Fisioterapista Umberto Crainich

Fisioterapista Umberto Crainich Evidence-based rehabilitation. Integrated multi-professional team that fully embrace the biopsychosocial model of care.

15/01/2026

Nel lavoro quotidiano con persone con dolore muscoloscheletrico capita spesso che emergano anche altre condizioni: diabete tipo 2, ipertensione, una cardiopatia stabile, osteoporosi.
Non sono dettagli. Cambiano il modo in cui si valuta il carico, si costruiscono le progressioni, si gestisce la sicurezza senza rinunciare all’efficacia dell’esercizio. 🧠

Questo corso nasce da qui: portare l’Exercise Medicine dentro la pratica clinica reale, quando le comorbidità fanno parte della persona che hai davanti. ✅

Exercise for Comorbidities in patients with musculoskeletal pain
Docente: Elena Ellero
20–22 marzo 2026
Gate 51, Conegliano (TV) 📍
Lingua: italiano
Destinatari: fisioterapisti, medici e professionisti dell’esercizio clinico

Info e iscrizioni: https://www.movefisioterapia.it/exercise-for-comorbidities-in-patients-withmusculoskeletal-pain/

13/01/2026

🎥 Valutazione della performance con

In-season vs off-season

Abbiamo confrontato i dati raccolti durante la stagione con quelli dell’off-season per monitorare l’andamento della performance.

Forza di arti inferiori e superiori, potenza nei salti: parametri testati per costruire un programma di allenamento mirato, efficace e utile nella prevenzione degli infortuni.

Questi dati sono anche fondamentali per ottimizzare la performance sportiva, adattando il carico di lavoro alle reali esigenze della squadra.

07/01/2026

Essere sedentari non è neutro per cuore e metabolismo. 🪑❤️

Per “comportamento sedentario” si intende il tempo passato seduti o sdraiati da svegli (ufficio, auto, divano), con un dispendio di energia molto basso. Chi passa molte ore così ha più rischio di sviluppare problemi cardiometabolici: aumento di peso, circonferenza vita più alta, pressione e glicemia fuori range, colesterolo alterato. Molti di questi cambiamenti sono silenziosi: i segnali arrivano spesso dagli esami del sangue o dal misuratore di pressione, più che dai sintomi.

Una revisione di 54 studi clinici ha visto che interventi mirati a ridurre la sedentarietà (da circa 30 fino a oltre 60 minuti in meno al giorno, per almeno alcune settimane) portano piccoli ma misurabili cambiamenti: qualche etto in meno, vita un po’ più stretta, pressione sistolica leggermente più bassa, profilo lipidico e insulina un po’ migliori. Non sono “cure miracolose”, sono aggiustamenti graduali che nel tempo possono pesare sulla salute. 💊➡️🚶‍♀️

Ridurre la sedentarietà non significa per forza iscriversi in palestra: vuol dire spezzare le lunghe ore seduti con pause in piedi o camminando, usare le scale, organizzare il lavoro perché il corpo non resti fermo per l’intera giornata.

In un percorso multidisciplinare il medico valuta i fattori di rischio e le terapie, mentre fisioterapisti e chinesiologi possono aiutarti a trovare il modo giusto di muoverti, tenendo conto di patologie, dolori e fatica.

Al Move lavoriamo proprio su questo: trasformare, passo dopo passo, giornate troppo sedentarie in giornate con più movimento possibile, sostenibile e sicuro per te.



Hadgraft NT, Winkler E, Climie RE, et al. Effects of sedentary behaviour interventions on biomarkers of cardiometabolic risk in adults: systematic review with meta-analyses. Br J Sports Med. 2021;55(3):144-154. doi:10.1136/bjsports-2019-101154.

02/01/2026

Quando si passa dall'adolescenza ai primi anni dell'età adulta, l'attività fisica quotidiana tende a calare. Non è solo "pigrizia": studi longitudinali mostrano che in pochi anni i minuti al giorno di movimento moderato-intenso diminuiscono sia nei ragazzi sia nelle ragazze. 🚶‍♀️

Per attività moderato-intensa si intende quel movimento che fa lavorare un po' di più cuore e respiro: camminata veloce, bici, sport, salire le scale senza fermarsi.

Alcuni segnali da non ignorare:

* fai fatica a trovare anche 20-30 minuti di cammino a passo svelto
* passi quasi tutta la giornata seduto
* il fiato corto arriva prima di qualche anno fa
* piccoli sforzi ti lasciano esausto più del previsto

Capire quanto ci si muove davvero non è così semplice: i questionari tendono a sovrastimare l'attività, mentre sensori e dispositivi indossabili danno una fotografia più precisa. Conta il quadro generale nel tempo, non la singola giornata "andata male".

Non esiste un unico trattamento valido per tutti, ma un insieme di scelte realistiche: aumentare gradualmente i minuti di cammino, usare la bici quando possibile, inserire esercizi mirati e adattare il carico in base a dolore, affaticabilità e impegni di vita.

