iniziato a notare la frequenza di questi pensieri fugaci – un ricordo del passato o forse un rapido piano per il futuro – e che quando passavano inosservati, mi perdevo semplicemente nelle varie storie della mia mente.
Mi ha ricordato un'esperienza che potrebbe esservi familiare. Vi capita a volte di svegliarvi la mattina e poi di riaddormentarvi per qualche minuto? In quei pochi minuti, potreste entrare in un rapido stato di sogno e poi, dopo qualche altro minuto, svegliarvi particolarmente svegli e vigili.
Questa leggera corrente sotterranea di pensieri che affiorano durante il giorno è come uno stato di sogno, perché passiamo dall'essere consapevoli, attenti a ciò che sta accadendo, all'immergerci e perderci in questo pensiero. E poi, pochi istanti dopo, ci svegliamo da questo smarrimento.
Poi ho notato che molti di questi pensieri fugaci erano autoriferiti a un ricordo o a ciò che avrei fatto in futuro. Quando ho visto questo, mi è venuta in mente una frase: sto solo sognando di esistere. In quello stato onirico di essere inconsapevolmente perso in un pensiero, stavo rafforzando questa sensazione di sé e di "io". Quando ho visto questo, mi ha ispirato a prestare maggiore attenzione al flusso sotterraneo dei pensieri.

Se siete interessati ad approfondire questo argomento, vi suggerisco di prendervi un breve periodo di tempo, magari cinque minuti, due o tre volte al giorno, con l'intenzione di prestare attenzione a questi pensieri leggeri e fugaci che, senza quell'intenzione, potresti non aver notato. Credo che rimarresti sorpresi dalla frequenza con cui si presentano. Per quanto leggeri e rapidi possano essere, quando ci perdiamo dentro, condizionano e ricondizionano la nostra mente. È come la colonna sonora di un film.
Andiamo al cinema e ci immergiamo completamente nella storia. È proprio questo il senso dell'andare. Ma spesso, quando siamo davvero immersi nella storia, non ci rendiamo conto della colonna sonora di sottofondo. Eppure quella colonna sonora manipola completamente le nostre emozioni: la musica accelera e iniziamo a sentirci tesi. Poi la musica diventa dolce e suadente e possiamo sentire il nostro cuore rilassarsi. Il sottofondo dei pensieri è come la colonna sonora delle nostre vite. Poiché i pensieri hanno il potere di condizionare la nostra mente in modi diversi, è bene diventarne più consapevoli.

La buona notizia è che ogni volta che ci perdiamo nei pensieri, abbiamo la possibilità di risvegliarci. Invece di giudicarci per esserci persi – "Oh, la mia mente si è persa di nuovo. Non ce la faccio!" – possiamo gioire e imparare da tutti quei momenti di risveglio dallo smarrimento. All'improvviso, siamo vividamente consapevoli: "Oh, sto pensando!". Questo illumina ciò che stiamo effettivamente praticando. Stiamo praticando la veglia.
Continuando la nostra pratica, iniziamo a riconoscere gli schemi abitudinari che guidano le nostre vite. Si tratta di pianificazione ossessiva, preoccupazione o ansia? È la mente giudicante (di noi stessi o degli altri)? E iniziamo a vedere se le nostre azioni sono motivate da pensieri di generosità o amore, o da desiderio e rabbia, o (molto probabilmente) da una combinazione di tutti questi. Questo discernimento nel vedere i particolari schemi abitudinari dei nostri pensieri non è un esercizio teorico; ci mostra con grande chiarezza come stiamo realmente vivendo le nostre vite. Da lì possiamo prestare reale attenzione a quali qualità del cuore e della mente stiamo rafforzando o trascurando. Tutta la nostra vita diventa un campo di esplorazione.

Stiamo allenando la nostra mente in modi che conducono a maggiore felicità, maggiore pace, maggiore appagamento, e ci rendiamo conto di avere un ruolo attivo in questo processo. Niente di tutto ciò dipende da credenze cieche o dogmi. Gli insegnamenti buddhisti sono sempre un invito a ve**re a vedere con i nostri occhi, a mettere alla prova tutti gli insegnamenti nel laboratorio della nostra vita.
Man mano che la nostra attenzione si stabilizza, iniziamo a vedere la differenza, molto chiaramente, tra concetto ed esperienza diretta. Di solito, viviamo in un mondo di concetti. Osserviamo la natura e vediamo un albero o un lago. Ma l'occhio non vede l'albero o il lago. "Albero" e "lago" sono concetti – nomi e designazioni utili – ma non sono la realtà vivente. Ciò che l'occhio vede è colore e forma, o luce e ombra.

