04/02/2026
Diciamolo ad alta voce
Nicola Fratoianni si è presentato in aula alla Camera con sul petto una spilla su cui era scritto: “ICE OUT”.
Poi, dopo aver ascoltato l’informativa del ministro dell’Interno Piantedosi sull’Ice in Italia, piena di inciampi e di contraddizioni, si è rivolto direttamente al ministro con un discorso che riassume e mette a n**o e smaschera settimane di falsità, menzogne, imbarazzi, goffi tentativi di minimizzare da parte del governo Meloni.
“Signor Ministro, le richiedo quello che le avevamo chiesto nei giorni scorsi: il 24 gennaio lei ha mentito di fronte a questo Paese?
Glielo chiedo ancora una volta con la massima calma, ma le assicuro anche con la massima determinazione.
Ha mentito, signor ministro, oppure non sapeva niente?
No, perché oggi è venuto qua, ci ha spiegato che l'ICE è nel nostro Paese da un sacco di tempo, che sono degli ‘angeli del bene’ e si occupano di cose bellissime (…)
Ma il punto resta.
Lei, 24 gennaio, a domanda precisa ha detto a questo Paese che non sapeva niente della presenza dell’Ice in Italia alle Olimpiadi.
Ma lei non è un passante, lei è il ministro dell'Interno. Se il Ministro dell'Interno nel nostro Paese dice che non sa niente della presenza di Ice, due sono le possibilità: o sta mentendo, e il dubbio francamente oggi viene, oppure non ne sapeva nulla, ed è altrettanto grave.
Le pare normale che il Governo di un grande Paese nostro alleato, come lei oggi ha tenuto a ribadire più e più volte, non la informi su come intende organizzare e presidiare la sicurezza delle proprie delegazioni?
Lei ha evitato di dire una semplice parola sul fatto che oggi la presenza di Ice in Italia, imposta dall'amministrazione Trump, ha in tutta evidenza l'obiettivo di legittimare la svolta autoritaria repressiva che l'amministrazione Trump ha impresso a quell'agenzia di sicurezza. È inutile che lei mi spieghi degli accordi precedenti.
Non ne possiamo più. Ogni volta è sempre lo stesso refrain: "L'avevate fatto anche voi" e "Voi avevate fatto questo" e "Non avevate fatto quell'altro".
Occupatevi di quello che state facendo. Ormai da quasi quattro anni siete al governo del Paese, rispondete delle vostre scelte e delle vostre responsabilità.
L'Ice di ieri non è l'Ice di oggi, non è l'Ice a cui Donald Trump e la sua amministrazione hanno consapevolmente affidato il mandato di scorrazzare per le strade degli Stati Uniti d'America come una banda di assassini e tagliagole a compiere esecuzioni a sangue freddo nei confronti di cittadini americani, a rapire bambini e a deportare la popolazione, a costruire elementi di disordine e di paura contro cui, per fortuna, una grande parte della società americana, del mondo della cultura, dello spettacolo, della politica, dell'arte, dello sport si sta ribellando usando parole ben più pesanti di quelle che l'opposizione in questo Paese ha utilizzato per segnalare un legittimo elemento di preoccupazione.
Altro che infondata preoccupazione.
E a queste legittime preoccupazioni, espresse anche dal sindaco di Milano Beppe Sala, lei non ha offerto alcuna risposta, come non ha risposto sulle contraddizioni nelle quali siete pietosamente inciampati, arrotolati uno dietro l'altro.
Prima lei dice che non ne sa niente. Poi il presidente della Regione Fontana la smentisce. Poi arriva l'ineffabile ministro Tajani che proprio nel giorno della memoria, con una, diciamo, scelta di tempo francamente disarmante, ci dice che insomma, non stanno mica arrivando le SS. No, non sono le SS, sono una banda di assassini tagliagole.
Gli italiani non li vogliono.
Il successo della nostra raccolta di firme che in poche ore ha superato le 60.000 firme lo dimostra.
Le spillette vanno a ruba perché a volte anche una spilletta serve non a risolvere un problema, ma a segnalare una postura, ad assumere una parte, perché noi scegliamo sempre una parte. Siamo contro la parte dei razzisti, contro la parte di chi individua in ogni fragilità il nemico da colpire.
Siamo dalla parte opposta di chi immagina che sia bella una società in cui il controllo è spinto alla massima potenza: Paragon, Palantir, i controlli preventivi, la riduzione degli spazi democratici.
Esattamente la parte a cui guardate voi.
In ogni occasione, con strumentalità usate quel che accade e su cui tutti e tutte esprimono posizioni chiare per restringere ancora gli spazi democratici.
E noi non ve lo consentiremo.”
Grazie Nicola per averlo detto per tutti.
👏👏👏