Al Move fisioterapisti e chinesiologi valutano il tuo livello di attività, ascoltano obiettivi e limiti e costruiscono con te un percorso di esercizio progressivo e personalizzato, pensato per essere sostenibile nel tempo, senza forzature e senza promesse miracolose. 💪

Se ti riconosci in questo calo di movimento, confrontarti con un professionista può aiutarti a ripartire in modo sicuro e graduale.



Corder K, Winpenny EM, Love R, et al. Change in physical activity from adolescence to early adulthood: a systematic review and meta-analysis of longitudinal cohort studies. Br J Sports Med. 2019;53(8):496-503. doi:10.1136/bjsports-2016-097330.

🎾
30/12/2025

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🎾 Il padel è divertente, ma chiede molto al corpo. Uno studio su oltre 200 giocatori mostra che gli infortuni sono frequenti e legati a fattori molto concreti: più ore di partita, più anni di gioco e livelli più alti aumentano il rischio.

Gli infortuni più comuni riguardano muscoli, tendini e legamenti. I campi con sabbia sono associati a più problemi muscolari e legamentosi; le racchette da 350–370 g compaiono spesso nei giocatori con lesioni; le suole a spina di pesce sono frequenti nei casi più severi.

Un dato interessante riguarda la parte mentale. Chi, nel questionario usato dallo studio, aveva punteggi più bassi nelle abilità utili in gara (come concentrazione, gestione delle situazioni e autocontrollo), riportava più tendinopatie. Non si parla di “cause psicologiche”, ma del fatto che una gestione meno efficace della fatica mentale può rendere meno efficienti i movimenti e aumentare il carico su alcuni gesti ripetitivi.

🔎 Attenzione a segnali come: dolore che dura giorni, gonfiore che non cala, rigidità al risveglio, difficoltà a caricare o ricadute sempre nello stesso punto.

Il quadro è complesso: gli infortuni nel padel nascono da un mix tra tecnica, carico, superficie, attrezzatura e stato psicofisico.

In questo contesto la fisioterapia può aiutare a gestire il carico, recuperare mobilità e forza e organizzare un rientro in campo progressivo, in coordinamento con gli altri professionisti che ti seguono, lavorando su obiettivi realistici e su ciò che serve al tuo corpo per tornare a funzionare bene.



Rocamora-López G, Mateo-Orcajada A. Analysis of differences in injuries in padel players according to sport-specific factors, level of physical activity, adherence to the Mediterranean diet, and psychological status. Sports. 2025;13:228.

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28/12/2025

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La ricerca mostra che il rischio di infortunio cresce soprattutto quando il carico aumenta troppo in fretta, oppure quando si riparte forte dopo periodi molto scarichi. Il corpo tollera meglio ciò a cui è abituato, fatica con ciò che arriva all’improvviso.

📌 Segnali da ascoltare
dolore che compare dopo cambi bruschi
fatica che dura più del solito
sensazione di “non tenere il ritmo” dopo una pausa lunga

📌 Perché succede
Non esiste una regola universale (nemmeno il famoso +10%).
Il rischio non dipende solo dall’allenamento: influiscono sonno, stress, forza di base, esperienza e qualità del recupero.

📌 Cosa può aiutare
Costruire un carico stabile nel tempo e aumentarlo gradualmente.
Evitare salti troppo grandi tra una settimana e l’altra.
Inserire variazioni sensate, senza forzare.

Quando il dolore torna spesso o non capisci da cosa dipende, la fisioterapia può aiutare a leggere il quadro: storia del carico, capacità fisiche, recupero, ritmo di allenamento. L’obiettivo è rendere lo sport più sostenibile, non limitarti.

Se vuoi un confronto sul tuo modo di allenarti, possiamo parlarne.



Gabbett TJ. Debunking the myths about training load, injury and performance. Br J Sports Med. 2020;54:58–66.

Welcome Giulia! 💪🏼🌀
09/12/2025

Welcome Giulia! 💪🏼🌀

Da oggi fa parte del team MOVE anche la dott.ssa Giulia Fenu, fisioterapista con una formazione specifica sul recupero muscoloscheletrico e sul ritorno alla performance.

Giulia si è laureata in Fisioterapia con lode all’Università degli Studi di Udine nel 2020. Arriva da molti anni di danza classica e ha scelto fin da subito di concentrarsi su colonna, arti inferiori e infortuni sportivi.

Nel 2024 ha completato un Master of Science in Strength and Conditioning alla Middlesex University di Londra, con una tesi sulle performance di forza e sul salto verticale in atleti dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore. Una formazione che le permette di programmare l’esercizio in modo preciso, dal post-infortunio al ritorno in campo.

Al MOVE si occupa in particolare di:
• disturbi acuti e persistenti della colonna vertebrale
• problematiche degli arti inferiori
• infortuni sportivi e ritorno all’attività

In studio l’esercizio è lo strumento principale del suo lavoro: i programmi sono graduati e costruiti insieme alla persona, con l’obiettivo di tornare a fare quello che conta davvero, nello sport e nella vita di tutti i giorni.