Quando la consapevolezza si approfondisce, sperimentiamo la realtà che sta al di là dei concetti. Ciò che accade realmente, momento dopo momento, nelle nostre vite è molto semplice. Sensazioni, colori, suoni, movimenti, tutto nasce e svanisce momento dopo momento.
Il Buddha descrisse questa realtà sottostante nel Sabba Sutta , un discorso sorprendente e radicale. In esso, il Buddha descrisse la totalità – il tutto – della nostra esperienza in sei brevi frasi: l'occhio e gli oggetti visibili, l'orecchio e i suoni, il naso e gli odori, la lingua e il gusto, il corpo e le sensazioni fisiche, e la mente e gli oggetti mentali (ovvero pensieri, emozioni o immagini percepite dalla mente). Pensiamo che la vita sia così complicata, così confusa. A livello concettuale, certamente può esserlo. Ma quando ci immergiamo nella comprensione meditativa della realtà sottostante, accadono solo sei cose: immagini, suoni, odori, sapori, sensazioni e oggetti mentali. Quando vediamo direttamente, senza la sovrapposizione del pensiero, la nostra esperienza del mondo diventa vivida, viva.

Una volta uno studente andò da Suzuki Roshi, il maestro Zen fondatore del San Francisco Zen Center, e gli disse: "Roshi, ascolto i tuoi discorsi da anni e ancora non capisco. Potresti per favore esprimere il Buddhismo in poche parole?". Roshi rifletté per un attimo e rispose: "Tutto cambia".
Intellettualmente, sappiamo tutti che tutto cambia, ma quanto spesso viviamo e manifestiamo le implicazioni della vera comprensione? Se amiamo l'estate e le siamo attaccati, come ci sentiamo quando il clima si fa più freddo? Se siamo attaccati alla giovinezza e ci aggrappiamo a essa, come ci sentiamo quando il corpo invecchia e si indebolisce? Se siamo attaccati a ciò che cambia, questo attaccamento sarà causa di sofferenza.
Una volta, durante un ritiro, un meditatore venne da me e mi disse di aver avuto questa intuizione. Disse che resistere al cambiamento è come aggrapparsi a una corda che viene tirata; più la tieni stretta, più ti brucerai. Ti stai aggrappando a qualcosa che, per sua stessa natura, ti viene tirato tra le mani, per così dire, perché è in un processo di cambiamento.

Attraverso la consapevolezza, iniziamo a vedere tutto questo molto chiaramente, e questa consapevolezza può, col tempo, affinarsi. Inizia a permeare tutti gli aspetti della nostra vita. Man mano che ci aggrappiamo meno ai fenomeni mutevoli, sperimentiamo maggiore serenità.
Man mano che la nostra esperienza vissuta e immediata dell'impermanenza si approfondisce, iniziamo anche a comprendere la liberatoria realizzazione dell'altruismo. Ci aggrappiamo meno all'idea del sé. Crediamo che ci sia un "io" essenziale, un "me", un "io", dietro ogni esperienza a cui essa sta accadendo. Ma questo "io" è solo un altro concetto.
Probabilmente conoscete la costellazione dell'Orsa Maggiore. Se uscite di notte, non è difficile individuarla. Ma esiste davvero un "Orsa Maggiore" nel cielo? No. Ciò che vediamo sono le luci delle stelle disposte in un certo schema, e questo schema ricorda l'Orsa Maggiore, quindi gli abbiamo dato questo nome.
Il nome è utile. Se vi trovate in mezzo all'oceano e cercate di orientarvi, cercare l'Orsa Maggiore può aiutarvi a trovare la Stella Polare. Ma "l'Orsa Maggiore" non è la realtà di ciò che si sta vivendo. È un concetto, come il sé.
Provate a uscire di notte e a non vedere l'Orsa Maggiore. È estremamente difficile non vederlo perché siamo stati condizionati a percepirlo quasi immediatamente.
Così come è difficile non vedere l'Orsa Maggiore, è ancora più difficile comprendere il non-sé, perché "sé" è come "Orsa Maggiore". Il Sé è un concetto che descrive un certo schema di elementi, combinati in un certo modo. Ci alziamo la mattina, ci guardiamo allo specchio: "Sì, sono io". Riconosciamo lo schema riflesso.

La nostra pratica inizia davvero a svelare questo concetto di sé. Potremmo chiederci: se è solo un concetto, perché la fede in esso è così profondamente radicata in quasi tutti?
Sebbene il sé sia ​​un costrutto mentale, siamo affascinati dalla sensazione percepita del sé, che si manifesta in ogni momento in cui ci identifichiamo con un'esperienza emergente. Abbiamo l'idea del "mio pensiero" o "sto pensando". Nasce la rabbia, e invece di "c'è rabbia", pensiamo "sono arrabbiato".
L'io e il mio sono extra, aggiunti alla nostra pura attenzione, alla nostra pura consapevolezza. Il senso percepito dell'"io" è così forte perché siamo abituati a identificarci con così tante parti diverse della nostra esperienza, del corpo, della mente.
Un altro modo di inquadrare la nostra esperienza potrebbe essere quello di eliminare l'"io": c'è rabbia. C'è amore . Non è "sto pensando", ma piuttosto è il pensiero stesso a pensare. Il pensiero è il pensatore. L'amore ama. La rabbia fa arrabbiare. La paura teme. Queste qualità mentali stanno semplicemente manifestando la loro natura.