👋 Benvenuta Giulia, buon lavoro al MOVE.

03/12/2025

Il mal di schiena che dura da tempo è una condizione complessa. Le ricerche mostrano che a influenzarlo non sono solo i fattori biologici, ma anche quelli psicologici e ambientali 🔍.

Uno studio condotto su più di 900 persone ha evidenziato che chi vive il movimento come potenzialmente dannoso tende ad avere una funzione della schiena leggermente ridotta. Non si tratta di grandi differenze, ma di variazioni misurabili nella mobilità e nei test clinici.

Queste convinzioni di paura-evitamento possono svilupparsi dopo periodi prolungati di dolore, quando ogni gesto sembra rischioso. Con il tempo, questo atteggiamento prudente può trasformarsi in un circolo che limita i movimenti e rende il dolore più persistente ⚠️.

Non significa che il dolore sia immaginario. Significa che corpo, sistema nervoso e percezioni lavorano insieme. Per molte persone, il recupero passa anche dal ricostruire un rapporto più sicuro con il movimento: capire cosa sta accadendo, esplorare gesti accessibili, ritrovare fiducia nel proprio corpo 💪.

Nei percorsi di Move questi aspetti vengono affrontati con gradualità, ascolto e un approccio che integra competenze diverse quando necessario, con l’obiettivo concreto di migliorare la qualità della vita di chi convive con il mal di schiena.

Se la situazione sta diventando pesante da gestire da soli, parlarne con un professionista può aiutare a orientarsi e trovare strategie più sostenibili 🌿.



Taheri N, Becker L, Fleig L, et al. Fear-avoidance beliefs are associated with changes of back shape and function. PAIN Reports. 2025;10:e1249. doi:10.1097/PR9.0000000000001249.

É uscito il calendario formativo MOVE 2026!Sarà un anno incredibile, con tanti docenti di alto livello e molte novità in...
25/11/2025

É uscito il calendario formativo MOVE 2026!

Sarà un anno incredibile, con tanti docenti di alto livello e molte novità in arrivo! 🚀

21/11/2025

Un’ampia revisione scientifica pubblicata nel 2024 mostra che circa un quinto di bambini e ragazzi vive un dolore che dura da più di tre mesi. Le forme più comuni sono mal di testa, dolore addominale, mal di schiena e dolori muscoloscheletrici. Le ragazze risultano colpite più frequentemente.

Questo dolore può influire su scuola, sonno, attività quotidiane ed equilibrio emotivo. In molti casi non c’è una singola causa: intervengono fattori biologici, psicologici e sociali che si intrecciano, rendendo la diagnosi complessa. Anche gli esami non sempre chiariscono l’origine del dolore.

⚠️ Quando approfondire
Se il dolore limita le attività, persiste da mesi, coinvolge più zone o si associa a difficoltà emotive o scolastiche, è utile una valutazione professionale. Gli eventuali accertamenti medici restano prioritari quando necessari.

🧩 Cosa può aiutare
Le linee guida internazionali indicano percorsi che integrano movimento graduale, educazione sul dolore e strategie per gestire sonno e stress. Non sono interventi risolutivi immediati, ma possono ridurre l’impatto del dolore sulla vita quotidiana.

🏃‍♂️ Il ruolo della fisioterapia
La fisioterapia può contribuire in un percorso multidisciplinare, aiutando bambini e adolescenti a tornare alle attività in modo sicuro e graduale. Al Move lavoriamo con programmi personalizzati e basati sulle evidenze, in collaborazione con altri professionisti quando serve.

📩 Se il dolore sta diventando un ostacolo, possiamo valutare insieme il percorso più adatto.



Chambers CT et al. The prevalence of chronic pain in children and adolescents: a systematic review update and meta-analysis. Pain. 2024;165(10):2215-2234. doi:10.1097/j.pain.0000000000003267.

11/11/2025

Eight days, two editions, one goal: to improve the management of musculoskeletal pain in everyday clinical practice, offering the best possible care to the patients we work with every day.

The first module of the Certificate in Advanced Musculoskeletal Pain Care with Tim Mitchell has come to an end.

This program was created to train physiotherapists capable of integrating scientific evidence, clinical reasoning, and genuine person-centered care.

📍Next modules:
• 29 January – 1 February 2026
• 5 – 8 February 2026
Modules focused on the cervical and thoracic spine, led by Robert Waller.

04/11/2025

📍Pordenone
Advanced Musculoskeletal Pain Care Certificate

Si è conclusa oggi la prima parte del percorso, con il primo gruppo di partecipanti.
Giovedì prenderà il via il secondo gruppo.

Grazie a tutti i partecipanti, e a Tim Mitchell e Luca Maestroni Physiotherapy Applied Science per la qualità della docenza e della guida didattica.

Indirizzo

Via Del Molino, 44
Francenigo
31010

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