Quando lo comprendiamo – cosa che facciamo prestando attenzione consapevole – entriamo in un livello di esperienza in cui non ci identifichiamo con i fenomeni mentre si presentano. Il Buddha sottolineò l'importanza di questa consapevolezza quando disse: "Lasciar andare l'"io sono" è la fine della sofferenza".
Quando quella sensazione di sé svanisce, anche solo per un istante, intravediamo, assaporando un po' di libertà. Attraverso la pratica della consapevolezza, vediamo come funziona la mente, come nasce la sofferenza e come la pace sia possibile. È davvero la porta d'accesso alla saggezza."

* * *
Joseph Goldstein è cofondatore dell' "Insight Meditation Society" di Barre, Massachusetts, USA, dove è uno degli insegnanti guida residenti. È autore di diversi libri, tra cui " One Dharma: The Emerging Western Buddhism" .

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Che tutti possiate stare bene, sereni, sani, al sicuro dai pericoli e sempre in pace... 🙏



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(Immagine: "La vittoria", dipinto da R. Magritt, 1939)

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In Piemonte, a Fossano

"Il vento che attraversa le porte del dojo, nessuno lo trattiene." Il Dojo Zen Sanrin appartiene alla tradizione buddhista Mahayana Zen Soto, antica scuola originariamente fondata in Cina da Tozam Ryokai e Sozan Honjaku, poi, portata in Giappone dal grande Maestro Dogen Zenji Sama (1200 – 1253), ed infine in Europa dal Maestro Taisen Deshimaru Roshi (1914 – 1982). Il dojo è il "luogo in cui si pratica la Via" , nei dojo zen si pratica la Via del Dharma dei Buddha e, pertanto, innanzitutto zazen. Anche se zazen può essere praticato ovunque, il dojo, soprattutto agli inizi, è il luogo più appropriato nel quale praticare sotto la guida sicura di un maestro di riferimento - nel caso di questo dojo zen, il Maestro Yuno Roland Rech - e di insegnanti praticanti più anziani. Un dojo zen offre ed esprime le condizioni ideali per la pratica: andare insieme agli altri al di là del proprio io, al di là delle discussioni, attraverso la concentrazione sulla postura e su ogni azione, armonizzarsi con gli altri, con se stessi e con la realtà che ci circonda, conformandosi spontaneamente alle regole tradizionali. Zazen inizia sempre all'ora esatta ed è pertanto necessario ritrovarsi nel dojo almeno un quarto d'ora prima, o all’orario di apertura della sede quando si desidera essere introdotti alla pratica per la prima volta. Al Dojo Zen Sanrin di Fossano, gli orari sono: lunedì (apertura, 19:15) zazen: 20:00 - 21:30 martedì (apertura, 19:45) zazen: 20:30 - 22:00 sabato (apertura, 7:30) zazen: 8:15 - 9:45 Oltre agli orari di meditazione, il Dojo Zen Sanrin è aperto - su appuntamento - i lunedì pomeriggio per il servizio di ascolto relativo al lutto, lo "sportello silenzio", e i martedì pomeriggio per la pratica del rilassamento "la ciotola vuota" eseguita con le campane nepalesi-tibetane le quali sono state introdotte anni fa da noi per la prima volta in città; inoltre, mensilmente è aperto per la pratica della calligrafia "shodo" e per degli incontri dedicati alla educazione alla pace dei bambini: per partecipare liberamente a ciascuna di queste attività è gradita una previa prenotazione, visto la limitata capacità della sede e del numero dei monaci che si rendono disponibili a guidare le attività. Siccome siamo una associazione senza scopo di lucro, in accordo con l'INTESA firmata dallo Stato Italiano con l'Unione Buddhista Italiana, si informa che secondo la disposizione di legge è possibile fare donazioni a sostegno del Dojo Zen Sanrin: in tal caso, le donazioni devono essere fatte direttamente all’UBI con l'indicazione del nome specifico cui va indirizzata, cioè, nel nostro caso, all'ASSOCIAZIONE ZEN SANRIN (la quale supporta il Dojo Zen Sanrin). Sarà compito dell’UBI provvedere a girare l’importo donato al centro indicato dal donante. Per favorire la tracciabilità, le donazioni dovranno essere effettuate direttamente all’UBI tramite bonifico bancario al loro IBAN: IT73C0100514004000000001171, indicando i dati del donatore (comprensivi del suo codice fiscale), la causale "donazione liberale per il sostegno al culto", e il nome del centro associato (Ass. San Rin / Dojo Zen Sanrin) a cui questa andrà devoluta.

A mani giunte, in gassho, grazie.